Il nuovo Hitachi-LG Hydrive combina un SSD con l’unità ottica

31 Maggio 2010 di g_andrini  

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Ridurre il numero di componenti all’interno di un notebook appare importante, sia per ridurre lo spazio necessario, sia per ridurre gli assorbimenti.

Oggi Hitachi-LG Data Storage Inc. (HLDS) ha annunciato l’Hydrive, disponibile da Agosto all’interno della famiglia Moneual PC 102.

Semplicemente è un dispositivo che nello spazio di un normale masterizzatore per portatili incorpora anche un drive SSD, disponibile inizialmente nelle capacità di 32 e 64 GB. Entro l’anno prossimo si dovrebbe rendere disponibile fino ad una capacità di 256 GB.

Acer: computer multi-touch e multimedia da salotto

31 Maggio 2010 di silvia.ponzio  

Viviamo nell’era “sensibile al tocco” e il produttore taiwanese si adegua regalando l’esperienza tattile al desktop All-in-one Aspire Z5710 e al notebook Aspire 5745P, oltre a presentare, sempre in occasione del recente evento di Pechino, anche la famiglia multimediale Revo. Leggi tutto

Acer: smartphone Stream e e-book reader LumiRead

31 Maggio 2010 di silvia.ponzio  

Acer, in occasione di un evento tenutosi a Pechino, ha presentato molte novità tra cui, per il settore “mobile”, lo smartphone Stream con Android e il lettore per e-book LumiRead. Leggi tutto

Alan Wake

31 Maggio 2010 di mnicora  

Un action thriller psicologico creato dagli sviluppatori di Max Payne. Leggi tutto

Lost Planet 2

31 Maggio 2010 di mnicora  

Dalle distese di ghiaccio alle lussureggianti foreste tropicali alla scoperta di un nuovo mondo. Garantisce Capcom. Leggi tutto

EasyBashGUI da’ un’interfaccia grafica alla riga di comando

31 Maggio 2010 di mfioretti  

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Nel mondo Linux e Unix gli script shell sono mini-programmi estremamente flessibili e rapidi da scrivere, costituiti da semplici file di testo che contengono un comando per linea. Molti utenti però non fanno uso di script perchè odiano lavorare sulla riga di comando.

Per aiutarli, nel corso degli anni sono stati scritte librerie come Kdialog, Zenity o Xdialog, che consentono a uno script di interagire con l’utente tramite semplici finestre contenti dialoghi, menu o campi di testo da riempire. Il problema di quegli strumenti è che non sono tutti presenti su ogni sistema Linux.  EasyBashGUI è una libreria di funzioni per script che facilita l’uso di finestre grafiche negli script perchè individua e usa automaticamente la libreria disponibile.

Sportcam waterproof Camileo BW10 di Toshiba

28 Maggio 2010 di silvia.ponzio  

Camcorder Full HD che resiste all’acqua (fino a due metri di profondità) e alle intemperie e non teme pioggia, sabbia e polvere. Leggi tutto

È tornata LinuxCare. Guardando alle nuvole

28 Maggio 2010 di mfioretti  

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Alla fine degli anni ’90, alla vigilia del boom in borsa di qualsiasi azienda facesse qualsiasi cosa purché su Internet o collegata a Internet, LinuxCare era una delle compagnie più promettenti.La sua missione avrebbe dovuto essere fornire servizi di supporto alle aziende che intendevano passare a Linux. Ben presto però l’azienda sparì completamente dalle scene, a causa di vari errori di dirigenti.

Quest’anno LinuxCare è tornata, grazie a uno dei fondatori che ha rimesso in piedi nome, marchio e struttura, ma in veste adeguata ai tempi. La nuova missione aziendale prevede, al posto di supporto generico per migrazioni a Linux e software Open Source, servizi on demand di migrazione al cloud computing. In altre parole, le aziende che intendono spostare i loro server, database e portali su ambienti come i Web Services di Amazon potranno chiedere a LinuxCare consulenze di qualsiasi portata, da un semplice parere a servizi a medio/lungo termine. Funzionerà stavolta?

