Lo scorso anno sarà ricordato negli annali come il punto di inizio di una nuova categoria di sistemi, prima inesistente e oggi, a poco più di 12 mesi dalla loro nascita, presenti sul mercato in quantità impressionanti: i netbook.
La filosofia iniziale di Asus, fautrice della prima incarnazione netbook con l’Eee Pc, era quella di offrire agli utenti un piccolissimo sistema portatile, dotato del minimo indispensabile per funzionare correttamente ad un prezzo estremamente contenuto.
Nella pratica un notebook di nuova concezione, dal peso di 1 solo kg e con un prezzo inferiore ai 300 euro. La rivoluzione ha avuto inizio così…
I primi netbook adottavano nella maggior parte dei casi un sistema operativo basato su una distribuzione Linux opportunamente configurata, come Xandros per l’Eee Pc o Linpus per Aspire One; in seguito i produttori hanno pensato di installare su queste macchine anche una versione di Windows che, nonostante l’età avanzata, resta tra le più apprezzate dagli utenti: XP.
Microsoft, che tanto ha spinto (il passato è voluto…) sul sistema operativo Vista, si è trovata ad affrontare una piccola sfida interna: permettere ai produttori di comprare e installare XP su uno dei sistemi più venduti in assoluto o lasciare strada alle sole distribuzioni Linux. Nessuno con un pizzico di buon senso avrebbe infatti mai scelto Vista su un netbook, e per Microsoft la scelta di permettere di utilizzare XP invece del nuovo sistema è stata più di ogni altra “obbligata“.
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Quest’anno però si è aperto con una preview della prossima creatura della casa di Redmond, Windows 7, che sarà indirizzato anche ai sistemi portatili più compatti. Microsoft ha dichiarato che Seven funzionerà senza problemi sui netbook, che sarà meno esigente di Vista e che sarà la scelta migliore per quei sistemi. Non detto, ma comunque immaginabile, è che Windows XP, dopo l’uscita di Seven, saluterà definitivamente il mercato. Questo sarà indispensabile per Microsoft per diffondere il più possibile il nuovo sistema operativo, evitando di ripetere gli stessi errori di Vista.
Il passaggio dei sistemi netbook a Windows Seven non sarà però probabilmente indolore per gli utenti: se una licenza di XP costa ormai relativamente poco, quella per Seven sarà probabilmente molto più cara.
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L’arrivo del nuovo sistema operativo dovrebbe di conseguenza significare un aumento nel costo dei netbook, piccoli personal computer che, in origine, facevano del ridottissimo prezzo d’acquisto uno dei loro punti di forza. Nel frattempo sistemi operativi alternativi fanno passi da gigante, alcuni (come Moblin) sono supportati da colossi mondiali come Intel, e mirano a diventare il punto di riferimento almeno in questo settore. E se la differenza di prezzo introdotta dalla nuova versione di Windows dovesse essere troppa potrebbero anche riuscirci…
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ritengo che su un netbook la scelta migliore sia comunque linux: maggiore efficienza, stabilita’ e minori requisiti di sistema ne fanno il candidato ideale, anche rispetto al veterano e imbattibile xp. tra l’altro per gli scopi di un netbook linux si presta piu’ che egregiamente.
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Vorrei farvi notare che Vista è più veloce di XP sui netbook (testato sua su Asus EeePC serie 900 che 1000H).
Con 2 GB di RAM la differenza è ancora più marcata.
Basta una banale ricerca su Google per rtovare decine di demo e test al riguardo.
Perciò l’affermazione che “…Nessuno con un pizzico di buon senso avrebbe infatti mai scelto Vista su un netbook…” va come minimo rivista una volta che, con grande sforzo, si tenta di parlare senza farsi guidare dal pregiudizio e dal sentito dire.
Windows 7, che è al 99% Vista, avrà il grande merito di spazzare via il tanto FUD che è stato generato ed ancora circola su Vista.
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Il testo si riferisce ai netbook economici, le prime versioni vendute con 512 Mbyte o 1 Gbyte di memoria. In questo caso Vista è sensibilmente più lento da usare rispetto a XP.
Anche con 2 Gbyte di Ram ritengo comunque XP molto più reattivo rispetto a Vista (e anche a Ubuntu 8.10 del resto), almeno su netbook con Cpu Atom N270.
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