Transport Fever – La recensione

Per i tragitti brevi è più conveniente affi darsi agli automezzi
Transport Fever – La recensione

C’è stato un periodo della mia vita in cui ero entrato davvero in fissa per i gestionali a tema di trasporti, principalmente quelli ideati da Sid Meier e Chris Sawyer. Ero sempre lì, attaccato al monitor a costruire ferrovie e collegare città per far muovere merci e passeggeri. Questo Transport Fever è quindi una macchina del tempo che mi riporta indietro di molti anni, quando passavo il mio tempo libero fornendo carbone alle industrie di un Nord America in pieno boom economico o acquistando locomotive per collegare un’Italia finalmente unita.

DAL VAPORE ALL’ELETTRICITÀ
L’ultima fatica di Urban Games, però, non si ferma sul solo ambiente fatto di rotaie e traversine: la giovane software house svizzera ha deciso di fornire ai giocatori tutti gli strumenti necessari a finché gestiscano una compagnia operante all’interno del mercato dei trasporti nella sua interezza. È quindi possibile, se non necessario, stabilire una rete di infrastrutture complessa che possa ospitare mezzi di vario tipo, dai treni ai veicoli su gomma, senza dimenticare imbarcazioni e aerei, il tutto allo scopo di arricchire il conto in banca della compagnia e fornire la spinta necessaria allo sviluppo economico delle città. Tutto questo avviene in due modalità distinte e separate, sebbene le regole fondamentali siano le medesime: una campagna formata da quattordici scenari ben definiti e una modalità libera con impostazioni personalizzabili e mappe procedurali. Tra le due, la campagna è senza dubbio quella in grado di offrire una maggiore varietà e una sfida più impegnativa: questa modalità ci porta alla scoperta del mondo dei trasporti e della sua evoluzione a partire dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai giorni nostri, con una particolare enfasi su quegli avvenimenti che più di tutti hanno fatto da spartiacque nella storia moderna proprio grazie alle innovazioni introdotte nel campo della locomozione. Basti pensare al ruolo che hanno avuto le ferrovie nella conquista del selvaggio West o nel collegare i vari paesi europei separati da catene montuose apparentemente invalicabili: a tal proposito, non è un caso che tra gli scenari ne sia presente anche uno che ripercorre la faticosa creazione del traforo del San Gottardo. Durante la campagna, inoltre, vengono assegnate missioni principali e incarichi secondari che lasciano ampia libertà al giocatore (a patto che vengano rispettate alcune condizioni di base), e sono addirittura presenti diverse quest testuali con più soluzioni, ognuna delle quali ha un impatto differente sulla partita.

MODELLISMO VIRTUALE
Purtroppo, la modalità di gioco libera non garantisce la medesima varietà, questo perché la generazione procedurale tende a dar vita a mappe piuttosto simili tra loro. Il vero problema, però, è rappresentato dalla completa mancanza di un livello di sfida appagante: l’unica interazione è costituita dalla creazione delle linee che collegano stabilimenti produttivi e città; tuttavia, l’assenza di obiettivi e di concorrenza rende il tutto simile all’attività di un appassionato di modellismo che si cimenta nella realizzazione del plastico perfetto, cercando occasionalmente
di non dilapidare il patrimonio della società virtuale, cosa praticamente impossibile, a meno che non si decida deliberatamente di farlo. In conclusione, mi permetto di spendere qualche parola sull’interfaccia: questa è tremendamente scomoda, poiché per ogni singolo clic viene aperta una nuova finestra di dialogo in un angolo casuale dello schermo, inutile dire che basta poco per riempire la visuale di informazioni, spesso superflue, che avrebbero potuto essere raccolte in un singolo prospetto, rendendo così molto più agevole la navigazione tra i vari menù contestuali. In ogni caso, si impara presto a convivere con il fastidio di dover sempre rincorrere questa o quella nestra, sebbene una maggiore cura per questo importantissimo dettaglio non avrebbe certamente guastato.

COMMENTO

Transport Fever è un gestionale classico che però vive di un dualismo decisamente marcato tra le diverse modalità di gioco. A una campagna varia e profonda si a anca una modalità libera priva di mordente che non riesce a garantire un grado di sfida soddisfacente. Per fortuna, laddove si ferma il lavoro del team svizzero inizia quello della community. Il supporto alle mod permette a chiunque ne sia in grado di creare contenuti aggiuntivi: già adesso il Workshop di Steam è pieno di mod e scenari amatoriali che aumentano di gran lunga l’appeal e la longevità di un buon titolo con qualche sbavatura di troppo. A quanto pare ci vorrà ancora del tempo prima di riuscire a trovare il vero erede di Transport Tycoon.

+ Campagna ben fatta

+ Tanti contenuti

– Modalità libera priva di sfida

– Interfaccia terribile

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Videogiochi
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