Vodafone: arriva in Italia il Nexus One di Google

28 Maggio 2010 di silvia.ponzio  

Vodafone è il primo operatore europeo a offrire lo smartphone targato Google. Leggi tutto

Android: successo in USA, meno in Europa

28 Maggio 2010 di davide piumetti  

Il sistema operativo mobile prodotto da Google è ormai un fenomeno negli Stati Uniti, che rappresentano (insieme al Canada) il 75% del mercato globale dei dispositivi basati su Android. Leggi tutto

Novità per Gears of War 2

28 Maggio 2010 di mnicora  

Il Social Matchmaking arriva con la riduzione di prezzo del pacchetto “All Fronts Collection” e il Triple Experience Weekend su Xbox LIVE. Leggi tutto

Sony presenta nuovo schermo arrotolabile

28 Maggio 2010 di g_andrini  

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Questo nuovo schermo risulta più semplice da costruire rispetto ai display OLED precedenti.

Ha uno spessore di appena 80 nm ed è talmente flessibile da poter essere arrotolato intorno ad una penna a sfera. Misura 4,1 pollici e può visualizzare immagini in movimento a 16 milioni di colori.

Per costruirlo Sony ha utilizzato un nuovo semiconduttore organico chiamato Pxx. Quest’ultimo risulta importante perchè è resistente all’ossigeno, al calore, alla luce, alla umidità.

Anche l’elettronica di controllo, incorporata, risulta perfettamente flessibile. Può essere stirato per più di 1000 volte senza perdita di qualità visiva.

Le immagini hanno un contrasto di 1000:1 ed una luminosità di picco di 100 cd/m2.

Facebook: giro di vite sulla privacy

27 Maggio 2010 di vale641  

new-privacy-icon fcMark Zuckerberg torna sui suoi passi e offre nuovi strumenti semplificati per applicare un maggior controllo ai dati personali su Facebook. Tra le novità c’è la possibilità di bloccare sul nascere la richiesta di scaricare applicazioni e giochi e quella di rendere privata la propria lista di contatti. Leggi tutto

Mafia II anche da collezione

27 Maggio 2010 di mnicora  

2K Games invita i giocatori a scoprire la Collector’s Edition di Mafia II, gioco che sarà disponibile alla fine del mese di Agosto. Leggi tutto

Microsoft Expression Blend 3: il design e la logica, separati

27 Maggio 2010 di panzeri  

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Di scena nel nostro videocorso il nuovo sistema per lo sviluppo web. Realizziamo insieme un’applicazione di prova.

OverNetEDUCATIONIn collaborazione con Overnet Education.

Testo e video di David Papini

Expression Blend 3, è il programma che Microsoft ha pensato per il design e la creazione di Interfacce utente, che si stia lavorando su un’applicazione desktop WPF (Windows Presentation Foundation) o su un’applicazione web con Silverlight.

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PC Professionale: il sommario di giugno 2010

27 Maggio 2010 di panzeri  

In profondità

Cover LUGLIO-SCRITTE_DEFProve

Internet keys 3G
Internet è sempre più mobile
Crescono le connessioni al Web che sfruttano le reti cellulari di ultima generazione. Il punto della situazione su tecnologia e prestazioni reali dei servizi.
Discuti con l’autore dell’articolo

Digitale terrestre
La TV dove non c’è la TV
Che sia digitale terrestre o satellitare, ecco come attrezzare il vostro Pc per guardare e registrare la programmazione delle emittenti che trasmettono in digitale.
Discuti con l’autore dell’articolo

Fotocamere superzoom
Alternative tascabili a una reflex
Un ottimo compromesso tra versatilità, compattezza e qualità; ovviamente con i dovuti distingui tra un modello e un altro. In prova le tredici migliori fotocamere superzoom compatte.
Discuti con l’autore dell’articolo

Dischi allo stato solido
Mettere il turbo al Pc con 100 euro
Capienti quanto basta per installare il sistema operativo, garantiscono un incremento netto delle prestazioni dell’intero sistema.
Discuti con l’autore dell’articolo

Cuffie per iPod e iPhone
Qualità portatile
Avete un iPhone, un iPod o un altro lettore Mp3 e desiderate un suono di qualità migliore? Acquistate una nuova cuffia. Ne abbiamo provate nove a meno di 100 euro.
Discuti con l’autore dell’articolo

