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Apple elude le tasse? Audizione al senato Usa

21 Maggio 2013 di  

apple storeLa società della Mela potrebbe aver eluso tasse sui guadagni realizzati oltre oceano tramite le varie filiali presenti in diversi paesi del mondo, e su decine di miliardi di dollari guadagnati negli ultimi quattro anni non ci sarebbe traccia secondi il fisco americano. La commissione d’inchiesta del Senato americano ha a lungo esaminato le modalità con cui Apple adempie ai propri obblighi fiscali e oggi Tim Cook, Ceo di Apple, sarà sentito in un’audizione al Senato americano. Con ogni probabilità Cook proporrà un cambiamento alla pratica molto diffusa tra le technology companies americane (vedi anche Google e Amazon) di tenere propri guadagni congelati nelle varie filiale oltre oceano, per non pagare tasse più alte al fisco americano sui proventi realizzati all’estero.

Apple sarebbe ricorsa a questo escamotage sia in Irlanda sia negli Stati Uniti per evitare di pagare tasse sui 74 miliardi di dollari guadagnati negli ultimi quattro anni, in base a quanto scoperto dal Senato Americano. Pur non avendo trovato prove di un comportamento illegale, i membri della commissione d’inchiesta del Senato hanno fatto notare che non si è mai vista una multinazionale che non versa neanche un dollaro di tasse sui profitti realizzati dalle filiali locali, nei paesi del mondo in cui opera. Apple si è difesa sostenendo di aver pagato le tasse ai vari governi locali sui guadagni realizzati oltre oceano e le tasse al governo Federale sugli investimenti generati dalla filiali in Irlanda. Nel 2012 sostiene Apple, sono stati pagati 6 miliardi di dollari in tasse al governo statunitense, pari a un’imponibile del 30,5% che non è molto lontana da quella prevista per statuto sulle corporation: il 35%. Ma la commissione d’inchiesta del Senato ha documentato che Apple Operations International, la principale holding Apple oltre oceano, negli ultimi quatto anni (dal 2009 al 2012) non avrebbe versato neanche un dollaro su un giro d’affari di 30 miliardi a nessuno dei governi dei paesi dove opera.

Nel 2011, sempre stando a quanto pubblica oggi il Wall Street Journal, la divisione Apple Sales International che si occupa delle vendite di iPhone, iPad e Macbook sempre al di fuori degli Stati Uniti, avrebbe versato in tasse solo 10 milioni di dollari su 22 miliardi di dollari di guadagni pre-tasse, il che sarebbe lo 0,5%.

In Europa esiste Apple Operations Europe con sede in Irlanda che occupa più di 4.000 persone, ma anche in questo caso i profitti non sono tassabili da nessun governo locale. A onor del vero non è solo Apple ad avere questi problemi, la commissione d’inchiesta del Senato americano ha preso in considerazione anche altre società come Hewlett Packard e Microsoft, note per la loro presenza con filiali locali in tutto il mondo e la stessa General Electric, ma il caso Apple svetta sicuramente per l’entità delle somme non versate e oggi Tim Cook dovrà renderne conto. Al di là degli adempimenti più o meno mancati delle singole società resta il fatto che nell’era digitale è diventato più complicato gestire i profitti realizzati con i servizi web e forse servirebbero davvero nuove regole dettate dalle istituzioni preposte.

Apple al sesto posto nella classifica Fortune 500

9 Maggio 2013 di  

Schermata 2013-05-09 a 16.30.25Come ogni anno arriva la classifica Fortune delle prime 500 aziende degli Stati Uniti, ordinate in base alle dimensioni del fatturato e degli utili, e questa volta c’è più di una sorpresa per le società tecnologiche.

A guidare la classifica delle società più profittevoli dell’area della Silicon Valley non c’è più Hewlett Packard bensì Apple, che nel 2013 occupa il sesto posto della classifica Fortune 500, subito prima di General Motors e molto prima di società del calibro di IBM e di banche come Citigroup e Bank of America. In un anno Apple è balzata dalla 17esima posizione ad essere la sesta società americana per dimensioni di fatturato (156 miliardi di dollari) e profitti (41 milioni e 773.000 dollari.

Hewlett Packard che per cinque anni è stata l’azienda rappresentativa della Silicon Valley nella classifica Fortune top 500 è invece scesa dal decimo al quindicesimo posto, penalizzata dalle vistose perdite subite nel fatturato (e pari a 12,7 miliardi di dollari, secondo i calcoli di Fortune).

Tra le prime 50 società in classifica, i nomi di aziende della Silicon Valley non sono poi molti, oltre a quelli di Hp e Apple: IBM è al 20esimo posto, Microsoft al 35esimo e Amazon al 49esimo.

Un risultato come quello ottenuto da Apple deve far pensare, perché fa a pugni con l’andamento del titolo azionario, penalizzato negli ultimi sette mesi tanto da perdere più del 44% del suo valore. Ciò evidenzia ancora una volta come i mercati finanziari e azionari siano in realtà frutto di speculazioni che poco hanno a che vedere con l’effettiva solidità di un’azienda. La classifica Fortune premia i risultati e non le aspettative dei mercati.

