Zim crea un wiki personale nel tuo computer

30 Aprile 2011 di mfioretti  

Zim è un editor di testo particolare, poichè è appositamente costruito per mantenere un vero e proprio wiki di tutti i propri appunti, con link fra pagine e supporto per immagini in linea, in una cartella del proprio PC. Alle funzioni di base si possono aggiungere, con appositi plugin, editor di equazioni, controllo delle revisioni e task list manager.

Server Aruba down per qualche ora

29 Aprile 2011 di g_andrini  

ICON_DAILETTORI02

A causa di un incendio alla sezione ups, molti siti internet che si basano su questi server sono in stato offline. Sembra che il ripristino funzioni, anche se in caso di blackout, senza ups, i server potrebbero andare di nuovo offline.

Fonte

Bilancio domestico e spese per l’auto sotto controllo con HomeBank

29 Aprile 2011 di mfioretti  

HomeBank è un programma per la contabilità personale che gira su Linux, Mac OS e Windows. Il suo punto di forza sono le statistiche e i grafici ricavabili con facilità dai dati inseriti. HomeBank può anche visualizzare lo stato di tutti i pagamenti pendenti o le spese in eccesso rispetto alle previsioni. Infine, HomeBank ha funzioni specifiche per calcolare i costi di manutenzione dell’auto. HomeBank è disponibile come pacchetto binario per tutte le maggiori distribuzioni Linux.

Pro Cycling Manager – Giro d’Italia 2011

28 Aprile 2011 di mnicora  

Il videogioco ufficiale della mitica Corsa Rosa è già disponibile per tutti gli appasionati di ciclismo (virtuale). Leggi tutto

Arriva per Acer la fine di un’era?

28 Aprile 2011 di panzeri  
Bisogna cambiare, con prodotti innovativi e tanto, ma tanto margine

Il comunicato ufficiale è breve e secco: “Giancarlo Lanci aveva sulle strategie future della società una visione diversa dalla maggioranza dei membri del consiglio d’amministrazione riguardo a questioni come dimensioni, crescita, creazione di valore, posizionamento del brand, allocazione delle risorse e metodi di implementazione”. Divergenze sempre più profonde in un momento di crisi: per la prima volta il fatturato è cresciuto di molto poco e gli utili si sono drasticamente ridotti, con un calo del valore delle azioni. E Giancarlo Lanci ha lasciato Acer. Dove andrà a parare ora la società non si sa, o almeno cosa vuol fare è chiaro ma come lo farà è un mistero. Ma andiamo con ordine.

Parlo di Acer e soprattutto di Lanci nell’editoriale di questo mese perché la storia di questa azienda e di questo importante personaggio dell’informatica mondiale sono legate a filo doppio con l’evoluzione del mercato. Ho conosciuto Lanci nel 1998 durante un viaggio a Taiwan, pochi mesi dopo l’acquisizione da parte di Acer della statunitense Texas, avvenuta nel 1997. Eravamo nel momento della massima espansione del personal computer e Stan Shin, il fondator di Acer acquistò Texas per aggredire il mercato mondiale e per togliere ai propri prodotti il marchio di “clone” che avevano tutti i computer assemblati nell’isola cinese. Non a caso, proprio durante il viaggio a Taiwan organizzato da Lanci per farci conoscere la nuova realtà, Stan Shin regalò a tutti i giornalisti presenti la sua biografia, intitolata “Me-too is not my style”, che racchiudeva la sua filosofia: non appiattirsi su ciò che conviene, non essere uguali agli altri, pensare in modo aggressivo e diverso. Lanci arrivava da Texas ed era stato nominato responsabile italiano della nuova Acer. Il modello pensato da Lanci e applicato in Italia era talmente aggressivo e diverso da far diventare la nostra nazione la più redditizia per Acer. Un modello con uno scopo chiaro: essere il numero uno per numero di prodotti venduti e fatturato, anche aggredendo il mercato con prodotti dal prezzo più competitivo possibile. E ce l’ha fatta. Ha poi esportato il modello diventando prima responsabile europeo, dal 2005 presidente dell’intera corporation e dal 2008 anche amministratore delegato (Ceo). È il primo caso di un italiano presidente e amministratore delegato di una multinazionale taiwanese. Anche perché, grazie alla cura di Lanci, Acer è cresciuta tantissimo, e per espandere il proprio business è arrivata anche ad acquisire altre due aziende statunitensi: Packard Bell e Gateway. Una lotta per la supremazia che ha visto Acer sempre in lotta con HP. Acer e HP hanno sdoganato il personal computer facendolo diventare un oggetto consumer, da comprare quasi a scatola chiusa, guardando in primo luogo il prezzo di vendita e poi le caratteristiche tecniche. Un oggetto molto democratico, per tutti. La lotta si è poi spostata dai notebook ai netbook, piccoli, portatili, con potenza infima ma dal prezzo ancora più basso. Alto volume e margine operativo risicato.