Come fare

Freeware
50 applicazioni a spesa zero
Siete stufi di mettere mano al portafoglio, soprattutto per acquistare software? Ecco a voi 50 programmi gratuiti che possono rimpiazzare altrettanti prodotti commerciali.
Discuti con l’autore dell’articolo

Gimp 2.6.8
Guida all’uso
Per fare fotoritocco non è necessario comprare un programma commerciale. Si può usare GIMP, un software gratuito ma con un corredo di strumenti davvero ampio.
Discuti con l’autore dell’articolo

First Looks

Hardware

Componenti e sistemi

- Amd: il multi core alla portata di tutti
- CoolIt e Corsair raffreddamento a liquido semplice ed economico
- Due piattaforme per desktop estremi

Mobility

- Da Apple più potenza per i MacBook Pro
- Acer Aspire 7540G, 17 pollici economico e veloce

Networking

- Al Nas Synology DS210J non manca nulla
- Atlantis Land: il Nas sulla punta delle dita

Periferiche

- Squeezebox Touch, audio streaming di alta qualità
- iTek, una docking station per mille e più funzioni
- HP LaserJet Pro P1606dn, piccola ma professionale
- Con il Music Streamer II è tutta un’altra musica
- Plustek PL1530, il primo scanner con doppia Usb
- Packard Bell Viseo 240DX, il Full HD economico
- Sanyo Xacti, camcorder Full Hd e pieni di stile

Software

- Nero Multimedia Suite 10, masterizzazione e non solo…
- Corel VideoStudio Pro X3  più veloce con la Gpu
- Adobe rinnova Photoshop e Illustrator
- Web designer in pochi clic con Artisteer di Extensoft

Rubriche

Inchiesta
Le cifre del boom  dei giochi on line
Internet
Una società per la fibra, una rete per l’Italia
Posta
Hardware, Software, Legge e bit, Ragioni & torti
Libri
Le novità editoriali del mese
Sviluppo
- Aggancio ai dati in WPF e Silverlight
- Animare oggetti con Flash CS4
- Pro-Meteo, una piccola stazione USB
ASP.Net MVC 2: templates
Linux
Silverlight e Moonlight, Web multimediale e Open Source
Giochi
Battlefield Bad Company 2, guerra e realismo alla massima potenza
Internet keys 3G
28 Internet è sempre più mobile
Crescono le connessioni al Web
che sfruttano le reti cellulari di ultima generazione. Il punto della

50 applicazioni, spesa zero

27 Maggio 2010 di panzeri  

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Siete stufi di mettere mano al portafoglio, soprattutto per acquistare software? Ecco a voi 50 programmi gratuiti che possono rimpiazzare altrettanti prodotti commerciali, dall’elaboratore di testi all’antivirus.

Di Filippo Moriggia

ICON_EDICOLANon sempre un software a pagamento è la scelta migliore: talvolta il suo prezzo (alto o basso che sia) fa fatica a trovare giustificazione nel confronto diretto con un programma freeware od open source di buona qualità. Trovare il software gratuito giusto però non è facile. Esistono migliaia e migliaia di applicazioni a costo zero, sviluppate da professionisti o semplici hobbysti, ma si tratta spesso di progetti soltanto abbozzati o con difetti più o meno evidenti. Abbiamo scelto per voi 50 applicazioni gratuite (in qualche caso anche open source), tutte già compatibili con Windows 7, che possono essere usate per svolgere i compiti più disparati, dalla produttività alla navigazione su Internet, dall’elaborazione di un’immagine alla riproduzione di file multimediali. Se pensate di utilizzare questi pacchetti nell’ambito di un’attività professionale, prestate però molta attenzione alla licenza d’uso: quelli che non rientrano nella categoria dell’open source, infatti, a volte sono offerti gratuitamente solo per utilizzo personale.

