In occasione del Worldwide Partner Conference in corso in questi giorni a New Orleans, Microsoft ha svelato qualche dettaglio in più sul Windows Marketplace for Mobile che dovrebbe accompagnare l’uscita, prevista entro l’anno (si parla già di settembre od ottobre), del sistema operativo Windows Mobile 6.5. Leggi tutto
L’attaccante juventino e della Nazionale italiana spartirà con Lionel Messi la copertina Italiana dell’attesissimo PES 2010. Konami svela inoltre nuovi dettagli sul titolo. Leggi tutto
Gli sviluppatori puntano il dito su Microsoft. Leggi tutto
Che gli italiani in vacanza non riescano proprio a separarsi da cellulari, notebook, fotocamere & C., è ormai un dato di fatto. I risultati dell’indagine condotta da Samsung Electronic Italia che abbiamo pubblicato qualche settimana fa parlano da soli. Ma i nostri connazionali sono altrettanto attenti alla sicurezza dei propri gadget tecnologici? Leggi tutto
E’ in corso un’accesa discussione negli Stati Uniti e nel mondo attorno alla recente proposta dell’ ICANN, (Internet Corporation for Assigned names and Numbers, l’organismo che sovrintende a livello mondiale l’assegnazione dei nomi a dominio) di liberalizzare la seconda parte dei nomi a dominio, quella che per intenderci che viene dopo il segno di interpunzione.
Per i domini di primo livello (i vari .com, .net e .org) l’ICANN vorrebbe dare la libertà di scegliere il nome che si desidera da aggiungere dopo il punto. Ad esempio il dominio Microsoft.com potrebbe diventare Microsoft.microsoft, oppure la casa di produzione cinematografica Century Fox diventare CenturyFox. movies o ancora un’azienda che produce scarpe scegliere il nome .shoes.
Il tutto dovrebbe portare a una semplificazione nel modo di accedere alle pagine web e alle sottosezioni interne ai siti. Ad esempio books.amazon.com diventerebbe semplicemente books.amazon e per l’utente sarebbe un’agevolazione in più nelle ricerche.
Ma la proposta di ICANN rischia di rompere un importante equilibrio e modificare profondamente il principio del “ first come first served” che ha regolato finora l’attribuzione dei nomi a dominio negli indirizzi Internet. La soglia di costo base per accedere a uno dei nuovi domini di primo livello è infatti di 185.000 dollari, cifra che non include le spese legali di accreditamento dell’applicazione presso l’ICANN e la certificazione dell’azienda come mantainer del proprio dominio.
Insomma, in tutto i nuovi domini costerebbero sui 500.000 o anche un milione di dollari. Ben poche aziende potrebbero permetterselo, forse i grandi marchi come Coca-cola, IBM, ecc. ma tutte le medie e piccole organizzazioni ne resterebbero escluse.
Oltre a essere scarsamente democratico, il nuovo principio di assegnazione desta più di una preoccupazione sotto il profilo della sicurezza e dei vari tentativi di cybersquatting e accaparramento di nomi a dominio coincidenti con un marchio o un logo: Tipico esempio le squadre sportive o i marchi più noti.
La proposta dell’ ICANN dovrebbe diventare operativa agli inizi del 2010, ma le reazioni suscitate sono state piuttosto negative: il Dipartimento di Giustizia americano e la National Telecommunications Information Agency temono che il nuovo sistema possa generare confusione tra gli utenti ma soprattutto spingere le aziende ad acquistare i costosi nomi a dominio per paura che qualcun’altro (leggi anche le organizzazioni criminali) possa appropriarsene. L’invito pervenuto da più parti è a rivedere i termini del cambiamento.
ICANN da parte sua promette sistemi più sofisticati di protezione, come il DNSSEC (DNS Security Extensions), ovvero una sorta di autenticazione delle informazioni memorizzate nel Dns atta a dimostrarne la veridicità. E un più dettagliato uso del Who Is, il database che riporta l’anagrafica dei titolari di un nome a dominio. Ma certo non sembra disposta a fare un passo indietro: con oltre un miliardo e mezzo di utenti Internet, commenta sul suo sito, il web deve offrire diversità di scelta e innovazione e compito dell’ ICANN è promuovere la competizione.
Si chiama shopping neutrale ed è un nuovo volto dell’e-commerce, a metà tra la versione tecnologica del baratto di antica memoria, lo scambio di oggetti di uguale valore, e il classico shopping on line.
A praticarlo su eBay.it, piattaforma di compra-vendita dell’usato per eccellenza, sono già 5.000 italiani che, di fronte alla crisi economica, hanno trovato un modo per risparmiare. 
