Come usare il task manager integrato di Google Chrome

23 Maggio 2014 di  

Il browser di Google ha iniziato a utilizzare processi separati per le pagine e per le estensioni molto prima di tutti i principali concorrenti; questa impostazione tende a richiedere più risorse, ma ha un vantaggio importantissimo: ogni processo rimane separato rispetto agli altri, a tutto vantaggio non solo delle prestazioni ma anche della stabilità complessiva del programma, che risente meno di eventuali crash o blocchi nel rendering delle singole pagine. Gli errori di programmazione negli script lato client, sempre più comuni nell’era del Web 2.0, possono infatti bloccare la visualizzazione o il corretto funzionamento di una pagina, oppure occupare molta più memoria del previsto. Gli strumenti offerti dal sistema operativo non sono di grandissimo aiuto in questi casi: se si apre la Gestione attività di Windows, nella scheda Processi, si può notare un elenco di processi tutti denominati chrome.exe, che mostrano la memoria usata ma non specificano in nessun modo quali pagine o componenti stiano gestendo. Pochi sanno, però, che Chrome offre alcuni tool diagnostici molto evoluti, che permettono di ottenere moltissime informazioni preziose: il primo è la pagina About memory, che può essere aperta scrivendo chrome://memory-redirect/ nella casella degli indirizzi. Questa pagina mostra informazioni sulla memoria utilizzata complessivamente da Chrome, e dettagli su ciascuno dei processi aperti; con queste informazioni è semplicissimo individuare la pagina o l’estensione responsabile del consumo di memoria. Molto interessante è anche il Task manager di Google Chrome, una finestra di informazioni simile alla Gestione attività di Windows, che può essere richiamata con la combinazione di tasti Maiusc+Esc, oppure facendo clic destro in una zona vuota della barra del titolo e selezionando Task Manager nel menu contestuale.

Applicazioni 3

Chrome: interagire con i collegamenti

28 Marzo 2014 di  

Chi cerca in un browser la massima possibilità di personalizzazione si rivolge di solito a Firefox, ma i tempi stanno cambiando come dimostrano alcune estensioni esclusive per Chrome, la cui assenza si fa sentire nel browser della Mozilla Foundation: è per esempio il caso di LinkClump, un add-on che permette di agire sui collegamenti presenti in ogni pagina Web. Per installare l’estensione, il procedimento è il solito: visitate il Chrome Web Store, inserite linkclump nella casella di ricerca e fate clic sul pulsante Aggiungi. Una volta completata l’installazione, richiamate la pagina di gestione delle estensioni (pulsante menu, quindi Strumenti/Estensioni), individuate LinkClump e fate clic sul collegamento Opzioni. L’estensione permette di definire diverse modalità d’uso, chiamate Actions, a seconda della combinazione di tasti utilizzata: per default è impostata una sola azione, richiamabile tenendo premuto il tasto destro.

Quando si compie quest’azione viene mostrato un rettangolo di selezione, con una piccola cifra nell’angolo superiore sinistro, che corrisponde al numero di collegamenti selezionati. L’azione di default apre i link in schede separate: basta trascinare il rettangolo e includere uno o più collegamenti per aprirli in nuove schede. Dalla pagina di configurazione, dicevamo, si possono impostare altre azioni: basta fare clic su Add Action, impostare una Optional Key (per differenziare tra loro le varie azioni configurate) e selezionare l’azione da compiere: i link selezionati possono essere aperti in una nuova finestra, in una nuova scheda, copiati negli appunti oppure aggiunti ai Segnalibri. Si possono anche impostare alcune opzioni avanzate, che permettono per esempio di escludere i collegamenti che abbiano al loro interno parole specifiche, oppure attivare la funzione Smart select, che cerca di isolare i collegamenti importanti ed escludere invece i link di servizio, come quelli di navigazione tra le pagine.