Produttività

OpenOffice.org è uno dei freeware oggi più interessanti, non solo per gli utenti domestici ma anche per professionisti ed aziende in cerca di un’alternativa gratuita a Microsoft Office. I pregi di OpenOffice.org sono numerosi: innanzitutto può aprire i file di Word, Excel e PowerPoint, compresi quelli nei formati Docx, Xlsx e Pptx introdotti da Microsoft con Office 2007. OpenOffice.org può anche creare file Doc, Xls e Ppt, oltre che ovviamente in formato OpenDocument Format (Odf), che adotta come scelta predefinita. Questa suite open source include un elaboratore di testi (Writer), un foglio di calcolo (Calc) e un programma per la creazione di presentazioni (Impress). A questi tre “pilastri” si aggiungono Base, per la creazione e gestione di database, Draw, il disegno di diagrammi e Math per la scrittura agevolata di formule matematiche.

La versione 3.2 di OpenOffice.org ha apportato diversi miglioramenti al pacchetto. In particolare, è stato notevolmente velocizzato l’avvio dell’applicazione ed è stato esteso il supporto al formato Odf 1.2. OpenOffice.org ora può anche cifrare i file Doc usando l’algoritmo Rc4, per garantire la massima compatibilità con le versioni 97, 2000, Xp e 2003 di Word. La suite supporta poi la formattazione, la stampa e la visualizzazione di caratteri tipografici OpenType basati su PostScript. Molti perfezionamenti in questa release anche per Calc, in particolare nella gestione dei bordi delle celle, nell’ordinamento e nel copia/incolla di aree non contigue. In questa release sono state raffinate anche le funzioni statistiche e quelle di conversione automatica di numeri in stringhe. Infine in tutte le applicazioni della suite sono disponibili nuovi tipi di grafici a Bolla e a Radar.

In Windows 7 l’editor di testi WordPad è stato notevolmente migliorato, grazie soprattutto all’introduzione dell’interfaccia a schede di Office 2007. Il Blocco Note (Notepad, nella versione inglese del sistema operativo) è rimasto invece semplice e essenziale. Queste due applicazioni però non soddisfano le esigenze di tutti. In particolare, chi deve modificare file di testo provenienti dal mondo Linux, intervenire su file Html o modificare qualche file di configurazione del sistema si contra rapidamente con i loro limiti. In alternativa vi consigliamo PSPad è un editor di testi decisamente evoluto, che dispone di una comoda interfaccia a schede e di un ambiente che può essere salvato e ripristinato tra una sessione di lavoro e l’altra. Questo software può gestire progetti composti da più file, può evidenziare automaticamente la sintassi in base al linguaggio di programmazione e registrare macro per riprodurre sequenze di comandi ripetitive. Può essere usato anche per modificare direttamente i file che si trovano su un server Ftp remoto, inoltre è dotato di un correttore ortografico e può essere usato come editor esadecimale. PsdPad è completamente tradotto in italiano ed è ampiamente personalizzabile. Tra i linguaggi di programmazione supportati segnaliamo Html, C, C++, Cobol, Fortran, Java, Javascript, Perl, Php e Visual Basic. Il programma dispone anche di potenti funzionalità di ricerca e può memorizzare una o più posizioni all’interno dei file grazie ai suoi segnalibri.

Evernote è uno strumento originale e curato, che va ben oltre la funzionalità di un semplice editor di testi. Questo software permette di catalogare e raccogliere note, appunti, stralci di testo e immagini dal Web e da altre fonti. Evernote archivia sia in locale sia on-line tutti i contenuti raccolti e può gestire la sincronizzazione tra computer differenti. La versione gratuita offre la possibilità di archiviare mensilmente sui server del produttore fino a 40 Mbyte di nuovi dati per ogni account: una quantità sufficiente a conservare moltissime note testuali e immagini. Ogni 30 giorni il conteggio si azzera e i dati già memorizzati naturalmente rimangono disponibili. Evernote indicizza tutto il suo archivio e permette anche l’aggiunta di tag (etichette) alle note, per rendere ancora più semplice la ricerca. Nel caso dei ritagli di pagine Web memorizza anche l’Url di provenienza, per facilitare il recupero del sito originale. Chi dispone di una tavoletta grafica o di uno schermo touchscreen apprezzerà infine la possibilità di scrivere le note anche a mano di inserire schizzi o disegni all’interno di note tradizionali.

(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 231, in edicola dal 28 maggio)

Guida all’uso: GIMP 2.6.8

27 Maggio 2010 di panzeri  

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Per fare fotoritocco non è necessario comprare un programma commerciale. Si può usare GIMP, un software gratuito ma con un corredo di strumenti davvero ampio.

