Collusion per Firefox e per Google Chrome
Ai primordi del Web, quando si inseriva un indirizzo nel browser veniva scaricato un file Html dal server remoto e poi, nel caso più complesso, ulteriori connessioni avviavano il download delle immagini eventualmente inserite all’interno del documento. Le cose sono oggi molto cambiate: quasi tutte le pagine visualizzate sono costituite da informazioni provenienti da molti indirizzi diversi. All’interno delle pagine si trovano elementi multimediali e plug-in di ogni genere, informazioni invisibili che consentono di profilare l’utente a fini statistici e molto altro ancora.
Questo sviluppo della tecnologia è stato al centro dell’attenzione negli ultimi tempi, per le importanti ripercussioni sulla privacy e sulla sicurezza. Le ultime versioni dei principali browser hanno migliorato la protezione contro gli attacchi cross site scripting (iniezione di codice malevolo all’interno di pagine legittime), ma il problema della profilazione degli utenti è ancora in gran parte aperto: ciascun server coinvolto nella formazione della pagina Web, in teoria, può recuperare moltissime informazioni sull’utente e sui suoi comportamenti.
Per analizzare le chiamate remote effettuate durante il caricamento di una pagina, si può utilizzare l’estensione Collusion, disponibile sia per Firefox sia per Chrome. In entrambi i casi, basta visitare il sito ufficiale (Mozilla Addons o Chrome Web Store) e inserire la keyword Collusion nel motore di ricerca. Dopo aver completato l’installazione, quando si visita una pagina Web si può fare clic sul piccolo pulsante Display Collusion Diagram (all’estrema destra della barra di stato, in Firefox): si aprirà un grafico ricco di informazioni che permette di analizzare la sequenza delle chiamate. Oltre che per difendere la propria privacy, Collusion può essere utilizzata anche dagli sviluppatori Web, per analizzare le connessioni e individuare eventuali problemi nelle pagine più complesse.
Promemoria geolocalizzati con Google Chrome
L’hardware integrato nella maggior parte dei dispositivi informatici (smartphone, tablet e Pc portatili) permette di creare applicazioni sempre più intelligenti e utili: è il caso, per esempio, delle funzioni di promemoria collegate a una posizione geografica specifica. Si possono quindi legare gli eventi soltanto a un determinato luogo: lo smartphone ricorda di dover effettuare una telefonata soltanto quando si arriva al lavoro, oppure di acquistare il latte se si passa vicino al negozio.
I device mobili sfruttano la localizzazione geografica tramite Gps, ma soltanto pochi Pc portatili integrano l’hardware necessario: i notebook possono però raggiungere comunque una buona precisione sfruttando le informazioni relative alle reti WiFi presenti nella zona. Proprio su queste informazioni si basa Geo Notepad, una curiosa e originale estensione di Google Chrome dedicata alla gestione dei promemoria e delle note.
Il software si installa visitando il Chrome Web Store; basta inserire la chiave di ricerca Geo Notepad per individuare l’estensione. Fate quindi clic sul pulsante blu Aggiungi per installarlo nel sistema: dopo aver completato lo scaricamento, il software sarà subito pronto all’uso. Geo Notepad rimane attivo in pemanenza, per poter notificare all’utente eventuali promemoria; Chrome aggiunge all’Area di notifica un’icona tramite la quale si possono verificare (e chiudere, se necessario) le applicazioni Web eseguite in secondo piano. Per accedere all’applicazione basta fare clic sull’immagine aggiunta alla pagina iniziale di Chrome, oppure sull’icona presente nella tray area e selezionare la voce Geo Notepad nel menu contestuale. Il primo passo è specificare la posizione geografica di tutti i luoghi frequentati più spesso: casa, ufficio, e tutti gli altri posti in cui si lavora con il proprio Pc. Poiché il posizionamento tramite rete WiFi non è sempre precisissimo, è opportuno creare una nuova Location quando ci si trova fisicamente sul posto.
