Le librerie digitali italiane vendono eBook quasi esclusivamente nei formati Pdf ed ePub. Per impedire la copia e la distribuzione illegale di contenuti sotto diritti, nella maggioranza dei casi i file sono protetti con il Drm di Adobe. Questa tecnologia restringe la condivisione e la fruizione delle opere su un massimo di sei computer e sei dispositivi mobili autorizzati e configurati con lo stesso ID Adobe. Questo identificativo associa in modo univoco l’eBook scaricato al titolare dei diritti di fruizione dello stesso. In questa guida, vi illustriamo i passaggi necessari per acquistare un eBook da Pc, leggerlo e trasferirlo su un dispositivo esterno.
di Sergio Lorizio
1. Creazione di un account Adobe
Collegarsi al sito web di Adobe (clicca qui) e seguire le istruzioni a video per creare un account. Gli utenti già registrati possono omettere questo passaggio e saltare al punto successivo.
2. Download e installazione di Adobe Digital Editions (ADE)
Collegarsi a questa pagina e scaricare l’applicazione Adobe Digital Editions, il software per la lettura e la gestione di eBook e altre pubblicazioni digitali. Il programma è stato sviluppato con la tecnologia Flash e richiede la presenza della versione più aggiornata del Flash Player. La routine d’installazione di ADE guida l’utente all’attivazione del programma, che richiede d’inserire l’identificativo Adobe creato in precedenza e di autorizzare il computer alla lettura e al trasferimento dei contenuti protetti sugli altri dispositivi intestati allo stesso utente. È bene non omettere o rimandare questo passaggio: quando ADE è usato in modo anonimo, gli elementi protetti successivamente aggiunti alla libreria personale saranno associati in modo esclusivo al Pc in uso, non si potranno trasferire né su altri computer né su altri device mobili, non si potranno ripristinare dal backup in caso di reinstallazione del sistema operativo e non saranno leggibili in caso di successiva autorizzazione con l’ID Adobe. In questo caso, per recuperare l’eBook si deve verificare sul sito web del bookstore da cui si è eseguito l’acquisto se sia possibile scaricare di nuovo il file gratuitamente.
3. Acquisto dell’eBook
Collegarsi allo store online (nel nostro esempio, Bol.it), scegliere il libro dal catalogo, procedere al pagamento con carta di credito o PayPal e avviare il download. Verrà scaricato un file di pochi Kbyte con estensione .acsm (Adobe content server message): non si tratta dell’eBook, ma della chiave che autorizza il download del file ePub dal media server.
4. Download dell’eBook
Aprire il file .acsm con Adobe Digital Editions per scaricare l’eBook e inserirlo automaticamente nella libreria. Come detto, a un singolo ID Adobe sono associabili sei computer e dispositivi mobili. Digital Editions, almeno per ora, non permette di gestire e revocare le autorizzazioni in modo centralizzato. Se si desidera revocare l’autorizzazione sul Pc in uso, premere Ctrl + Maiuscolo + D e seguire le istruzioni a schermo.
5. Trasferire l’eBook su un dispositivo di lettura esterno
Collegate l’eReader al Pc. L’icona del lettore apparirà tra gli scaffali della libreria e le pubblicazioni potranno esservi trasferite mediante drag & drop. Ovviamente, il lettore deve essere compatibile con il Drm Adobe e deve essere configurato con lo stesso identificativo utente per poter decodificare e visualizzare in chiaro il contenuto. Normalmente, i file presenti nella libreria di ADE sono archiviati nella cartella \Users\(nome utente)\Documents\My Digital Editions. Per conoscere la posizione del file su disco, basta selezionare l’elemento nella libreria, fare clic sulla freccia presente nell’angolo superiore sinistro del riquadro e selezionare la voce Informazioni sull’elemento dal menù contestuale. Una finestra di dialogo visualizzerà tutte le informazioni sull’eBook, incluso il percorso del file e le autorizzazioni. Alcuni eReader in commercio, dotati di connettività Wi-Fi o 3G, consentono di acquistare eBook anche senza bisogno del Pc, grazie al collegamento diretto a uno store online.