Di Nicola Martello

ICON_EDICOLAÈ possibile fare fotoritocco serio senza spendere soldi per l’acquisto di un programma commerciale? La risposta è senza dubbio affermativa grazie a GIMP, da diversi anni un importante riferimento nel mondo del software gratuito. GIMP non offre certo la potenza di un applicativo come il recente Photoshop CS5, ma dispone comunque di un set di strumenti che permette di andare ben oltre il semplice ritocco di base. E, naturalmente, il suo prezzo è imbattibile.

In questa guida all’uso esamineremo in dettaglio questo programma e descriveremo le operazioni necessarie per compiere le operazioni più frequenti quando si tratta di migliorare una foto e di creare documenti grafici con oggetti come cornici e scritte. Poiché il numero degli esempi che faremo è piuttosto elevato, abbiamo deciso di dividerli in due parti: la prima contiene i dieci casi più semplici, mentre nella seconda – che troverete sul prossimo numero di PC Professionale – esamineremo elaborazioni più sofisticate ma ancora alla portata di qualunque appassionato dotato di un minimo di buona volontà.

Alla scoperta di GIMP

GIMP, acronimo di Gnu Image Manipulation Program, è un applicativo gratuito e open source per il fotoritocco i cui strumenti sono cresciuti e migliorati con il tempo e oggi consentono elaborazioni grafiche anche piuttosto sofisticate. Il software, giunto alla release 2.6.8, è disponibile per Windows, Mac OS X e Unix/Linux. Può essere scaricato dal sito www.gimp.org ed è liberamente distribuibile secondo i termini della Gnu General Public License.

Per realizzare questa guida abbiamo utilizzato la versione per Window di GIMP. Fin dal primo avvio si nota subito una differenza con i tradizionali programmi grafici per il sistema operativo Microsoft: l’interfaccia non occupa l’intero schermo, ma è costituita da finestre indipendenti, posizionabili a piacere. Quelle visibili di default sono tre: il pannello Strumenti, l’anteprima del documento e un pannello a schede che permette di avere a portata di mano i livelli, i canali, i tracciati e una serie di altri tool. Chi preferisce che l’area di lavoro occupi l’intero desktop deve semplicemente cliccare il tasto Ingrandisci, in alto a destra, come si fa di consueto con gli applicativi per Windows. I documenti aperti successivamente appaiono sempre in nuove aree di lavoro flottanti e totalmente autonome. Premendo i tasti Alt e Tab si può passare da un’area di lavoro all’altra. Le finestre flottanti sono in effetti un po’ fastidiose, soprattutto per chi è abituato ai programmi in cui i pannelli degli strumenti sono agganciati ai lati dello schermo. È abbastanza facile, infatti, che prima o poi finiscano col ricoprire una parte dell’area di lavoro che si vuole utilizzare. Per fortuna i moderni display dal rapporto d’aspetto di 16:9 o di 16:10 offrono un desktop molto ampio, in cui le zone laterali si prestano bene a contenere tali pannelli senza sacrificare troppo l’anteprima del documento in fase di lavorazione.

Un altro aspetto fastidioso di GIMP è l’impossibilità di chiuderlo in icona con un clic. Viene istintivo provare a cliccare l’apposito pulsante dell’area di anteprima, che però ha effetto solo su quest’ultima: i pannelli Strumenti e Livelli, Canali, tracciati… possono essere chiusi ma non ridotti ad icona e chiudendo il primo si esce anche dall’intero programma. Occultare tutte le finestre visibili sfruttando l’apposito pulsante della barra strumenti di Windows è quindi l’unico modo per nascondere totalmente alla vista GIMP.