Internet 1

Pausa e Riprendi per i video di YouTube

14 Marzo 2014 di  

YouTube è un servizio in continua crescita: nato come contenitore per video amatoriali, è divenuto nel corso del tempo un vero e proprio portale video generalista, che affianca alle riprese amatoriali anche video musicali ufficiali, riprese di concerti, clip o intere trasmissioni messe in rete direttamente dalle reti televisive che le hanno prodotte. Numerosi sono anche i contenuti originali di qualità, realizzati da professionisti. I video disponibili sono così tanti e così vari che spesso ci si imbatte in un filmato interessante senza avere però il tempo di vederlo tutto: per questo motivo sono nate molte estensioni che permettono di salvare la posizione raggiunta all’interno di un filmato in modo da poter riprendere poi la visione da dove era stata interrotta.

Una delle implementazioni migliori di questa funzione è quella offerta da VideoResumer per Chrome: al contrario della maggior parte dei concorrenti, infatti, con Video­Resumer non è neppure necessario mettere in pausa il video che si sta guardando, né tantomeno aggiungere a mano un segnalibro che indichi la posizione da cui ripartire. L’estensione lavora senza farsi notare, in maniera automatica: perfino se si chiude la pagina durante la riproduzione di un video, alla riapertura (anche se nel frattempo il browser è stato chiuso e il Pc riavviato) la visione ripartirà automaticamente dal punto giusto. Questa estrema semplicità potrebbe sembrare limitante, perché in alcuni casi si vorrebbe invece ricominciare la riproduzione da capo: per riuscirci basta però modificare la posizione del cursore trascinandolo all’inizio del filmato.

3.Internet 2

Modificare le proprietà di navigazione in un sito con Chrome

28 Febbraio 2014 di  

I browser moderni offrono ampie possibilità di personalizzazione, anche se la maggior parte degli utenti non le utilizza mai: di solito ci si limita ad avviare il programma, digitare l’indirizzo e navigare tra le pagine Web, senza preoccuparsi di altro.

Chi usa Chrome può intervenire su alcune opzioni che gli altri browser principali non offrono. Il software di Google, infatti, consente di personalizzare, globalmente oppure sito per sito, alcune modalità di navigazione tramite un’interfaccia comoda e semplice da utilizzare. Le opzioni sono facilissime da raggiungere, quando se ne conosce l’esistenza. La modalità di accesso infatti non è né evidente né particolarmente intuitiva: bisogna fare clic sull’icona che compare all’estremità sinistra della barra dell’indirizzo, in modo da far comparire il menu pop-up che permette di modificarle.

In questo menu si trovano due schede: la prima, che per default compare in primo piano, permette di accedere alle opzioni di personalizzazione. Qui si  può richiedere, ad esempio, il blocco della visualizzazione delle immagini, dei pop-up, degli script della pagina e molto altro ancora. Le impostazioni predefinite funzionano in genere molto bene, ma in alcuni casi la possibilità di personalizzare il comportamento del browser può essere molto utile: se si visita un sito utile ma programmato male, ad esempio, si può disabilitare l’esecuzione degli script per evitare blocchi del browser, mentre in alcuni casi è necessario abilitare i pop-up (che di default invece sono bloccati) per poter usufruire di tutti i servizi offerti da una specifica pagina.

Questa scheda offre anche alcuni dati sul numero di cookie impostati dal sito stesso e dagli eventuali servizi di terze parti, e un un clic sul collegamento Mostra cookie e dati dei siti apre una finestra di dialogo che permette di modificare il comportamento del browser con i coo­kie utilizzati dal sito corrente. Molto interessanti sono poi i contenuti della seconda scheda del menu, chiamata Connessione: in questa sezione Chrome raccoglie tutti i dati più importanti sul sito Web, tra cui l’identità e l’uso di eventuali protocolli di crittografia, informazioni molto importanti specie nel caso dei siti di commercio elettronico.

