Apple entra nell’Olimpo delle prime tre aziende al mondo per numero di cellulari venduti, subito dopo Nokia e Samsung, scalzando lG Electronics che fino all’anno scorso deteneva il terzo posto in classifica. A dirlo sono gli ultimi dati IDC contenuti nel report sull’industria mobile diffuso il 1 febbraio. L’azienda di Cupertino nell’ultimo trimestre 2011 deteneva un market share dell’8,7%, con un divario ancora molto forte dal produttore finlandese che resta il numero uno indiscusso con una quota di mercato del 26,6% seguita da Samsung ( 22,8%) e da LG (4,1%). Nokia si conferma leader con 123 milioni di unità rilasciate nell’ultimo trimestre 2011, e un totale di 417 milioni per il 2011; Samsung per la prima volta supera la soglia dei 300 milioni di telefoni venduti in un anno e si distacca da Nokia di solo 20 milioni di unità per l’ultimo quarter 2011. Seguono Apple che gode dell’exploit dell’iPhone 4S, oggi disponibile in ben 90 paesi del mondo, e che le ha consentito di vendere 37 milioni di iPhone durante il periodo natalizio.e infine LG che sconta il suo ritardo nel segmento degli smartphone touch screen. Infine la cinese ZTE sale al quinto posto, poco distante da LG come unità vendute: 17,1 milioni contro i 17,7 milioni del produttore coreano.
Stando al report di IDC negli ultimi tre mesi dell’anno sarebbero stati venduti a livello mondiale 4227,4 milioni di telefoni cellulari, contro i 402 milioni venduti nello stesso periodo del 2010. L’incremento anno su anno è del 6,6% e nonostante il boom degli smartphone, i cellulari a basso prezzo restano il prodotto ancora più diffuso, anche per la loro facilità d’uso.
Si è concluso con un fatturato di 46, 33 miliardi di dollari e un utile netto record di 13,06 miliardi il primo trimestre dell’anno fiscale 2012 per Apple. Al 31 dicembre 2011, data di chiusura del primo quarter, l’azienda ha venduto 37,04 milioni di iPhone e 15,43 milion idi iPad, rispettivamente il 128% e il 111% in più rispetto allo stesso periodo del 2010. Crescono anche le vendite di computer con 5,2 milioni di Macintosh rilasciati nel trimestre (+26%) rispetto al 2010. In calo del 21% invece le vendite di iPod, un prodotto che sembra aver esaurito la sua spinta innovativa. Per quanto riguarda le vendite internazionali queste hanno pesato per il 58% del fatturato trimestrale. Soddisfazione è stata espressa dai vertici del gruppo per le vendite record di iPhone, iPad e Mac e per il secondo trimestre 2012 è atteso un fatturato di 32,5 miliardi di dollari e un utile per azione diluita di circa 8,50 dollari.
Nell’evento in corso a New York Apple sta presentando la versione 2 di iBooks per iPad con il supporto a un nuovo formato di documento interattivo, pensato appositamente per il mercato dei libri scolastici.
iBooks 2 che si può scaricare gratuitamente dall’App Store offre oltre alla classica consultazione dei testi la possibilità di seguire animazioni, esaminare diagrammi interattivi, sottolineare i testi e prendere note. Una sezione di iTunes Store dà modo di acquistare i testi (e agli editori di distribuirli con il classico schema di licensing di Apple). Da questo link si scarica iBooks 2.
Un’applicazione ancillare, iBooks Author, offre tutti gli strumenti necessari per la realizzazione dei testi e l’inclusione dei formati multimediali all’interno degli stessi. Il programma è gratuito e metterà qualsiasi insegnante in grado di realizzare nuovi libri interattivi. Da questo link potete effettuare il download gratuito di iBooks Author per Mac. Richiede Mac OS X 10.7 Lion.
Il catalogo statunitense offrirà a breve testi a partire da 14,99 dollari, realizzati dai principali editori americani tra i quali McGraw Hill, Person, Dorling Kindersley e altri. Apple ha pubblicato sul proprio sito la registrazione della conferenza di presentazione di iBooks 2.


