Un accordo da circa 1,1 miliardi di dollari porterà  oltre duemila persone provenienti da HTC alla divisione hardware di Google al fine di progettare nuovi smartphone. Lo ha reso noto proprio l’azienda di Mountain View, che ha ufficializzato l’acquisto del settore smartphone della società  taiwanese attraverso un post sul blog ufficiale. La trattativa era nell’aria, ma solo nelle ultime ore è stato siglato l’accordo. Che la cosa fosse imminente, in realtà , lo si era intuito anche dalla decisione di ieri di sospendere i titoli azionari di HTC per la giornata odierna, proprio in vista dell’annuncio.

A dirla tutta, il connubio fra Google e Htc dura già  da qualche anno: i due produttori, infatti, avevano lavorato fianco a fianco nella realizzazione di Nexus; Htc aveva in seguito prodotto il modello Pixel Plus, nonché i Pixel 2, gli smartphone di Google che verranno presentati il prossimo 4 ottobre. Lo stesso Rich Osterloh, Senior Vice President di Google, ha dichiarato: “Con questo accordo un team di talenti HTC si unirà  a Google come parte dell’organizzazione hardware. Si tratta di professionisti che hanno già  lavorato a stretto contatto con noi per la realizzazione degli smartphone Pixel. Non vediamo l’ora di scoprire cosa potremo fare tutti assieme in un unico team.

Per Google poi questa rappresenta la seconda avventura nell’ambito di un’acquisizione per affermarsi nel settore degli smartphone e dare battaglia ad Apple una volta per tutte. Il primo tentativo, che risale al 2011, quando decise di acquisire Motorola Mobility per 12,5 miliardi di dollari, si rivelò a dir poco fallimentare. Google decise di rinunciare e svendere l’azienda al produttore di computer Lenovo, che l’acquisì a 2,9 miliardi di dollari, un prezzo decisamente ridotto. Ricordiamo che l’acquisizione della divisione smartphone non segna affatto la fine di HTC: la compagnia resterà  indipendente e potrà  inoltre continuare a utilizzare il brand anche in ambito smartphone.

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Laureato in lingue e da sempre patito di elettronica, cerco di combinare al meglio queste due passioni, senza mai abbandonare il sogno di diventare un traduttore professionista.