La Finlandia è il primo paese al mondo a creare una legge che garantisce il diritto alla banda larga per tutti i cittadini.
Il Ministro finlandese dei Trasporti e delle Comunicazioni ha annunciato che dal mese di luglio 2010 l’accesso a Internet alla velocità di 1 Mbps diventa un diritto per tutti i cittadini del Paese, anche quelli residenti nella aree più remote, dove la copertura broadband non è economicamente sostenibile per i provider. Non solo, entro il 2015 il governo finlandese ha intenzione di portare la velocità delle connessioni broadband a 100 Mbps.
La notizia, riportata da un’emittente nazionale e ripresa anche dal Corriere.it, rappresenta il primo caso in cui un governo riconosce la connessione a Internet come un diritto, obbligando di fatto gli operatori a rendere accessibili i collegamenti anche nelle zone sottoposte a digital divide.
Pleonastico il paragone con l’Italia, dove, pur non essendoci certo la tundra finlandese, da anni si parla di rendere la banda larga un servizio universale alla pari del telefono, ma i risultati sono che il nostro paese è al 22esimo posto nella classifica Ocse per numero di linee broadband attive ogni 100 abitanti (19, 2 contro una media di 22 linee ogni 100) e che la fibra ottica rappresenta solo il 3% delle connessioni veloci, contro una media europea del 10%.
Primi in classifica, com’è noto, sono proprio i paesi del Nord Europa: Danimarca, Paesi Bassi e Norvegia che oltrepassano abbondantemente le 30 connessioni ogni 100 abitanti.
Chissà che l’esempio finlandese non serva a smuovere qualcosa. I famosi 800 milioni di euro già stanziati per la banda larga non si sono visti (alcuni sostengono siano finiti ai terremotati dell’Abruzzo, altri nei vaccini contro l’influenza NH1).
Ma proprio in questi giorni a margine del convegno di Between sulle Tlc, si è fatta strada un’altra proposta, lanciata da Franco Bassanini, presidente di Cassa Depositi e Prestiti, che si è detto pronto a investire in un grande progetto di reti nuova generazione in Italia. L’idea sarebbe quella di dare vita ad una società con soggetti pubblici e privati impegnata nella costruzione di reti di nuove generazione nelle aree dove il mercato non ha interesse a portare la fibra ottica.
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quando ho letto questa notizia mi è salita invidia mista a rabbia se penso alla situazione che abbiamo in Italia e alla peso vicino allo zero che hanno questi temi per i nostri politici, a cui interessa il web e l’informatica in generale, soltanto quando c’è qualche elezione in vista e cercano di racimolare qualche voto in più
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Giusta iniziativa. Però in Italia è un pò arduo una cosa del genere, visti i conti troppo in rosso di Telecom…
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Lo sbaglio è stato di dare a telecom le line che erano dello Stato ( cioè nostre) così ora invece di fare il ponte di Messina lo Stato poteva investire in banda larga, e poteva dar lavoro tutta l’Italia. Al TRONCHETTO Provera non gli interessa investire nella banda larga tanto sa che prima o poi gli arrivano fondi pubblici e che per metà se li metterà in tasca e l’altra parte farà qualche lavoretto su e giù per l’ITALIA elargendo mance a politici e partiti..
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E ti pareva che doveva succedere proprio in Finlandia?
La succede proprio tutto, mentre in Italia tocca aspettare e portare pazienza…
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