Ma il mercato è cambiato e Apple ha scombinato tutto con l’invenzione dei tablet che hanno brutalmente eroso il mercato dei netbook, creando ad Acer i problemi di cui abbiamo parlato sopra. Lo scontro insanabile tra il consiglio di amministrazione di Acer e Lanci nasce proprio da una differente “vision” del futuro. Da un lato Lanci, secondo me in modo molto corretto, vuole presidiare il mercato dell’informatica, consolidando la propria posizione con una politica di basso costo e alti volumi, ma contemporaneamente seguendo con prodotti e strategie nuove anche i settori emergenti della mobility (i tanti smartphone e tablet di Acer che abbiamo visto all’ultimo Mobile World Congress di Barcellona). I soci di maggioranza di Acer vogliono invece puntare subito sui nuovi settori e non con i prodotti da battaglia che hanno sempre caratterizzato Acer, ma con manufatti evoluti e d’alto margine operativo (come quelli di Apple).  Secondo Stan Shih non è più il momento di inseguire e mantenere il primato nei personal computer, perché il mercato sta virando in direzione dei nuovi supporti come smartphone, tablet e contenuti multimediali. Il ragionamento non fa una grinza, ma una società che ha fatto dell’articolo mass market la propria fortuna non può convertirsi in tempi brevi in un’azienda che ha nel prodotto di tendenza ad alto costo e alto margine il suo punto di forza. O almeno, potrebbe farlo in un solo modo: comprando Apple.

Tutto su WordPress

28 Aprile 2011 di La Redazione  

Nei suoi otto anni di vita WordPress è diventato una potente piattaforma per la pubblicazione di blog e siti Web. Scopriamo le sue caratteristiche, le novità della ultima versione e come sfruttarlo al meglio.

di Francesco Caccavella

WordPress è il software più usato al mondo per pubblicare e gestire siti Web e blog. Giunto lo scorso febbraio alla versione 3.1, merita certamente la sua fama: è gratuito, è semplice da gestire, ha una grande comunità che distribuisce estensioni, traduzioni, correzioni di sicurezza, è aggiornato di frequente, è supportato da quasi tutti i servizi che offrono spazio Web, è ben documentato e, soprattutto, è indicato per la progettazione di molte tipologie di siti.

Nato come strumento per pubblicare blog, nelle ultime versioni ha assunto sempre più la fisionomia di un vero e proprio sistema di gestione dei contenuti (Cms, Content Management System) adattabile a siti Web di qualsiasi tipo: aziendali, istituzionali, di commercio elettronico, di news, community, e così via.

WordPress, è bene chiarirlo subito per evitare equivoci, è disponibile in due differenti “versioni” distribuite dalla stessa azienda (Automattic). La prima, WordPress .com, è offerta sotto forma di servizio: registrandosi gratuitamente sul sito http://it.wordpress.com/ si accede ad un ambiente per la pubblicazione di blog già configurato, con il quale si può cominciare subito a pubblicare contenuti sotto un dominio di terzo livello del tipo nomesito.wordpress. com, dove nomesito può essere personalizzato a piacere. La seconda, WordPress. org, è distribuita – gratuitamente e con licenza open source – sotto forma di software in linguaggio Php che deve essere “installato” in uno spazio Web da gestire e configurare in tutta autonomia. Delle due soluzioni, la prima è molto più semplice da implementare, mentre la seconda offre, al costo di qualche sforzo in più, la possibilità di una personalizzazione completa (per un confronto si veda il riquadro “Wordpress.com”). Questo articolo è dedicato alla seconda versione, WordPress .org, cui faremo riferimento semplicemente con il nome WordPress. Ma poiché molte delle sue caratteristiche sono replicate in modo più o meno identico in WordPress .com, ciò che scriveremo varrà in parte anche per il servizio.

Che cos’è WordPress

WordPress è, in due parole, un sistema per gestire siti Web: rende semplice e veloce la pubblicazione su Internet di articoli, pagine, immagini e video. A rendere questa piattaforma leader di mercato hanno contribuito sia i suoi consolidati strumenti di gestione dei contenuti, adatti a siti piccoli, grandi e grandissimi (magari con milioni di pagine visitate al giorno), sia le sue raffinate funzioni di amministrazione.

Dal punto di vista editoriale, WordPress è in grado di pubblicare contenuti testuali di vario tipo, oltre che file audio, immagini e video. A partire dalla versione 3.1 è possibile associare ad ogni singolo articolo un formato di visualizzazione diverso, in modo da differenziare, per esempio, la grafica degli articoli con sole immagini da quelli con solo testo o con solo video. In tutti i casi la scrittura del testo e l’aggiunta di file multimediali avvengono direttamente nell’editor integrato nel sistema, che può lavorare sia in modalità Html sia in modalità visuale. Quest’ultima mette a disposizione pulsanti che ricordano le vecchie versioni di Office e che, tra l’altro, permettono anche di incollare con un clic contenuti copiati da Word. Sebbene non siano paragonabili a quelle dei grandi Cms commerciali, WordPress mette a disposizione persino alcune funzioni di gestione del flusso editoriale: ogni contenuto può essere pubblicato immediatamente, programmato per una data futura, salvato come bozza (o come revisione) ed è possibile associarvi categorie e tag. Inoltre, caratteristica molto utile per quei siti che fanno grande uso di contenuti non testuali, tutte le immagini, i file video e i file audio sono conservati in un archivio multimediale, pronti per essere ricercati e riutilizzati in nuovi contenuti. Già configurato nell’installazione base vi è poi un sistema di commenti, che può essere disabilitato per singolo articolo o globalmente. Attivato in via predefinita vi è anche un sistema di salvataggio automatico che memorizza ogni 30 secondi le modifiche agli articoli e mantiene nel suo database le versioni salvate. (…)

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 242 – maggio 2011

Il sommario di maggio 2011

28 Aprile 2011 di La Redazione  

In edicola dal 27 aprile

Su DVD:  Ashampoo Burning Studio Elements, TeboCam, Paragon Go Virtual

Clicca qui per scaricare il Pdf con le descrizioni dei programmi più interessanti presenti sul Dvd.