Apple: conto alla rovescia per i 50 miliardi di app scaricate

3 Maggio 2013 di  

50miliardiL’App Store si avvicina a festeggiare un nuovo record: quello dei 50 miliardi di app scaricate e per l’occasione Apple mette in palio una gift card da 10.000 dollari da spendere all’interno dello store. Chi si aggiudicherà la app numero 50.000.000.000 vincerà il bonus, mentre per le successive 50 app scaricate sono previste altre gift card del valore di 500 dollari ciascuna.

Apple ha anche messo on line una classifica delle app a pagamento e gratuite più popolari che in questi anni hanno contribuito al successo dell’App Store, ai primi posti spiccano Skype per iPad e Pages.

La trimestrale Apple e quel “Think Different” di Tim Cook

24 Aprile 2013 di  

logo appleCon 37,4 milioni di iPhone e 19,5 milioni di iPad venduti Apple ha realizzato un fatturato trimestrale di 43,6 miliardi di dollari e un utile netto di 9,5 miliardi di dollari. Come ci si aspettava, l’utile è in calo del 18%, per la prima volta da dieci anni a questa parte: il secondo trimestre 2012 si era chiuso con un utile di 11,6 miliardi di dollari e oggi siamo a 9,5 miliardi. Il fatturato invece è cresciuto dell’11% passando da 39,2 miliardi di dollari del 2012 (secondo trimestre) a 43,6 miliardi di dollari di oggi.

Come gli analisti avevano anticipato il margine lordo di Apple è sceso dal 47,4 % di un anno fa al 37,5% di oggi, e questo si spiega sia con l’introduzione di prodotti a bassa profittabilità come iPad mini sia con la grande popolarità di cui gode ancora iPhone 4, preferito da molto utenti al nuovo iPhone 5. Proprio i melafonini, prodotto di punta di Apple, questo trimestre hanno registrato solo un +3% nelle vendite (che comunque hanno portato nelle casse di Apple ben 22 miliardi di dollari). Lo scorso anno Apple nello stesso trimestre aveva venduto 35 milioni di iPhone contro gli attuali 37 milioni e 11,8 milioni di iPad contro i 19,5 milioni di oggi. In leggera flessione le vendite dei Mac, pari a poco meno di 4 milioni: lo scorso anno nello stesso periodo, Apple aveva venduto 4 milioni di Mac. iTunes e gli altri servizi software valgono 4 miliardi di dollari e sono in crescita del 30%. Infine le vendite internazionali hanno pesato per il 66% del fatturato.

«La nostra generazione di cash rimane molto forte, con oltre 12,5 miliardi di cash flow generato dalle operazioni nel corso del trimestre, e un cash balance finale di 145 miliardi di dollari», ha affermato Peter Oppenheimer, CFO di Apple.

Apple ha annunciato anche un programma di restituzione agli azionisti di circa 100 miliardi di dollari, in parte aumentando i dividendi del 15% e in parte aumentando di sei volte il valore di riacquisto delle proprie azioni attraverso un programma di buyback per 60 miliardi di dollari.

Tim Cook, Ceo di Apple, si è poi rivolto alla comunità degli investitori finanziari riprendendo un vecchio claim di tanti anni fa, che aveva reso celebre Apple nel mondo. Quel “think different” che ora secondo Cook, va applicato alla società stessa: gli analisti di Wall Street devono smettere di considerare Apple una start up con tassi di crescita stellari ma devono considerarla una società ormai matura con altri ritmi di crescita. Certo è difficile far digerire alla comunità finanziaria i 280 miliardi di dollari persi in capitalizzazione sul mercato in questi mesi, a mano a mano che il titolo Apple scendeva. E tutti, Wall Street compresa, si aspettano da Cook una svolta importante: l’ingresso su un mercato nuovo, come potrebbe essere quello della Apple TV o del wearable computing. Ma Cook ha rimandato ogni novità di prodotto a quest’autunno e al 2014, promettendo che si tratterà di qualcosa di veramente grande.

La crisi di identità di Apple

23 Aprile 2013 di  

logo appleÈ il giorno della trimestrale Apple e per la prima volta in dieci anni il gruppo di Cupertino potrebbe chiudere il primo trimestre dell’anno con utili in calo, anche se con vendite record. Ben 14 società di analisi finanziaria hanno ridotto le stime di crescita per Apple, a seguito del calo del titolo in borsa, sceso del 44% da settembre 2012 (quando toccò il record di 702 dollari per azione).

La responsabilità di questo atteso calo negli utili sarebbe da imputare a prodotti con basso margine di profittabilità (vedi iPad mini) e a un vistoso rallentamento nelle vendite di iPhone 5. Le stime degli analisti di Bloomberg parlano di un utile netto in calo del 18% (stimato in 9,53 miliardi di dollari), e di un fatturato pari a 42, 4 miliardi di dollari, in crescita dell’8%, il tasso più basso riscontrato da Apple dal 2009 a oggi.

Il numero di iPhone e iPad venduti nel trimestre conclusosi il 31 marzo 2013 dovrebbe essere pari a 35 e 17 milioni. Apple sta soffrendo moltissimo la concorrenza di Samsung sul versante degli smartphone, dove ormai il sistema operativo dominante è Android e nello stesso tempo si trova ad affrontare costi di produzione maggiori per la componentistica dell’iPhone. Nei mesi scorsi le aziende partner di Apple avevano lamentato un vistoso rallentamento negli ordinativi di chip e componenti base per iPhone 5, segno che Apple stava vendendo meno del previsto. Cirrus Logic, produttore dei chip utilizzati sui dispositivi iOS ha detto che avrà vendite al ribasso per il trimestre, a causa di una domanda di chip inferiore alle previsioni.

