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Test: Cooler Master Sniper

5 Giugno 2009 di  
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Cooler Master continua il rinnovo della propria gamma di telai puntando su un’estetica accattivante e soluzioni tecniche interne molto interessanti. Il telaio che andiamo ad analizzare in questa pagina fa parte della linea Storm, dedicata ai più appassionati videogiocatori alla ricerca di soluzioni tecniche di rilievo. L’esterno riprende in parte le linee guida viste ultimamente su tutta la linea Cooler Master, dai dissipatori per la Cpu a buona parte della linea di accessori dedicati al gaming. Il colore dell’intera struttura è il nero opaco, risultato dell’utilizzo alternato di plastiche ad alta resistenza e acciaio per la struttura interna.
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Il frontale accoglie una grande griglia inferiore che nasconde la ventola di raffreddamento per il comparto dischi e cinque slot di espansione per unità da 5,25 pollici, di cui uno fornito di adattatore per unità esterne da 3,5 pollici. Nella parte alta spicca, a fianco dei pulsanti di accensione e reset, un’interessante caratteristica, una piccola manopola reostatica che permette di regolare in maniera diretta la velocità di rotazione delle ventole presenti all’interno e la loro illuminazione. Notevoli le possibilità di connessione di periferiche esterne: sempre nella zona superiore sono presenti quattro Usb, una porta eSata, Firewire 400 e i jack per microfono e cuffia.
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L’interno risulta molto ben studiato e impreziosito da qualche accorgimento che farà la felicità dei giocatori più accaniti e dei partecipanti ai Lan Party. La zona frontale ospita tutte le periferiche di archiviazione, oltre alle cinque da 5,25 pollici elencate in precedenza, sono presenti cinque staffe per dischi tradizionali (tutte dotate di un sistema di aggancio rapido), molto ben distanziati tra di loro e raffreddati dalla ventola da 20 cm di diametro inserita nel frontale.
La seconda ventola da 20 cm presente, comandata dalla manopola superiore, è invece posta sul tetto in modalità estrattiva, adatta a smaltire il calore in eccesso generato dai componenti più esigenti; i più smaliziati possono anche rimuoverla e installare un radiatore per sistemi a liquido con due ventole da 12 cm. Nella parte bassa, vicino all’alloggiamento dell’alimentatore, è ricavato uno spazio adatto a ospitare una ventola opzionale da 12 o 14 cm. La zona posteriore si presenta invece in maniera molto classica, con un unico elemento a differenziare lo Sniper da molti concorrenti: a fianco dei tradizionali sette slot per le schede di espansione Pci è installato un particolare elemento dotato di piccoli fori di passaggio adatti ad ospitare i cavi collegati sul retro della scheda madre. Tramite questo accorgimento è possibile ancorare saldamente mouse e tastiera al telaio stesso, evitando qualunque possibilità di furto duranti i lunghi Lan Party fuori sede.

sniper-voto.jpgLo Sniper adotta inoltre alcuni altri elementi caratteristici, tra cui la presenza di un foro quadrato in corrispondenza del retro della scheda madre nella zona della Cpu, che permette di cambiare rapidamente il dissipatore senza rimuovere l’intera scheda (stiamo ovviamente parlando di sistemi di raffreddamento con staffa posteriore). Il Cooler Master Sniper è un prodotto molto completo, adatto a un utilizzo sia tradizionale sia in ambito gaming. Quest’ultimo è forse quello più adatto alle forme e alle soluzioni tecniche proprie di questo modello ma, grazie a un’ottima ingegnerizzazione interna dei materiali e dei componenti, non possiamo non definirlo adatto ad ogni esigenza.

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Commenti

2 commenti a “Test: Cooler Master Sniper”
  1. Rhodry says:

    Sarà buono, ottimamente costruito ma mamma mia….. è veramente orrendo, brutto da paura esteticamente parlando, mi pare un cassettone di plastica….. Lo so che quel che conta è la qualità, la capacità di raffreddare i componenti interni e così via, ma anche l’occhio vuole la sua parte e che diamine!! Personalmente mi tengo il mio Cooler Master Centurion 590 che và benissimo ed è pure bello da vedere! Ciao.

  2. Davide Piumetti says:

    Beh, il voto non può purtroppo riferirsi anche alle scelte estetiche, difficilmente valutabili.
    D’altronde: “de gustibus…”
    E il “CONTRO” presente si riferisce ovviamente a quello. ;)

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