ChromeBook Pixel, il notebook dai pixel invisibili
Google annuncia solo per i mercati angolosassoni (Uk e Stati Uniti) una versione completamente nuova del suo ChromeBook, il portatile basato su Chrome e progettato per funzionare solo nel web e svolgere le attività più classiche: dalla consultazione della posta elettronica, al file sharing di documenti, alla chat via Hangout.
I risultati in questi mesi non sono mancati, visto che diversi produttori hanno proposto sul mercato le loro versioni del ChromeBook, da Samsung ad Acer e Lenovo e il portatile Google oggi rappresenta il 10% delle vendite di notebook della catena di negozi di elettornica Curry PC World, la più grande in UK.
Oggi Google presenta la versione migliorata di questo notebook, il ChromeBook Pixel che continua la filosofia minimalista del suo predecessore (quella di rendere praticamente invisibile il browser all’utente) applicando lo stesso concetto ai pixel. Lo schermo del nuovo Chrome Book ha secondo Google la più elevata densità di pixel (239 per pollici) di qualsiasi altro laptop si trovi sul mercato: con un totale di 4,3 milioni di pixel il display offre colori vividi e angoli di visualizzazione molto ampi.
Il portatile è stato ingegnerizzato con i migliori componenti e i corpo è fatto di alluminio anodizzato. le ventole sono nascoste e il tochpad è stato realizzato con un materiale in vetro resina. Chromebook Pixel dispone anche di una web cam a 720p e di tre microfoni. Il portatile funziona con Lte e include un processore Intel Core i5 e una moemoria flash allo stato solido. Naturalmente supporta Google Drive per salvare nel cloud foto, video e documenti e integra tutti prodotti servizi Google, da Gmail. YouTube a Google+Hangouts. Da oggi lo si può acquistare da Google Play ma solo negli Stati Uniti e in Uk e presto sarà in vendita anche nei negozi BestBuy. I prezzi vanno da 1299 dollari per la versione Wi-Fi a 1449 dollari per quella Lte che però arriverà solo in aprile.
A quando in Italia? Difficile dirlo, ma se è vero che Google intende aprire una serie di negozi monomarca in tutto il mondo, sulla falsa riga di Apple e Microsoft, questo sarà sicuramente uno dei prodotti deputati a stare sugli scaffali di un ipotetico Google Store.
Google Chrome: ricerche a portata di clic
I motori di ricerca sono il cuore del Web, ma raggiungere le informazioni cercate può essere lungo e complicato: bisogna aprire una nuova scheda, digitare l’indirizzo del motore che si vuole usare e quindi scrivere il termine o la frase da utilizzare come chiave. Molto spesso, però, il termine da ricercare è già presente nella pagina che si sta leggendo: per questo, i browser moderni permettono da tempo di selezionare un frammento di testo con il mouse e inviarlo direttamente al motore di ricerca predefinito, di solito tramite una voce del menu contestuale. Non sempre, però si desidera lanciare la ricerca proprio sul motore di default: nel caso di un indirizzo, ad esempio, di solito si vuole usare un servizio come Google Maps, per un personaggio storico la scelta migliore è probabilmente Wikipedia, mentre i termini stranieri sono i candidati ideali per la verifica con un dizionario online.
L’estensione Context Menu Search, per Google Chrome, permette di scegliere al volo il motore su cui lanciare una ricerca basata sul testo selezionato all’interno della pagina Web corrente. L’add-in offre una notevole varietà di servizi di ricerca preconfigurati, ma è possibile aggiungerne altri a piacere. Questa possibilità è particolarmente utile per gli utenti italiani, perché i servizi già impostati sono prevalentemente in inglese. Ecco come inserire nel menu di Context Menu Search, per esempio, la versione italiana di Wikipedia. Aprite in Chrome la pagina delle estensioni facendo clic sul pulsante Chiave inglese a fianco della barra degli indirizzi e selezionando poi Strumenti/Estensioni nel menu. Fate quindi clic sul collegamento Opzioni, sotto il nome dell’estensione Context Menu Search. La pagina Add Search Engines permette di scegliere tra i motori di ricerca preimpostati, oppure di aggiungerne di nuovi: inserite Wikipedia IT nel campo Display Name e it.wikipedia.org/wiki/%s come Link; quando richiamerete il motore di ricerca tramite l’estensione, il pattern %s sarà sostituito con il testo selezionato. Confermate con Add new option e chiudete la scheda per iniziare a usare il nuovo motore di ricerca contestuale.