Ma come fa notare oggi il Wall Street Journal, non è solo questione di numeri: Apple, secondo l’autorevole quotidiano, starebbe attraversando una crisi d’identità dovuta al fatto che non ha ancora scelto se essere solo un produttore di hardware o una software company e la storia dell’hi-tech ci insegna che le società che hanno puntato solo sull’hardware sono state polverizzate dai servizi software: il walkman di Sony è stato soppiantato dall’avvento dell’iPod e di iTunes, basterà l’App Store a fermare Android?

Apple e la privacy di Siri

22 Aprile 2013 di  

Schermata 2013-04-22 a 17.35.28Anche Apple è entrata nel mirino di quanti difendono la privacy dei dati personali per i milioni di persone che affidano le loro ricerche ai dispositivi mobili. In particolare al produttore dell’iPad e dell’iPhone è stato chiesto di fornire maggiori dettagli su come vengono gestiti i dati creati dagli utenti quando usano Siri (il software di ricerca basato sul riconoscimento vocale delle parole) e Dictation, due servizi introdotti nel 2011 e oggi parte integrante del sistema operativo iOS. Quanto tempo Apple conserva tali dati e come funzionano queste tecnologie?

Oggi Apple ha fornito una risposta, dichiarando di conservare i dati degli utenti su Siri per due anni, e spiegando anche che quando un utente avvia una ricerca con Siri, tutti gli input vocali vengono inviati ai server Apple dove vengono processati e tradotti in una serie di risultati da mostrare poi su iPhone. Per rendere anonima la ricerca Apple associa a ogni input vocale un numero casuale, e i dati inviati non contengono alcun riferimento allo user id di Apple o all’indirizzo email e numero di cellulare dell’utente.

Passati sei mesi, spiega Apple, i dati vengono scissi dal numero casuale e in genere i file vengono conservati per altri 18 mesi, esattamente come fa anche Google.

Il problema però, fanno notare alcuni blog tecnologici, nel riportare la notizia, non è tanto per quanto tempo Apple trattiene i file o quali tecniche usa per renderli anonimi, quanto il fatto che il contenuto delle ricerche effettuate con Siri resta per sempre registrato sui server Apple e questo comporta un problema di sicurezza enorme per le comunicazioni aziendali. Non è un caso se IBM l’anno scorso ha disabilitato Siri dalle sue reti aziendali adducendo come motivo proprio il fatto che non poteva avere certezza che “l’assistente virtuale tenesse la bocca chiusa”.

Segreti industriali o informazioni finanziarie riservate rischiano di restare scolpiti nella pietra per sempre, nella memoria dei server Apple o peggio di finire anticipatamente sulla bocca di tutti.

Apple, regina del cloud

22 Marzo 2013 di  

Esce una delle prime ricerche di mercato sull’uso dei servizi cloud, se pur limitata ai soli Stati Uniti. E dal sondaggio condotto da Strategy Analytics su 2300 americani connessi in rete, risulta che al primo posto, tra i servizi di archiviazione on line più utilizzati, c’è Apple iCloud e iTunes Match, con il 27% di market share. Dropbox e Amazon Cloud Player seguono a ruota con il 17% e il 15% mentre Google Drive detiene un 10%.

Al campione di persone intervistate è stato chiesto di indicare se avevano mai archiviato file musicali, video o giochi on line con uno dei servizi elencati, e se poi avevano utilizzato questi contenuti in streaming su altri dispositivi connessi alla rete.

Il 55% ha risposto di non essere mai ricorso neppure una volta all’archiviazione cloud; quelli che invece se ne sono serviti, l’hanno fatto per archiviare file musicali. La musica domina al 90% tra le tipologie di contenuti memorizzati, sia sulle piattaforme Apple sia su quelle di Google e Amazon.

Persino Dropbox, che non nasce come archivio di file musicali,  contiene al 45% file audio, stando a Strategy Analytics. Negli Stati Uniti sta crescendo però anche l’uso del cloud per lo streaming video: un servizio come Ultraviolet, lanciato lo scorso anno dall’industria cinematografica di Hollywood detiene già un 4% di audiance.

Infine una curiosità, le piattaforme cloud di Apple sono le uniche a essere utilizzate da un maggior numero di donne che di uomini; mentre per Google è l’esatto contrario. L’archiviazione cloud è comunque appannaggio di un pubblico giovane, compreso tra i 20 e 24 anni di età.

Strategy Analytics  fa notare che difficilmente il 2013 potrà essere l’anno dell’esplosione di massa dei servizi cloud, come alcuni avevano predetto: quel 55% di utenti consumer americani che ancora non li conosce, lascia supporre che ci sia ancora tanta strada da fare.