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Editoriale
Arriva per Acer la fine di un’era?
Leggi e discuti con l’autore dell’articolo

In profondità

Tecnologie

Grafica
La finzione copia la realtà
Come si può ottenere una realtà virtuale credibile? Scopriamo cosa si nasconde dietro il crescente realismo che caratterizza applicazioni  e giochi al computer.

Giochi

Quando la fisica entra in gioco

L’implementazione delle leggi della fisica rappresenta un ulteriore passo in avanti verso il realismo estremo. Ecco dove la fisica cambia

i videogiochi.

Leggi l’estratto e discuti con l’autore dell’articolo

Accessori
Di tutto, per iPod, iPhone e iPad
Proteggere, trasportare, alimentare, espandere, personalizzare  e migliorare l’esperienza d’uso dei dispositivi della Mela: in un ricchissimo mercato di accessori, abbiamo selezionato una sessantina di prodotti a meno di 150 euro.
Leggi l’estratto e discuti con l’autore dell’articolo

Prove

Freeware
Cinquanta software a costo zero
Il meglio del software gratuito e open source per Windows: dagli strumenti di produttività fino alle utility più avanzate
Leggi l’estratto e discuti con l’autore dell’articolo

Apple
iPad 2 e MacBook Pro
La prova in anteprima dell’iPad dual core e dell’intera famiglia dei notebook Apple con architettura Intel Sandy Bridge.
Leggi l’estratto e discuti con l’autore dell’articolo

Speciale

Sicurezza
Videosorveglianza: prodotti e soluzioni
Guida ai dispositivi e ai sistemi per controllare da remoto la casa, l’esercizio commerciale o l’ufficio, dalla semplice videocamera alle piattaforme complete.
Leggi l’estratto e discuti con l’autore dell’articolo

Come fare

Web Publishing
Tutto su WordPress
Nei suoi otto anni di vita questo tool è diventato una potente piattaforma per la pubblicazione di blog e siti Web. Scopriamo le sue caratteristiche, le novità dell’ultima versione e come sfruttarlo al meglio.
Leggi l’estratto e discuti con l’autore dell’articolo

First Looks

Componenti

- La rivisitazione della All-in-Wonder, una sola scheda per 3D, video e Tv
- La piccola Radeon HD 6790 dalle grandi prestazioni
- Asus ET2400IGTS, l’all-in-one per tutti gli usi
- L’eleganza Vaio in un sistema all-in-one
- Kraun nettop con AMD Brazos: un concorrente per Intel Atom

Mobility

- Sony Vaio serie SB, ultraportatile senza compromessi
- Lo smartphone Acer si fa mini

Networking

- I vostri file, online grazie a Pogoplug
- Draytek VigorFly 200, il router si connette al volo

Periferiche

- Officejet Pro 8000 Enterprise, quando inkjet significa produzione
- PIXMA MX420, Mfp entry level tuttofare
- Freecom Mg: storage in stile MacBook
- Logitech Wireless Solar Keyboard: la tastiera si alimenta con la luce
- Panasonic Lumix: sempre più compatte

Software

- Internet Explorer 9: un browser tutto nuovo
- Vectorworks Architect 2011, il 3D per gli architetti
- GarageBand, uno studio di registrazione nell’Apple iPad
- VM VirtualBox, la virtualizzazione desktop secondo Oracle
- Montaggio video facile con Video easy HD

Rubriche

Inchiesta

- Girare il mondo scambiando casa sul web

Internet

- GFK Retail fa il punto sulle vendite Internet

Posta Hardware e Software

Libri

Trade

Sviluppo

- Geolocalizziamo

- Wikipedia con le Api di Android

Linux

- Rss? È ancora vivo, vegeto e Open Source

Giochi

- Guerra e strategia nel Giappone feudale

Video sorveglianza: prodotti e soluzioni

28 Aprile 2011 di La Redazione  

Guida ai dispositivi e ai sistemi per controllare da remoto la casa, l’esercizio commerciale o l’ufficio, dalla semplice videocamera alle piattaforme complete.

di Simone Zanardi

Il mercato della videosorveglianza è una realtà complessa, sviluppatasi nel corso dei decenni passati e che sta vivendo in questi ultimi anni un periodo di gran fermento a causa dell’integrazione con le nuove tecnologie di comunicazione digitali, in particolare le reti IP e il Web.

Quando si parla di videosorveglianza su reti IP si identificano quei sistemi in cui le videocamere non trasmettono più immagini analogiche, ma formati digitali. Di più: le comunicazioni avvengono su reti informatiche con una distribuzione “a pacchetto”, che rende i terminali dei veri e propri computer in grado di interagire con hardware e software consolidati. Questa architettura coinvolge in realtà tutti i tipi di dispositivi, dalle telecamere ai server di registrazione, dai sistemi di monitoraggio ai meccanismi di segnalazione allarme. Il video su IP, inoltre, si presta in modo naturale ad applicazioni ancora più evolute della semplice sorveglianza, come il conteggio degli accessi, l’identificazione degli utenti e l’analisi statistica dei contributi video.