Navigare in incognito con Chrome
Il browser targato Google è stato tra i primi a offrire una modalità di navigazione anonima che permette di visitare qualunque sito senza inviare informazioni personali e, soprattutto, senza registrare in locale nessuna informazione sulla navigazione effettuata. Questa funzione è utile, tra l’altro, quando ci si trova a utilizzare il browser su un computer accessibile anche ad altri utenti, per evitare che le proprie scorribande in Rete lascino tracce facilmente visibili. Basta un attimo di distrazione, però, per ricordarsi dell’opportunità di attivare la navigazione in incognito quando ormai è troppo tardi e il sito è già in fase di caricamento. L’estensione Ghost Incognito aiuta a prevenire il rischio, dato che permette di specificare una serie di domini e siti Web ai quali verrà applicata automaticamente questa modalità di navigazione.
Per scaricarla, raggiungete il Chrome Web store e scrivete Ghost Incognito nel campo di ricerca. Fate clic su Aggiungi e confermate selezionando Installa. L’estensione inserirà a destra della barra dell’indirizzo un pulsante con l’icona di un fantasma; quando vi troverete su un sito che desiderate visitare sempre in incognito non dovrete fare altro che cliccarlo: tutte le visite successive utilizzeranno la modalità anonima. Per eliminare invece un dominio dalla lista bisogna permettere all’estensione di funzionare in modalità Incognito, selezionando Strumenti/ Estensioni e spuntando la casella relativa. In alternativa si può anche svuotare l’intero elenco (che naturalmente è memorizzato in forma leggibile solo dall’estensione stessa) tramite una finestra di configurazione raggiungibile con un clic sul collegamento Opzioni, sempre presente nella stessa pagina delle Estensioni.
Fermare il caricamento dei siti in Chrome
Quando ci si collega a un sito Web capita fin troppo spesso che qualche download rimanga fermo, facendo in modo che il browser non possa considerare conclusa la ricezione: ogni pagina, infatti, è costituita da molti elementi, che in alcuni casi risiedono su server diversi. Questo può essere un fastidio lieve (rimangono visibili gli elementi dell’interfaccia che si riferiscono alla fase di download) ma può anche impedire l’uso della porzione già scaricata, in particolare nelle pagine che utilizzano script client side che si attivano al termine del download.
Per ovviare a questo problema, oppure semplicemente per verificare quanta parte di una specifica pagina venga scaricata entro un intervallo di tempo considerato accettabile (molti esperti ritengono che dieci secondi rappresentino il limite massimo), se usate Google Chrome potete scaricare una semplicissima estensione che si occupa proprio di fermare le pagine ancora in download dopo un tempo prestabilito. Stop Load è disponibile nel Web store di Google Chrome; potete quindi installarla con un clic sul pulsante (in alto a destra nell’interfaccia del browser) che ha come icona una chiave inglese e selezionando Strumenti/Estensioni. Fate poi clic sul collegamento sfogliare la galleria e inserite Stop Load nel campo di ricerca. Avviate il download con un clic su Aggiungi, confermando poi la successiva finestra di dialogo con Installa.
A questo punto selezionate di nuovo Strumenti/Estensioni, in modo da visualizzare la pagina di riepilogo delle estensioni installate. Con un clic sul collegamento Opzioni, sotto il nome dell’estensione Stop Load, potrete raggiungere la pagina di configurazione. L’unico valore impostabile riguarda il tempo d’attesa prima dell’arresto automatico dello scaricamento.