Apple al contrattacco, dedica ad iPhone 5 un’intera pagina web

18 Marzo 2013 di  

Un’intera pagina web dedicata a spiegare perché gli utenti amano così tanto iPhone e come l’ultimo modello, iPhone 5, resti ineguagliabile. Così Apple ha reagito al lancio del Galaxy S 4 di Samsung, portandosi dietro anche qualche polemica, come la dichiarazione non proprio felice di Phil Schiller, vice president del Marketing di Apple che ha definito (sbagliando) il Galaxy S4 un prodotto obsoleto, con un sistema operativo a bordo, vecchio di un anno (mentre la versione utilizzata dal Galaxy S 4 è l’ultima disponibile, Android 4.2.2.).

Tra i pregi di iPhone 5 Apple cita il case interamente in alluminio (mentre Galaxy S 4 è in plastica) e il Retina display che secondo l’azienda di Cupertino, resta incomparabile anche nel confronto con le tecnologie Super Amoled, grazie alla densità di pixel così elevata, ed è una caratteristica esclusiva dei prodotti Apple. iPhone 5 poi assicura 8 ore di autonomia della batteria in conversazione, fino a 8 ore di navigazione Internet e 10 ore di riproduzione video. Naturalmente l’enfasi maggiore viene riservata all’App Store e alle oltre 800.00 app disponibili esenti da malware e altri programmi nocivi, oltre che alle funzioni innovative integrate in iOS 6, come Siri e FaceTime.

Di certo con il lancio del Galaxy S4 Samsung ha di fatto trasformato una linea di prodotti, i Galaxy, in qualcosa di più, un brand riconoscibile e identificabile dagli utenti con il massimo dell’innovazione oggi disponibile. proprio com’è stato finora per gli iPhone. Apple l’ha capito ed è passata al contrattacco.

Dagli occhiali di Google all’orologio di Apple, avanza il wearable computer

11 Febbraio 2013 di  

Le nuove tecnologie sono diventate talmente parte integrante della vita quotidiana, da ritagliarsi uno spazio tra gli oggetti che indossiamo tutti i giorni, come appunto gli occhiali e l’orologio. Apple, riportano oggi i principali quotidiani internazionali, avrebbe allo studio uno smart watch, un orologio iper tecnologico, a metà tra lo smartphone, il cronometro e il computer, su cui naturalmente il gruppo di Cupertino ha steso il più assoluto riserbo.

Ma qualche indiscrezione è filtrata, e così si scopre ad esempio che Corning Glass Technology, la società che ha brevettato il famoso vetro ad alta resistenza Gorilla Glass utilizzato per i display degli iPhone, avrebbe sviluppato un nuovo tipo di vetro, Corning Willow Glass, così sottile e resistente da poter essere piegato come un foglio di carta, senza spezzarsi. Ed Apple sarebbe pronta a utilizzarlo nello smart watch, che probabilmente avrà il sistema operativo iOS e forse chissà anche funzioni di geolocalizzazione e navigazione assistita da mappe, e magari anche il riconoscimento vocale di Siri e la possibilità di ricevere Sms di testo.

Il wearable computing viene considerato da molti analisti di mercato come la nuova ondata tecnologica che succederà agli smartphone nel prossimo decennio: tutti i più grandi produttori ci stanno lavorando. Google ha già realizzato gli occhiali per la realtà aumentata e sta spingendo affinché gli sviluppatori creino nuove applicazioni per arricchirne le possibilità d’uso. Samsung è interessata al settore e così pure Olympus. Per Apple sarebbe l’ennesima sfida a guidare l’innovazione, così com’è stato con iPod, iPhone e iPad.

Dal 1 marzo stop ai Mac Pro Apple sul mercato europeo

1 Febbraio 2013 di  

Apple cesserà di distribuire i computer desktop professionali Mac Pro a partire dal 1 marzo 2013, in quanto non conformi gli standard IEC 60090-1. Second Edition della comunità europea, che entreranno in vigore proprio a partire dal 1 marzo. Apple continuerà a ricevere ordini dai rivenditori per i Mac Pro solo fino al 18 febbraio, e naturalmente questi ultimi potranno continuare a vendere i Mac Pro anche dopo la deadline del 1 marzo. La decisione di ritirare i Mac Pro dal mercato si applica solo al mercato europeo.

Le nuove certificazioni europee che entrano in vigore a marzo sono relative alla sicurezza di componentistica interna come alimentatori e cavi, ma Apple non ha specificato in quale aspetto specifico i Mac Pro siano carenti. Di certo si tratta anche di una fascia di prodotto diventata poco strategica per Cupertino e che da tempo aspettava sia un restyling sia un upgrade della componentistica.

Apple rilascia la versione a 128 GByte di iPad con Retina display

29 Gennaio 2013 di  

Apple annuncia oggi una nuova versione di iPad di quarta generazione con Retina display, che offre il doppio della capacità di archiviazione rispetto al modello precedente: 128 GByte contro 64 GByte. Il nuovo iPad viene rilasciato in versione Wi-Fi e in quella abilitata alla rete mobile oltre che al Wi-Fi. Le maggiori capacità di archiviazione si prestano naturalmente a utilizzare il dispositivo per archiviare foto, documenti, progetti, presentazioni, video musica e app. Ci sono ormai 300.000 app native per iPad, ha detto Apple, e più di 800.000 in tutto e le prospettive di utilizzo di questo dispositivo stanno crescendo sia nel settore della scuola sia nelle imprese. L’85% delle imprese Global 500 e la quasi la totalità delle aziende della classifica Fortune 500 stanno valutando l’introduzione di iPad come strumento di lavoro. La maggior disponibilità di spazio di archiviazione introdotta su questo modello di iPad tornerà utile specie in quei campi applicativi dove c’è un utilizzo di grandi quantità di dati, come file Cad in 3D, radiografie, tagli per il montaggio film, tracce musicali, video e manuali d’uso.