I campi di applicazione sono i più disparati: per quanto concerne le utenze domestiche, la videosorveglianza su reti IP consente non solo di sostituire i tradizionali impianti di sicurezza interfacciati con appositi istituti di vigilanza, ma permette al consumatore stesso di approntare un piccolo apparato di controllo che può essere monitorato da remoto, sfruttando Pc o smartphone come terminali di controllo.

Discorso analogo riguarda gli utenti Soho (Small Office Home Office) e i piccoli uffici, mentre per quanto concerne gli esercizi commerciali le applicazioni non si limitano alla sorveglianza ma possono contemplare anche il monitoraggio evoluto del punto vendita, con analisi delle aree di esposizione più frequentate da parte dei clienti o controllo degli approvvigionamenti. In ambito aziendale, oltre a semplificare la gestione del sistema di videosorveglianza e l’integrazione del medesimo con la rete informatica, il video su IP può essere utilizzato come sistema evoluto di citofonia, controllo degli accessi e gestione dei processi industriali, anche integrato con altre tecnologie come l’Rfid. Ultimo ma non meno importante, il settore dell’amministrazione pubblica può trarre beneficio dalla videosorveglianza su IP sia per il controllo di aree pubbliche contro atti vandalici e criminali, sia per elaborazioni statistiche sui flussi di movimento (pedestri o automobilistici) dei cittadini.

I vantaggi delle soluzioni IP rispetto alla tradizionale videosorveglianza analogica sono innumerevoli e spaziano dalla possibilità di eseguire analisi avanzate del flusso video direttamente a bordo delle videocamere all’integrazione con applicazioni informatiche pre-esistenti in azienda, dalla maggiore scalabilità della struttura alla riduzione dei costi di gestione. Il settore sembra aver compreso questi benefit nel corso degli ultimi anni come dimostrano alcuni dati di mercato: secondo IPvideomarket.info, le vendite di telecamere IP sono cresciute del 45% nel corso del 2010, contro il solo 15% dell’anno precedente. Per il 2011, si stima una crescita superiore al 50%.

In questo numero vi offriamo una panoramica sul mondo del video IP, a partire dalle caratteristiche generali di un sistema di videosorveglianza digitale basato su reti a pacchetto, passando per una guida all’acquisto della videocamera, per concludere con una rassegna delle soluzioni proposte da alcuni tra i principali produttori presenti sul mercato. Si tratta di una disamina a tutto tondo che include sia le soluzioni dedicate agli ambienti domestici sia quelle orientate all’utilizzo professionale in ambito commerciale e aziendale. Prima di analizzare le singole componenti, è però importante capire come è strutturato un sistema video su rete IP.

Un sistema video su IP

In un sistema di videosorveglianza basato su rete IP le telecamere digitali si interfacciano direttamente alla rete locale, tipicamente Ethernet. Per la maggior parte delle applicazioni video è sufficiente lo standard Fast Ethernet, che veicola una banda di 100 megabit al secondo, ma in caso di progettazione di un nuovo impianto è bene ricorrere direttamente a una rete Gigabit Ethernet, che garantisce maggiore scalabilità anche in presenza di flussi video multipli ad alta definizione. Molte telecamere di rete supportano la tecnologia Power over Ethernet (PoE, standard IEEE 802.3af), che consente ai terminali di essere alimentati direttamente dal cablaggio di rete, senza dover ricorrere ad alimentatori esterni e riducendo così i cablaggi. In questi casi le telecamere devono essere collegate a uno switch o a un router che supporti PoE.

Nelle situazioni o nei punti camera dove la stesura della rete dati risulta problematica, si può ricorrere alle telecamere Wi-Fi; in questi casi però è necessario procedere all’alimentazione tradizionale.

Se esiste già un sistema di sorveglianza basato su telecamere analogiche e si desidera passare gradualmente alla rete IP, sono disponibili dei codificatori video che ricevono in ingresso il flusso analogico delle telecamere tradizionali e si occupano della conversione in formato digitale per la trasmissione sulla rete informatica. (…)

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 242 – maggio 2011

iPad 2 e MacBook Pro, le novità di Apple

28 Aprile 2011 di La Redazione  

La prova in anteprima dell’iPad dual core e dell’intera famiglia dei notebook Apple con architettura Intel Sandy Bridge.

di Pasquale Bruno

Come da tradizione, il primo trimestre dell’anno è particolarmente ricco di novità, non solo per Apple. Il 24 febbraio sono stati annunciati i nuovi notebook MacBook Pro con tecnologia Intel Sandy Bridge, un passo importante che ha visto un totale ricambio dell’architettura interna. Meno di due settimane dopo, l’8 marzo, è toccato al tablet, con l’annuncio della seconda generazione dell’iPad, dotato per la prima volta di un processore dual core. Non sono stati annunci particolarmente in anticipo sui concorrenti, anzi; Apple è stato uno degli ultimi produttori a effettuare il passaggio a Sandy Bridge, ma questo gli ha permesso di uscire sul mercato con la versione corretta del chipset Intel, privo del bug sulle porte Serial Ata. Per un approfondimento su Sandy Bridge rimandiamo ai numeri 239 e 240 di Pc Professionale.

