Li porta bene, ma ha 3.000 anni. È tra i giochi più vecchi che si conoscano, il Go, nato in Cina ed esportato in Corea e in Giappone dove ha una popolarità  elevatissima. Le regole sono molto semplici ma sulla scacchiera composta da 19 x 19 intersezioni, le pedine possono essere posizionate in 2 x 10170 modi diversi. Ovvero la cifra 2, seguita da 170 zeri.

È facile immaginare quanto sia complesso, anche per un elaboratore, esaminare le possibili mosse di una partita e valutare la strategia migliore. Questo ha reso il Go una specie di sfida per gli informatici di diverse generazioni e solo ieri è arrivata la notizia ufficiale: uno tra i più forti giocatori di Go, Lee Se-dol, è stato battuto nella prima di cinque partite da un programma. AlphaGo, sviluppato dalla divisione DeepMind di Google.

Rispettando la tradizione il campione umano, al nono dan della gerarchia ufficiale dei giocatori professionisti, non è arrivato alla sconfitta ma si è arreso dopo tre ore e mezza di scontro.
“Sono sorpreso ma anche molto divertito”, ha commentato Lee che si è dichiarato sorpreso dalla profondità  e qualità  di gioco dell’intelligenza artificiale sviluppata da DeepMind.

Mancano quattro round e la sfida è apertissima: “Non so come finirà  la gara, ma vincerà  comunque l’Uomo”, dice Eric Schmidt di Alphabet, ricordando che la vera madre dell’intelligenza artificiale di AlphaGo è la creatività  umana.

Ai veri appassionati di Go suggeriamo di seguire le fasi del match sul canale di YouTube predisposto per l’evento.

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