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Nella notizia sui nuovi cellulari presentati da Samsung abbiamo già accennato che la multinazionale Coreana ha sviluppato un proprio nuovo sistema operativo (chiamato Bada) per una nuova generazione di smartphone. Ma di che cosa si tratta realmente? E a chi può servire un nuovo sistema operativo quando sul mercato operano, con più o meno successo, i vari iPhone OS, Android, Symbian, Windows Mobile? Leggi tutto
Facebook ha rilasciato con una licenza open source il compilatore Php che ha usato internamente per raddoppiare la capacità la potenza di fuoco del suo sito. Per un sito che eroga circa 400 miliardi di pagine Php si tratta di un successo di notevoli proporzioni.
Secondo l’annuncio ufficiale, la compilazione arriva al costo di piccole omissioni, ma si tratterebbe di funzioni di uso non frequente.
Il codice Php gestito dal compilatore viene tradotto in C++ e quindi compilato, quindi la performance dovrebbe essere ottimale, tanto da fare restare perplessi riguardo a una promessa di un semplice raddoppio di throughput, ma probabilmente gli altri colli di bottiglia di un sito hanno il sopravvento sull’ottimizzazione di qualche fattore del front-end.
HipHop è descritto dettagliatamente nell’area per sviluppatori di Facebook.
Il linguaggio è supportato tramite un gruppo Google.
Dopo l’annuncio della nuova tavoletta Apple sono fioccati i commenti e, come era da aspettarsi, molti commenti negativi. La maggior parte di questi commenti arriva da sviluppatori o tecnologi di grosso calibro, come Dave Winer, che non ha fatto mancare pesanti critiche al nuovo oggetto Apple, anche se non ha nascosto di avere attese elevate nei giorni precedenti l’annuncio.
Sembrerebbe, insomma che gli utenti più scafati, i leader usuali non capiscano l’oggetto che hanno davanti. Diverso è il parere degli utenti di iPhone e iPod Touch, che hanno scoperto un mondo nuovo nello stantio universo degli assistenti personali e dei telefoni intelligenti.
La ragione è così evidente da sfuggire a chi non guarda la scena partendo da una lavagna vuota. L’iPad non è qualcosa di simile a un iPhone troppo cresciuto, anche se usa lo stesso sistema operativo. Non è nemmeno un Macbook mutilato di tastiera, multitasking e applicazioni Cocoa, quindi non è appetibile per i geek più sfrenati. Si tratta però del primo esemplare di una nuova specie.
Faccio un esempio per spiegarmi meglio: sono un felice possessore di un telefono Nokia, dotato di tastiera, chiamate vocali, supporto per tutti i protocolli voip concepibili e un parco di applicazioni che basta per quello che mi serve. Però ogni volta che apro un browser e mi metto a picchiettare su quel tastone quadrato che dovrebbe spostare il cursore dove dico io mi sento a disagio. A disagio perché c’è un modello nuovo, immediato che non mi forza a dare decine di comandi per spostare il cursore dove sarebbe immediato. Allo stesso modo, ho un comando per lo zoom, ma mi manca quel gesto così istintivo per allargare le cose che ha un iPhone. In buona sostanza, so di usare un modello sorpassato di interazione.
Parlando di interfaccia, è anche da notare come la posizione in cui si tiene il telefono è cambiata. Prima delle interfacce touch tenere il telefono in una mano e manovrarlo con l’indice era tipico delle persone con poca dimestichezza col telefono, dato che gli utenti esperti manovravano i pochi tasti presenti col pollice della stessa mano che reggeva il telefono. Adesso la postura logica è quella che abbiamo visto durante il lancio dell’iPhone.
iPad porta la stessa rivoluzione in una taglia di schermo che è buona per lavorare seriamente con la posta, la ricerca di informazioni.
La rivoluzione c’è. e sarà percepita il giorno in cui ci verrà da pensare “non vorrai mica che usi un mouse per fare questo lavoro?”, insomma, una rivoluzione simile a quella della famosa scena di Star Trek in cui Scotty alza il mouse e comanda “Computer!”, prima di capire e borbottare qualcosa a proposito di tecnologie superate.
Dipende da noi sviluppatori trovare le applicazioni che rendano talmente istintivo e produttivo mettere a frutto le nostre dieci dita piuttosto che usare la protesi del mouse. In fin dei conti, nei primi tempi occorreva spiegare alle persone che muovendo il coso sul tavolo si muove la freccia sul video.