Il palcoscenico sarà il Guggenheim Museum di New York City e l’appuntamento è fissato per le 10:00. Sarà Eddie Cue (vicepresidente per i servizi e il software Internet) a prendere la parola per presentare un nuovo tassello nella strategia di Apple, in un evento rivolto principalmente al mercato dell’education e dell’editoria elettronica. Cosa sarà annunciato? Nella totale tradizione di segretezza che permea gli annunci Apple nessuno lo sa con esattezza anche se indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal lasciano sottintendere il coinvolgimento delle principali case editrici statunitensi del settore education. «Sarà come GarageBand, ma per il mercato degli eBook» si lasciano sfuggire ad arte da Cupertino.
La nostra è solo un’ipotesi e vedremo insieme cosa sarà presentato il 19, ma potremmo pensare che Apple introdurrà sia un’applicazione per la realizzazione di eBook interattivi, ovviamente con un occhio di riguardo per l’accesso tramite iPad, sia una nuova soluzione di autopublishing e vendita attraverso Apple Store. Libri con testi, musica, animazioni e filmati, realizzabili con la massima semplicità.
Proprio come si realizzavano nel 1987 con Apple HyperCard.

La tecnologia scalda gli animi almeno quanto il tifo da stadio?
C’è quasi da non credere alle immagini che arrivano da Pechino dove la folla ha letteralmente invaso il Sanlitum Store per cercare di portarsi a casa l’iPhone 4s Apple. Un ritardo nell’apertura del negozio ha generato scene d’isterismo tra quanti avevano passato la notte in coda per aggiudicarsi l’ultimo oggetto del desiderio. Risultato Apple ha deciso di sospendere le vendite del prodotto sia nel punto vendita di Pechino che di Shanghai, per ragioni di sicurezza. Chi vuole acquistare l nuovo smartphone potrà farlo sul sito Apple o tramite il gestore telefonico China Unicom.
La Cina è uno dei mercati coi tassi più alti di crescita per il consumo dell’hi-tech: nei primi nove mesi del 2011 Apple ha venduto 5,6 milioni di iPhone e per Cupertino la Cina rappresenta il secondo mercato dopo gli Stati Uniti, con un 16% di quota sul fatturato complessivo. Apple aveva in programma dal 2010 l’apertura di 25 nuovi punti vendita. Fino a oggi però ne sono partiti solo 6, un numero molto probabilmente insufficiente a gestire una domanda così alta di smartphone, tanto che i pochi esemplari di iPhone 4S arrivati erano andati tutti esauriti in poche ore. Insomma un debutto da rockstar per il melafonino.
Si rinnova il piccolo di casa Apple: Cpu Intel Core i5 e grafica Radeon in un corpo d’alluminio.
Anteprima di Davide Piumetti
Articolo tratto da PC Professionale 248 di novembre 2011
Il piccolo Mac Mini, “il Mac più compatto ed economico di sempre” secondo lo slogan scelto da Apple per il lancio del prodotto, si rinnova completamente dal punto di vista hardware, andando a offrire prestazioni sempre più elevate unite alle dimensioni estremamente contenute di sempre. Lo scorso anno il rinnovo del prodotto aveva toccato soprattutto l’esterno che guadagnò il telaio in alluminio unibody che caratterizza il design Apple di questi ultimi anni, rendendo immediatamente riconoscibile il prodotto secondo le classiche logiche di mercato che impongono per prodotti dello stesso produttore un family feeling sempre più marcato. L’aggiornamento esterno non aveva però trovato una controparte interna, il Mac Mini modello 2010 adottava infatti processori Intel Core 2 Duo, modelli ormai superati dalle più prestanti soluzioni Core i3 o i5 già in commercio da tempo. Il nuovo corso del progetto si è materializzato quest’estate, con la presentazione di un prodotto rinnovato completamente all’interno e solo in parte nell’estetica esterna. Read more
Grazie di tutto, Steve Jobs. Soprattutto grazie per avere cambiato l’idea di quello che è “abbastanza ben fatto” per tutto quanto il mondo. I telefoni non erano abbastanza buoni prima, quattro righe di browser Wap non erano abbastanza, i computer non erano costruiti abbastanza bene, la musica non era sufficientemente facile da comprare e portare in giro.
Sicuramente il concetto di cosa è abbastanza buono per essere messo sul mercato fa o disfa un’azienda. Il valore aggiunto di Jobs è stato essenzialmente non accontentarsi di quello che pare abbastanza ben fatto agli altri.
Per il resto, non c’è nulla da aggiungere a quello che ha detto lui stesso a Stanford nel 2005.
Steve Jobs a Stanford nel 2005
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