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Cellulari rubati: è ora che i produttori intervengano

Redazione | 13 Maggio 2013

iPhone Samsung Smartphone

Dagli Stati Uniti arriva un nuovo allarme per un fenomeno dilagante ormai da tempo anche nel nostro paese: il furto […]

iphone5 insiemeDagli Stati Uniti arriva un nuovo allarme per un fenomeno dilagante ormai da tempo anche nel nostro paese: il furto e la relativa rivendita degli smartphone di ultima generazione. iPhone 5 e Samsung Galaxy, ma anche tanti modelli di smartphone Android ogni giorno vengono rubati e ricondizionati in modo da cancellare non solo i dati dalla loro memoria, ma anche  le tracce dell’avvenuta forzatura del codice di identificazione internazionale del dispositivo. Ora lo Stato di New York  scrive alle varie Apple, Samsung, Google e Microsoft, perché intervengano con tecnologie adeguate, in modo da rendere inutilizzabili i dispositivi una volta che sono stati rubati. L’impressione, secondo quanto scrive oggi il New York Times , è che ai produttori questo ritmo vertiginoso di sostituzione dei cellulari faccia solo comodo e contribuisca comunque ad aumentare i loro fatturati (stando ai dati IDC negli Stati Uniti lo scorso anno sono stati venduti smartphone per 69 miliardi di dollari).

Anche le misure antifurto introdotte da Apple sugli iPhone e gli iPad  alla fine risultano poco efficaci:  la App “Trova il mio iPhone” geolocalizza il dispositivo quando lo si è perso o è stato rubato, e volendo cancella anche i dati in remoto, ma non funziona se il cellulare è spento o non è connesso a Internet. Bisogna invece  trovare un sistema che renda inutilizzabile lo smartphone rubato sia a livello applicativo che come accesso alla rete operatore, solo così verranno disincentivati i furti. Negli Stati Uniti da circa un anno è attivo un database nazionale dei cellulari rubati che traccia il numero d’identificazione unico del telefono, così da scoraggiare gli autori del furto a riattivare il dispositivo, ma spesso gli apparecchi rubati vengono spediti oltre oceano dove il database non è attivo, oppure il numero d’identificazione unico (International Mobile Station Equipment Identity) viene craccato.

Ora si è mossa l’avvocatura generale dello Stato di New York chiedendo in una lettera formale una maggior collaborazione ai produttori e agli operatori mobili al fine di arginare il cosiddetto “Apple picking”, il termine con cui ormai si identifica oltre oceano il furto dei melafonini e di dispositivi analoghi.