Qualcuno si ricorderà di Ask.com, il motore di ricerca basato su domande-risposte lanciato nel 1996 e poi spazzato via dall’invincibile algoritmo di Google, insieme a tanti altri (che dire di AltaVista?).
Agli esordi di Internet il servizio si chiamava Ask Jeeves, ed era caratterizzato dalla capacità di rispondere alle domande poste dagli utenti in linguaggio naturale. Poi la concorrenza di Google aveva indotto i vertici di Ask.com a farne un motore di ricerca completo, con un indice che spaziava dalla ricerca per immagini, al web, alle news, mappe e altre funzioni. Ora il ritorno alle origini: ovvero alla tecnologia semantica proprietaria pensata per interrogare il web sotto forma di domande e risposte. Negli anni poi Ask.com ha sviluppato una community di utenti esperti, (circa 87 milioni di utenti unici al mese) in grado di dare risposte pertinenti e univoche con una precisione che solo l’intervento umano può garantire. Da questo mix di tecnologie semantiche e fattore umano è nato il nuovo Ask.com, annunciato oggi in versione beta, e basato nuovamente sulla ricerche per domande e risposte.
Che cos’ha spinto Ask.com a cambiare rotta un’altra volta? L’esplosione dei social network e la nuova dimensione comunicativa del web 2.0. Gli utenti comunicano reciprocamente su Internet che sta diventando sempre più un mezzo per trovare e scambiarsi opinioni e informazioni con altri utenti. Lo dimostra l’interesse verso servizi analoghi a quello di Ask.com sviluppati da Facebook o da Google, per non parlare del successo di una community come quella di Yahoo! Answers che solo in Italia vanta 7 milioni di utenti e più di un miliardo di risposte on line. Con la differenza che quest’ultimo è un servizio basato esclusivamente sulle risposte date dagli utenti senza una verifica e quindi con un livello di attendibilità inferiore.
Ask.com non è più il solo ad offrire questo tipo di ricerche, visto che nel frattempo si sono affacciate nuove tecnologie come Bing il cui successo è anche racchiuso nella capacità del motore di dare risposte specifiche a e domande molto precise (come problemi matematici o distanze geografiche, ecc.). Ma come la storia insegna la competizione tra servizi non può che far bene.
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