6. eBook con watermarking
Alcuni editori hanno scelto una forma di protezione più flessibile e meno coercitiva del Drm crittografico di Adobe: si tratta del cosiddetto digital watermarking (filigrana digitale), un marchio inserito come un “ex libris” nel file ePub o Pdf e che riporta le informazioni sull’acquirente. Il watermark non impedisce la copia per uso personale o il prestito, non impone vincoli tecnici sul numero di dispositivi su cui il file sia trasferibile e permette la lettura con tutti gli eReader compatibili con il formato specifico. Tuttavia, le informazioni incorporate nel file impediscono la distribuzione illecita in Rete perché danno modo di risalire all’autore dell’atto di pirateria, esponendolo alla pubblica disapprovazione. Per questo motivo, questo sistema di protezione è chiamato anche social Drm.
7. Leggere gli eBook protetti su dispositivi iOS e Android
Per i dispositivi iOS di Apple – iPhone, iPod touch e iPad – sono disponibili numerose applicazioni per leggere eBook e pubblicazioni nei formati Pdf ed ePub. Tra tutte, la più diffusa e apprezzata per la qualità dell’interfaccia è iBooks della stessa Apple, che permette anche d’interfacciarsi direttamente allo store online della Mela, arricchitosi recentemente di titoli commerciali in lingua italiana. Apple, però, usa un Drm proprietario non compatibile con quello di Adobe. Gli utenti Apple che desiderano leggere gli eBook protetti con il Drm Adobe possono scaricare l’applicazione gratuita Bluefire Reader, di cui esiste una versione anche per Android. Su questa piattaforma, però, l’applicazione più nota e apprezzata è Aldiko.
Le batterie del mouse si sono esaurite e non potete sostituirle subito? In teoria Windows può essere usato anche senza mouse, ma la mancanza del “topolino” a volte è davvero fastidiosa e rende alcuni programmi quasi inutilizzabili. Leggi tutto
Chi intrattiene rapporti d’affari con clienti e/o fornitori all’estero, sa che è molto importante la conoscenza delle lingue straniere, ma altrettanto la gestione dei fusi orari; non sarebbe molto simpatico chiamare un cliente alle quattro di mattina!
Fortunatamente, on line esistono diversi strumenti gratuiti che ci possono aiutare a coordinare e controllare il tempo in tutte le parti del mondo.
Eccone alcuni.
World Time Zone
World Time Zone mette a disposizione una mappa di tutto il mondo. I vari paesi o porzioni di essi, sono identificati da un colore; ad ogni colore corrisponde una zona con lo stesso orario.
Altre caratteristiche utili sono l’evidenziazione delle zone nelle quali vige l’ora legale, ed ancora più interessante la funzione ‘Sun Clock’, che come dice il nome stesso, ci consente di sapere quali sono le zone in cui ancora splende il sole.
Time Zone Converter
Questo sito è molto semplice. Presenta due orologi: in quello di sinistra è visualizzata l’ora locale, mentre in quello di destra è possibile sapere la corrispondente ora in un certo numero di grandi città.
GMail Time Zone
Se non volete utilizzare una web app esterna e possedete un account GMail, potete tenere sotto controllo i fusi orari internazionali direttamente nella casella mail. Per poterlo fare occorre abilitare la funzionalità ‘Fuso orario del mittente’ in questo modo: accedete alla vostra casella GMail, cliccate in alto a destra su ‘Impostazioni’ e successivamente selezionate la scheda ‘Labs’; scorrendo i Labs disponibili troverete ‘Fuso orario del mittente’. Cliccate su ‘Attiva’.

Volete registrare una canzone da una radio su interntet, o creare un mix dei suoni di sistema di Windows? Seguite questi passaggi per registrare qualsiasi audio esca dalle casse del vostro PC.
1. Procuratevi un cavo audio ‘maschio-maschio’
Prima di cominciare a registrare qualsiasi cosa, dove procurarvi un cavo audio ‘maschio-maschio’ da 3,5mm. Se non l’avete potete reperirlo molto facilmente in qualsiasi negozio di elettronica.
