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Vint Cerf: lasciate che Internet resti aperta e gratuita

Redazione | 3 Dicembre 2012

Internet Social

Dal 3 al 14 dicembre alla Conferenza mondiale delle Telecomunicazioni Internazionali di Dubai si decide il futuro di Internet: l’ITU, […]

Dal 3 al 14 dicembre alla Conferenza mondiale delle Telecomunicazioni Internazionali di Dubai si decide il futuro di Internet: l’ITU, International Telecommunications Regulation, l’ente regolatore delle comunicazioni, ha in agenda la revisione dei liberi principi che finora hanno ispirato e favorito la grande diffusione di Internet. In particolare grazie a un vecchio trattato che conferisce diritto di voto all’interno dell’ITU solo ai governi e non agli utilizzatori o agli ingegneri che hanno costruito la Rete e che la utilizzano tutti i giorni, c’è il rischio che i singoli Paesi esprimano il loro diritto di voto non a favore di una rete libera e aperta ma di una rete sempre più chiusa e filtrata.

Solo negli ultimi due anni sono state promulgate in alcuni paesi ben 19 leggi che limitano la libertà  d’espressione on line. È pertanto della massima importanza che il futuro di un mezzo utilizzato oggi da 2 miliardi di persone nel mondo non venga deciso a porte chiuse da pochi, ma coinvolga tutti.

Per questo oggi sul Blog ufficiale di Google campeggia l’appello di Vint Cerf, uno dei padri fondatori di Internet, che rammenta come nel 1973 i principi che ispirarono lui e e suoi colleghi nello sviluppo dei protocolli Internet, fossero quelli di una rete basata su standard aperti, interoperabile e priva di meccanismi di filtro. Non si trattava solo di teorie filosofiche, aggiunge Cerf,: i protocolli della Rete Internet furono disegnati per operare in maniera aperta. Quello che oggi si vuol far passare è invece il concetto di una Internet filtrabile, dove i governi di ciascun paese possono intervenire per esercitare censure o addirittura bloccare l’accesso al web nei loro paesi. E noi a Google, dice Cerf, lo sperimentiamo tutti i giorni, visto che alcuni nostri servizi, da Gmail a youTube sono stati più volte bannati in diversi paesi.

Ma il successo del web si deve proprio alla sua globalità  e non controllabilità  da parte di nessun organismo istituzionale e bisogna tornare indietro ai tempi di Gutenberg con l’invenzione della stampa, dice Vint Cerf, o di Antonio Meucci con il telefono per trovare un’invenzione che abbia avuto un impatto altrettanto forte sull’umanità  come quello avuto da Internet.

Vint Cerf ha esposto le sue ragioni in una lunga intervista alla CNN, ma a parte il suo personale contributo, fino a oggi si sono mobilitate oltre 1000 organizzazioni di 160 paesi del mondo per sostenere una petizione a favore di una Internet aperta e a tutti e gratuita: al sito freeandopenweb.com ognuno può registrarsi e dare il proprio sostegno, oppure utilizzando lhashtag #freeandopen partecipare alla discussione. Google ha messo on line una pagina web dove spiega con chiarezza la posta in gioco e in queste ore anche Mozilla fa sentire la sua voce ricordando come nella visione di Mozilla Foundation Internet non sia il risultato di un trattato ma di approcci collaborativi e aperti grazie a cui il web è diventato il luogo stimolante potente che noi tutti conosciamo ora. La World Conference di Dubai si apre oggi.