L’iPad 2 è arrivato ben oltre il Mobile World Congress di Barcellona, importante evento dove sono state annunciate decine di tablet Pc e durante il quale tutti i principali concorrenti di Apple hanno acquisto notevole visibilità. In questo caso però Apple ha giovato dei ritardi di Android 3.0, la nuova versione del sistema operativo di Google destinata ai tablet Pc; fatto sta che al 25 marzo, data dell’effettiva disponibilità a scaffale dell’iPad 2; molti modelli non erano ancora disponibili e non lo sono stati neanche nel mese successivo. Mike Abramsky di RBC Capital News stima che nel 2011 saranno venduti circa 31 milioni di iPad. Solo durante il primo week-end dal lancio, negli Stati Uniti sono stati venduti 4-500 mila iPad 2, contro i 300 mila circa della versione originaria, lanciata a gennaio 2010. Scopriamo dunque come sono cambiati i prodotti di Apple, e iniziamo proprio dall’iPad 2 per proseguire quindi con i MacBook Pro da 13, 15 e da 17 pollici.

Apple iPad 2

Partiamo subito con un commento sui costi: l’iPad 2 viene venduto a prezzi uguali o inferiori rispetto all’iPad nel momento del lancio sul mercato. Per esempio, la versione base con 16 Gbyte e senza 3G veniva a costare 499 Euro, contro i 479 Euro attuali. In generale tutti i modelli base costano qualche decina di euro in meno, mentre i modelli Wi-Fi+3G presentano un prezzo invariato. Per questi ultimi va poi considerato l’acquisto di una Sim Card e del relativo piano tariffario, che può avvenire direttamente in un Apple Store oppure presso un qualsiasi punto vendita Tim, Vodafone o 3 Italia. Oltre che nel consueto nero, l’iPad 2 è disponibile anche nel colore bianco.

La confezione è quella classica, minimalista, né cambia il contenuto: gli accessori forniti sono il caricabatteria, il cavo Usb dati/ricarica, le istruzioni cartacee.

L’aspetto frontale dell’iPad 2 non è molto diverso dal suo predecessore, ma basta prenderlo in mano per rendersi conto che lo spessore e il profilo posteriore sono molto diversi. Il nuovo modello è spesso 8,8 mm, contro i 13,4 del predecessore. La differenza si sente, e conta anche il fatto che ora non c’è più un bordo intorno al perimetro: la linea è molto più sfuggente.

Chi proviene dall’iPad originario potrebbe restare perplesso perché ora sembra di avere meno “sostanza” tra le mani e l’impugnatura pare meno salda. In realtà si tratta solo di un fattore psicologico: l’iPad 2 è diventato più maneggevole complice anche una riduzione del peso, che passa da 730 a 613 gr (per i modelli Wi-Fi + 3G). La differenza si sente, anche installando la nuova cover magnetica. In ogni caso non rimane un tablet leggerissimo; nonostante la piccola riduzione di peso, leggere un ebook può risultare alla lunga stancante per polsi e braccia. Anche le dimensioni sono diminuite, ma in questo caso la differenza è di pochi millimetri. (…)

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 242 – maggio 2011

50 software a costo zero

28 Aprile 2011 di La Redazione  
Il meglio del software gratuito e open source per Windows: dagli strumenti di produttività fino alle utility più avanzate.

di Filippo Moriggia

Come ogni anno, vi presentiamo una raccolta di quelle che a nostro parere sono le migliori applicazioni gratuite oggi disponibili. Nelle prossime pagine troverete un’ampia scelta ampia di software di ogni tipo con cui trasformare in poco tempo e a costo zero qualsiasi computer dotato di Windows in un ambiente di lavoro completo. Le categorie su cui ci siamo concentrati quest’anno sono produttività, fotografia, grafica, multimedia, musica, backup, Internet e utility. Abbiamo provato tutte le applicazioni descritte anche con Windows 7 a 64 bit, per assicurarci che possano girare senza problemi sui computer che utilizzano questa versione di Windows.

I software di questa rassegna sono tutti a costo zero, ma solo in parte open source. Bisogna quindi fare attenzione alla loro licenza d’uso: alcuni pacchetti hanno infatti licenze restrittive e possono essere utilizzati gratuitamente solo per uso personale. Chi pensa di sfruttarli per la sua attività professionale è bene che legga con attenzione le indicazioni presenti nelle recensioni e valuti l’acquisto di software a pagamento quando non è disponibile un’alternativa gratuita valida. Spesso, infatti, la versione per uso commerciale di alcune delle utility o dei programmi segnalati costa solo qualche decina di euro e dà la garanzia di lavorare con un prodotto in piena regola oltre che – nella maggior parte dei casi – più completo.

