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Sembra che, finalmente, la famiglia Itanium 2 (IA-64) si aggiorni al quad-core, oramai diffuso anche su cpu di fascia consumer. Tukwila è il successore del processore Montecito, dual-core prodotto in 90 nm, oramai obsoleto, anche se ancora apprezzato in determinati ambiti.
Tukwilla è prodotto in tecnologia 65 nm, non recentissima, ma molto testata. Il suo die è di 699 mm^2, record assoluto per una cpu. Il costo di produzione non è noto, ma si può stimare in 500-600 dollari. Il prezzo di vendita, presumibilmente, sarà intorno ai 1000-3000 dollari, che però non sono un grosso problema nell’ambito di grossi server.
Il suo successore, Poulson, se mai arriverà sul mercato, sembra salterà il processo produttivo a 45 nm, passando direttamente al 32 nm, comunque non prima di 3-4 anni. Non si sà se sarà un semplice shrink o aumenterà il numero di core, 6 o 8.
La famiglia IA-64 è molto discussa, in quanto è da stabilirne la sua utilità attuale e futura, viste le ottime prestazioni dei processori Xeon basati su x86-64. Comunque si tratta di un processore eccezionale, che con oltre 2 miliardi di transistors rappresenta una sfida tecnologica notevole, utile anche per studiare nuove, future, soluzioni in ambito x86.
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Aggiungo che questo processore Intel, per chi non lo sapesse, è un VLIW (Very Long Instruction Word), cioè ha una lunghezza della istruzione molto ampia (nel caso 128 bit) che contiene 3 istruzioni semplici. Ogni core degli Itanium 2 possiede 3 unità di esecuzione.
Quando venne progettata questa architettura i tradizionali processori avevano al massimo solo 2 unità di esecuzione, cosa che lo rendeva potenzialmente molto veloce anche nella esecuzione degli interi. Oggi, però, i progressi dei processori CISC (Nehalem ha 4 unità di esecuzione, per esempio) rendono questo processore lento, tranne nei calcoli float.
Per aumentare le prestazioni bisognerebbe riprogettare totalmente il processore (Itanium 3?), aggiungendo nuove istruzioni macchina, e aumentando la lunghezza della parola (256 bit? 6 unità di esecuzione?), con però seri problemi di compatibilità con i vecchi Itanium 2.
Altra considerazione. All’inizio i compilatori per Itanium 2 erano acerbi, e 3 unità di esecuzione sembravano difficili da riempire. Oggi però i compilatori per Itanium riescono a riempire quasi totalmente le 3 ALU, e non sarebbe un problema riempirne 4 o anche, potenzialmente, 5, cosa che permetterebbe di rivalutare questa architettura.
Purtroppo i finanziamenti per questo architettura, però, con la crisi, sono in serio dubbio, ed Intel è restia ad investire ancora in questa direzione.
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