Prima Class Action italiana contro Microsoft

7 Gennaio 2010 di slim92  
Prima Class Action italiana contro Microsoft6.6109

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L’Audc (associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) intenta una causa contro l’ azienda di Redmond a Firenze. La multinazionale statunitense è accusata di aver fatto accordi con le maggiori aziende di computer per vendere solo prodotti con il sistema windows preinstallato impedendo così la libera scelta da parte dell’utente. In effetti è quasi impossibile trovare desktop nei grandi centri sprovvisti di os o con installata una macchina Linux che solo raramente vediamo sui netbook.
Mai viene proposta una alternativa vera. L’associazione intende dunque permettere un rimborso a tutti coloro che hanno comprato un pc Windows anche non desiderando questo installato e che, attenzione, non hanno mai fatto uso del sistema.

Un importante fatto che potrebbe dunque portare alla vendita di computer sprovvisti di os o comunque un numero maggiore di possibilità di scelta tra i vari esistenti.

Ricordo però che la sentenza non comporta un danno punitivo, in Italia, e non può quindi impedire eventuali riproponi menti della vicenda. Il fatto potrebbe generare comunque molto clamore e smuovere le acque.

Cosa potrebbe succedere secondo voi? Il monopolio in questo campo della Microsoft potrebbe essere intaccato? (ricordo la vicina discesa in campo inoltre di ChromeOs)

A mio modesto parere si continuerà comunque a preferire maggiormente il sistema windows ma magari l’azienda potrebbe essere costretta a rivedere le proprie offerte per competere con le altre soluzioni.

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Commenti

5 commenti a “Prima Class Action italiana contro Microsoft”
  1. alex26raider says:

    Sono perfettamente d’ accordo a fermare il monopolio di microsoft in Italia.
    Per prendere un pc con un sistema operativo alternativo a windows, o senza sistema operativo, posso solo rivolgermi ad un negozio specializzato di computers…

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  2. cesco67 says:

    IMHO e’ sbagliato il destinatario, dovrebbero essere i produttori dei pc ad essere denunciati
    Sono questi che vendono macchine con windows preinstallato

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  3. maxtara says:

    Vorrei ringraziare slim92 per la notizia, poichè si tratta di un tema che mi intriga particolarmente. @cesco67 vorrei rispondere che il caso fatto emergere dall’Aduc riguardante Microsoft, presenta forti analogie con la procedura Antitrust dell’UE contro Intel per abuso di posizione dominante, procedura recentemente proposta anche dal Governo Americano. Anche in questo caso la procedura non è stata fatta nei confronti dei produttori di PC, ma del “responsabile/beneficiario” della posizione dominante: Intel. (Effettivamnte l’offerta di portatili AMD è sempre stata molto limitata)
    Personalmente non credo nell’efficacia di andare davanti ad un giudice di pace per chiedere il rimborso della licenza Windows, o di partecipare ad una Class Action, non posso comunque fare a meno di ammirare chi fa tanto per fare valere i propri diritti. Del resto la sentenza del Giudice di Firenze del 2007, che ha riconociuto il diritto al risarcimento per il software pre-installato indesiderato, non sembra aver prodotto dei grandi effetti sugli scaffali dei negozi di elettronica.
    Sarei più ottimista se intervenisse l’UE con una supermulta, dopo tutto almento con i browser sembra essere servito a qualcosa.

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  4. maxtara says:

    Penso di aver fatto un po’ di confusione nel mio post precedente fra azione Antitrust, ricorso al Giudice di pace e Class Action, e mi scuso se ho commesso delle imprecisioni (aimè non sono un giurista e la materia è molto tecnica), in particolare leggendo la sentenza del Giudice di Pace di Firenze ho visto che è stata condannata l’HP, dunque forse ha ragione cesco67.

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  1. [...] L’associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori di Firenze ha promosso una causa contro Microsoft. La questione riguarda l’accordo con le maggiori aziende di computer per vendere solo PC con il sistema Windows preinstallato impedendo così la libera scelta da parte dell’utente. Per un maggiore dettaglio vi rimando qui. [...]



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