Nove milioni hanno acquistato oggetti di seconda mano, sei milioni hanno regalato articoli dismessi e un milione ha scambiato oggetti di proprietà con altri di valore simile.
L’indagine condotta da Research International per conto di eBay.it su un campione rappresentativo di 400 utenti Internet, mostra che i “neutral shoppers” (così vengono chiamati in tutta Europa dove il fenomeno dilaga) vendono articoli relativi alle categorie di giocattoli, modellismo, abbigliamento e informatica e con i soldi guadagnati dalle vendite acquistano prodotti relativi alle medesime categorie ma anche alla casa e all’arredamento, ai gioielli e orologi.
L’abbigliamento è sicuramente la categoria più interessata a queste inedite forme di risparmio, attraverso forme di scambio (43%) e regalo (60%), vendita (20%) e acquisto (26%).
Anche i libri sono sempre più oggetti di scambio: eBay.it segnala oltre 240mila attività di scambio libri di valore uguale o superiore, così come la musica con oltre 330mila scambi di Cd e vinili. Gli articoli per la casa sono invece una risorsa alla quale attingere per la vendita (oltre 347 mila) e per fare regali (oltre un milione).
Nello shopping neutrale il canale principale rimane il contatto diretto tra le persone (71%), mentre quando si vendono oggetti di proprietà o si acquistano da altri, oltre il 40% si affida a una transazione Internet.
Le regioni più interessate dal fenomeno sono quelle del Nord Italia, con in testa la Lombardia, seguita da Emilia (3 posto) e Piemonte (5 posto). Al centro domina il Lazio (secondo posto) e la Toscana (4 posto). La prima regione del Sud è la Sicilia, (sesto posto) seguita da Campania e Puglia.
Il trend del risparmio attraverso le nuove forme di scambio è destinato a crescere, secondo la Research International: circa metà degli italiani infatti prevede in futuro di vendere oggetti di proprietà e di scambiare i propri con altri di uguale valore .
DisplaySearch ha pubblicato una ricerca riguardo le previsioni di vendita nel 2009 per il mercato mobile. È bene ribadire che si tratta di stime, basate sul lavoro di analisi e sui risultati dei primi mesi di quest’anno.
Secondo DisplaySearch nel 2009 saranno venduti circa 32,7 milioni di netbook (l’azienda li chiama Mini-Note) in tutto il mondo, per una crescita di quasi il 100% rispetto allo scorso anno. Nel 2008 infatti sono stati venduti 16,4 milioni di netbook.
Restringendo i dati all’area Emea (Europe, Middle East, Africa), la stima di vendite è di 13,3 milioni di unità, per una crescita su base annua dell’80,6%. Proprio in tale parte del mondo si registrano le vendite più alte di netbook, ma è interessante notare il +260% previsto in Cina e il +136% in America del Nord, considerate le due regioni con il più alto tasso di crescita.
Anche nei paesi in via di sviluppo, come l’America Latina, si dovrebbe assistere a un netto incremento delle vendite. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, la crescita è dovuta anche al fatto che numerose compagnie telefoniche (AT&T, Sprint, Verizon) hanno iniziato a vendere netbook con in bundle un pacchetto per la connettività dati.

Molto meno rosee invece le previsioni per le vendite dei notebook veri e propri, con schermo di 12 pollici o superiore. Per la prima volta da molti anni la crescita potrebbe essere nulla: DisplaySearch la stima nel -0,1% a livello mondiale.
Se in Emea viene addirittura stimato un calo del -9%, è facile concludere che i netbook si avviano a sottrarre una buona fetta di mercato ai portatili tradizionali. Si prospetta dunque uno scenario che i produttori di netbook e notebook tendevano a escludere, ovvero una pericolosa cannibalizzazione del mercato.
Un fattore che potrebbe risollevare il settore dei portatili tradizionali è l’avvento di Windows 7, previsto per il mese di ottobre. Se il mercato business ritrova vigore, le previsioni negative potrebbero essere disattese.
Transcend presenta una nuova linea di moduli di memoria Ddr3 (Ecc oppure Registered) equipaggiati con sensore di temperatura. Questa innovazione garantisce un controllo costante della temperatura dei moduli, assicurando un incremento della loro affidabilità, efficienza e della stabilità del sistema.
Anche Mushkin, uno dei più apprezzati produttori di memoria Ram ad elevate prestazioni, presenta una nuova linea di Ssd basata sul controller S3C29RBB di Samsung.
“App Store è un fenomeno nuovo in questo settore, sia per la dimensioni che per la qualità” sostiene Steve Jobs, il CEO di Apple. “Con 1.5 miliardi di applicazioni scaricate sarà molto difficile per gli altri raggiungerci”.