Restano invariate le altre caratteristiche tecniche del nuovo iPad di quarta generazione, come il Retina display da 9,7 pollici, il chip A6X progettato da Apple, la videocamera FaceTime HD, mentre come sistema operativo il tablet supporta iOS 6.1. iPad di quarta generazione a 128 GByte è disponibile a partire da martedì 5 febbraio, nei colori bianco e nero, al prezzo di 799 euro per il modello solo Wi-Fi e di 929 euro per quello abilitato al Wi-Fi + cellulare.

La trimestrale Apple: 75 milioni di dispositivi iOS venduti in tre mesi

24 Gennaio 2013 di  

Apple reagisce alle difficoltà del momento (il calo del titolo in borsa dopo la riduzione degli ordini di componentistica per iPad 3) annunciando i dati del primo trimestre dell’anno fiscale 2013, conclusosi il 29 dicembre 2012.

Il fatturato è stato pari a 54,5 miliardi di dollari con un utile netto di 13,1 miliardi di dollari; il confronto con i risultati dello stesso trimestre dell’anno precedente (46,3 miliardi di dollari di fatturato e un utile netto di 13,1 miliardi di dollari), mostra una battuta d’arresto nella crescita dell’utile netto, a fronte di un incremento del fatturato del 17%.

In calo anche il margine operativo lordo (38,6% contro il 44,7% registrato nello stesso trimestre 2012).

Le vendite internazionali hanno rappresentato il 61% del fatturato trimestrale: l’Europa pesa per 12,4 miliardi di dollari di fatturato (+ 11%) , ma il vero balzo in avanti l’ha fatto la Cina, dove Apple è arrivata nel 2012, che ha riportato +67%  di crescita nel fatturato (6,8 miliardi di dollari).

Per quanto riguarda i prodotti, nel trimestre più profittevole, che coincide con gli acquisti natalizi, Apple ha venduto 47,8 milioni di iPhone (contro i 37 milioni dello stesso trimestre di un anno fa) e 22,9 milioni di iPad (contro i 15,4 milioni dello scorso anno).

In calo le vendite di computer Mac: 4,1 milioni contro 5,2 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso, così come quelle di iPod (12,7 milioni contro 15,4 milioni del 2012).

Per il secondo trimestre 2013 Apple prevede un fatturato compreso tra 41 e 43 miliardi di dollari, un margine lordo tra 37,5 % e 38,5% ; spese operative tra 3,8 miliardi e 3,9 miliardi di dollari.

40 miliardi di app scaricate per Apple

7 Gennaio 2013 di  

Un dicembre da record quello appena conclusosi per Apple: con oltre 2 miliardi di download di app dall’App Store solo nell’ultimo mese dell’anno, l’azienda ha fatto sapere che i clienti hanno scaricato fino a oggi oltre 40 miliardi di app di cui 20 miliardi solo nel 2012. Si tratta di download univoci, precisa Cupertino, che non includono nel totale nè gli aggiornamenti né i download multipli della stessa app.

L’App Store conta oggi 500 milioni di account attivi e a latere è fiorita la comunità degli sviluppatori  con un’offerta di oltre 775.000 applicazioni per iPhone, iPad e iPod touch e che ha generato loro guadagni per oltre 7 miliardi di dollari (il 70% di quanto realmente incassato da Apple che trattiene per sé il restante 30%).

Ecco alcuni esempi di app di successo: nel 2012, il team di Imangi Studios, formato da moglie e marito, ha visto oltre 75 milioni di download per il proprio gioco Temple Run; Backflip Studios e Supercell, due sviluppatori emergenti di giochi, hanno guadagnato in totale oltre 100 milioni di dollari per i giochi in versione freemium DragonVale e Clash of Clans; infine, servizi emergenti fra cui Uber, Flipboard, HotelTonight e AirBnB hanno attirato milioni di utenti verso iOS. E aziende come Electronic Arts, Ubisoft, Autodesk, Marvel e Major League Baseball hanno continuato ad ampliare la propria offerta su iOS, mentre sviluppatori quali Bad Robot Interactive di JJ Abrams e Bottle Rocket Apps hanno continuato a espandere i confini di ciò che le app iOS possono fare.

“Abbiamo iniziato con il modesto obiettivo di portare SketchBook su iPhone per introdurre nuovi utenti ad Autodesk” racconta ad Apple Samir Hanna, Vicepresidente Consumer Products di Autodesk. “A distanza di tre anni siamo in grado di offrire 20 app agli utenti iOS, con oltre 50 milioni di download all’attivo”.

“L’App Store ci ha offerto opportunità che vanno ben oltre ogni più rosea aspettativa,” ha affermato JJ Abrams di Bad Robot Interactive. “La nostra app Action Movie FX è stata progettata per portare gli effetti speciali di Hollywood negli home video creati dai nostri utenti su iPhone, iPad o iPod touch, e siamo davvero felici che milioni e milioni di fan in tutto il mondo abbiano colto le infinite possibilità offerte dall’app.”

