Il server tra le nuvole

28 Settembre 2010 di panzeri  
Il server tra le nuvole9.0108

ApeCloud

Si parla molto di cloud computing: in questo articolo vedremo di che cosa si tratta ed esamineremo l’offerta dei principali provider di “computing tra le nuvole”.

di Filippo Moriggia

L’espressione cloud computing oggi è senza dubbio di moda nel mondo dell’informatica. Ma nonostante il gran parlare che se ne fa, pochi riescono a darne una definizione precisa e a volte persino gli addetti ai lavori non sanno esattamente di cosa si tratta. Basti pensare che il 38% dei responsabili del settore informatico di 100 grandi aziende italiane (fatturato superiore ai 100 milioni di euro) in un sondaggio realizzato nel 2010 da Nextvalue hanno indicato la virtualizzazione dei server come la “definizione più appropriata di cloud computing”, dimostrando una conoscenza quantomeno parziale dell’argomento. Per poter definire cos’è il cloud computing è opportuno esaminare prima l’origine di questo termine. La parola cloud (nuvola, in inglese) fa riferimento all’immagine più utilizzata per rappresentare Internet nei diagrammi di rete: una nuvola. Ma cloud computing non è ovviamente sinonimo di Internet, anche se coinvolge in maniera diretta la Rete. Con l’espressione cloud computing si fa riferimento a una modalità di elaborazione basata su Internet in cui le risorse vengono distribuite con un approccio molto simile a quello di una centrale elettrica o telefonica. In questi casi infatti ogni utilizzatore – dopo aver sottoscritto un abbonamento a costo fisso o a consumo – preleva le risorse in base alle sue esigenze, senza sapere a quale centrale è connesso né cosa avviene dall’altro capo del filo con cui è collegato al suo fornitore.
L’idea è dunque semplice: demandare a qualcun altro il compito di gestire l’infrastruttura informatica aziendale, abbattendo la spesa necessaria per la gestione interna: basti pensare al costo dell’hardware (server, storage, gruppi di continuità e così via), delle licenze software, e ovviamente, di tutte le risorse necessarie per la manutenzione. Ma, come vedremo, esiste anche un rovescio della medaglia che andrà valutato con attenzione prima di sposare il cloud computing.
Non solo esistono vari modi di utilizzare il cloud, ma sono anche molteplici – e molto diverse – le architetture che rientrano nella definizione di cloud computing. Ve le presenteremo nella prima parte di questo articolo, dove esamineremo anche i principali vantaggi e svantaggi del cloud computing e daremo un rapido sguardo alla sua diffusione in Italia e in Europa. Nella seconda parte troverete invece una descrizione dei servizi proposti dai player più noti del settore, da Amazon a Google: potrete così valutare se già oggi il cloud è una soluzione adatta alle vostre esigenze.

ICON_EDICOLAL’espressione cloud computing oggi è senza dubbio di moda nel mondo dell’informatica. Ma nonostante il gran parlare che se ne fa, pochi riescono a darne una definizione precisa e a volte persino gli addetti ai lavori non sanno esattamente di cosa si tratta. Basti pensare che il 38% dei responsabili del settore informatico di 100 grandi aziende italiane (fatturato superiore ai 100 milioni di euro) in un sondaggio realizzato nel 2010 da Nextvalue hanno indicato la virtualizzazione dei server come la “definizione più appropriata di cloud computing”, dimostrando una conoscenza quantomeno parziale dell’argomento. Per poter definire cos’è il cloud computing è opportuno esaminare prima l’origine di questo termine. La parola cloud (nuvola, in inglese) fa riferimento all’immagine più utilizzata per rappresentare Internet nei diagrammi di rete: una nuvola. Ma cloud computing non è ovviamente sinonimo di Internet, anche se coinvolge in maniera diretta la Rete. Con l’espressione cloud computing si fa riferimento a una modalità di elaborazione basata su Internet in cui le risorse vengono distribuite con un approccio molto simile a quello di una centrale elettrica o telefonica. In questi casi infatti ogni utilizzatore – dopo aver sottoscritto un abbonamento a costo fisso o a consumo – preleva le risorse in base alle sue esigenze, senza sapere a quale centrale è connesso né cosa avviene dall’altro capo del filo con cui è collegato al suo fornitore.

L’idea è dunque semplice: demandare a qualcun altro il compito di gestire l’infrastruttura informatica aziendale, abbattendo la spesa necessaria per la gestione interna: basti pensare al costo dell’hardware (server, storage, gruppi di continuità e così via), delle licenze software, e ovviamente, di tutte le risorse necessarie per la manutenzione. Ma, come vedremo, esiste anche un rovescio della medaglia che andrà valutato con attenzione prima di sposare il cloud computing.

Non solo esistono vari modi di utilizzare il cloud, ma sono anche molteplici – e molto diverse – le architetture che rientrano nella definizione di cloud computing. Ve le presenteremo nella prima parte di questo articolo, dove esamineremo anche i principali vantaggi e svantaggi del cloud computing e daremo un rapido sguardo alla sua diffusione in Italia e in Europa. Nella seconda parte troverete invece una descrizione dei servizi proposti dai player più noti del settore, da Amazon a Google: potrete così valutare se già oggi il cloud è una soluzione adatta alle vostre esigenze.

(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 235 – ottobre 2010)

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Commenti

Un commento a “Il server tra le nuvole”
  1. cantonecarlo says:

    Complimenti per la completezza dell’articolo, è la prima volta che leggo la vs rivista e sono rimasto molto  colpito dall’articolo che non è dei soliti e superficiali articolo su cloud ma un’analisi attenta del settore.
    Io farei anche una bella comparativa cosi come fatta per la stampa delle foto !

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