Secondo l’ultimo report di Freedom House sulla libertà  online, circa due terzi degli utenti di Internet – in giro per il mondo – sono sottoposti a qualche forma di censura durante l’uso della rete globale: in modo particolare, sarebbero gli abitanti di Cina, Siria ed Iran ad essere i più bersagliati dalle restrizioni, sebbene all’appello manchi la Corea del Nord, giacché non presa in esame.

Nella sua analisi che interessa 65 nazioni del mondo – le quali rappresentano insieme l’88 percento dell’utenza online del pianeta –  Freedom House ha sottolineato come negli ultimi sei anni il trend di crescita della limitazione della libertà  su Internet si è mantenuto costante, in particolar modo all’interno di servizi come i social network.

Facebook e Twitter sono tra i servizi maggiormente colpiti, sebbene le autorità  nazionali si interessino sempre di più dei servizi come WhatsApp e Telegram, i quali sono monitorati in maniera particolarmente intensa durante eventuali manifestazioni contro i governi.

È interessante notare come, secondo il report, in 38 nazioni le autorità  hanno basato i loro arresti sui contenuti pubblicati all’interno dei social network e, addirittura, più di un quarto degli utenti Internet (il 27 percento) si trovano in paesi nei quali le autorità  arrestano persone anche sulla base di un commento, una condivisione o un “like” ad un contenuto su FB.

Secondo il report di Freedom House, il nostro paese figura tra quelli in cui l’uso di Internet è completamente libero.

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