Vi chiederete, ma cos’è il MAME e chi lo ha inventato? Il 5 febbraio di dodici anni fa l’italiano Nicola Salmoria rilascia la prima versione (la 0.1) del MAME, acronimo di Multiple Arcade Machine Emulator, ossia il primo software in grado di emulare varie piattaforme di gioco su Ms-Dos.

Scopo del programma era quello di preservare la storia dei video giochi delle macchinette (definite coin-op per il fatto che bisogna inserire la moneta per farle funzionare). Salmoria aveva avuto l’idea di unire più emulatori trovati in rete in un unico programma in grado di eseguire più giochi.
Parallelamente a MAME, che funzionava sotto Dos, partì lo sviluppo di MAME32 (ora chiamato MAMEUI), una versione per Windows a 32 bit.
Nel 1998 la versione 0.34 raggiunse la quota dei 1000 titoli supportati. Oggi, l’ultima versione stabile di MAME è la 0.129, rilasciata il 4 gennaio 2009, che supportata 3938 titoli, 7480 contando anche i vari cloni. Il progetto ora è coordinato da Aaron Giles.
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Scusami Direttore ma non ho mai capito se usare MAME è una cosa regolare o meno. Potresti chiarirmi le idee?
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Da Wikipedia
Il problema legale maggiore quando si parla del MAME è quello delle ROM. Dal punto di vista legale un ROM set altro non è che una copia del gioco originale. Per questo motivo s’incorre in violazione di copyright nel caso in cui non si abbia l’originale del gioco stesso che nel caso delle piattaforme arcade è la scheda con i chip. Online si trovavano siti da cui scaricare tutti i giochi emulati dal MAME ma dopo varie pressioni legali questi siti hanno dovuto eliminare il servizio. Attualmente i giochi si possono trovare sulle reti peer-to-peer e attraverso sistemi di vendita on-line. La vendita di ROM è soggetta alle restrizioni sulla vendita di materiale coperto da copyright, ed il loro acquisto da venditori che non detengono il diritto alla vendita è legalmente perseguibile. È vietato (la licenza del MAME è piuttosto chiara in merito) distribuire il MAME sullo stesso supporto in cui si trovano i giochi copiati. Esiste però un caso di ROM che si può tenere liberamente a fini personali: si tratta di World Rally della Gaelco, un gioco di corse che ha spopolato come arcade.
Tolto ogni dubbio sulla legalità delle copie dei giochi, rimane il dubbio sulla legittimità etica dell’emulazione di piattaforme che ancora oggi si trovano comunque in bar e sale giochi. Lo spirito del MAME non è comunque quello di evitare ai giocatori di pagare per giocare, ma solo quello di preservare questi giochi e di documentarne l’hardware. Storicamente il poter giocare col MAME è infatti considerato dai suoi creatori un “nice side effect” (piacevole effetto collaterale). Per di più è una storica politica del MAME quella di non includere giochi troppo recenti nell’emulatore. L’attuale licenza di MAME prevede che siano passati almeno 3 anni dall’uscita del gioco, e che il gioco non sia più attivamente commercializzato, prima che venga incluso nei sorgenti ufficiali (anche se spesso, contro la licenza del MAME si trovano in rete versioni modificate con il supporto di giochi molto recenti). Esistono comunque casi di giochi, che pur non essendo attivamente in commercio, sono stati rimossi dal codice per espressa richiesta delle case produttrici.
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