Successivo

Networking

Vodafone: banda larga via radio per 1000 comuni in digital divide

Redazione | 6 Ottobre 2010

Reti Social

Annunciato un investimento di 1 miliardo di euro in quattro anni per portare 2 Mbps ad almeno 1000 Comuni italiani, […]

vodafone logo okAnnunciato un investimento di 1 miliardo di euro in quattro anni per portare 2 Mbps ad almeno 1000 Comuni italiani, oggi completamente scoperti da qualsiasi connessione Internet veloce. Dopo aver varato insieme a Wind e Fastweb il progetto Fibra per l’Italia, Vodafone prende tra le mani l’altro grosso problema che allontana l’Italia dalle classifiche europee: il digital divide. Oggi nel nostro paese c’è un 88% della popolazione che è potenzialmente connessa all’Internet veloce, diciamo con almeno di 1 Mbps (anche se poi la penetrazione di Internet sulle famiglie è come noto più bassa e arriva al 38%), ma esiste un 12% della popolazione che o ha connessioni inferiori a 1 Mbps o addirittura non ha alcuna forma di larga banda. Sono in tutto 1.800 comuni italiani su un totale di 8.100, dove non arriva né Adsl né l’Internet mobile.
E’ a questi a cui guarda Vodafone con il progetto “1000 Comuni” un’iniziativa che riprende le fila su grande scala di un progetto caro a Vodafone, iniziato nel 2009: collegare con le tecnologie disponibili sulla rete Vodafone un Comune al mese in digital divide. Fino a oggi Vodafone ne ha connessi 20 di Comuni, dal 1 gennaio 2011 passerà  a collegarne 1 al giorno nell’arco di tre anni. L’investimento stanziato è di 1 miliardo di euro e la tecnologia utilizzata è quella radio HASPA+. “Vogliamo andare a coprire il 98% della popolazione indoor portando una connessione a 2 Mbps nelle case ma anche in mobilità , abilitando le piccole amministrazioni locali e le realtà  economiche locali ai vantaggi della banda larga. Il tutto con la nostra tecnologia radio che può assolvere a questo ruolo” ha detto oggi Paolo Bertoluzzo, Amministratore Delegato di Vodafone Italia, presentando alla stampa l’iniziativa. Oggi la tecnologia di punta messe sulle antenne — ha spiegato Bertoluzzo- arriva a 14,400 Mbps ma la velocità  media che sperimenta l’utente è tra i 2 e i 4 Mbps. In alcune aree è già  stato sperimentato il 28.800 Kbps e la roadmap prevede che a marzo 2011 facciano il loro ingresso le antenne a 44 Mbps e poi nel 2012 quelle a 88 Mbps fino al salto dell’LTE che partirà  attorno al 2013 con velocità  iniziali di 144 Mbps, che arriveranno anche fino a 1 Gbps.
Sono numeri sicuramente lontani dalla realtà  di oggi e dalle velocità  effettive sperimentate nelle connessioni dell’Internet mobile e Vodafone è consapevole di ciò. Ma ritiene che la banda larga via radio possa essere una tecnologia sostitutiva del rame, almeno nel range di velocità  dei 2 Mbps che si intende offrire con questo progetto. Si parte dunque potenziando le infrastrutture HSPA: saranno aggiunte altre 5000 antenne ai pali già  esistenti per arrivare a un totale di 10.000 antenne. “Rispetto a realizzare una rete fissa i costi sono più bassi ” ha aggiunto Bertoluzzo “e inoltre il governo ha fatto due decreti di semplificazione delle procedure per mettere le antenne e si sta lavorando per portare l’UMTS sulle frequenze dei 900 MHz”. Insomma c’è materia per credere che lo sforzo di Vodafone trovi anche le condizioni giuste per andare in porto. Con quali soluzioni e offerte i cittadini e le aziende dei Comuni interessati potranno connettersi in banda larga è presto detto: sono quelle già  in uso sul mercato: la Vodafone Station che funge da modem Adsl intelligente permettendo di collegare in Wi-Fi tutti i dispositivi di casa (dai tablet PC ai notebook, smartphone, ecc) e che include anche chiavetta per l’Internet mobile e tutte le realtive offerte per navigare da casa, dall’ufficio e in mobilità . Intanto è stato allestito un sito dove i Comuni interessati al progetto possono segnalare la loro presenza e dove si potranno segnalare aree non coperte.