Da domani in vendita il nuovo iMac

28 Novembre 2012 di  

Apple ha reso noto che dal 30 novembre sarà possibile acquistare sull’Apple Online Store e negli Apple Store il nuovissimo iMac, con processori più veloci, display antiriflesso e l’innovativa opzione di archiviazione Fusion Drive. Il nuovo iMac è stato presentato come il desktop più avanzato mai realizzato dall’azienda di Cupertino ed è disponibile in due versioni: a 21,5 pollici acquistabile da subito e da 27 pollici ordinabile sull’Apple Online Store, con spedizioni a partire da dicembre.

Completamente riprogettato, il nuovo iMac racchiude una tecnologia ad alte prestazioni dentro un case di alluminio e vetro di soli 5 mm di spessore ed è dotato di un display con tecnologia di riduzione del riflesso del 75%. Di serie iMac ha 8 GByte di memoria  a 1600 MHz, un hard disk da 1 TByte, processori quad-core Intel Core i5 di terza generazione con la possibilità di fare l’upgrade ai Core i7 e supporta i processori grafici Nvidia GeForce con prestazioni fino al 60% più veloci.

L’opzione di archiviazione Fusion Drive è la vera novità introdotta da Apple: in questa nuova tecnologia si fondono le prestazioni della memoria flash da128 GByte e le capacità di dischi rigidi tradizionali per dar vita a un singolo volume di archiviazione, capace di gestire i file in modo intelligente, ottimizzando le prestazioni in lettura e scrittura.

Il modello a 21,5 pollici dell’iMac è disponibile con processore quad-core Intel Core i5 a 2,7 Ghz con velocità Turbo Boost fino a 3,2 GHz e Nvidia GeForce GT 640M al prezzo di 1379 euro; oppure con processore quad-core Intel Core i5 a 2,9GHz con velocità Turbo Boost fino a 3,6GHz e Nvidia GeForce GT 650M al prezzo di 1.579 euro. iMac a 27 pollici  è disponibile con processore quad-core Intel Core i5 a 2,9GHz con velocità Turbo Boost fino a 3,6GHz e Nvidia GeForce GTX 660M al prezzo di 1.899 euro e con processore quad-core Intel Core i5 a 3,2GHz con velocità Turbo Boost fino a 3,6GHz e Nvidia GeForce GTX 675M a 2.079 euro. Tutti i prezzi sono Iva inclusa.

In arrivo l’iPad Mini

3 Ottobre 2012 di  

Da ieri la rete è in fermento per la notizia riportata dal settimanale Fortune di un prossimo annuncio Apple relativo all’iPad Mini. La data più accreditata sarebbe  il 17 ottobre. iPad Mini dovrebbe essere la versione più piccole ed economica di iPad, con uno schermo a 7,85 pollici, stando ai bene informati. Un’ulteriore conferma giunge oggi dall’edizione on line del Wall Street Journal che parla di un avvio della produzione di massa di display presso le fabbriche del far east asiatico di LG Display e della taiwanese Au Optronics.

Da Apple per il momento non sono giunte nè conferme nè smentite, ma gli “agiografi” della casa di Cupertino scommettono per un arrivo di iPad Mini sugli scaffali dei negozi entro i primi di novembre, giusto in tempo per la stagione natalizia e per competere con il Nexus 7 di Google e il Kindle Fire di Amazon.

Inizia l’era dell’iPhone 5

13 Settembre 2012 di  

Il più sottile e il più leggero iPhone mai esistito, così Apple ha definito l’iPhone 5, completamente ridisegnato per offrire un Retina display più grande, a 4 pollici, con un chip A6 progettato da Apple e la tecnologia wireless Lte. Il tutto, promette Apple, dando la stessa autonomia di ore d’uso della batteria. Non solo il nuovo smartphone include iOS 6, la versione più aggiornata del sistema operativo annunciata proprio in questa occasione, e che prevede oltre 200 nuove funzioni comprese l’app Mappe che ora utilizza la cartografia Apple e non più Google Maps, l’integrazione con Facebook, Passbook per memorizzare le credenziali di accesso, il riconoscimento vocale in più lingue e la nuova versione di Siri.

Il corpo dell’iPhone 5 è in alluminio anodizzato ed è il 18% più sottile e il 20% più leggero rispetto all’iPhone 4S. Lo schermo è stato allungato ma non allargato e questo consente una maneggevolezza maggiore e una superficie utile migliore di quella dell’iPhone 4S, grazie al più elevato numero di pixel nel Retina Display. iPhone 5 funziona con le reti cellulari LTE e DC- HSDPA, Apple ha sviluppato per questo prodotto un’apposita tecnologia ad antenna singola LTE, il cellulare include anche il supporto al Wi-Fi 802.11n dual band che offre velocità di connessione fino a 150 Mbps.

Anche la fotocamera incorporata in iPhone 5 è stata completamente ridisegnata: ora è il 25% più piccola di quella presente su iPhone 4S ed è sempre a 8 megapixel, È possibile scattare foto panoramiche delle dimensioni di fino a 28 megapixel e sono previste funzioni di riprese video con riconoscimento del volto (fino a 10 visi diversi). Una seconda fotocamera FaceTime HD è stata posta sulla parte frontale dello smartphone per eseguire videochiamate con FaceTime e registrare video a 1080p.

