Toshiba STOR.E ART3: backup portatile fino a 1 terabyte

31 Marzo 2010 di silvia.ponzio  

Hard disk con funzioni di storage automatico pensato per utenti mobile (più o meno esperti) che archiviano grandi quantità di dati nel proprio PC. Leggi tutto

Scarabeo Digital 2.0

31 Marzo 2010 di mnicora  

Conosciuto e amato da tutti come il gioco di parole più famoso in Italia, Scarabeo, il celebre gioco da tavola di EG, ha ora la sua versione Online grazie a Kalicanthus Entertainment. Leggi tutto

Yakuza 3

31 Marzo 2010 di mnicora  

Le regole della mafia giapponese su Playstation 3 in un gioco d’azione Free-Roaming suggestivo, ma con qualche limitazione. Leggi tutto

Google e Microsoft alleate sulla privacy

31 Marzo 2010 di vale641  

Un’alleanza per tutelare l’integrità e la privacy dei dati degli utenti sul web dall’intrusione dei governi e delle autorità pubbliche. Leggi tutto

Western Digital Scorpio: 750 Gbyte per notebook

31 Marzo 2010 di davide piumetti  

Western Digital, uno dei leader globali nella produzione di dischi rigidi, ha presentato un nuovo disco Scorpio Blue da 750 Gbyte costruito utilizzando solo due piattelli magnetici. Leggi tutto

Google in Cina verso il blocco totale

31 Marzo 2010 di vale641  

cina flagIl governo cinese avrebbe bloccato da ieri tutte le ricerche su Google. Leggi tutto

Domande sulla sicurezza dei PC?

30 Marzo 2010 di stedaz  

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Se avete problemi o curiosità su tutto quello che riguarda i PC e la loro sicurezza potete provare con il sito Rooted, dove potete porre domande (solo in lingua inglese) e riceverete risposte dagli altri navigatori.

Aggiornare il proprio stato su Facebook con Yahoo Mail

30 Marzo 2010 di stedaz  

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Il mese scorso, Yahoo ha presentato la sua prima integrazione fra Yahoo Mail e Facebook, dando la possibilità ai propri utenti di importare gli indirizzi e-mail dei propri amici su Facebook nei contatti di Yahoo Mail. Oggi due nuove funzionalità rendono Yahoo Mail molto più ‘sociale’.

La prima consiste nella possibilità di aggiornare il proprio stato su Facebook attraverso Yahoo Mail. Una volta che si accede con il proprio profilo Facebook, si può scegliere di condividere simultaneamente gli aggiornamenti di stato via Facebook e la rete di Yahoo, semplicemente cliccando sulla voce ‘Aggiorna il mio status’ presente nella sezione ‘I miei social network’ nelle applicazioni dell’account Yahoo Mail.

La seconda funzionalità, prevede che ogni qual volta un amico di Facebook ci invia una mail, il messaggio viene accompagnato dalla foto del profilo Facebook.

Motorola DEXT con Motoblur arriva (in ritardo) anche in Italia

30 Marzo 2010 di silvia.ponzio  

Lanciato in tutto il mondo nel settembre 2009, il terzo cellulare basato su Android del produttore americano sarà disponibile nel nostro paese dalla prima settimana di aprile.   Leggi tutto

TomTom XXL IQ Routes: navigatore portatile “extra large”

30 Marzo 2010 di silvia.ponzio  

Big is better”! È questo lo slogan scelto dal produttore olandese per presentare il suo ultimo dispositivo con grande schermo e visuale panoramica. Leggi tutto

Ricerche istantanee su Firefox con Keyword Bookmarks

30 Marzo 2010 di nicola.88  

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Spendete buona parte del tempo sul Web a compiere le ricerche più disparate su Google, Wikipedia, YouTube, … ? Desiderate risparmiare del tempo prezioso ? La soluzione ai vostri problemi (o a buona parte di essi) prende il nome di Keyword Bookmarks, una raccolta di segnalibri per Firefox che – mediante una semplice procedura – vi permetteranno di effettuare ricerche sui siti e portali più variegati; e se tra quelli messi a disposizione sul sito ufficiale non c’è quello che andate cercando, potete sempre crearlo voi stesse e magari condividerlo con gli altri utenti. Vediamo come utilizzare un segnalibro:

