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Senza tetto trasformati in hotspot

Si ispira al modello degli strilloni che vendevano i giornali in strada l’iniziativa degli Homeless Hotspots che ha avuto il suo battesimo negli Stati Uniti proprio in questi giorni da parte di BBH NY, una società specializzata nella comunicazione multimediale.
Alcuni senza tetto della città di Austin sono stati reclutati per andare in giro portandosi dietro hot spot per il segnale Wi-Fi in modo da potenziare la ricezione del segnale nelle aree particolarmente congestionate, come le fiere o i luoghi dove si tengono importanti conferenze (com’era il caso di Austin).
Le persone erano riconoscibili grazie a una t-shirt indossata dove accanto al loro nome di battesimo c’era la scritta “Sono un hotspot 4G”. Chi voleva usufruire del servizio di connessione Wi-Fi doveva inviare un Sms di registrazione al numero indicato sulla maglietta e collegarsi quindi alla rete estemporanea degli homeless hotspot.
In cambio i senza tetto ricevono da BBH NY 20 dollari al giorno più naturalmente la beneficenza che le persone vorranno fare loro per la disponibilità del servizio.

Il progetto denominato Homeless Hotspot e di cui riporta notizia oggi il New York Times,  ha naturalmente diviso gli animi tra quanti lo giudicano una mera strumentalizzazione della condizione di degrado in cui vive chi non ha fissa dimora e quanti  vi vedono invece un’opportunità di lavoro e anche di socializzazione per i  senza tetto. Di certo lo spirito della società che ha lanciato l’idea è stato quello di riproporre in era digitale, la vendita per la strada di un servizio, com’era un volta appunto il giornale e in tempi ancora più lontani l’accensione dei lampioni la sera.
Che sia una vittoria della tecnologia sulla disperazione umana o meno, sta a ciascuno di noi deciderlo.

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