Ed ecco qualche dato per chi avesse perso il conto. A un anno dal lancio, l’App Store di Apple offre 65.000 applicazioni disponibili in 77 paesi, conta oltre 100.000 sviluppatori iscritti all’iPhone Developer Program, e ha raggiunto quota 1,5 miliardi di download effettuati dagli oltre 10 milioni di utilizzatori di iPhone e iPod touch in tutto il mondo.
Forse qualcuno di voi se lo ricorderà, ne avevamo parlato a febbraio in occasione del Mobile World Congress 2009: il primo telefono cellulare trasparente al mondo. Ebbene, come promesso, sarà nei negozi entro la fine del mese. Vediamo un po’ di cosa si tratta. Leggi tutto
Bioware replica ad Activision. Leggi tutto
Sapphire annuncia la nuova “Sporting 2GB“, variante estrema della scheda Radeon HD4890, caratterizzata dalla presenza di 2 Gbyte di memoria Gddr5 e dalla tecnologia di raffreddamento Vapor-X, che consente un funzionamento più efficiente e silenzioso rispetto ai sistemi tradizionali.
E alla fine anche Microsoft ha ceduto. nell’infinita guerra con Google, combattuta a colpi di annunci tra motori di ricerca (Bing per Microsoft ) e sistemi operativi (Chrome per Google) l’ultimo mossa, almeno per ora, spetta a Redmond. Microsoft Office 2010 atteso per la prima metà del prossimo anno, avrà anche una versione on line scaricabile gratuitamente.
Tre sono infatti le versioni previste, di cui una gratuita e accessibile da web, contenente i programmi base della famosa suite: wordprocessor, foglio elettronico, software per realizzare presentazioni e un programma di annotazione. Microsoft metterà a disposizione delle aziende anche una versione premium, sempre accessibile via web, destinata al mondo professionale, ospitata nei propri data centre, e infine le aziende paganti avranno anche la possibilità di far girare un’altra versione di Office sui propri server, senza pagare costi aggiuntivi.
Il rilascio della versione gratuita accessibile da web è sicuramente la novità più rilevante. Microsoft spera di guadagnare portando gli utenti che scaricheranno la versione free di Office sui siti del suo network, Bing incluso. Per utilizzare la versione gratuita è infatti necessario avere un account su Windows Live (e stando a quanto dice Microsoft sono almeno 400 milioni gli account attivi tra Hotmail e Messenger).
Ma certo è una scelta coraggiosa, visto che oggi l’equivalente di ciò che sarà disponibile gratis, costa ben 139 euro (nella versione Home & Student di Office 2007).
D’altronde l’esperienza delle Google Apps, la suite di applicazioni utilizzabili on line gratis e a pagamento, che Google ha messo a disposizione ormai da due anni, e lo stesso modello del cloud computing dimostrano che la strada segnata è quella. Con buona pace delle licenze software.
Dopo Western Digital e Seagate anche Hitachi GTS (Global Storage Technologies) presenta un disco da 3,5″ con capacità totale di 2 Tbyte.
L’ultimo nato della nuova famiglia di notebook U/UX si caratterizza per dimensioni contenute e il peso ridotto (1.78 Kg), nonché per un design particolarmente elegante e curato in ogni dettaglio. Il profilo è infatti sottilissimo e la cover si fa notare per un effetto lucido-brillante. Leggi tutto
Con due nomi così, potevano Galaxy e Android non incontrarsi? Il primo è un nuovo smartphone Samsung e il secondo il sistema operativo mobile di Google. “La scelta strategica” di Samsung infatti è, secondo Amedeo D’Angelo, Vice Presidente della Divisione Telefonia di Samsung Electronics Italia “supportare tutti i sistemi operativi” per “fornire ai propri clienti una vasta gamma di soluzioni in grado di soddisfare ogni singola esigenza”. Quindi entrare nell’universo Android era solo una questione di tempo. Leggi tutto
Il primo episodio è già disponibile per il download. Leggi tutto
La politica di evoluzione di Intel, con passaggio a una nuova microarchitettura a distanza di qualche tempo rispetto al lancio di un nuovo processo produttivo, spesso definita Tick-Tock, prosegue senza sosta: il dopo Nehalem, Sandy Bridge, ha già effettuato il primo tape out.
Dopo le indiscrezioni di qualche tempo fa sembra giunta l’ora della presentazione ufficiale di una nuova famiglia di processori AMD che, dopo la presentazione dei modelli Athlon II X2 (serie 200), si appresta al lancio dei primi Athlon II con quattro core operativi.
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