Acer: ecco perché Gianfranco Lanci si è dimesso
Giovedì scorso il comunicato stampa ufficiale delle dimissioni di Gianfranco Lanci, CEO e Presidente di Acer Inc. A distanza di due giorni emergono le prime indiscrezioni sulle reali divergenze che hanno portato al divorzio tra l’italiano e l’azienda taiwanese.
Gianfranco Lanci, Presidente di Acer dal 2005 e CEO dal 2008, ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato lo scorso giovedì. Il comunicato stampa, diffuso dal colosso taiwanese, parlava di una sua “differente visione sullo sviluppo futuro dell’azienda rispetto agli alti membri del consiglio d’amministrazione”.
J.T. Wang, Chairman di Acer, ricoprirà ad interim il ruolo di CEO and President, mentre Walter Deppeler diventa Acer EMEA President, altra carica di Gianfranco Lanci.
Tu Che-min, Chief Financial Officer di Acer, rivela in un’intervista che i contrasti tra Lanci e il CdA riguardano in effetti una “differente visione sullo sviluppo dell’azienda” : Lanci voleva continuare sulla strada dei notebook trasformando Acer nel primo produttore a livello mondiale, mentre il consiglio d’amministrazione voleva sterzare verso il mobile focalizzando il core business su smartphone e tablet.
A questo punto non è più un segreto che i futuri concorrenti di Acer non saranno più Dell e HP, quanto piuttosto Apple e HTC. Il fatturato di Apple deve aver influito non poco sulla decisione di quale strada intraprendere: Acer ha chiuso il bilancio del 2010 con un margine di profitto di appena il 2,3 per cento contro il 21,5 % di Cupertino.



Peccato per questo “licenziamento” di uno dei pochissimi manager italiani in posizioni internazionali di rilievo tra le aziende IT.
Il motivo non sarà mai chiaro, ma credo che il CdA di Acer voglia puntare maggiormente al settore mobile per i maggiori margini di profitto che esso consente. Ormai, nel settore notebook, i margini sono sempre più risicati, e bisogna lottare per ottenere solo qualche punto percentuale.
Va dato atto, però, a Lanci di aver fatto risalire la china ai portatili Acer, incrementandone la qualità e abbassandone il prezzo, grazie a strategie di vendite in massa che davano un maggior poter contrattuale ad Acer rispetto ai propri fornitori.