1) individuate il segnalibro che vi interessa sul sito ufficiale e trascinatelo sulla barra o il menu dei segnalibri

2) con un click destro del mouse, aprite il menu contestuale e selezionate Proprietà

3) nel campo Parola chiave inserite una sequenza di caratteri, che vi permetterà di richiamare rapidamente il segnalibro nella barra degli indirizzi (si consiglia una sequenza breve e facile da ricordare)

4) per utilizzarlo, nella barra degli indirizzi digitare la parola chiave seguita dall’espressione da ricercare e premere Invio

La procedura risulta, come si vede, piuttosto semplice; è possibile creare dei segnalibri personalizzati conoscendo la sintassi per le query di ricerca e inserendo, nell’indirizzo del segnalibro, la stringa “%s” (senza doppi apici) al posto dell’espressione da cercare.

Gestire la musica con MusicBee

30 Marzo 2010 di nicola.88  

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Non è raro al giorno d’oggi trovarsi a dover gestire una collezione più o meno ampia di file audio, si tratti di brani musicali o episodi di podcast sottoscritti; numerosi sono i programmi che cercano di aiutare l’utente nella catalogazione, l’editing dei metadati, la riproduzione, il ripping e la sincronizzazione. MusicBee è un’applicazione freeware (in inglese, per Windows) che cerca di offrire uno strumento di gestione a 360 gradi, raccolto in un’unica interfaccia essenziale, piuttosto affollata ma funzionale; al primo avvio, vi verrà richiesto se volete importare dei file audio dal disco rigido, da iTunes o da Windows Media Player.

Interfaccia. La finestra principale è suddivisa in tre pannelli (Navigation Panel, Main Panel, Now Playing Panel): sulla sinistra, è accessibile l’elenco delle risorse disponibili (librerie, liste di riproduzione, podcast sottoscritti, risorse Web e filesystem locale) e una casella di ricerca; al centro, il contenuto della risorsa selezionata (brani della libreria o della playlist, …); sulla destra ulteriori informazioni di riproduzione o proprietà del file audio selezionato; infine, in basso, trovano posto i controlli per la riproduzione.

Catalogazione. La catalogazione si basa sulle librerie (File > New > New Library); una mancanza del programma (che ci si augura sia colmata al più presto) riguarda l’eliminazione dal disco di una libreria: per ovviare è sufficiente eliminare manualmente la cartella corrispondente e omonima e – al successivo avvio – vi verrà presentata una finestra per eliminarla dall’elenco delle librerie.

Editing dei metadati. Per modificare i metadati, selezionare una o più tracce nella finestra principale e – dal menu contestuale – scegliere la voce Edit; nella nuova finestra, è possibile modificare i tag, organizzati per schede. Dal medesimo menu, è possibile effettuare l’aggiunta automatica dei tag; la procedura prevede l’analisi della traccia audio (richiede una connessione Internet attiva) per poi procedere alla compilazione dei tag.

Riproduzione. I controlli di riproduzione sono disponibili nella parte bassa del pannello principale (per modificarne la posizione, raggiungere il menu View > Player Controls Panel), nel menu Controls e – in forma compatta – nell’anteprima della taskbar; è inoltre disponibile un equalizzatore (View > Player Controls Panel > Show Equaliser), che permette di utilizzare alcuni profili preimpostati in base al genere musicale o procedere manualmente (dalla medesima finestra è possibile abilitare i plugin DSP). Il programma supporta la creazione di playlist (File > New > New Playlist), visibili nell’omonima sezione sulla sinistra; le playlist possono essere organizzate in cartelle virtuali (New Playlist Folder) e create a partire da singoli file (New Playlist) o in base a regole (New Auto-Playlist); si tratta in questo caso di playlist ottenute applicando una sorta filtro dinamico, basato sui valori dei tag, ai brani di alcune o tutte le librerie pre-esistenti.

Ripping e conversione. Le operazioni di estrazione delle tracce da un CD audio si effettuano selezionando Tools > Rip CD dal menu posto al di sotto del pannello principale; per effettuare una semplice conversione di file audio ad un nuovo formato (tra i principali, FLAC, MP3, Ogg Vorbis), è sufficiente scegliere Tools > Convert format, dopo aver selezionato uno o più file.

