Google Maps e la polemica delle calorie

"Questo controllo spasmodico induce ad una ossessione non giustificata", la nuova funzione ha creato bufere e contrasti.

Google Maps, soltanto pochi giorni addietro aveva introdotto su App, con grande soddisfazione, una nuova funzionalità relativa al conteggio delle calorie spese utilizzando il percorso selezionato. Ovviamente a piedi.

Come si può facilmente notare, oggi, questa funzione è stata rimossa poiché ha portato non poche polemiche, del tutto inaspettate stando ai feedback a cui sono abituati. Infatti sembrerebbe che tale operazione sia stata interpretata dalla maggior parte degli utenti come “incosciente” nonostante secondo una minoranza l’App avrebbe assunto una connotazione specifica ed utile, ma le reazioni non sono state delle migliori. Anzi.

Stando ai rumors, negli Stati Uniti  parecchi utenti si sono così indisposti da minacciare di cancellare l’applicazione e non utilizzarla più poiché questo controllo spasmodico potrebbe indurre ad un’ossessione non giustificata ed influenzare negativamente adolescenti sensibili a tematiche legate ai disturbi alimentari. Alla base di molte malattie alimentari c’è sicuramente una forte componente di monitoraggio del cibo e delle calorie spese, ma al tempo stesso è pur vero che Maps non ha fatto niente di innovativo in quanto queste modalità vengono già offerte da servizi ad hoc, quindi il problema resta il medesimo, cambia soltanto il canale. Se si vuol combattere un problema bisogna contrastare le cause reali non delle ipotetiche conseguenze. 

Sicuramente l’obiettivo di Google era quello di aiutare a mantenere un buono stato di salute dei singoli piuttosto che voler danneggiare, inconsapevolmente, la propria salute. Alla fine della fiera la rivoluzione è durata neanche il tempo di cominciare perché i rappresentanti di Maps sono intervenuti ed hanno messo fine alle polemiche, una volta per tutte. Più che le calorie, sono riusciti a far bruciare le tastiere, infuocate di commenti negativi.

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Classe 1994. Laureata con lode in Linguaggi dei Media, da sempre appassionata di giornalismo, decide di coltivare questo interesse allargando il proprio background con una specialistica in Politiche Europee ed Internazionali. Dopo svariati stage nel mondo dell'editoria, della comunicazione e delle istituzioni con entusiasmo abbraccia una nuova sfida che porta il nome dell'alta tecnologia.