L’altra grande novità di iPhone 5 è il connettore Lightining più piccolo e più robusto rispetto al precedente che consente di collegarsi a una quantità di accessori e viene reso disponibile anche con un adattatore a 30 pin.

Il prezzo di partenza per iPhone negli Stati Uniti, con il contratto di un operatore telefonico, è di 199 dollari per la versione a 16 GByte, 299 dollari per quella a 32 GByte e 399 dollari per quella a 64 GByte. Per vederlo in Italia bisognerà aspettare il 28 settembre quando Apple lo annuncerà in altri 22 paesi oltre a quelli dove l’ha reso disponibile ieri (Usa,Australia, Canada Francia Germania, Uk, Hong Kong, Giappone, Singapore). Il nuovo sistema operativo iOS 6 sarà invece rilasciato a partire dal 19 settembre come aggiornamento software gratuito.

Il titolo Apple a quota 680 dollari dopo la multa a Samsung

27 Agosto 2012 di  

Mentre la sentenza Apple-Samsung occupa  le prime pagine di blog e quotidiani,  arrivano anche i primi effetti sui mercati azionari.

Il titolo Apple oggi ha aperto con il record storico di 680 dollari per azione, una cifra mai toccata finora e che porta la capitalizzazione dell’azienda a ben 637 miliardi di dollari.

Per contro scende del 7% il titolo Samsung, penalizzato dall’esito del verdetto americano e dalla maxi multa di 1,05 miliardi di dollari. Il business della  divisione mobile rappresenta l 65% del fatturato complessivo del gruppo coreano che nel secondo trimestre ha riportato profitti per 4,5 miliardi di dollari, superando i 50 milioni di smartphone venduti.

Nel frattempo Samsung ha anche chiesto alla corte americana di non applicare il divieto di commercializzazione sul suolo statunitense al Galaxy Tab 10 1, visto che questo modello di tablet è risultato esente dalla violazione dei brevetti Apple. Ma per sapere con certezza quali prodotti Samsung saranno banditi dall’America e quali no bisognerà aspettare il 20 settembre, data in cui è prevista una nuova udienza in tribunale.

Chi potrebbe trarre maggior vantaggio dalla sentenza del tribunale californiano sono Microsoft e Nokia, stando al sito americano Zdnet.

Le due aziende più di un anno fa hanno unito i rispettivi destini sul comparto mobile sviluppando il nuovo sistema operativo Windows Phone 8 e la nuova generazione di smartphone Nokia Lumia.

Se la disputa sui brevetti dovesse sfociare in un un blocco del mercato Android, sarebbero in tanti i produttori di smartphone interessati a scegliere  la tecnologia Microsoft-Nokia come alternativa.

Windows Phone a dire il vero ha fatto un po’ fatica a cavalcare l’onda del successo e nonostante gli ottimi numeri realizzati con le vendite del Nokia Lumia 800, il divario con iPhone e Android è ancora forte.

Il verdetto Apple-Samsung e la svolta nel mercato degli smartphone

27 Agosto 2012 di  

È stato un weekend di fuoco quello appena trascorso per Apple Samsung. Venerdì 24 agosto è arrivato inatteso il verdetto della corte americana che in meno di 48 ore ha deciso e condannato Samsung a un’ammenda di oltre 1 miliardo di dollari per aver violato una serie di brevetti Apple nel progettare smartphone e tablet della serie Galaxy. Tra le funzioni più importanti copiate dall’iPhone ci sarebbe la possibilità d’ingrandire le immagini con un tocco del display e la forma stessa innovativa del melafonino, il rettangolo con gli angoli arrotondati ripresa dai tanti modelli di smartphone Galaxy.

Nelle prossime settimane i giudici decideranno se bloccare o meno la commercializzazione oltreoceano dei prodotti Samsung che infrangono tali brevetti.  

È da ricordare che nei mesi scorsi anche Samsung era ricorsa in tribunale contro Apple per un’analoga contesa sui brevetti, ma i giudici non avevano ritenuto sufficienti i capi d’ accusa. Oggi molti commentatori vedono nella querelle trai due principali produttori di smartphone niente altro che una guerra di mercato: insomma l’oggetto del contendere non sarebbero tanto i brevetti quanto Android, il sistema operativo utilizzato dagli smartphone Samsung e da quelli di molti altri produttori, che sta avendo un successo decisamente superiore a quello dei prodotti basati su IOS. In media per ogni iPhone venduto vengono venduti tre telefonini Android e prima della pausa estiva Samsung era arrivata a quota 50 milioni di Galaxy venduti. Un numero superiore a quello dei nuovi iPhone commercializzati fino a oggi da Apple.

Se il verdetto della corte di San Jose in California dovesse portare anche al blocco dei prodotti Samsung incriminati sul mercato americano, ne risentirebbe tutto il settore: sono tanti infatti i produttori che si sono ispirati alle funzioni dei prodotti Apple e Samsung nel progettare modelli di smartphone meno costosi ma altrettanto validi e quasi tutti basati su Android.

Intanto sono arrivati i primi commenti da parte dei diretti interessati: Tim Cook Ceo di Apple ha detto che il verdetto della corte di San José mostra chiaro e forte che rubare è un reato, ricordando anche la montagna di evidenze portate dal gruppo di Cupertino in sede di dibattimento.