Produttività

La suite di produttività OpenOffice.org è considerata da molti anni un pilastro fondamentale del software gratuito e open source. La recente acquisizione di Sun da parte di Oracle ha però destato molte preoccupazioni nella comunità di sviluppatori che si occupa della suite, al punto da causare una scissione che ha portato alla creazione di un nuovo progetto: LibreOffice. LibreOffice è un recente fork di OpenOffice.org ed è sponsorizzato dalla fondazione The Document Foundation, creata appositamente per la sua gestione. (…)

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 242 – maggio 2011

Accessori per iPod, iPhone e iPad

28 Aprile 2011 di La Redazione  

Proteggere, trasportare, alimentare, espandere, personalizzare e migliorare l’esperienza d’uso dei dispositivi della Mela: in un ricchissimo mercato di accessori, abbiamo selezionato una sessantina di prodotti a meno di 150 euro.

di Marco Martinelli e Sergio Lorizio

Oggetti di culto nel mercato di massa e simboli di quella rivoluzione digitale che ha profondamente modificato il nostro stile di vita, iPod, iPhone e iPad non hanno solo reso Apple una delle società più profittevoli del settore IT e uno dei brand più riconosciuti e col più alto impatto sui consumatori a livello mondiale. Hanno anche ispirato e dato vita a una fiorente produzione di accessori aftermarket generata dalle necessità di proteggere e custodire i prodotti-feticcio, espanderne le funzionalità e migliorarne l’esperienza d’uso in contesti specifici. Nella maggioranza dei casi, acquistare un iDevice non è che il primo passo all’interno di un universo di oggetti orgogliosamente Made for iPod/iPhone/iPad, logo che ne certifica la compatibilità con gli standard Apple. Un ecosistema costituito da migliaia di accessori di ogni tipologia e prezzo, dai più economici e fantasiosi calzini colorati per iPod, alle cuffie e auricolari Hi-Fi dei marchi più blasonati, ai supporti in alluminio satinato dal design raffinato, alle più esclusive custodie griffate, molto più costose degli stessi apparecchi che sono tenute a proteggere. Accessori in alcuni casi indispensabili, come i bumper per l’iPhone 4 che evitano la caduta del segnale quando il melafonino è impugnato in un certo modo, in altri casi utili, in altri ancora stravaganti e superflui, ma non per questo meno accattivanti.  Nell’intento di offrire una panoramica sufficientemente rappresentativa, ma per forza di cose non esaustiva data la vastità del mercato, abbiamo selezionato una sessantina di accessori tra i più interessanti, utili, curiosi e innovativi, suddividendoli in macrocategorie organizzate per tipologia di prodotto e destinazione d’uso. L’unica limitazione che ci siamo posti è stata il prezzo di listino, che in nessun caso avrebbe dovuto superare i 150 euro.
Acquisti ponderati
Scegliere un accessorio per il proprio iPod, iPhone e iPad coinvolge una serie di fattori che spaziano dalla pura esigenza funzionale, come nel caso di custodie protettive, stand, supporti, caricabatterie e così via, all’aggiunta o al perfezionamento di caratteristiche specifiche, come nel caso dei sistemi audio, che possono integrare, oltre ad altoparlanti di buona qualità, un sintonizzatore radio Fm e funzioni di radiosveglia. Alcuni accessori stabiliscono un vincolo talmente solidale col prodotto da risultare un must: è questo il caso delle custodie per iPad, che non si limitano a proteggere il tablet, ma, nella stragrande maggioranza dei casi, ne facilitano l’utilizzo favorendo la presa e fornendo un piano d’appoggio stabile e confortevole anche per la digitazione. L’esempio più significativo è la nuova Smart Cover di Apple per l’iPad di seconda generazione, il cui design è talmente innovativo e funzionale da guadagnarsi uno spazio mediatico pari quasi a quello del nuovo tablet.
La nostra scelta ha privilegiato marchi noti, in grado di offrire uno standard di qualità, affidabilità e supporto tecnico adeguati alle esigenze degli utenti Apple, normalmente abituati a prodotti di livello costruttivo elevato. Tuttavia, per una buona percentuale degli articoli selezionati si possono trovare con facilità cloni offerti a prezzi notevolmente inferiori: una semplice ricerca su Google, anche attraverso le immagini, porta alla luce rapidamente centinaia di fornitori di ogni parte del mondo.
In questi casi la scelta dell’uno o dell’altro prodotto è una questione di gusti personali e di budget, senza però dimenticare che nessuno regala nulla e che sul Web il bidone è sempre a un solo clic del mouse. (…)

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 242 – maggio 2011

Quando la fisica entra in gioco

28 Aprile 2011 di La Redazione  

L’implementazione delle leggi della fisica rappresenta un ulteriore passo in avanti verso il realismo estremo. Ecco dove la fisica cambia i videogiochi.

di Massimo Nicora

La storia dei videogiochi può essere letta con un constante e continuo tentativo di riprodurre su schermo il mondo reale nella maniera più verosimile possibile. Dai primi tentativi amatoriali in cui ampio spazio era lasciato alla fantasia del giocatore che, vedendo semplici oggetti stilizzati, si immaginava mondi ricchi di avventure e personaggi mirabolanti, il medium videoludico ha percorso un lungo cammino segnato da tappe fondamentali come, per esempio, il passaggio dalle due alle tre dimensioni. La possibilità di muoversi all’interno di un ambiente simile a quello reale, sfruttando magari una visuale in prima persona, ha poi portato gli sviluppatori a risolvere il problema non certo secondario dell’interazione con gli oggetti e lo spazio circostante.

Si è dovuto così affrontare una nuova sfida, ossia l’implementazione delle leggi fisiche all’interno di un videogioco al fine di realizzare un mondo virtuale in cui ogni elemento si comportasse in modo coerente e realistico. Ecco allora pareti che si sbriciolano e possono essere abbattute, vetri che possono andare in mille pezzi, alberi che ondeggiano al vento e liquidi che scorrono secondo la loro quantità e densità, oltre a tutti gli effetti speciali connessi a deflagrazioni, fumo, impatti sui diversi materiali e così via.