2. Download di Audacity e LAME
Adesso dovete effettuare il download e l’installazione di Audacity, un audio editor assolutamente gratuito ed open source. Durante l’attesa potete procedere con un altro download: quello di LAME per Audacity, un audio converter che consentirà di salvare i file in MP3 (se avete difficoltà nell’installazione di LAME, potete leggere le istruzioni di installazione qui).
3. Settare i dispositivi di entrata ed uscita su Audacity
Aprire Audacity, selezionare il menù Modifica e cliccare su Preferenze. Nella scheda Dispositivi scegliere il jack del microfono come dispositivo di registrazione (se utilizzate un PC con web cam integrata, assicuratevi di non selezionare il microfono della web cam come dispositivo di registrazione perchè il suono potrebbe risultare imperfetto). A questo punto prendete il cavo audio ed inserite un’estremità nella presa microfono, e la seconda nella presa cuffie. In questo modo il PC potrà registrare senza rumori di fondo o distorsioni.
4. Registrare
Fare clic sul pulsante di registrazione in Audacity. Se la lettura presenta le barre piene, significa che il volume è troppo alto e la registrazione estremamente distorta. Provando a registrare l’audio da alcuni filmati di YouTube, ho verificato che i migliori risultati si ottengono con un settaggio del volume di sistema, del volume di YouTube e dei livelli di Audacity tutti all’incirca al 25%. Consiglio comunque di effettuare varie prove con le impostazioni del volume prima di registrare la versione definitiva che si desidera conservare.
Una volta terminata la registrazione, andate al menù File, scegliete Esporta e selezionate MP3 dal menu a discesa Salva come. Se Audacity vi chiede di individuare lame_enc.dll, lo dovete individuare nella directory in cui LAME per Audacity è stato decompresso.

Windows Live Sky Drive, consente di salvare file di Word, Excel, PowerPoint e OneNote in modo da renderli accessibili da qualsiasi PC dotato di una connessione al web.
Questo tipo di salvataggio, rende inoltre disponibile i file ad altri utenti con i quali vogliamo condividere la visualizzazione (ad esempio colleghi d’ufficio), e consente di inviare unicamente dei collegamenti via mail, invece del file vero e proprio, in modo da poter lavorare tutti sulla stessa copia e rendere eventuali modifiche visibili in tempo reale a tutti.
La visualizzazione e la modifica vengono effettuate direttamente dal nostro browser, attraverso l’utilizzo di Office Web Apps, eliminando, in questo modo, eventuali problemi legati alle diverse versioni delle applicazioni installate sui singoli PC degli utenti.
Ecco la procedura per poter pubblicare, direttamente da Office 2010, i file su Windows Live Sky Drive.
In effetti quanto si è già letto e scritto su come liberare spazio sui nostri hard disk che per quanto capienti si riempiono sempre troppo in fretta.
Questa però forse non l’avete mai letta…
Ormai sono tantissimi i programmi, dai più blasonati a quelli free, che per definizione e di fatto, sono multilingua.
Forse non avete mai pensato che per esserlo devono aggiungere files e files di configurazione / traduzione interfaccia per ciascuna delle lingue disponibili. Per non parlare degli “help”, dei “leggimi”, fino ai files contenenti le regolamentazioni sulla proprietà (intendo quella legale) o addirittura i PDF dei manuali, estesi o “quickstart” che dir si voglia. Leggi tutto

Mozilla Thunderbird, diffusissimo client di posta, tra le varie ottime funzioni, ha la possibilità di configurare in modo molto personale vari aspetti degli accounts di posta e delle relative opzioni di gestione dei messaggi.
Se sieti di quelli che, come me, utilizzano la posta per lavoro o anche par hobby con l’iscrizione a parecchie newsletters, e avete necessità (o amate…) conservare tantissimi messaggi, né potete permettervi di “perderli” (crash di sistema, di disco o altro), forse questo mio post potrebbe interessarvi.