Google Chrome arriva su iPhone e iPad
Tra le novità della I/O O Conference in corso a San Francisco c’è la disponibilità di Google Chrome sulla piattaforma IOS: è stata infatti rilasciata la App per iPhone e iPad sia del browser Google sia del servizio cloud Google Drive che peraltro viene ora integrato anche nel browser Chrome.
Nell’annunciare questi miglioramenti Google ha reso noti anche i numeri relativi a questi servizi: Google Drive è utilizzato già da 10 milioni di utenti, il browser Chrome nell’ultimo anno è andato al raddoppio passando da 160 milioni a 310 milioni di utenti attivi, mentre Gmail oggi conta su oltre 425 milioni di utilizzatori nel mondo.
Il sorpasso di Chrome su Internet Explorer
Cresce la popolarità del browser di Google e stando alle ultime rilevazioni di StatCounter, la società che registra settimanalmente l’indice di utilizzo dei software di navigazione web, nella settimana dal 14 al 20 maggio Chrome avrebbe superato Internet Explorer (32,76% contro 31, 94%) almeno durante i weekend.
È un segnale indicativo perché vuol dire che quando le persone sono a casa e possono liberamente scegliere con quale software collegarsi a Internet, la preferenza cade su Chrome. Questo vale soprattutto nel confronto con le versioni più vecchie di Explorer, la 7 e la 8, mentre per IE 9 la tendenza sembra un po’ invertirsi e la nuova release di IE comincia a ottenere consensi anche tra l’utenza consumer e non solo tra quella aziendale.
Non è la prima volta che Chrome supera Explorer: a marzo il programma di casa Google era stato il numero uno a livello mondiale, anche se solo per un giorno, posizionandosi come il browser più utilizzato anche in paesi come India, Russia e Brasile. Da tempi inoltre Google Chrome è stabile al secondo posto in paesi come Germania, Usa e Stati Uniti, seguito da Firefox, Safari e Opera.

L’indice GlobalStats StatCounter si basa su oltre 15 miliardi di pagine viste al mese (per la precisione 4 miliardi di page view dagli Usa e 800 milioni dagli Uk) e sul monitoraggio di un network di oltre 3 milioni di siti in tutto il mondo. La società fornisce anche servizi di analisi gratuita del traffico web.
Quanto sono robuste le mie password?
I servizi online crescono in numero e utilità ogni giorno: oggi è possibile utilizzare il Web per eseguire operazioni bancarie, acquistare merci e servizi, accedere a documenti riservati relativi alla propria professione o addirittura richiedere certificati, bollette e molto altro ancora. L’accesso a tutti questi servizi è regolato da credenziali e password, un fastidio necessario che molti utenti cercano di limitare senza rendersi conto dei pericoli. Quasi nessuno, per esempio, segue la regola di buon senso che prevede password univoche per ciascun servizio: quando un accesso viene compromesso, la falla si apre anche in tutti quelli protetti dalla stessa parola chiave. Per evitare questo rischio si può utilizzare un software come l’eccellente LastPass (scaricabile da questo sito Web), che integra anche strumenti di auditing utili per risolvere problemi simili. Il software s’installa come estensione del browser per Internet Explorer, Firefox e Chrome; sul sito del produttore si trova un installer universale, che permette di semplificare il setup: avviate il programma, indicate il browser in cui installare l’estensione e create un nuovo account LastPass, inserendo un indirizzo di posta elettronica e una password.
Il passo che segue è quello cruciale: selezionando Yes, let me choose which items I want imported in LastPass (permettimi di scegliere gli elementi che voglio importare in LastPass) potrete importare le parole chiave già memorizzate nel browser, dopodiché vi basterà confermare le ultime impostazioni per terminare l’installazione. Al successivo avvio del browser effettuate il login in LastPass con le credenziali appena create; fate quindi clic sul pulsante LastPass e selezionate Strumenti/Controllo sicurezza.