Apple– ha ricordato Tim Cook –  si è sempre ispirata ai principi guida dell’innovazione  e dell’originalità nello sviluppo dei suoi prodotti e questa sentenza è più una difesa dei suoi valori che della tecnologia sottostante ai prodotti.

Di diverso avviso Samsung che definisce il verdetto come “una sconfitta per i consumatori americani”  intravedendo come sue conseguenze una diminuzione dell’innovazione sul mercato degli samrtphone e un potenziale aumento dei prezzi.

È una sfortuna– sostiene Samsung — che la legge sui brevetti possa essere così manipolata da conferire a una sola società il monopolio su un rettangolo con gli angoli arrotondati (la sagoma dell’iPhone che Samsung avrebbe copiato) o su altre tecnologie che quotidianamente vengono migliorate da Samsung e altri produttori. I consumatori hanno diritto di scegliere e sanno cosa comprano quando optano per i nostri prodotti. Per Samsung comunque questa non è l’ultima parola, l’azienda ha detto di voler ricorrere in appello e in una mail interna inviata di dipendenti ha ricordato come altri tribunali in Europa (Germania, UK e Olanda) oltre che in Corea si siano pronunciati diversamente sugli stessi capi d’accusa, riconoscendo a Samsung di non aver copiato nulla dal design dei prodotti Apple. “Continueremo a dare priorità all’innovazione piuttosto che ai litigi in tribunale” ha concluso l’azienda coreana.

Intanto non si placano le polemiche e nelle ultime ore è scesa in campo anche Google che ha ribadito come la causa Apple Samsung  non abbia nulla a che vedere con il sistema operativo Android. L’industria mobile evolve rapidamente e ciascun operatore ha spazio per sviluppare le proprie idee. Noi lavoriamo per dare prodotti innovativi e affidabili ai nostri clienti e non vogliamo porre nessun tipo di limite a questa innovazione.

La trimestrale Apple delude nonostante i 17 milioni di iPad venduti

25 Luglio 2012 di  

Arrivano i dati del terzo trimestre 2012 conclusosi al 30 giugno e per Apple il fatturato è stato di 35 miliardi di dollari con un utile netto di 8,8 miliardi;  il confronto con lo stesso trimestre del 2011 (28, 6 miliardi di dollari di fatturato e 7,,3 miliardi di dollari di utile) delude un po’  le aspettative degli analisti che avevano scommesso su un utile maggiore. In particola modoe Wall Street si aspettava numeri maggiori dalle vendite degli iPhone (nel trimestre precedente Apple ha venduto 34 milioni di melafonini).

Ad ogni modo il  margine lordo passa dal 41,7% al 42,8% e le vendite su scala internazionale  rappresentano ora il 62% del fatturato trimestrale.

Al 30 giugno Apple risulta aver venduto nel trimestre 17 milioni di iPad (+84%), 26 milioni di iPhone (+28%), 4 milioni di Mac e 6,8 milioni di iPod.

Risultati che Tim Cook, Ceo di Apple, ha definito entusiasmanti soprattutto per l’andamento dell’iPad; il gruppo ha anche rinnovato la gamma di MacBook e ha annunciato la disponibilità del nuovo sistema operativo Mountain Lion per i computer Macintosh, mentre la nuova versione di IOS, la 6, è attesa per l’autunno. Guardando avanti Tim Cook ha detto di attendersi un fatturato di 34 miliardi di dollari per l’ultimo trimestre dell’anno.

L’Europa sceglie Android: è boom per l’app economy

24 Luglio 2012 di  

Madvertise, la piattaforma per il mobile advertising in Europa che vanta oltre 6 miliardi di page impression mensili, ha pubblicato uno studio con i dati trimestrali relativi al mercato mobile e alla diffusione delle app nelle varie piattaforme operative. Analizzando i download viene confermata una tendenza già in atto da mesi: la prima scelta degli sviluppatori per ampliare il bacino di utenza non è più iPhone ma Android.

Da gennaio 2012 nei primi cinque paesi europei (Francia, Germania, Inghilterra, Italia e Spagna) il download di app per Android è cresciuto del 10%, con 80 milioni di app in più scaricate in soli tre mesi e un totale di 381 milioni di download a fine marzo.

Per Ios il numero di app scaricate per iPhone all’inizio dell’anno era pari a 290 milioni mentre a inizio del secondo trimestre siamo a quota 222 milioni. In totale i due ambienti operativi alla fine del primo trimestre hanno realizzato 603 milioni di download. Un vero boom dell’App Economy.

Madvertise in collaborazione con il motore di ricerca Xyologic, dedicato alle applicazioni, ha anche stilato la top ten delle app più scaricate in Italia dall’AppStore di Apple e da Google Play. Per il mondo Apple ai primi quattro posti troviamo giochi: in testa alla classifica c’è Air Wings (544.000 download): le utility vengono subito dopo al quinto e settimo posto, con Instagram in decima posizione.

Grandi assenti le app di Facebook e Twitter che non compaiono tra le prime 10.  Passando al mondo Android, gI storici giochi Fruit Ninja e Angry Birds, competono per la posizione più alta sul podio, con il primo che stacca di oltre 100 mila download il secondo e mira al milione. Terza e quarta posizione per le due app di Facebook. Infine per Android si registra un numero di utility decisamente maggiore.

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