Articolo di Simone Zanardi
Le reti domestiche sono sempre più orientate alla multimedialità. È la conseguenza diretta non solo del passaggio ai nuovi formati digitali, ma anche e soprattutto dei modelli di diffusione che sfruttano Internet per veicolare, in modo più o meno legale, filmati, musica e foto; e se Internet si sta rapidamente trasformando nel network multimediale per eccellenza, è lecito e logico attendersi una tendenza analoga anche da parte delle reti locali, soprattutto in ambito consumer, dove l’utente non è certo attirato all’acquisto dalle funzioni di sicurezza o dall’affidabilità. I produttori di dispositivi di rete hanno così scoperto la nuova gallina dalle uova d’ora, dopo che il wireless ha ormai esaurito la sua spinta prorompente.
La prima vittima delle “reti multimediali” potrebbe essere proprio il re, sino a pochi mesi fa incontrastato, della casa digitale: il personal computer. Con la progressiva scomparsa del desktop tradizionale a favore di Pc portatili, sulle Lan rimane infatti vacante l’ambito ruolo di “server domestico”, ovvero la risorsa centrale dove poter immagazzinare dati e, soprattutto, la propria libreria multimediale. Il sostituto naturale del computer in questo ambito è il Nas (Network Attached Storage), un dispositivo che offre tutto quello che si potrebbero chiedere a un home server: spazio di archiviazione, possibilità di accesso da remoto, e oggi condivisione dei contenuti audio e video su tutta le rete. I Nas domestici di ultima generazione integrano numerose funzioni multimediali, a partire dai server iTunes e Upnp AV, passando per servizi che al multimedia sono strettamente legati, come la possibilità di effettuare download da Internet in modo indipendente o la facoltà di creare e condividere album fotografici sul Web.
Se il Nas è in grado di fornire contenuti audio e video alla rete, per poter usufruire di tali contenuti senza ricorrere al personal computer è indispensabile un media extender. Questi dispositivi si collegano alla televisione o all’impianto Hi-Fi di casa e permettono di riprodurre i file audio e video presenti in rete. Nella maggior parte dei casi sfruttano il protocollo Upnp AV, ma alcuni modelli integrano gli stessi protocolli di condivisione utilizzati daille macchine Windows, Mac OS e Linux per accedere a qualsiasi disco in rete.
Tra Nas e media extender vi è poi la struttura di rete. In ambito domestico è ancora raro trovare domicili con cablaggio Ethernet a collegare i vari locali; le alternative sono rappresentate dall’onnipresente wireless e dalle Powerline, che sfruttano la rete elettrica per veicolare i dati informatici.
[Estratto dall'articolo pubblicato sul numero 228, in edicola dal 26 febbraio]
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Dove sono i NAS LaCie in questa comparativa? E’ un test esaustivo o una marchetta pubblicitaria travestita da articolo?
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@ mardor:
Gentilissimo lettore,
l’articolo in questione non è una comparativa di Nas, ma una rassegna di soluzioni composte da Nas e media extender di rete. Al momento della prova, LaCie non disponeva a catalogo di un prodotto del secondo tipo.
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