A breve Cpu Intel Core i5 nei MacBook Pro

15 Gennaio 2010 di davide piumetti  

Intel, involontariamente o meno, ha svelato che la prossima generazione di MacBook Pro prodotti da Apple integrerà i recenti processori Core i5 mobile con grafica integrata Arrandale.ci5-465456456456465

La rivelazione si deve a un volantino pubblicitario, rapidamente rimosso da Intel, in cui si dava la possibilità ai retailer dei prodotti di accedere a un programma di aggiornamento con consigli sulla vendita dei prodotti mettendo in premio ad estrazione 2 MacBook Pro con Cpu intel Core i5.

I nuovo MacBook Pro potrebbero godere di un aggiornamento hardware a partire dalla fine del mese, data la vicinanza del giorno 27 gennaio e della relativa conferenza stampa organizzata da Apple per il lancio di nuovi prodotti. L’utilizzo di Cpu più performanti e grafica integrata permetterà ai MacBook di guadagnare nuove funzionalità, come lo switch istantaneo tra Gpu Intel e AMD discreta (probabile l’adozione delle schede Radeon Mobility HD5000 DirectX 11) e un conseguente risparmio energetico nei momenti in cui l’accelerazione 3D non è richiesta.

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Commenti

5 commenti a “A breve Cpu Intel Core i5 nei MacBook Pro”
  1. b3rn475 says:

    Forse è il post errato, ma volevo porre una domanda.
    Io non sono un patito di una particolare marca di computer o di un particolare sistema operativo e mi chiedo:
    Perchè quanto una tecnologia, anche se presente da tempo sul mercato, viene adottata da un prodotto apple viene vista come l’invenzione del secolo?
    Faccio solo un paio di esempi:

    Schermo touch.
    Processori Core i5 e Core i7.
    Multi processo sui cellulari (disponibile sul mio normalissimo nokia 5800 e non sull’IPhone)

    Tutte tecnologie adottate da praticamente ogni produttore, ma che quando passano da casa apple diventano adoratie come dei, diversamente se montati da un normale pc sono soltanto un nulla senza valore.
    Io credo che apple sia brava a fare tre cose:

    Pubblicità.
    Nascondere o far credere marginale ogni elemento che non vada a proprio favore (vedi l’impossibilità di mandare a full screen un’applicazione).
    Indottrinare i propri utente facendoli diventare pedine sempre pronte a fere una crociata contro la casa di Redmon.

    Voi cosa ne pensate?

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  2. davide piumetti says:

    Che Apple sia eccezionalmente brava nel campo del marketing è fuori discussione.

    L’azienda è infatti tra le migliori al mondo in termini di presentazione del prodotto, riuscendo a mostrare eccezionali qualità laddove, a volte, si rasenta la normalità.

    Come detto più di una volta su queste pagine, a mio personale parere, gli addetti al marketing Apple si meritano ogni soldo che guadagnano. Riuscirebbero probabilmente a, come si suol dire, “vendere un frigorifero al polo Sud”.

     

    Oltre a questa considerazione c’è però da dire che Apple, a differenza di molte altre aziende, ha alle spalle un intero ecosistema di supporto per i propri prodotti e risulta spesso in grado di costruire un intero mercato laddove altri avevano fallito.

    Esempi lampanti sono iTunes, iPod e iPhone.

    Il primo è il cuore del moderno business Apple. Da riproduttore multimediale è diventato il primo store di musica al mondo, offrendo agli utenti una vasta gamma di brani musicali, video e molto altro. Nulla di innovativo in senso assoluto, ma sono le proporzioni e la pubblicità fatta sul web che hanno permesso ad Apple di dominare il mercato.

    iPod rappresenta la più grande “genialata” di Apple. Riproduttori mp3 erano già sul mercato quando arrivò il piccolo (e costoso) primo iPod. La pubblicità e la convinzione degli utenti che il prodotto fosse qualcosa di rivoluzionario ha permesso all’iPod, ad oggi, di diventare sinonimo di riproduttore musicale portatile, un pò come il vecchio Walkman per le musicassette.

    iPhone è leggermente più avanti; quando è stato lanciato ha rappresentato un punto di svolta per l’intero settore degli smartphone.

    Non era il più veloce, non era il più completo, mancavano Umts, Mms, suonerie personalizzabili, gestione avanzata della posta e molto altro; ma ha rappresentato una svolta.

    Da quel momento Apple ha aperto il mercato degli smartphone alla massa, portando un mercato ristretto in precedenza all’ambito business a numeri da capogiro. Esistevano di certo terminali che gestivano meglio la posta, altri che sul fronte multimediale (foto e videocamera) erano avanti anni luce da iPhone e altri che dal punto di vista delle applicazioni potevano vantare un ampissimo ventaglio di soluzioni con supporto multitasking (nokia e symbian ad esempio).

    Apple è però riuscita a produrre un dispositivo che, pur non essendo esente da difetti, riuscisse a coniugare la semplicità d’uso con una semplicissima gestione delle applicazioni. iTunes ha dato una mano, la grandissima diffusione di iPod ha contribuito e gli uomini marketing Apple si sono guadagnati lo stipendio: di conseguenza iPhone è diventato il fenomeno mediatico che osserviamo.

    Il discorso per gli altri prodotti Apple è simile: spesso non risultano essere i migliori in assoluto sul mercato in termini di rapporto prezzo/prestazioni, ma ad ogni generazione integrano piccole novità che, dopo qualche tempo vengono adottate anche dagli altri produttori. Alcune volte le cose non vanno come voluto e si perdono con le generazioni, ma la maggior parte delle volte Apple vede lontano e fa le scelte giuste.

    Forse Apple non avrà i prodotti migliori in assoluto, forse non saranno i più convenienti da comprare e forse in molti li comprano solo per sentirsi parte di un gruppo.

    Però è impossibile non notare come, ad ogni presentazione, lancio prodotto, conferenza stampa, Apple riservi più di una sorpresa che spinge gli altri produttori a seguirla in un nuovo mercato. La paura di tutti che si possa ripetere l’esperienza iPod (in cui Apple ha lanciato il prodotto e, senza essere seguita subito dagli altri, ha conquistato tutto il mercato) spinge avanti l’innovazione.

    Una previsione? Apple presenterà un Mid (o un tablet o uno Slate…), in molti diranno che dispositivi del genere esistono già, ci sono esempi di vario tipo con vari sistemi operativi eccetera eccetera. L’integrazione con iTunes, un nuovo modo di gestire le applicazioni e la (probabile) estetica accattivante, lo renderanno il precursore della sua generazione.

    Tra un paio di anni faremo lo stesso discorso fatto con iPhone un (bel) pò di righe sopra.

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  3. dvddavi says:

    Concordo con Davide Piumetti: i tablet sono già presenti, come ad esempio il Q1 di Samsung, ma non sono molto conosciuti e i modelli sono ancora pochi, ma quando arriverà quello di Apple, tutti la seguiranno proponendo un loro modello.

    Un pò quello che è successo con l’iPhone: erano già presenti dei modelli con schermo touch, ma erano più per ambito professionale (gli smartphone), poi c’è stato il boom.

    Oppure com’è successo con i netbook: Asus ci ha provato, cel’ha fatta e tutti gli altri l’hanno seguita.

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