Si tratta di elementi che hanno l’indubbio merito di ricreare un ambiente di gioco più verosimile e nel quale il giocatore può meglio immedesimarsi per vivere le sue avventure virtuali in maniera più completa e ricca di emozioni.

Sul versante tecnico, però, si tratta di operazioni che richiedono un elevato numero di calcoli complessi ed elaborazioni in parallelo capaci di mettere alla frusta anche i processori più performanti. L’intuizione di Ageia Technologies, società fondata nel 2002 da Manji Edge, fu dunque quella di realizzare un hardware che fosse in grado di alleggerire la mole di lavoro sostenuta da Cpu e Gpu occupandosi solo ed esclusivamente dell’elaborazione dei dati relativi alla fisica di un videogioco.

Il primo prodotto di Ageia fu commercializzato a partire dal 9 maggio 2006 con il nome di PhysX. La data non fu scelta a caso perché proprio in quei giorni iniziava l’E3 di Los Angeles, la più grande fiera mondiale dedicata proprio ai videogiochi.

Physx non era nient’altro che una scheda Ppu (Physics Processing Unit) di tipo add-on che andava ad affiancare la scheda grafica esistente sostituendosi a essa nel calcolo della fisica degli oggetti virtuali. Per ottenere, però, questo vantaggio era necessario anche utilizzare un software proprietario prodotto sempre da Ageia, il PhysX SDK (noto inizialmente come NovodeX SDK) che gli sviluppatori di videogiochi avrebbero dovuto implementare nei loro titoli. Tra le aziende che, fin da subito, mostrarono interesse e supportarono questa nuova tecnologia vi furono due importanti produttori di schede grafiche come Asus e BFG Technologies.

Il vero momento di svolta porta la data del 4 febbraio 2008, giorno in cui fu annunciato l’acquisto di Ageia da parte di Nvidia che aveva l’intenzione di implementare la tecnologia PhysX nelle proprie schede grafiche. Un’operazione importante cui fece da contraltare un’analoga acquisizione operata da AMD che il 12 giugno 2008 siglò una partnership con Havok, sussidiaria di Intel. L’azienda di Sunnyvale intendeva così rispondere al colosso californiano proponendo una soluzione alternativa al calcolo della fisica nei videogiochi: laddove, infatti, PhysX si appoggiava a un hardware dedicato, l’elaborazione dei dati fisici via Havok era solo ed esclusivamente a livello software.

Nvidia PhysX

Per supportare l’accelerazione via GPU di PhysX è attualmente necessario utilizzare una scheda di tipo GeForce con supporto Cuda 2.0, ossia della serie 8 o successive, dotata di almeno 32 core e 256 Mbyte di memoria grafica dedicata. Questa tecnologia garantisce un incremento esponenziale nella potenza di elaborazione della fisica virtuale che si traduce in ambienti e situazioni di gioco estremamente realistici e verosimili.

PhysX, infatti, consente di gestire un vasto spettro di situazioni come il comportamento degli oggetti fisici sulla base di un notevole numero di parametri (velocità, accelerazione, impulso, collisione, ecc.), le dinamiche dei veicoli con particolare attenzione a sterzo, sospensioni e aderenza delle gomme, la fisica dei liquidi, la simulazione di abiti ed oggetti in tessuto, il comportamento di oggetti deformabili e i campi di forza generati da fenomeni naturali come il vento o la mancanza di gravità. Insomma, un ventaglio di possibilità che permettono al giocatore di immergersi in un mondo virtuale in cui ogni oggetto si comporta in maniera del tutto simile a quello che farebbe nella realtà.

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 242 – maggio 2011

Quando la finzione copia la realtà

28 Aprile 2011 di La Redazione  

Come si può ottenere una realtà virtuale credibile? Scopriamo cosa si nasconde dietro il crescente realismo che caratterizza applicazioni e giochi al computer.

di Michele Braga

La capacità di riprodurre, all’interno di un ambiente virtuale, un evento osservabile nel mondo che ci circonda figura tra gli obiettivi principali di chi sviluppa e produce applicazioni per la progettazione ingegneristica, per le simulazioni scientifiche avanzate, per la realtà virtuale e i giochi per computer o console. In questa sede concentriamo la nostra attenzione sull’aspetto prettamente ludico, tralasciando quello scientifico che rappresenta però l’origine di ciò che consideriamo la realtà virtuale. Le tecnologie utilizzate in ambito cinematografico e videoludico sono, infatti, il frutto di anni di lavoro spesi da ricercatori, matematici, fisici, ingegneri e programmatori per codificare modelli matematici in grado di risolvere e simulare in modo sempre più raffinato gli eventi naturali. A titolo di cronaca ricordiamo che le prime simulazioni fisiche eseguite al calcolatore risalgono alla metà degli anni 40, quando il supercomputer Eniac era utilizzato in ambito militare per stilare i tabellari balistici dell’artiglieria statunitense.