La voce di menu Edit > Preferences permette di personalizzare l’aspetto e il comportamento dell’applicazione nei minimi dettagli (layout dei pannelli, scorciatoie da tastiera, impostazioni di riproduzione e conversione, gestione delle librerie e dei tag, …); in conclusione, si sottolinea che il programma può essere utilizzato in modalità portable (la scelta può essere effettuata durante la procedura d’installazione) ed è disponibile anche per la suite LiberKey.

MusicBee può essere scaricato cliccando qui.

Final Fantasy XIII

30 Marzo 2010 di mnicora  

Arriva finalmente il nuovo episodio della saga firmata Square-Enix con una grande novità: il passaggio da esclusiva Sony a multipiattaforma. Leggi tutto

AMD lancia i primi processori Opteron a 12 core

30 Marzo 2010 di davide piumetti  

Il produttore americano si conferma sempre più attivo nell’innovazione tecnica, presentando (prima della concorrenza) i primi processori server Opteron con 12 core elaborativi, basati sulla nuova microarchitettura Magny-Cours. A dispetto delle apparenze sono disponibili prestazioni molto elevate e consumi più che accettabili. Leggi tutto

Disponibile una nuova beta di Chrome 5

30 Marzo 2010 di g_andrini  

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Google ha rilasciato una nuova beta del suo browser, disponibile nel suo canale per sviluppatori. La versione 5.0.360.0 contiene alcuni bug fixes e un nuovo gestore dei bookmark.

È stata migliorata anche la funzione di traduzione automatica delle pagine e la funzionalità di riempimento automatico dei campi.

Navigatori Gps, il futuro è on-line

29 Marzo 2010 di panzeri  

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Il mercato dei navigatori portatili per auto sta attraversando una fase delicata: da un lato gli smartphone di ultima generazione e dall’altro i sistemi integrati per auto rischiano di schiacciare il settore dei Pnd (Portable Navigation Device) ponendo fine all’epoca d’oro che dura da ormai diversi anni.

ICON_EDICOLASu queste pagine abbiamo più volte sottolineato come i Pnd abbiano comunque dei vantaggi rispetto alla concorrenza: sono dispositivi pensati per l’utilizzo in auto, il che li rende indubbiamente più ergonomici rispetto alla maggior parte dei telefoni adattati allo scopo, e possono essere trasportati da una vettura all’atra o utilizzati per la navigazione pedonale, cosa impossibile per le soluzioni integrate a bordo dell’auto. L’avvento di iPhone e degli altri telefoni touch con ampi schermi ha però in parte ridotto questo vantaggio, tanto che tra le applicazioni più scaricate dall’iTunes Store vi sono proprio i software di navigazione assistita. Per arginare questo fenomeno, i produttori di Pnd si stanno focalizzando su due segmenti di mercato: in primo luogo puntano sui dispositivi entry-level, il cui prezzo di ingresso è ormai sceso sotto i 100 euro, per attrarre gli utenti meno esperti che desiderano innanzitutto un’esperienza out-of-the-box ancora impensabile sui telefoni cellulari. La seconda fascia di mercato su cui si concentrano è quella dei navigatori portatili di fascia alta, che mirano a surclassare il cellulare in termini di esperienza d’uso e funzioni evolute.

Un passaggio chiave per contrastare la navigazione su telefonino è fornire i Pnd di connettività a Internet. Tramite l’accesso alla Rete, il navigatore può effettuare ricerca dei punti di interesse, aggiornare lo stato del traffico, inviare e ricevere in tempo reale le coordinate di longitudine e latitudine, tutte funzioni che un cellulare è in grado di offrire in modo nativo. Disporre di informazioni reperite in tempo reale sulla rete lascia spazio a una serie di applicazioni limitate solo dalla fantasia degli sviluppatori. Pensiamo ad esempio alla ricerca di punti di interesse: oltre che all’ubicazione della sala cinematografica o del teatro più vicino, l’utente può visualizzare gli orari degli spettacoli e persino la disponibilità di posti in sala. In linea teorica sarebbe possibile anche la prenotazione dei posti direttamente da Pnd. Con lo stesso principio si può interagire con alberghi e parcheggi, rendendo la navigazione realmente interattiva.