Thunderbird, sin dalle sue versioni più vecchie all più recente, vi consente di decidere dove i messaggi di posta in arrivo o spediti, debbono essere conservati. Forse non ci avete mai fatto caso e avete sempre lasciato tutto di default…
Bene, vediamo coso possiamo fare. Leggi tutto
Croce e delizia di tutti gli utilizzatori di telefoni cellulari, sono le suonerie. Delizia per le proprie orecchie quando si riesce ad ottenere una suoneria della propria canzone preferita o della hit del momento; croce perchè i servizi in abbonamento che consentono di ricevere tali suonerie sono decisamente economicamente molto dispendiosi.
Per i possessori di iPhone è però possibile aggirare l’ostacolo ed ottenere suonerie direttamente dalla propria libreria presente su iTunes.
Ecco i passaggi da effettuare.
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Funzionalità presente anche nelle versioni precedenti di Office, Recupera documenti consentiva di recuperare il lavoro non salvato a causa di un malfuzionamento del sistema, di un blocco del programma o dello spegnimento improvviso ed imprevisto del computer.
La versione di Office 2010 migliora questa funzionalità, estendendo la possibilità di recupero anche a quei file che non vengono salvati per errore, dimenticanza o distrazione.
Leggi tutto

Si chiama ColorfulTabs, ed è un’estensione per Firefox che consente di colorare le schede del browser per una più facile visualizzazione ed organizzazione.
Una volta raggiunta la pagina che ho linkato sopra, basta cliccare su ‘Get It Now’, e l’installazione avverrà automaticamente. A questo punto tutte le schede del browser appariranno colorate, e, cliccando sulle singole tabs con il tasto destro, si visualizzerà una nuova voce: ‘ColorfulTabs’.
‘ColorfulTabs’ contiene un menù con le seguenti voci:
Re-Color: consente di assegnare un nuovo colore alla scheda
Tab Color: apre la tavola dei colori per una scelta personalizzata
Reset Color: consente di tornare alla colorazione originaria assegnata dal browser
Un piccolo approfondimento merita l’ultima voce del menù ‘ColorfulTabs’: Options.
Da qui è possibile convertire il colore del testo, inserire un’immagine di sfondo, specificare un livello di dissolvenza ed inoltre:
. correlare un colore con uno specifico dominio, in modo che tale indirizzo mantenga sempre la stessa tonalità
. regolare la saturazione e la luminosità
Durante lo sviluppo di un software, tra una versione stabile e l’altra, vengono spesso introdotte nelle versioni (build) intermedie delle nuove funzionalità, che il più delle volte (ma non sempre) approdano con successo nella versione definitiva. Da una build all’altra, tali funzionalità vengono migliorate ed arricchite oppure possono essere cestinate, ma generalmente l’utente non le sperimenta sino al raggiungimento della versione finale, esente (si spera) da bug e utilizzabile quotidianamente.
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Gli utenti più smaliziati, però, non appena ne sentono parlare, desiderano ardentemente poterci dare un’occhiata per sperimentarle in prima persona, anche se si tratta di versioni instabili o incomplete, dall’aspetto approssimativo o appena sbozzato, spesso incomplete nelle caratteristiche (che vengono gradualmente raffinate e ampliate) e talvolta non funzionanti al 100%.
Chromium, il codice su cui si basano Google Chrome e numerosi altri browser, permette di accedere a numerose funzionalità “nascoste” mediante dei flag da specificare nel collegamento all’applicazione; dalla versione 7.0.x, tuttavia, è disponibile una pagina speciale (raggiungibile digitando about:labs nella barra degli indirizzi), che consente di visualizzare le funzionalità in via di sviluppo, che possono essere abilitate e testate (corredate una descrizione e da una guida all’uso) con un semplice clic. Si raccomanda di abilitarle con cautela, trattandosi di caratteristiche sperimentali, che – come riportato nella pagina di Chromium, potrebbero cambiare o scomparire senza preavviso.
Chromium è il progetto open-source su cui è basato Google Chrome, privo delle funzionalità di aggiornamento automatico e di raccolta delle informazioni di navigazione del browser targato Google. Se volete disporre dell’ultima versione di Chromium in ambiente Linux, è possibile farlo mediante poche e semplici operazioni; si sottolinea tuttavia che la versione installata proviene dall’archivio delle build giornaliere e pertanto si tratta di versioni non necessariamente stabili e a prova di bug (anche se personalmente non ho riscontrato alcun problema nell’utilizzo quotidiano).