Dopo aver analizzato i dati, il programma mostrerà le password duplicate e il livello di robustezza di ogni elemento; servirà quindi un po’ di pazienza, perché dovrete collegarvi a tutti i servizi più sensibili, o che il programma ritiene poco protetti, e andare nella sezione di gestione dell’account per modificare la password. Un sistema semplice per ottenere una password robusta è offerto dallo stesso LastPass, selezionando Strumenti/Genera Password Sicura.
Salvare in locale i video di YouTube
YouTube è una fonte inesauribile di filmati utili, divertenti e istruttivi. Si possono trovare le esecuzioni di grandi musicisti, i momenti più belli di tantissimi film, ma anche inchieste, filmati di attualità e moltissimo altro ancora. Purtroppo YouTube non permette di scaricare i video in locale, opzione che invece sarebbe molto comoda per poterli trasferire su un device portatile o per vederli anche quando non è disponibile un accesso a Internet. Esistono però svariate soluzioni che consentono di memorizzare permanentemente un video di YouTube. Molto semplici da usare sono le estensioni per i browser, come Fastest Tube, che è disponibile per Chrome, Opera, Safari, Firefox e Internet Explorer: questo semplice add-on aggiunge alle pagine di YouTube un menu a discesa in cui si può scegliere il formato e la risoluzione del video da scaricare
Nel caso di Google Chrome la procedura è questa: visitate questo sito Internet e fate clic su Install; confermate l’installazione con un clic su Continua e quindi sul pulsante Installa per completare la procedura che al termine vi presenterà una pagina di congratulazioni. Andate quindi su YouTube, alla pagina del video che volete scaricare; subito sotto la finestra di riproduzione noterete un nuovo pulsante, con l’etichetta Download. Basta un clic per visualizzare l’elenco dei formati supportati, tra cui potrete scegliere quello più adatto alle vostre necessità.
Bloccare le schede in Chrome e Firefox
Quasi tutti gli utenti Internet hanno un piccolo gruppo di siti che visitano più volte al giorno, per esempio per controllare la presenza di nuovi messaggi di posta elettronica (se utilizzano un servizio basato sul Web, come Gmail) oppure per mantenersi aggiornati sulle ultime notizie. Il browser Chrome di Google permette di mantenere questi siti a portata di clic, in modo da potervi accedere con la massima rapidità ma senza occupare troppo spazio all’interno dell’interfaccia utente. Ecco come si deve procedere. Aprite una pagina che consultate regolarmente, fate quindi clic destro sulla linguetta della relativa scheda e selezionate la funzione Blocca scheda nel menu contestuale.
La scheda si sposterà all’estremità sinistra dalla finestra e assumerà una dimensione ridotta. Ripetete la procedura per tutte le pagine che volete mantenere sempre a disposizione. Le schede bloccate in questo modo rimarranno memorizzate e saranno quindi subito disponibili all’avvio del browser. Anche in Firefox si può ottenere un risultato simile: dopo aver caricato la pagina che volete bloccare, fate clic destro sulla scheda e selezionate nel menu contestuale la voce Blocca come Scheda applicazione. Alcune estensioni permettono di migliorare l’usabilità di questa funzione: le schede bloccate vengono usate per mostrare sempre le stesse pagine e quindi i comandi di navigazione tradizionali non servono. Si può guadagnare spazio nascondendo l’interfaccia utente di navigazione quando è visualizzata una scheda bloccata: aprite la pagina delle estensioni, per esempio con la combinazione di tasti Ctrl+Maiusc+A e cercate Simply Pinned utilizzando il campo di ricerca in alto a destra.
Arriva Chrome per Android
Google annuncia la versione beta del browser Chrome per il sistema operativo mobile Android che ad oggi detiene una quota del 50% del mercato degli smartphone. Chrome per Android però funziona solo con Ice Cream Sandwich, l’ultima versione di Android, e questo ne limita la diffusione, visto che sono ancora pochi i terminali compatibili con Android 4.0. Come già per la versione desktop Google ha privilegiato nello sviluppo del browser la velocità e semplicità d’uso, e incorpora anche funzioni di sincronizzazione e di memorizzazione dei login sui vari dispositivi . La beta è scaricabile dall’Android Market in diverse lingue.