La connessione a Internet migliora inoltre l’esperienza di guida lungo il tragitto: oltre a fornire un’alternativa più affidabile all’ormai obsoleto Tmc per la ricezione di informazioni sulla viabilità, consente di disporre di informazioni meteorologiche e di aggiornare le postazioni autovelox. Altro campo dal potenziale elevato è l’interazione con i social network: inviando e ricevendo le proprie coordinate in tempo reale si possono rintracciare e raggiungere amici e colleghi direttamente dal navigatore portatile. (…)

[Estratto dall'articolo pubblicato sul numero 229, in edicola dal 27 marzo]

Guida all’uso di HandBrake

29 Marzo 2010 di panzeri  

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Non sempre il manuale di un software, ammesso che sia disponibile, è sufficientemente chiaro e completo. Spesso poi non fornisce le informazioni necessarie a comprendere a fondo le funzioni più avanzate e tutte le possibilità operative. Nel caso delle applicazioni open source o gratuite, questa situazione è la norma più che l’eccezione. Solo in alcuni casi esiste una discreta documentazione in lingua inglese, mentre in italiano di solito c’è poco o nulla. È un vero peccato, perché la mancanza di una buona guida all’uso può allontanare molti utenti potenziali da software che invece varrebbe davvero la pena di conoscere e utilizzare.

ICON_EDICOLAPer guidarvi alla scoperta dei programmi gratuiti e open source più interessanti, in particolare quelli per i quali la mancanza di un manuale di qualità si fa più sentire, abbiamo quindi deciso di iniziare una nuova serie di articoli di approfondimento. Questo mese vi presentiamo HandBrake, un’utility open source che permette di convertire un Dvd o un altro filmato in un file video compresso con il sempre più diffuso codec H.264. Si tratta di un’applicazione che può essere utile in molte situazioni: permette, ad esempio, di creare con facilità un filmato compatibile con l’iPhone, l’iPod o con la maggior parte dei dispositivi mobili più evoluti partendo da un Dvd o da un filmato scaricato dal Web. Può anche essere usata per archiviare su disco una copia di sicurezza dei Dvd di una cineteca personale, mantenendo la qualità del filmato originale ma occupando meno spazio. Usando HandBrake è possibile archiviare un Dvd a doppio strato da 9 Gbyte in un file di circa 2 Gbyte dalla qualità molto più alta di quella ottenibile usando tool come Nero Recode o Dvd Shrink per trasformarlo in un Dvd a singolo strato.

Con HandBrake si possono creare file in formato sia Mpeg4 (con estensione Mp4 o M4v) sia Mkv (Matroska Video). Mkv è un contenitore più avanzato e flessibile rispetto non solo all’Mp4 ma anche al più tradizionale e diffuso Avi. Può infatti ospitare – all’interno di un unico file – svariate tracce di video, audio e sottotitoli, perciò è la soluzione ideale per chi vuole convertire un Dvd mantenendo più lingue e relativi sottotitoli. HandBrake svolge una sola attività – la conversione del video – ma comprende molte funzioni e opzioni avanzate. Per sfruttarne a fondo tutte le potenzialità bisogna dunque avere le idee chiare su quale è lo scopo principale per cui si vuole usarlo. Se, ad esempio, si desidera convertire un film per visualizzarlo su un iPhone o su un altro dispositivo portatile, è opportuno creare un file compatto, di risoluzione limitata, perfettamente compatibile con il dispositivo. Se invece si vuole convertire un Dvd per farne una copia di sicurezza o per visualizzarlo su uno schermo di grandi dimensioni tramite uno dei sempre più diffusi media player come il Western Digital HD TV o il LaCie Cinema, è il caso di mantenere la risoluzione del filmato originale, conservare le tracce audio e i sottotitoli e puntare a una qualità molto elevata, anche a scapito delle dimensioni del file.