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Per installarlo, avviare il terminale (dal pannello superiore, selezionare Applicazioni > Accessori > Terminale) e digitare il seguente comando per aggiungere il repository alla lista dei sorgenti e aggiornare la lista dei pacchetti:
sudo add-apt-repository ppa:chromium-daily/ppa && sudo apt-gt update.
Quindi potete procedere mediante l’Ubuntu Software Center digitando Chromium nella casella di ricerca e selezionando il risultato corrispondente o – sempre da terminale – mediante il comando:
sudo apt-get install chromium.
Al temine della procedura, per avviare Chromium sarà sufficiente selezionare dal menu Applicazioni > Internet la voce corrispondente. Buona navigazione!
La gestione della cronologia di Firefox è molto strutturata e integrata con altre funzionalità. Questo strumento ha permesso d’implementare, per esempio, il completamento automatico degli indirizzi durante la digitazione. Per cancellare lo storico normalmente basta accedere al menu Strumenti e selezionare la voce Elimina dati personali. Una finestra di dialogo consente di scegliere quali categorie rimuovere e l’operazione si porta a termine con la pressione del pulsante di conferma. Alcuni utenti, però, hanno segnalato la necessità di ricorrere a procedure alternative, per esempio tramite la voce Opzioni del menu Strumenti. Nella relativa finestra, fare clic sull’icona Privacy e premere il pulsante Svuota adesso. Se anche questa procedura non sortisse l’effetto sperato si dovrebbe agire attraverso l’apposita funzione del menu Cronologia: selezionare la voce Visualizza la cronologia, fare clic su Organizza e dal menu contestuale scegliere Seleziona tutto; fare clic col tasto destro del mouse sulla lista degli indirizzi a destra e scegliere Elimina dal menu.
Questa procedura consente anche la cancellazione selettiva di alcune voci della storia di navigazione. Se nessuna dei metodi descritti portasse al risultato atteso, il malfunzionamento potrebbe dipendere dalla condivisione della cronologia tra Firefox e Internet Explorer. In questo caso si deve agire su entrambi i browser. L’ultima possibilità è data da utilità software di terze parti: la pulizia della cronologia di Firefox è implementata, per esempio, in Ccleaner.
L’eliminazione dello storico, oltre ai risvolti legati alla privacy, ha anche effetti benefici sui computer basati su processori meno potenti: un archivio troppo esteso potrebbe degradare le prestazioni del browser e cancellandolo si riacquisterebbe la piena velocità. Per mantenere un buon livello di efficienza anche su Pc non di ultima generazione è quindi consigliabile modificare le impostazioni della Cronologia. Nel segnalibro Privacy, un parametro regola la permanenza delle informazioni: riducendo il valore predefinito di 90 giorni a 7-10 giorni, la gestione della cronologia opererà in modo più efficiente. È consigliabile eseguire contestualmente anche la pulizia completa degli altri dati personali, in modo da ottenere immediatamente tutti i benefici descritti.
Un lettore ci scrive: Con un portatile Acer Extensa 5220 e sistema operativo Windows Vista Home Basic mi sono imbattuto in uno strano problema: tastiera e mouse integrati erano inutilizzabili.
La condizione d’errore nella libreria Atiumdag.dll durante l’esecuzione di Call of Duty è stata più volte segnalata nei forum degli appassionati di questo videogame. Il problema sembra essere causato da un’incompatibilità con le versioni più recenti dei driver Catalyst di ATI.
Il socket AM2+ è la naturale evoluzione dell’AM2 e può essere considerato un gradino intermedio, retrocompatibile, nella migrazione al socket AM3. I processori con interfaccia socket AM2+ possono essere installati sulle schede madri socket AM2 e viceversa.

Per l’accesso ai dischi fissi con interfaccia Ata, il vecchio metodo d’indirizzamento geometrico Chs (Cilindro, testina, settore) è stato rimpiazzato ormai da diversi anni dallo schema Lba (Logical block addressing), che consiste nella traduzione dei parametri fisico/logici Chs del disco in un’enumerazione progressiva dei blocchi logici a partire da Lba=0. Nella sua prima versione, il metodo Lba adottava un indirizzamento a 28 bit: poteva cioè gestire fino a 228 blocchi logici (268. 435.456 blocchi). Poiché i settori hanno una dimensione di 512 byte, ciò risultava in un limite di 137 Gbyte per unità (per convenzione, in un disco fisso 1 Gbyte equivale a 1 miliardo di byte).
