L’evoluzione del sistema quattro-terzi: Panasonic DMC-G1

14 Settembre 2008 di imarellis  

Panasonic ha tolto i veli al progetto G1, dando origine non solo al nuovo corso del rinnovato sistema quattro-terzi (baionetta ottiche Micro 4/3), ma soprattutto ad una nuova specie di apparecchi. Infatti questa fotocamera, a seconda di come la si osservi, ci può apparire come una reflex senza specchio e pentaprisma, oppure come una bridge camera con la possibilità d’intercambiare le ottiche.

 pansonic-dmc-g1.jpg
Nonostante il termine <reflex> sia stato adottato in virtù dell’implementazione di uno specchio mobile, sia l’intercambiabilità delle ottiche che il sensore ad ampia area fanno della G1 una fotocamera in grado di confrontarsi con il mondo D-slr.
Le sue caratteristiche ruotano attorno alla nuova baionetta ottiche Micro quattro-terzi (Lumix G Micro System) che opera davanti ad un sensore LiveMOS (standard 4/3) da oltre 12 Mpixel, coordinato dal core Venus Engine HD. Meritano menzione i dispositivi per l’inquadratura, entrambi in grado di coprire il 100% del campo inquadrato dove il mirino EVF sfiora 1,5 Mpixel di risoluzione, mentre il display è da 3″ per 460.000 punti. Tra le altre caratteristiche segnaliamo la disponibilità del formato raw, l’implementazione dei sistemi Anti-Dust (Supersonic Wave Filter) ed Anti-Shake (Mega O.I.S. nelle lenti) nonchè l’uscita HDMI. Precisiamo infine che il nuovo attacco (Micro 4/3) è meccanicamente incompatibile con il vecchio 4/3 ma che in tal senso è disponibile in opzione un anello adattatore (DMW-MA1PP) con cui utilizzare le vecchie ottiche, seppur con qualche limitazione nella messa a fuoco automatica. La Panasonic DMC-G1 sarà disponibile dal 1 novembre 2008: ulteriori informazioni le potete già ottenere dal sito italiano del colosso giapponese.

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Commenti

2 commenti a “L’evoluzione del sistema quattro-terzi: Panasonic DMC-G1”
  1. oxide says:

    Ottima iniziativa da parte di Olympus e Panasonic. Consentirà di avere macchine e ottiche compatte. Alcune funzionalità offerte dal mirino elettronico (il preview del motion-blur e della profondità di campo) sono realmente innovative.

    Se svilupassero un’ottica tuttofare (sulla falsariga del Tamron 18-270) potrebbe essere un buon upgrade per la mia FZ50 (personalmente non sono attratto dal fatto di dovermi portare dietro ottiche multiple…)

    Però le ottiche presentate in kit con questa macchina sono piuttoto scurette, forse sarà meglio attendere di vedere se Leica svilupperà qualcosa di meglio :P

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  2. Paolo Marelli says:

    Sì, la G1 rompe con i vincoli che le moderne reflex digitali si trascinano dalla pellicola. Tuttavia non dimentichiamoci che a oggi tutti i mirini reflex ottici hanno mostrato prestazioni ben superiori rispetto a qualsiasi Evf (e hanno quasi tutti il pulsante per il controllo ottico della profondità di campo). Sarà molto interessante verificare su strada il comportamento di questo innovativo mirino elettronico implementato dalla G1.
    Circa l’obiettivo penso che la possibilità d’intercambiare le ottiche rimanga una caratteristica fondamentale per un uso evoluto di una fotocamera, poichè ci ripara da qualsiasi esigenza futura legata a nuovi interessi nel campo fotografico e, nel caso, ci tutela sulla qualità: sono d’accordo circa la comodità di una lente tuttofare, ma con estensioni così spinte è chiaro che si lascia sempre qualcosa sul campo in termini di resa ottica delle lenti.

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