Un veloce esame degli elementi visibili di default nell’interfaccia grafica consente di notare che le icone rappresentative degli strumenti e delle opzioni sono chiare e ben fatte. Il loro significato è di immediata comprensione grazie anche ai tooltip (suggerimenti) che appaiono se si lascia per un secondo il cursore sopra di esse. Le finestre previste da GIMP sono parecchie e attivandole tutte si rischia di intasare lo schermo. In generale, i pannelli più utili sono quelli che il programma apre di default: Strumenti, con la relativa area sottostante in cui appaiono le opzioni della funzione attiva, e Livelli Canali, Tracciati, Pennelli, Texture e Gradienti. Chi lo desidera può aprire la finestra Navigazione per avere sempre sott’occhio una visione d’insieme del documento. La maggior parte dei pannelli sono agganciabili l’un l’altro e richiamabili tramite linguette, in modo da minimizzare l’area necessaria per la loro visualizzazione.

Prima di partire con il fotoritocco vale la pena di dare un’occhiata al pannello delle impostazioni di base, per adattare GIMP al proprio modo di lavorare. Con il comando Modifica / Preferenze si accede alla finestra in cui sono elencate le variabili, a cominciare – in Ambiente – dal numero di annullamenti e dalla memoria utilizzabile. In Interfaccia c’è l’elenco delle scorciatoie tramite tasti, mentre in Opzioni Strumenti si imposta l’algoritmo per l’interpolazione, che di default è Cubica. Si può scegliere in alternativa Sinc (Lanczos3), più pesante come calcoli ma in genere in grado di produrre risultati migliori. Infine, in Gestione del colore è possibile impostare i profili colore per il monitor e per la simulazione dei colori di stampa. Da notare che, pur essendo disponibile una voce per lo spazio cromatico Cmyk, in realtà GIMP non consente la creazione e l’elaborazione di immagini Cmyk, un limite notevole per chi deve preparare immagini da stampare a livello professionale. Gli unici spazi colore ammessi sono Rgb e scala di grigi, nonché naturalmente le palette di tinte indicizzate per i documenti con meno di 16 milioni di colori.

(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 231, in edicola dal 28 maggio)

Cuffie per iPod e iPhone

27 Maggio 2010 di panzeri  

Ape Cuffie

Avete un iPhone, un iPod o un altro lettore Mp3 e desiderate un suono di qualità migliore? Sostituite gli auricolari in dotazione e acquistate una nuova cuffia. Ne abbiamo provate nove a meno di 100 euro.

Di Riccardo Meggiato e Sergio Lorizio

ICON_EDICOLAPur con qualche eccezione, gli auricolari forniti di serie con i lettori Mp3 portatili non brillano per qualità del suono. Per quest’accessorio, che spesso costituisce l’anello debole della catena di riproduzione audio, le scelte dei produttori sono dettate dalla necessità di contenere i prezzi di listino, lasciando l’onere dell’acquisto di una cuffia migliore ai soli utenti che ne sentano effettivamente l’esigenza, in base al livello individuale di audiofilia e alla tipologia d’impiego del player. Ipod e simili sono ormai gadget tecnologici ubiqui, ma non sono utilizzati sempre alla stessa maniera e in un unico modo. Come i vecchi walkman a cassette, sono destinati in prevalenza a chi desidera ascoltare la propria musica preferita in movimento e per questo le caratteristiche di portabilità sono prioritarie rispetto alla qualità del suono. Non che l’una cosa escluda necessariamente l’altra, ma con un lettore Mp3 si è disposti a sacrificare un po’ di qualità (a partire già dalla riproduzione di audio digitale con compressione a perdita d’informazione) in cambio di leggerezza e compattezza.

La fruizione di musica in cuffia, però, sottintende approcci anche molto diversi tra loro, ognuno dei quali configura un livello d’attenzione differente verso la sorgente sonora. Nell’ascolto di un album come sottofondo musicale mentre si lavora, si studia, si legge o si fa sport, l’attenzione dedicata alla musica è secondaria rispetto all’attività principale. Diversamente, durante un lungo viaggio in treno o in aereo il suono potrebbe catturarci in modo totale. Perciò, nell’ascolto in background o in multitasking la qualità audio, specie ai volumi più bassi, assume un valore relativo, mentre acquista sempre più importanza al crescere del livello di coinvolgimento: è qui che una buona cuffia fa la differenza ed è da questo presupposto che siamo voluti partire per il nostro articolo, in cui abbiamo messo a confronto nove cuffie stereo per iPod, iPhone e lettori Mp3.