In queste pagine trovate una guida rapida alla conoscenza e all’uso di HandBrake che vi aiuterà a scegliere le opzioni giuste in ogni situazione e a comprendere limiti e vantaggi di questo pacchetto gratuito. (…)

[Estratto dall'articolo pubblicato sul numero 229, in edicola dal 27 marzo]

La selva dei formati video

29 Marzo 2010 di panzeri  

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Il settore del video digitale è in uno stato di continua evoluzione, grazie anche all’arrivo dell’Alta Definizione e dei siti Web come YouTube. Negli ultimi tempi abbiamo assistito a una proliferazione dei formati video, ormai davvero numerosi e diversificati in quanto a efficacia di compressione e mezzo di diffusione. Il video digitale si articola in funzione di una varietà di parametri impressionante: risoluzione (Alta Definizione, Definizione Standard, video per il Web), formato di compressione, bit rate, numero di fotogrammi al secondo, tipo di scansione (interlacciata o progressiva), modalità di ICON_EDICOLAdistribuzione (Blu-ray, Dvd Video, memoria a stato solido, Web), dispositivo di riproduzione (lettore stand alone, computer, player portatile) e così via. Il ventaglio di combinazioni che ne deriva è così ampio da mettere in difficoltà anche chi ha un po’ di esperienza, figuriamoci il neofita. Per fare un po’ di chiarezza, in queste pagine passeremo in rassegna i codec video di maggior diffusione, in modo che vi sia più facile capire quale potrebbe essere quello adatto alle vostre necessità, e faremo una disamina dei container, ovvero i file che fungono da contenitori dei flussi multimediali.

In effetti c’è parecchia confusione già a questo livello: spesso si parla di codec e di container come fossero due cose equivalenti, mentre non è così. Esistono molti container; noi abbiamo esaminato i più diffusi, ovvero 3gp, Asf, Avi, Dmf/DivX, Flv/F4v, Mkv, Mov/Qt, Mp4/M4a, Ogg, RealMedia, e Xvid. Quelli più noti del gruppo sono senza dubbio Avi, DivX, Flv, Mov e Xvid, ma Mkv sta diventando sempre più popolare grazie alla sua versatilità e al fatto che è libero da royalty.

I codec che abbiamo preso in considerazione sono invece Cinepak, Indeo, Motion Jpeg, Mpeg-1, Mpeg-2, Mpeg-4 Avc/H.264, Mpeg-4 Part 2, RealVideo, Sorenson 3/Spark, Theora, Vp8, e Wmv. Come per i container, anche in questo elenco è facile riconoscere compressori molto diffusi come Wmv di Microsoft e quelli della famiglia Mpeg. Ciascun codec ha punti di forza e debolezza ed è in genere specializzato per un numero limitato di tipologie di video. È importante conoscerle per identificare quello più indicato, in grado di fornire – a seconda della situazione – il miglior compromesso tra un’elevata qualità visiva e un bit rate ridotto (in modo da facilitare la memorizzazione del filmato e la sua eventuale trasmissione via Internet).

La compressione del video

Prima di esaminare le caratteristiche tecniche dei codec e dei container, è il caso di spendere qualche parola su come funzionano i meccanismi di compressione del video digitale.

Nel caso più generale, il lavoro di un codec inizia con il passaggio dallo spazio colore Rgb (Red, Green, Blue; rosso verde e blu) del filmato generato da sensore di una telecamera – o di una fotocamera con funzioni video – a quello YCbCr composto dai canali Y (luminanza o luma), Cb (differenza tra il canale blu e luma) e Cr (differenza tra il rosso e luma). Questo passaggio consente di separare le informazioni relative alla luminosità da quelle proprie del colore. Siccome il nostro sistema visivo è molto più sensibile ai particolari ad alto contrasto che non ai dettagli colorati, è possibile dimezzare o anche ridurre a un quarto la risoluzione cromatica (i canali Cb e Cr) senza degradare visibilmente l’immagine. Questa operazione è chiamata downsampling o chroma downsampling (per ulteriori dettagli, vedete il box La compressione cromatica, in questa pagina). (…)

[Estratto dall'articolo pubblicato sul numero 229, in edicola dal 27 marzo]

Sopravvivi ai disastri

29 Marzo 2010 di panzeri  

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In questo articolo vogliamo fornirvi qualche consiglio per affrontare i piccoli e grandi problemi che possono trasformare il Pc da uno strumento utile e di svago in una fonte di rompicapi e mal di testa dei quali non sempre è semplice venire a capo. Fintanto che funziona, il computer è un oggetto eccezionale che permette di svolgere tantissime attività a casa o in viaggio; quando però il vostro concentrato di tecnologia mostra sintomi di malfunzionamento allora è necessario farsi trovare pronti. Anche in questo mondo vale la regola del “prevenire è meglio che curare” perché ciò che può apparire a prima vista come un piccolo inconveniente potrebbe catapultarvi in una frazione di secondo in una situazione catastrofica dalla quale potrebbe essere difficile o impossibile uscire indenni. Il danno peggiore che possa mai capitare è la perdita irreparabile dei propri dati (fotografie, documenti, mail, ecc); prendete quindi l’abitudine di tenere un backup dei dati importanti.

