La nuova interfaccia del motore rende ancora più facile e immediata la ricerca, mostrandone i risultati mentre ancora si sta digitando la parola chiave. E’ un passo in più che Google fa nell’ottica di far risparmiare tempo agli utenti nella ricerca: da 2 a 5 secondi per ogni interrogazione effettuata. Google Instant riprende in parte le funzioni già esistenti di Google Suggest: il cosiddetto riempimento automatico che quando si inizia a digitare una query fornisce suggerimenti dinamici sui temi più ricercati, ma fa un passo in più perché ora non solo non è più necessario finire di scrivere la parola ricercata, ma non è più neppure richiesto di premere il tasto invio per ottenere i risultati. In pratica questi vengono mostrato mentre si sta scrivendo ancora la query. La parte finale della parola digitata infatti viene intuita dal sistema (che la evidenzia nel colore grigio chiaro) ancora prima che l’utente abbia finito di digitarla. Così se tra i suggerimenti compare quello ricercato, si può già accedere alla pagina dei risultati che vengono visualizzati in parallelo.
Per realizzare Google Instant spiega oggi Google sul blog, si sono dovuti implementare nuovi sistemi di cache, sistemi di controllo e adattamento della velocità a cui vengono mostrate le pagine di risultati e una generale ottimizzazione del rendering della pagine in Javascript per aiutare il browser a tenere dietro al resto del sistema. Infine Google ha dovuto realizzare un sistema sufficientemente scalabile al crescere delle interrogazioni da parte degli utenti, a mano a mano che queste diventano sempre più veloci. Google Instant sarà integrato in Chrome, Firefox, Safari e Internet Explorer 8 come funzione di ricerca principale. Per gli utenti che dispongono di un account su Google è disponibile nei seguenti paesi:Germania, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito e a breve anche in Russia.
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Alexandra Petri di Washington Post paragona il sistema con un passeggero sovra-entusiasmato che viaggia con voi in macchina: “Non vorresti svoltare a sinistra?”; “Non e’ qui che volevamo fermarci?”; “Cos’e’ quella luce in fondo alla strada?”
Il CEO Eric Schmidt – dalla recente intervista nel Wall Street Journal: “Non penso che la gente vuole che Google risponda alle loro domande. Loro vogliono che Google li dica cosa dovrebbero fare adesso”
Alexis Madrigal di Atlantic.com invece, pensa che guidando il traffico verso metodi di ricerca statisticamente piu’ probabili, come Google Instant, porteranno ad una “lieve strozzatura della nostra immaginazione collettiva”.
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