I criteri di selezione della prova sono stati due. Il primo è stato il prezzo: abbiamo scelto prodotti proposti al pubblico a non più di 100 euro (Iva compresa) per includere soluzioni di fascia bassa e media alla portata di tutte le tasche. Il secondo criterio ha riguardato la tipologia: abbiamo considerato solo cuffie portatili, ossia auricolari e modelli intraurali (in-ear) o sovraurali (vedi glossario) di dimensioni compatte, alcune anche con microfono e funzioni telefoniche.

Sotto quest’aspetto, la scelta è legata ai gusti personali e alla fisiologia, con pro e contro per ogni tipologia.

Gli auricolari intraurali garantiscono un approccio più diretto al suono e un isolamento dai rumori esterni più efficace, perciò sono la scelta preferibile per chi non desidera subire interferenze ambientali o disturbare altri durante l’ascolto.

Tuttavia, chi le trova fastidiose per la loro invasività e proprio per la sensazione d’isolamento acustico che generano, preferisce i modelli sovraurali di tipo aperto. Questi lasciano filtrare i suoni da e verso l’esterno, così l’ascolto in un contesto rumoroso potrebbe indurre ad alzare pericolosamente il volume, mentre in un ambiente silenzioso potrebbe infastidire le persone vicine.

C’è poi una questione di praticità d’uso: gli auricolari sono poco ingombranti e molto maneggevoli, mentre i modelli sovraurali possono essere più facilmente d’impaccio, soprattutto nel corso di un’attività sportiva.

Insomma, scegliere la cuffia giusta non è sempre così facile, ma leggendo le nostre recensioni potrete formarvi un quadro più completo.

(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 231, in edicola dal 28 maggio)

Mettere il turbo al PC con meno di 100 euro

27 Maggio 2010 di panzeri  

Ssd-eco
Le unità allo stato solido da pochi Gbyte non possono sostituire un disco tradizionale, ma possono affiancarlo. Capienti quanto basta per installare il sistema operativo, garantiscono un incremento netto delle prestazioni dell’intero sistema.

Di Davide Piumetti

ICON_EDICOLALa tecnologia di archiviazione allo stato solido, che dovrebbe finalmente rimuovere il maggiore collo di bottiglia presente nei moderni personal computer, è ormai alla portata di tutti. Negli ultimi anni le classiche tecnologie a piatti magnetici rotanti hanno mostrato fin troppe volte limiti fisici prestazionali incompatibili con la continua crescita dei componenti elettronici basati sulla fisica del silicio. Processori, schede grafiche e memorie Ram sono infatti progrediti sempre più velocemente, rendendo inesorabilmente più significativo il peso sulle prestazioni generali di una vecchia tecnologia come quella magnetica dei tradizionali hard disk.

L’arrivo dei primi modelli Ssd basati sulla tecnologia flash ha rappresentato un punto di svolta, anche se in origine tali prodotti avevano capacità molto ridotte, prezzi estremamente elevati e prestazioni non eccezionali. Tre elementi a sfavore che inizialmente hanno preoccupato non poco il mercato, che si aspettava da subito prodotti di alto livello a prezzi accessibili.

Con un paio di generazioni di affinamento tecnologico e due anni di ricerche approfondite i maggiori produttori elettronici hanno però saputo superare due di queste iniziali difficoltà, riuscendo a produrre Ssd con capacità più che adeguate a un utilizzo medio e prestazioni inarrivabili anche per tre/quattro dischi tradizionali operanti in parallelo. A oggi sono infatti in commercio Ssd con capacità superiori a 512 Gbyte e, in alcuni modelli specifici, velocità di trasferimento anche superiori a 1 Gbyte/s. I normali dischi magnetici operano al massimo a un decimo di tale valore.

L’unica limitazione ancora presente in parte fino ad oggi è rappresentata dal prezzo d’acquisto di tali prodotti, ancora poco concorrenziale rispetto ai dischi tradizionali.

Ssd, ieri

In passato si ipotizzava che entro pochi anni gli Ssd avrebbero soppiantato completamente i dischi magnetici, prima integrandosi in essi creando degli ibridi costituiti da entrambe le tecnologie, con una parte flash estremamente veloce e una più lenta e più capiente, poi accelerando il processo e superando la vecchia tecnologia in ogni aspetto.