Un oggetto con cui si interagisce toccando gli oggetti sullo schermo come se fossero veri è abbastanza intuitivo da essere proponibile anche agli utenti che non hanno mai imparato a usare un computer in vita loro. Pensiamo alla quantità di conoscenza che l’utente non deve avere, per esempio dove trovare il comando per spostare di lato l’oggetto in primo piano o allargarne la visualizzazione. Pensiamo alla differenza fra usare Scribbles e usare Photoshop o fra un Nintendo DS e una PSP.
Il fattore di forma è altrettanto importante. Chi se la sentirebbe di passare disinvoltamente un Macbook alla persona seduta dall’altra parte del tavolo in un caffé? Un iPad può passare di mano in mano a una riunione come un blocco note o un portfolio di fotografie, può essere usato per prendere appunti da un utente che cammina, come un’infermiera che gira fra i letti o un magazziniere che fa un inventario. Lo si può lanciare dal divano alla persona seduta in poltrona.
Ci sono moltissime applicazioni che si possono pensare basandosi proprio sulla portabilità estrema e sulla maneggevolezza immaginando un utente che si sposta col blocco elettronico in una mano maneggiando oggetti sul video con l’altra.
Insomma, dipende da noi sviluppatori come la prenderà il mondo.
Per programmare i computer si parlano tante lingue, di certo meno di quelle usate per discutere tra esseri umani. Ma a differenza degli idiomi reali la velocità con cui si affermano nuove tendenze e nascono nuovi dialetti è davvero impressionante, anche se alcuni linguaggi di sviluppo sembrano più inossidabili di altri e rimangono tra noi (invisibili agli utenti “non programmatori”) da decenni.
Pubblico l’intervento di David Papini su Expression Web Studio 3, con il webcast di oltre 40 minuti nel quale vengono spiegate nel dettaglio le tecniche per la programmazione con il prodotto di Microsoft. Buona lettura e buona visione
Ogni azienda fa il software a modo suo, scegliendo gli strumenti giusti e fabbricando gli strumenti e i componenti che servono per costruire il suo prodotto.
Non sempre ci si ricorda, però di quali siano le priorità, rischiando di sbagliare.
Appare su github Homebrew, un nuovo gestore di package per MacOS, semplice e configurabile. Homebrew è scritto in Ruby, quindi è facile da programmare e ha un’interfaccia nativa, grazie a RubyCocoa.
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Un nuovo linguaggio sulla scena, questa volta arriva da Google. Il nome del linguaggio è Go: una troncatura del logo aziendale, un verbo in inglese o un gioco da tavolo orientale.
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Apre i battenti Typekit, un servizio web in abbonamento che permette ai designer di creare pagine html controllando l’aspetto del testo come è normalmente possibile in tipografia.
Il trucco si basa su un tag esteso dell’ultima versione di Css che permette di caricare dinamicamente un font da un server web.
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Parte il conto alla rovescia per la Samsung Application Store Developers Challenge 2009, una competizione mondiale rivolta agli sviluppatori di contenuti per cellulari con lo scopo di creare nuove e innovative applicazioni che miglioreranno i servizi a disposizione degli utenti di Samsung Mobile. Leggi tutto
Novità in arrivo per chi sviluppa su iPhone: la sezione dedicata al telefono di Apple è chiusa.
Il successo dell’App Store è sotto gli occhi di tutti: migliaia di applicazioni per un giro d’affari stimato di 2,4 miliardi di dollari. Un mercato in piena espansione che privilegia gli sviluppatori di applicazioni per iPhone e iPod touch scritte in C e Objective-C a discapito di chi invece lavora in linguaggi C# e .NET. La licenza del programma di sviluppo iPhone, infatti, limita gli sviluppatori nella distribuzione dei motori di scripting, o compilatori Just-In-Time (JIT), che sono richiesti da runtime gestiti come .NET per l’esecuzione dei codici. Leggi tutto
La prossima versione di Aptana Studio supporterà l’ultimo ambiente di supporto per la creazione di widget Nokia.
Abbiamo già parlato di Nokia Widgets, una piattaforma per la creazione di miniapplicazioni molto interessante. Un widget è una pagina web usata come applicazione, in modo simile a quello proposto da Adobe con Air e Microsoft con Silverlight.
Una hash è una collezione di coppie chiave e valore indicizzata da un oggetto qualsiasi, una delle strutture dati più utili e versatili in qualunque linguaggio ne sia dotato.
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