Nell’ottica di voler offrire una sensazione di immersione e un’esperienza di interazione quanto più coinvolgente possibile dovrebbe essere ovvio che serve generare un mondo virtuale dinamico di elevata qualità. Se fossimo in grado di riprodurre in modo sufficientemente corretto ogni singolo particolare di un evento reale diventerebbe molto difficile, se non addirittura impossibile, distinguere i due ambienti d’interazione.

Il ponte ologrammi dell’Enterprise è ancora molto lontano dal diventare un oggetto concreto e le problematiche intermedie da risolvere sono tutt’altro che semplici.

Basta una rapida riflessione per intuire quanto il mondo reale sia estremamente complesso se lo si vuole descrivere nei minimi particolari. I nostri sensi acquisiscono istante dopo istante un’enorme mole d’informazioni che il nostro cervello elabora in tempo reale, ma della quale siamo consapevoli e coscienti solo in minima parte. Un mondo virtuale equivalente dovrebbe riprodurre lo stesso tipo d’informazioni (visive, tattili, olfattive) per fornire un’esperienza quantomeno simile. Tuttavia il mondo reale è per sua natura sottoposto alle leggi fisiche ed evolve in tempo reale a costo zero. Il mondo virtuale è invece qualcosa di fittizio, la cui evoluzione risponde alle regole e ai modelli imposti da chi lo crea. Plasmare un mondo virtuale sul modello di quello reale richiede quindi la conoscenza e la capacità per calcolare istante per istante quello che sarebbe il comportamento del mondo reale sottoposto alle medesime condizioni.

Ecco un esempio banale che però dovrebbe chiarire quanto esposto finora: se lasciamo cadere una pallina da tennis, questa si muoverà nello spazio e rimbalzerà rispettando le leggi che governano il moto, gli urti e tutti gli aspetti energetici associati all’evento. Qualora volessimo ricreare visivamente su un monitor lo stesso movimento della pallina attraverso una simulazione grafica, dovremmo implementare un modello di calcolo numerico capace di risolvere le equazioni di movimento, determinare sulla base dei materiali e del tipo d’impatto le caratteristiche dell’urto durante la fase di rimbalzo, calcolare l’energia dissipata, quella residua e la traiettoria finale della pallina. (…)

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 242 – maggio 2011

iPhone 4 si veste (finalmente) di bianco

28 Aprile 2011 di davide piumetti  

Apple ha annunciato che l’iPhone 4 nella colorazione bianca è finalmente disponibile. I modelli iPhone 4 bianchi saranno disponibili sull’Apple Store online (www.apple.com/it), presso i negozi Apple Store e selezionati rivenditori autorizzati Apple . Leggi tutto

Animal Shelter Manager, per gli amici degli animali Open Source

28 Aprile 2011 di mfioretti  

Animal Shelter Manager (ASM) è un programma completamente configurabile, con interfaccia parzialmente tradotta in Italiano, per la gestione completa di ricoveri per animali, dalle cartelle mediche alle spese e alle procedure di adozione via Internet. Per quest’ultimo scopo ASM può anche generare automaticamente gallerie fotografiche di tutti gli ospiti del ricovero.

Amazon paga i costi del cloud: utili in calo nel primo trimestre

27 Aprile 2011 di vale641  

La trimestrale mostra un calo del 33% nell’utile netto a fronte di una crescita del fatturato del 38%. Complice l’aumento delle spese dovuto agli investimenti in nuovi data centre e centri logistici. Leggi tutto

Nokia: con Symbian se ne vanno anche 7.000 dipendenti

27 Aprile 2011 di vale641  

Annunciato il piano di ristrutturazione a seguito dell’accordo con Microsoft per il sistema operativo Windows Phone 7: 3.000 addetti saranno ceduti ad Accenture altri 4000 saranno licenziati. Leggi tutto

Brutta sorpresa per gli utenti della PlayStation Sony

27 Aprile 2011 di vale641  

Brutta sorpresa nel week-end pasquale per gli utenti della Playstation Network: un attacco di hacker ha causato il furto dei dati personali e forse anche bancari di almeno 77 milioni di persone che abitualmente giocano on line nel network di fan e appassionati della PlayStation Sony. Leggi tutto

Olivetti OliPad 100, il tablet dual core italiano

27 Aprile 2011 di davide piumetti  

È subito disponibile tramite i negozi Tim e i dealer Olivetti a un prezzo molto interessante. Usa Android e ha un modem 3G integrato.

Anteprima di Pasquale Bruno

Articolo tratto da PC Professionale 241 di aprile 2011

Il nuovo tablet Olivetti ha il merito di essere la prima soluzione Android dual core disponibile in Italia. L’OliPad è orientato tanto alle aziende quanto all’utenza consumer: i primi possono giovare di una rete di dealer in grado di personalizzare il dispositivo e la dotazione software, seguendo le specifiche esigenze; Olivetti mette anche a disposizione l’Application Warehouse, un ecosistema che rende accessibili diverse soluzioni software tipicamente orientate alle imprese e al commercio. Chi cerca invece un tablet multimediale troverà una dotazione hardware di tutto rispetto, un display valido per i filmati (anche in Hd), l’e-book store Biblet di Telecom preinstallato e la possibilità di aggiungere tutte le app più attuali per il social networking. Leggi tutto

Project Cafe

27 Aprile 2011 di mnicora  

La nuova console casalinga firmata Nintendo potrebbe essere presentata al prossimo E3. Leggi tutto

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