Questa visione di integrazione della memoria flash e la realizzazione di hard disk ibridi è stata dettata per molto tempo dai maggiori produttori tradizionali, come Seagate e Western Digital, che vedevano in serio pericolo il proprio core business per colpa delle nuove tecnologie. L’idea di integrare la memoria flash nei dischi di scorsa generazione avrebbe permesso loro di mantenere la leadership del mercato indicando personalmente ai consumatori dove dirigere i propri acquisti. Dopo qualche tentativo poco riuscito l’idea generale dei produttori è però venuta meno per colpa di alcune aziende che, vedendo la seria opportunità di nascita di un nuovo mercato, hanno iniziato a produrre e vendere i primi, veri, Ssd. Queste aziende, almeno inizialmente, utilizzavano controller di memoria dalle prestazioni non certo esaltanti per produrre Ssd da 8 a 64 Gbyte con prezzi stratosferici. Il mercato, resosi conto della possibilità concreta di passare direttamente alla tecnologia flash, ha di fatto decretato l’accantonamento dei progetti di dischi ibridi.

I primi modelli Ssd avevano però enormi difetti, sia dal punto di vista prestazionale sia da quello della durata e della resistenza. I produttori hanno avviato campagne di marketing puntando il dito contro le memorie Mlc (Multi Level Cell), indicandole come motivo delle scarse prestazioni e decretandole poco sicure, osannando invece le Slc (Single Level Cell), più veloci, sicure ma soprattutto costose. La differenza tra le due esiste ed è nota, ma il continuo lavoro dei produttori ha portato i consumatori a credere che le Slc valessero molto più delle più comuni Mlc, permettendo ai produttori di vendere i propri prodotti a prezzi sempre più elevati. In realtà per un utilizzo domestico non ci sono differenze significative tra Slc e Mlc se non per il prezzo d’acquisto nettamente a favore di queste ultime.

Dopo un paio di anni di studio e di analisi il mercato è cambiato radicalmente grazie all’ingresso di alcuni attori di indiscusso livello come Intel, Micron, Samsung, Kingston, Ocz e molti altri. Aziende che (ad esclusione di Samsung) prima di allora non avevano mai avuto interesse nel settore dell’archiviazione si sono gettate nel mercato proponendo prodotti di livello ben superiore alla concorrenza generata dai pochi piccoli produttori asiatici.

Le tecnologie avanzate messe in campo da questi produttori hanno permesso ai dischi allo stato solido di fare un vero e proprio salto di qualità, andando finalmente a ricoprire appieno quel ruolo di innovazioni tecnologiche atteso da anni. Intel, con i controller proprietari dei dischi X25 ha innovato drasticamente il settore, permettendo di raggiungere velocità in lettura ben superiori a 250 Mbyte/s.In scrittura i valori espressi restano invece al di sotto dei 100 Mbyte/s, ma con ridotti cali prestazionali passando dal trattamento di file sequenziali a casuali. Altri produttori, come Indilinx, Samsung o SandForce hanno in seguito proposto controller ancora più veloci, in grado di portare dischi da 128 o 256 Gbyte a prestazioni di altissimo livello. La disponibilità reale di Ssd estremamente veloci e capienti, dopo anni o decenni di test teorici e promesse non mantenute, ha scatenato una piccola ondata di entusiasmo che ha portato all’idea che entro poco tempo la tecnologia elettronica degli Ssd avrebbe realizzato prodotti con capacità paragonabile ai dischi magnetici con prezzi accessibili. Dopo il fervore iniziale si è però intuito come una crescita esponenziale della capacità e una contestuale riduzione dei costi non sia ancora possibile, per arrivare a uno scenario in cui la sola tecnologia flash basterà a soddisfare i bisogni di capacità e prestazioni dovranno passare ancora alcune generazioni di prodotti. Per questi motivi lo scenario proprio del settore dell’archiviazione, dopo aver subito più di un cambiamento di rotta nel giro di pochi anni, sembra aver finalmente intrapreso una strada che porterà la tecnologia flash a disposizione di tutti. Per gradi e senza spese eccessive sta nascendo il futuro dell’archiviazione.

(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 231, in edicola dal 28 maggio)

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