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Agcom: Whatsapp manda in pensione gli SMS

Davide Micheli | 15 Luglio 2016

Internet Servizi Web Social

L’AgCom ha pubblicato il suo abituale report sui trend del mercato tlc: durante questo primo trimestre 2016, l’autorità  indica che il totale di SMS inviati è inferiore del 25 percento rispetto allo stesso periodo del 2015.

Cambiano le abitudini nell’uso delle telecomunicazioni e, a questo proposito, anche l’ultimo report pubblicato dall’Agenzia per le Garanzie nelle Comunicazioni, l’AgCom, certifica dei nuovi interessanti trend: per esempio, nel corso del primo trimestre 2016 – in rapporto allo stesso periodo del 2015 – il numero complessivo degli SMS inviati si è contratto del 25 percento su base annua, a testimonianza della crescente popolarità  delle App.

La stessa AgCom, infatti, indica nel suo report come gli SMS abbiano fatto spazio ai servizi di messaggistica istantanea disponibili sui dispositivi mobile – tra i quali, uno dei servizi più in voga è sicuramente Whatsapp. A prendere in considerazione i dati disponibili del primo trimestre 2012, in rapporto a quello del 2016, emerge come la contrazione sia ancor più marcata, si parla addirittura di un calo del 70 percento, 23,5 contro 6,6 miliardi di SMS.

Qualche settimana fa, era peraltro trapelata una notizia secondo la quale – in seguito ad un’indagine condotta dall’AgCom – la stessa autorità  avrebbe valutato la possibilità  di introdurre un onere a carico dei proprietari delle piattaforme come Whatsapp, i quali avrebbero dovuto – secondo le indiscrezioni – pagare per l’utilizzo delle reti: la possibilità  che venisse introdotta una misura del genere, poi, è stata smentita dall’authority.

Da notare, infine, che secondo uno studio condotto sul comportamento degli utenti, è emerso come – in linea generale – le persone tendano ad utilizzare WhatsApp quando devono comunicare qualcosa in momenti contraddistinti da serenità : nelle situazioni di emergenza, invece, la scelta vira sull’SMS e, infine, per comunicare una notizia di un fatto particolarmente grave, si propende per la classica chiamata vocale.