ICON_EDICOLAPrima ancora di addentrarci nel vivo del discorso cominciamo con il fare una precisazione fondamentale. Il computer nasce dall’unione di hardware (le componenti elettroniche fisiche del Pc e le sue periferiche) e software (il sistema operativo, i driver e le applicazioni). I problemi possono essere causati da un guasto hardware oppure a da un malfunzionamento del software, mentre più raramente è possibile imbattersi in una concatenazione di entrambi. I problemi di tipo hardware sono senza dubbio i più spinosi e pericolosi in quanto possono essere molto difficili da individuare e sono spesso la prima causa della perdita di informazioni sensibili. I problemi software sono in generale più semplici da risolvere e, salvo il caso di virus particolarmente aggressivi e dannosi, il rischio di perdere informazioni è minore. Nel caso di problemi software esiste inoltre sempre una ultima ratio, ovvero un’installazione ex novo di tutto il software. Come vedremo in questo caso è essenziale passare al setaccio tutto il vostro archivio dati ed eseguirne una copia di sicurezza prima di “piallare” il software dal Pc. Questa è la fase più critica dell’operazione perché se si dimentica qualcosa si può finire per cancellare irreversibilmente con le proprie mani dati importanti nel tentativo di riportare a nuova vita il computer.

Per ovvi motivi è impossibile riuscire a catalogare tutti i possibili disguidi e fornire una soluzione univoca. La varietà dei sistemi in circolazione e delle combinazioni di software installati è pressoché infinita.

Come affrontare un problema

La reazione e il comportamento di fronte a un problema differisce in base alla propria esperienza e alle proprie competenze in ambito informatico ed elettronico. Ciò che è veramente importante è non ignorare mai il problema se prima non se ne è individuata l’origine, anche se il malfunzionamento permette di svolgere le proprie attività in apparente sicurezza. Se non avete alcuna conoscenza di base chiedete aiuto, ma non dimenticate mai che il “fai da te” è anche un’occasione per comprendere meglio lo strumento che state utilizzando. Intervenire in prima persona prevede infatti una fase di raccolta e studio delle informazioni relative al proprio hardware e software per costruire una base minima di conoscenze utili ad individuare e poi agire sul problema. Gli “amici tuttologi di tecnologia” o il Web sono un’utile fonte di informazioni e consigli, ma in alcuni casi l’intervento dell’assistenza tecnica specializzata, sebbene non sia propriamente economica, potrebbe essere l’unica strada praticabile e non dovrebbe essere mai scartata a priori. Ricordate sempre che gli oggetti ad alto contenuto tecnologico non amano essere trattati in malo modo come i ben più robusti dispositivi meccanici. (…)

[Estratto dall'articolo pubblicato sul numero 229, in edicola dal 27 marzo]

Smartphone, le novità del 2010

29 Marzo 2010 di panzeri  

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Dal 15 al 18 febbraio si è tenuto a Barcellona il Mobile World Congress, la più importante manifestazione dell’anno focalizzata su telefonia, telecomunicazioni e servizi connessi. Per l’evento organizzato dal consorzio Gsma anche questa volta si può parlare di successo. I visitatori sono stati più di 49.000 provenienti da 200 paesi, contro i 47.000 della scorsa edizione. Il numero degli espositori è rimasto costante, 1.300 circa, mentre l’aera occupata è leggermente cresciuta (57.000 metri quadrati contro i 56.000 del 2009). Novità di quest’anno è stata la sezione App Planet, dedicata alle applicazioni mobile, che ha visto la presenza di 6.000 sviluppatori.

ICON_EDICOLAIl Mobile World Congress si tiene nel primo trimestre e rappresenta il luogo e il momento giusto per tracciare bilanci sull’anno da poco concluso. Il primo commento che si può fare è che il mercato ha tenuto. Il 2008 si era chiuso con una flessione del -5,9% nel mercato della telefonia, con un preoccupante -13% negli ultimi tre mesi dell’anno. Il tracollo però non c’è stato: secondo Gartner il 2009 si è chiuso con un -0,9% nelle vendite globali, con un interessante aumento dell’8,3% negli ultimi tre mesi, che fa ben sperare per il 2010.