L’indirizzamento Lba è stato poi rivisto e la numerazione dei blocchi avviene ora con un contatore a 48 bit. In questo modo è possibile gestire periferiche con capacità massima di 144 Pbyte (1 Petabyte equivale a 1.000 Tbyte). Possiamo quindi rassicurare il lettore: una volta tanto è stato sviluppato uno standard che sarà in grado di tenere il passo con lo sviluppo tecnologico ancora per molti anni.
Non ci saranno quindi problemi nell’installare il disco da 1,5 Tbyte nella sua attuale configurazione hardware, che supporta pienamente le specifiche Lba a 48 bit. Un altro fattore che può influenzare la gestione delle memorie di massa è il file system utilizzato dal sistema operativo. Anche sotto questo punto di vista, però, non dovrebbero presentarsi problemi.
Tutti i sistemi operativi implementano ora file system adeguati alle memorie di massa di ultima generazione. In Windows il formato Fat16 è stato aggiornato e sostituito da Fat32, che gestisce partizioni da 8 Tbyte. Anche considerando alcune limitazioni intrinseche della struttura del boot sector negli hard disk con settori di 512 byte, è sempre possibile indirizzare senza problemi partizioni fino a 2 Tbyte.
Nella pratica, però, è più probabile che gli utenti preferiscano file system più efficienti e strutturati in maniera moderna, come Ntfs, disponibile in tutti i sistemi operativi Windows basati su tecnologia Nt. Questo file system è in grado di gestire partizioni di 16 Tbyte mantenendo una dimensione del cluster di soli 4 Kbyte. Sono però supportate dimensioni del cluster fino a 64 Kbyte, che consentono di indirizzare volumi fino a 256 Tbyte.
I primi problemi potrebbero presentarsi con i dischi di dimensione superiore ai 2 Tbyte: in questi dispositivi potrebbe essere necessario eseguire una divisione dello spazio, in quanto la partizione di boot (quella che contiene il sistema operativo) attualmente non può superare i 2 Tbyte. Per recuperare la capacità eccedente delle memorie di massa di dimensione superiore sarà necessario creare una seconda partizione.
Per quanto riguarda le utility di deframmentazione non dovrebbero presentarsi incompatibilità: non ci sono infatti cambiamenti nella struttura del file system al variare della dimensione della partizione. Inoltre, queste utility accedono al disco tramite le funzioni di input/output di Windows e il supporto alle partizioni, fino alla massima dimensione prevista, dovrebbe quindi essere garantito dallo stesso sistema operativo.
Un discorso a parte meritano invece i software di partizionamento e di drive imaging: queste utility accedono a basso livello alle memorie di massa, senza mediazione, e devono quindi implementare in maniera autonoma tutte le funzioni necessarie per eseguire le operazioni di modifica alla struttura del file system. È quindi possibile che alcune di queste utilità non siano in grado di gestire gli hard disk che superano una certa dimensione e perciò debbano essere aggiornate. Purtroppo, non vi è alcun modo per eseguire verifiche preventive: limitazioni come queste diverranno evidenti solo con l’evoluzione e l’effettiva disponibilità al pubblico delle nuove memorie di massa.
Durante il normale funzionamento di un browser viene creata una grande quantità di file temporanei. Ogni volta che si apre una pagina web molte delle sue componenti devono essere scaricate sul computer prima di procedere alla loro impaginazione e visualizzazione.
Il driver in modalità Ahci consente di gestire alcune prerogative specifiche delle periferiche Serial Ata, quali le funzionalità Hot Plug e Native command queueing (Ncq). La prima permette di collegare alcune periferiche Serial Ata a Pc acceso; il Native command queueing è invece una strategia di riordinamento delle operazioni di lettura/scrittura che ne migliora l’efficienza di esecuzione.
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