Quando un server comune non basta
Se un sito o un blog “diventano grandi”, potrebbero aver bisogno di un server dedicato.
Coi server dedicati l’utente – che deve però essere sufficientemente esperto per non andare incontro a problemi – ha a disposizione un ambiente libero e sicuro, con molti meno limiti al controllo e di risorse
Arriva spesso il momento per chi gestisce un sito internet di un certo successo, che sia un blog o un portale dedicato all’e-commerce, un magazine online o un forum con migliaia di appassionati, di abbandonare il classico hosting e valutare le possibilità di usufruire dei server dedicati, macchine messe a completa disposizione di un determinato utente in modo da avere più risorse e più libertà per gestire le proprie attività sulla rete. Una scelta ovviamente più costosa di quella standard ma che porta non pochi vantaggi. Su un proprio server, ad esempio, si può installare un Database Management System più potente come MySql o MSSQL Workgroup Edition per gestire ancora meglio i propri database. L’accesso, in remoto, permette anche di installare varie appliance di rete e cancella la necessità di eventuali downgrade o upgrade delle risorse richieste. Una versione “virtuale” dei server dedicati sono i VPS, virtual private server, che possono essere ospitati (con diversi sistemi operativi e diverse configurazioni) su una stessa macchina per risparmiare i costi delle infrastrutture.
- Una frontiera libera
Nella grande maggioranza dei casi, i server dedicati sono dei server che vengono noleggiati (perlopiù su base mensile) al cliente e si trovano fisicamente nel data center e webfarm dei provider ai quali ci si rivolge, in sale ad assoluta sicurezza contro agenti esterni che potrebbero portare a interruzioni del servizio. Il primo effetto di questa situazione è evidente: tutte le risorse del server dedicato sono infatti a disposizione dell’utente per le sue applicazioni web. La libertà lasciata all’utente è totale, sia per quanto riguarda la configurazione che i linguaggi supportati, le impostazioni per i domini, l’installazione delle dll, la posta elettronica e così via.
- Grandi poteri… e responsabilità
Naturalmente c’è un’altra faccia della medaglia. A fronte di questa libertà, accedendo come utente amministrativo o root si ha la responsabilità di ogni cosa, ed è quindi richiesto un livello di padronanza sul sistema operativo medio-alto. Più l’amministratore conosce il sistema operativa che va a configurare più si possono sfruttare tutte le opportunità di un server dedicato, senza sprecare nulla. Si tratta quindi di soluzioni destinate a utenti che sanno quello che fanno e che comunque hanno bisogno di risorse molto superiori a quelle del tradizionale hosting, come ad esempio portali ad alto traffico.
- Addio ai limiti
In un server dedicato non esistono più i limiti imposti dal provider (a patto ovviamente che si operi nella più completa legalità, anche per quanto riguarda l’installazione di applicazioni per le quali bisogna comunque disporre della regolare licenza). Maggiore visibilità, quindi, ma anche maggior potenza, maggior controllo (molte aziende installano il pannello di controllo Plesk per poter operare con semplicità su ogni aspetto del proprio server dedicato, con Zone file DNS, gestione di antispam e antivirus ecc.) e maggior spazio: quasi tutti i server infatti hanno dischi da molte centinaia di gigabyte, ben di più dello spazio solitamente fornito dall’hosting tradizionale.