Il mercato è stato trascinato soprattutto dagli smartphone evoluti e dai cellulari di fascia molto economica. Secondo Canalys, nel 2009 sono stati venduti oltre 166 milioni di smartphone, per una crescita totale del 16,2% rispetto all’anno prima. Di questi tempi non è semplice trovare un settore che abbia degli incrementi a doppia cifra.

Ci troviamo dunque in un momento di moderato ottimismo, anche se andando in giro per la fiera si avvertiva che le cose non stanno più come tre-quattro anni fa. Un esempio lampante è stato il forfait di alcuni grossi nomi: Nokia e Intel hanno preferito fare un’unica conferenza stampa congiunta per annunciare il loro nuovo sistema operativo, MeeGo; tradizionalmente lo stand di Nokia era il più grande di tutta la fiera e il più ricco di nuovi prodotti, mentre da Intel si aveva modo di ammirare le ultime novità tecnologiche.

Il posto di Nokia è stato preso da Samsung, almeno per quanto riguarda lo spazio a disposizione e la quantità di visitatori, che con la sua piattaforma Bada introduce un nuovo ambiente operativo per gli smartphone. Con l’assenza di Intel viene meno l’entusiamo per Wi-Max, che ha avuto tanto spazio lo scorso anno ma che adesso si è un po’ defilato in favore di LTE, il naturale successore di Umts/Hsdpa tenuto in alta considerazione da parte dei provider telefonici per la fornitura di banda larga.

Per quanto riguarda le piattaforme hardware, ARM al momento fa da padrone soprattutto nel settore dei terminali più evoluti. Con la necessità di riprodurre contenuti sempre più complessi sul telefono, la domanda di potenza da parte della Cpu è cresciuta ed è diventata sempre più importante. L’architettura ARM nelle varie implementazioni (Qualcomm, Texas Instruments, Samsung, Freescale e molti altri) è diventata quella più utilizzata; raggiunto e consolidato il traguardo del gigahertz, la sfida per il futuro è introdurre l’architettura multi core anche su telefoni, Mid e tablet, sfida per il quale è già pronta ST-Ericsson con una piattaforma a doppio processore basata su Cortex A9 MPCore, mostrata in funzione.

Ma il vero mattatore della fiera è stato senz’altro Android. Il sistema operativo open source nato per volontà di Google ha mosso timidamente i primi passi durante la scorsa edizione e oggi rappresenta una realtà affermata, presa in considerazione dalla maggior parte dei produttori e presente su un gran numero di nuovi telefoni. Ovunque si potevano vedere terminali, applicazioni software, piattaforme di sviluppo, prototipi di tutte le fogge consacrati ad Android, che spazia ormai dal telefono al netbook.

Il terreno dei sistemi operativi per smartphone è quanto mai agguerrito e ricco di protagonisti. In molti pongono le basi per costruire un sistema alternativo a quello della concorrenza, e nei prossimi mesi sicuramente ne vedremo delle belle. Microsoft cerca di rimediare ai modesti risultati qualitativi ottenuti con Windows Mobile 6.5 e si lancia nell’avventura di Windows Phone 7, creato da zero e dotato di una interfaccia radicalmente diversa rispetto al passato. C’è tanto terreno perso da recuperare, come testimoniato dai dati di vendita, e questa volta la posta in gioco è molto alta.

Sarà interessante sperimentare il citato MeeGo, che raccoglie l’eredità del sistema operativo Maemo usato da Nokia sugli Internet tablet e sugli smartphone serie N900, nonché del sistema operativo Moblin lanciato da Intel nel 2007 per netbook e Mid. La soluzione Bada di Samsung sembra molto efficiente e veloce, almeno a quanto abbiamo visto in fiera; è totalmente aperta e accompagnata da un buon supporto agli Oem e agli sviluppatori. L’approccio open source sembra aver avuto finalmente la propria consacrazione, visto che tutti i sistemi citati (Windows Phone 7 a parte) si basano su tale approccio. (…)

[Estratto dall'articolo pubblicato sul numero 229, in edicola dal 27 marzo]

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