Dopo l’annuncio della nuova tavoletta Apple sono fioccati i commenti e, come era da aspettarsi, molti commenti negativi. La maggior parte di questi commenti arriva da sviluppatori o tecnologi di grosso calibro, come Dave Winer, che non ha fatto mancare pesanti critiche al nuovo oggetto Apple, anche se non ha nascosto di avere attese elevate nei giorni precedenti l’annuncio.
Sembrerebbe, insomma che gli utenti più scafati, i leader usuali non capiscano l’oggetto che hanno davanti. Diverso è il parere degli utenti di iPhone e iPod Touch, che hanno scoperto un mondo nuovo nello stantio universo degli assistenti personali e dei telefoni intelligenti.
La ragione è così evidente da sfuggire a chi non guarda la scena partendo da una lavagna vuota. L’iPad non è qualcosa di simile a un iPhone troppo cresciuto, anche se usa lo stesso sistema operativo. Non è nemmeno un Macbook mutilato di tastiera, multitasking e applicazioni Cocoa, quindi non è appetibile per i geek più sfrenati. Si tratta però del primo esemplare di una nuova specie.
Faccio un esempio per spiegarmi meglio: sono un felice possessore di un telefono Nokia, dotato di tastiera, chiamate vocali, supporto per tutti i protocolli voip concepibili e un parco di applicazioni che basta per quello che mi serve. Però ogni volta che apro un browser e mi metto a picchiettare su quel tastone quadrato che dovrebbe spostare il cursore dove dico io mi sento a disagio. A disagio perché c’è un modello nuovo, immediato che non mi forza a dare decine di comandi per spostare il cursore dove sarebbe immediato. Allo stesso modo, ho un comando per lo zoom, ma mi manca quel gesto così istintivo per allargare le cose che ha un iPhone. In buona sostanza, so di usare un modello sorpassato di interazione.
Parlando di interfaccia, è anche da notare come la posizione in cui si tiene il telefono è cambiata. Prima delle interfacce touch tenere il telefono in una mano e manovrarlo con l’indice era tipico delle persone con poca dimestichezza col telefono, dato che gli utenti esperti manovravano i pochi tasti presenti col pollice della stessa mano che reggeva il telefono. Adesso la postura logica è quella che abbiamo visto durante il lancio dell’iPhone.
iPad porta la stessa rivoluzione in una taglia di schermo che è buona per lavorare seriamente con la posta, la ricerca di informazioni.
La rivoluzione c’è. e sarà percepita il giorno in cui ci verrà da pensare “non vorrai mica che usi un mouse per fare questo lavoro?”, insomma, una rivoluzione simile a quella della famosa scena di Star Trek in cui Scotty alza il mouse e comanda “Computer!”, prima di capire e borbottare qualcosa a proposito di tecnologie superate.
Dipende da noi sviluppatori trovare le applicazioni che rendano talmente istintivo e produttivo mettere a frutto le nostre dieci dita piuttosto che usare la protesi del mouse. In fin dei conti, nei primi tempi occorreva spiegare alle persone che muovendo il coso sul tavolo si muove la freccia sul video.
Un oggetto con cui si interagisce toccando gli oggetti sullo schermo come se fossero veri è abbastanza intuitivo da essere proponibile anche agli utenti che non hanno mai imparato a usare un computer in vita loro. Pensiamo alla quantità di conoscenza che l’utente non deve avere, per esempio dove trovare il comando per spostare di lato l’oggetto in primo piano o allargarne la visualizzazione. Pensiamo alla differenza fra usare Scribbles e usare Photoshop o fra un Nintendo DS e una PSP.
Il fattore di forma è altrettanto importante. Chi se la sentirebbe di passare disinvoltamente un Macbook alla persona seduta dall’altra parte del tavolo in un caffé? Un iPad può passare di mano in mano a una riunione come un blocco note o un portfolio di fotografie, può essere usato per prendere appunti da un utente che cammina, come un’infermiera che gira fra i letti o un magazziniere che fa un inventario. Lo si può lanciare dal divano alla persona seduta in poltrona.
Ci sono moltissime applicazioni che si possono pensare basandosi proprio sulla portabilità estrema e sulla maneggevolezza immaginando un utente che si sposta col blocco elettronico in una mano maneggiando oggetti sul video con l’altra.
Insomma, dipende da noi sviluppatori come la prenderà il mondo.
[...] Non fraintendetemi, il dispositivo perfetto non esiste, né tantomento può esserlo l’iPad. Ma non riuscire a vedere le potenzialità che racchiude, sottovalutarlo, sarebbe un vero peccato. Quello che si può fare con un iPad in mano è limitato solo dalla fantasia degli sviluppatori, senza contare tutte le applicazioni già disponibili ereditate da iPod Touch e iPhone; a questo proposito, consiglio la lettura di un bell’articolo: L’iPad è rivoluzionario? Dipende da noi. [...]
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Per inciso, sempre a proposito di interfacce innovative non riesco ancora a credere che nessuno possa ancora scegliere la cameretta parlando col venditore intorno a una Microsoft Surface. Probabilmente può permettersela solo la RAI per adesso, ma non sarà sempre così.
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Sinceramente non mi pare ci sia nulla di condivisibile in questo articolo.
L’iPad ha trovato l’equilibrio perfetto unendo i difetti dell’iPod a quelli dell’iBook: fa qualcosa meno di quello che fa L’iPhone (e non poco) avvicinandosi alle dimensioni di un iBook ma senza tastiera, senza multitasking, senza SO “vero” completo, senza tutte quelle possibilità che ormai offre un qualunque smartphone Android.
E’ si un esemplare di una nuova specie: quella dei flop di Apple, che, se continua cosi’ sara’ abbandonata dalla sua utenza storica e restera’ dominio dei modaioli disposti a pagare il triplo un dispositivo pur di poter sfoggiare una mela morsicata…
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Che non sia un netbook né un computer è chiarissimo anche nelle intenzioni di chi l’ha progettato. Da utente “esperto” o quasi non me ne farei molto dell’IPad, ma sono certo che mia moglie che usa la posta e il web principalmente per un oggetto del genere impazzirebbe. Lo stesso mio padre (65 anni) che non vuole sapere nulla di installazioni, antivirus e cavi per la scrivania. Al di là delle fedi religiose Appe-non Apple, mi sembra sono riusciti finalmente a creare un oggetto che va a un mercato di persone che solo controvoglia comprerebbero un portatile o un computer.
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