Firefox è il browser più usato in Europa
Storico sorpasso della “volpe” ai danni dell’eterno rivale Internet Explorer nel mese di dicembre. Read more
Flock integra i social network
Flock è un browser specializzato. I servizi di social networking (Flickr, Facebook, YouTube, Blog e cosi via) spesso offrono la possibilità di interagire col mondo esterno sfruttando il linguaggio Xml. Flock è un browser – sviluppato a partire dal codice di Chrome – che permette di integrare i servizi di social networking che offrono queste interfacce.
La reale velocità dei browser
La velocità di visualizzazione di una pagina web è influenzata principalmente da due fattori: l’efficienza dell’interprete che scandisce ed esegue il codice Html e il motore che gestisce le connessioni alla Rete, necessarie per recuperare le varie parti che compongono la pagina. Read more
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Il browser di Google chiude l’anno in bellezza. Nel mese di dicembre, infatti, si aggiudica il terzo posto nella classifica dei browser più gettonati del mondo a spese del navigatore di Apple. Il tutto a soli sedici mesi dal suo debutto in società. Read more
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È disponibile la versione beta del browser Chrome per il sistema operativo Mac OS X e per Linux. Google ha anche rilasciato le estensioni per Chrome, per ora limitatamente all’ambiente Windows e Linux. Read more
Acer scommette su Chrome OS
Saranno del produttore taiwanese i primi netbook con il sistema operativo Google, almeno stando a indiscrezioni pubblicate da DigiTimes che ipotizza il rilascio del primo modello con Chrome OS pre-installato per la seconda metà del 2010. Read more
Google rivela i numeri di Chrome e annuncia la nuova beta
Esce una nuova beta per Chrome , il browser firmato Google, che ha ormai raggiunto i 30 milioni di utilizzatori nel mondo. La versione appena annunciata, Chrome 4, disponibile per Windows Vista, Xp SP2+, include una funzione che molti navigatori desideravano da tempo: la possibilità di tenere aggiornati e sincronizzati i propri bookmark sui vari computer che in uso a casa, in ufficio, in viaggio, senza dover inserirli manualmente ogni volta che si cambia computer.Attivando la funzione Bookmark Sync ogni cambiamento viene registrato e riportato sui computer sincronizzati.Oltre a ciò la beta 4 di Chrome introduce miglioramenti anche nella velocità di visualizzazione degli elementi delle pagine web, rispetto alla versioni precedenti del browser.
Ma a destare l’attenzione è il fatto che Google ha reso pubblico per la prima volta, il dato relativo agli utilizzatori di Chrome, 30 milioni. Un numero che l’azienda considera un successo, visto che il browser è stato lanciato solo un anno fa, e che è valso al team di sviluppo il Founders Award, un bonus in stock options, già precedentemente assegnato ai team di sviluppo di prodotti come Gmail, Google Maps, AdSense Content.A dire il vero la penetrazione di Chrome sul mercato non è stata così dilagante come lascia intendere Google: il browser detiene il 3,58% del market share, contro il 65% di Internet Explorer nelle sue varie versioni, e il 24% di Firefox, secondo i dati di NetApplications relativi ad ottobre 2009. Inoltre le ultime mosse di includere un plug-in per IE hanno sconcertato un po’ il mercato, e forse questa enfasi di Google su Chrome è anche un modo per rilanciare un prodotto che non ha portato nel mondo dei browser la rivoluzione che ci si aspettava.[kml_flashembed movie="http://www.youtube.com/v/l2cR30Q7WVk" width="425" height="350" wmode="transparent" /]
Google rilascia Chrome 3.0
A distanza di un paio di settimane dal primo compleanno, festeggiato il 2 settembre, Google dà in pasto agli utenti la terza release del suo browser.











