Niente più soldi per la banda larga

5 Novembre 2009 di vale641  

Dovremo attendere ancora prima di vedere un effettivo investimento pubblico in Internet. Quello che era il fondo già stanziato dal CIPE e in attesa di essere effettivamente erogato, i famosi 800 milioni di euro previsti dal sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani per colmare il digital divide italiano, non sono più disponibili.

Stando alle dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, riportate oggi dai principali quotidiani, “il governo ha cambiato l’ordine delle priorità” e ha dovuto dare la precedenza a questioni come gli ammortizzatori sociali, in conseguenza della crisi economica. I soldi, secondo quanto ha detto Letta, resteranno però congelati, e una volta usciti dall’emergenza, la prima preoccupazione del governo sarà la banda larga.
Questo stop sembra avvalorare la tesi circolata nei giorni scorsi allo IAB, secondo cui l’Italia non “è un Paese per Internet”. Ovvero manca un interesse concreto da parte delle istituzioni politiche a far crescere la Rete e a creare le condizioni perché ciò avvenga, così com’è avvenuto nel resto d’Europa. Oggi su Internet navigano 23 milioni di italiani, secondo i dati diffusi da Nielsen proprio allo IAB, il piano Romani prevedeva di mettere on line tutti i cittadini entro il 2012 a una velocità compresa tra un massimo di 20 e un minimo di 20 Mbps.
Lo stop del Governo arriva proprio nel giorno in cui l’Unione Europea approva una riforma del mercato dei servizi delle Tlc e introduce un nuovo decalogo che rafforza i diritti dei cittadini ad avere una Internet libera e neutrali con connessioni ad alta velocità per tutti. Mai come ora l’Europa appare così lontana.

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Commenti

3 commenti a “Niente più soldi per la banda larga”
  1. oxide says:

    In questo paese non si riesce a capire (qualsiasi sia il colore del governo) che le infrastrutture, anche quelle delle telecomunicazioni) sono un volano per l’economia… c’è una crisi economica? Ragione in più per investire in telecomuinicazioni, ricerca e innovazione…

    mah…

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  2. pccsilvio says:

    Sono assolutamente con voi sul fatto che internet sia un volano per l’ economia, io stesso lo uso a tempo pieno tutti i giorni e farei fatica a farne almeno, ma visto che sono disoccupato da diversi mesi approvo anche la decisione del governo sulle priorità in tempo di crisi, mangiare è più importante di internet.

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  3. oxide says:

    Certo, ma per far sentire veramente un’incremento della presenza degli ammortizzatori sociali, ci vorrebbe per lo meno un investimento 10 volte tanto la somma distratta…

    Comunque in questi giorni anche all’interno del governo ci sono voci che vogliono il ritorno del piano di investimenti originario per la banda larga. Forse si sono accorti che era un investimento necessario… vedremo…

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