Corpo da compatta ma con ottica intercambiabile
Sotto le vesti estetiche di una compatta classica, Panasonic ci presenta la GF1, ultima evoluzione del progetto Micro quattro-terzi.
Questo apparecchio viene annunciato come il sistema a obiettivi intercambiabili e flash incorporato più piccolo e leggero. Restando nell’ambito del consorzio quattro-terzi, non possiamo ignorare le similitudini con la recente Olympus E-P1 rispetto alla quale però, pur condividendo il motore fotografico, la nuova GF1 risulta del 35% più compatta. Il cuore del sistema è costituito dal confermato sensore Live MOS in unione all’innovativa baionetta Micro quattro-terzi, le cui peculiarità fisiche hanno permesso una drastica riduzione dei volumi, caratteristica questa che trova piena valorizzazione proprio nella nuova proposta di Panasonic. Naturalmente stiamo parlando di un sistema completo ed in grado di rivaleggiare con il mondo reflex: per questo anche la GF1 implementa molte funzionalità dedicate agli utenti evoluti, come il controllo manuale e semi-automatico dell’esposizione, il supporto al modo Raw, la messa a fuoco manuale, l’autofocus ad inseguimento (tracking), la misurazione spot e lo scatto a forcella (bracketing) sia su esposizione che su bilanciamento del bianco. L’unico organo preposto all’inquadratura è rappresentato dal pannello Lcd da 3″ per 460.000 punti, ma è disponibile in opzione un mirino elettronico installabile sul top della fotocamera. L’elevata efficienza del sensore e del software di controllo permettono alla GF1 di catturare flussi video nello standard HD 720p secondo le specifiche AVCDHD.
Concludiamo segnalando che contestualmente al lancio della GF1, Panasonic ha presentato due nuove lenti (entrambe dotate di elementi asferici) sviluppate sullo standard Micro quattro/terzi: si tratta del Lumix G 20mm f1.7 e del Leica DG Macro-Elmarit 45mm f2.8 Mega O.I.S. Le lunghezze focali equivalenti corrispondono a 40mm e 90mm rispettivamente, mentre evidenziamo che la seconda delle due implementa uno stabilizzatore ottico d’immagine.
Per ulteriori informazioni, visitate il sito italiano di Panasonic a quest’indirizzo.



Bellissima macchina! Dimensioni da compatta e qualità da reflex…
Secondo me questa soluzione di Panasonic obblicherà i maggiori costruttori (Canon, Nikon) a far uscire soluzioni simili per non perdere questo segmento di mercato.
Uniche pecche, l’audio mono per i filmati e il mirino opzionale neanche lontanamente paragonabile a quello della Pana GH1.
Il nuovo sistema Micro 4/3 ha davvero portato ad una svolta ai fini del contenimento delle dimensioni. Rimango un poco scettico tuttavia di fronte al rapporto 4/3 dei lati, ma soprattutto circa il fatto che le dimensioni dei sensori siano comunque inferiori rispetto ad un tradizionale APS-C.
La prova sul campo della G1/GH1 infatti, in un ipotetico confronto con reflex APS-C, lascia intravedere che se alle basse sensibilità i risultati qualitativi sono su livelli d’eccellenza, al contrario ad alti Iso scendono verso il fondo della classifica…..E qui la dimensione del sensore gioca un ruolo primario, o meglio la sua densità (pixel per mmq).
Non dimentichiamo che una simile operazione (rimozione della scatola dello specchio reflex con adozione di un mirino elettronico) sarebbe possibile anche con fotocamere APS-C con conseguente drastica riduzione dei volumi.
Ma chiedo: secondo voi vale la pena sostituire un mirino ottico con uno elettronico per abbassare le dimensioni dei corpi?
Abbiamo ben presente le differenze qualitative tra questi due tipologie di mirino?
Aggiungo inoltre che i mirini ottici permettono l’implementazione di sistemi af a rilevamento di fase, la cui superiorità di prestazioni rispetto a quelli a rilevamento di contrasto rimane davvero un fattore molto importante.
Saluti cari.
Sicuramente le case maggiori proporranno soluzioni basate su sensori APS-C (già Samsung, che grande casa fotografica non è, ha presentato il prototipo di quella che dovrebbe diventare la serie NX). Tra l’altro la contrapposizione tra 4/3 e APS-C credo abbia anni di vita e non credo la potremmo risolvere ora in poche righe
Il mirino elettronico invece ha secondo me i suoi perché, in quanto dà la possibilità di vedere realmente ciò che viene elaborato dal sensore: ti permette di avere tutte le informazioni (compreso l’istogramma) nel mirino, possibilità di vedere in tempo reale l’effetto di filtri o impostazioni artistiche come appariranno nello scatto e via dicendo… Tutte cose che nel mirino reflex difficilmente trovano posto.
Sicuramente il tutto si basa sull’effettivo utilizzo che l’utente fa della macchina e l’impostazione delle varie GH1, GF1, EP-1 sembra sia andata nella direzione di contenere le dimensioni dando però una qualità di immagine molto superiore alle classiche compatte. Saranno le macchine dei fotoamatori che non vorranno portarsi dietro l’ingombrante reflex con il suo parco ottiche ma che non vorranno rinunciare alla qualità.