Uno degli argomenti più caldi e discussi è relativo al ruolo della donna o delle cosiddette “minoranze” che descrivono fenomeni di diversità, soprattutto in ambito lavorativo, qualsiasi esso sia. Sicuramente tra scandali e denunce, nonostante ricorsi a provvedimenti giudiziari, sembrano poche le aziende che cercano di condurre delle policy a favore delle minoranze o del gentil sesso. Tuttavia una bella notizia arriva dagli Stati Uniti e racconta una storia di uguaglianza aziendale certificata con un riconoscimento molto importante.

Si tratta di Lenovo, più grande produttore di personal computer al mondo, che con estremo orgoglio ha annunciato di aver ottenuto, nella giornata del 10 novembre, il riconoscimento CEI, Corporate Equality Index 2018, con un punteggio pari al 100%. Altro non è che una certificazione assegnata a quelle aziende che si sono distinte e impegnate nei trattamenti di uguaglianza sul posto di lavoro, con policy che vedano tutelare e trattare da pari soggetti spesso vittime di pregiudizi come lesbiche, gay, bisessuali, transgender e queer.

La fondazione che tutela i diritti umani si è espressa favorevolmente premiando l’attività che ha sempre contraddistinto un’azienda di grande prestigio come Lenovo e, insieme a essa, oltre 600 realtà lavorative che riempiono d’orgoglio gli Stati Uniti. “La cultura di Lenovo è basata sulla diversity e sull’inclusione, questi valori sono fondamentali perché esprimono al meglio quello che siamo e in cui crediamo e per i device che produciamo, diventati parte della nostra brand promise: “Different is better”, ha dichiarato Yolanda Conyers, VP Risorse Umane e Chief Diversity Officer. “Questo risultato riconosce il lavoro che abbiamo compiuto per fare in modo che tutti i nostri dipendenti sentano un forte senso di appartenenza quando si presentano sul posto di lavoro e si sentano supportati da programmi che soddisfano le loro esigenze“.

Una causa nobile portata avanti non solo da Lenovo ma da oltre 1.084 aziende esaminate dal CEI, anche se soltanto in poche hanno ottenuto un punteggio pari al raggiungimento totale di uguaglianza e quindi di armonia. Tale fondazione, che tutela la condizione umana dell’individuo, fa parte della più grande organizzazione per i diritti civili d’America e lancia un messaggio importante: nonostante storie di ottimi ambienti lavorativi come in questo caso non bisogna trascurare o dimenticare che esistono altrettante realtà con forti ambienti discriminatori fonti di contrasto sociale, etnico e civile.

Combattere e denunciare è il primo passo per un mondo più giusto, più uguale per tutti.

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Classe 1994. Laureata con lode in Linguaggi dei Media, da sempre appassionata di giornalismo, decide di coltivare questo interesse allargando il proprio background con una specialistica in Politiche Europee ed Internazionali. Dopo svariati stage nel mondo dell’editoria, della comunicazione e delle istituzioni con entusiasmo abbraccia una nuova sfida che porta il nome dell’alta tecnologia.