2.Applicazioni 3

Eliminare plug-in e toolbar dal browser

11 Gennaio 2014 di  

Basta un attimo di disattenzione, quando si naviga su Internet oppure si installa un nuovo software, per ritrovarsi con una toolbar – quasi sempre poco o per nulla utile – installata all’interno del proprio browser. Queste toolbar rappresentano un’importante fonte di reddito per gli sviluppatori di software gratuito: proprio per questo motivo accade molto spesso che, durante l’installazione di un software di qualsiasi genere, venga proposto anche lo scaricamento e l’installazione di una toolbar del tutto indipendente.

Le toolbar hanno la fastidiosa tendenza a modificare anche le impostazioni relative ai motori di ricerca e fanno tutto il possibile per evitare di essere disinstallate, a volte mettendo in campo tattiche tipiche dei malware. Spesso, per esempio, non aggiungono una voce di disinstallazione al tradizionale elenco dei programmi installati (raggiungibile da Pannello di controllo/Programmi/Disinstalla un programma). Anche per questo motivo, le ultime versioni di molti browser integrano una pagina o una finestra di configurazione che elenca in modo chiaro tutti gli add-on installati e consente di rimuoverli (o, per lo meno, di disabilitarli). Internet Explorer, per esempio, nella versione 9 offre una finestra di configurazione completa e funzionale, raggiungibile facendo clic sul pulsante Strumenti (la ruota dentata all’estrema destra della barra dell’indirizzo) e selezionando la voce Gestione componenti aggiuntivi. Esiste però una semplice utility gratuita che permette di gestire da un’unica finestra le estensioni di tutti i principali browser (Internet Explorer, Firefox e Chrome) senza dover cercare le relative funzioni nelle diverse interfacce. Si tratta di Toolbar Cleaner, che può essere scaricata dal sito www.toolbarcleaner.com. Il programma ha una struttura estremamente semplice e chiara: la scheda Browsers mostra l’elenco delle toolbar installate in tutti i browser e permette di eliminarle selettivamente, mentre la scheda Windows Startup consente di visualizzare e gestire i programmi che si avviano automaticamente insieme al sistema operativo.

Internet 03 copia

Chrome OS su chiavetta Usb

8 Gennaio 2014 di  

Il sistema operativo cloud oriented di Google è stato circondato da grande curiosità nei primi mesi dopo il suo annuncio, ma poi l’attenzione del pubblico si è spostata verso altre novità. Ed è un vero peccato, perché si tratta di un ambiente di lavoro molto interessante, specialmente per chi si trova spesso fuori casa e non porta sempre con sé un computer. Chrome OS, infatti, è totalmente basato sul cloud, e può essere installato senza troppi problemi su una semplice chiavetta Usb: usandola come dispositivo di boot sarà possibile trasformare qualunque computer nel “proprio” Pc, completo di tutte le applicazioni (basate sul Web), le impostazioni e i file personali. La versione ufficiale di Chrome OS è utilizzabile solamente in abbinamento ad hardware dedicato (i cosiddetti chromebook) ma il progetto è open source ed è basato su Linux; può quindi essere facilmente adattato a girare con un hardware generico. Nonostante questo, il set di componenti e periferiche per cui viene sviluppato Chrome OS è piuttosto ristretto, e non bisogna quindi stupirsi se con una particolare configurazione non funzionasse tutto alla perfezione.

Per poter toccare con mano il sistema operativo bisogna rivolgersi al progetto Chromium OS (http://chromeos.hexxeh.net), che mette a disposizione nightly build aggiornate quasi quotidianamente, sia sotto forma di macchine virtuali preimpostate (per ambienti VMware o VirtualBox) sia come installer per chiavette Usb. Serve poi l’utility Windows Image Writer, scaricabile gratuitamente all’indirizzo https://launchpad.net/win32-image-writer (fate attenzione a scaricare il file binary e non l’archivio contenente i sorgenti) e una chiavetta da almeno 4 Gbyte.

Dopo aver completato i download (l’immagine di Chrome OS occupa circa 300 Mbyte; non sempre la velocità di scaricamento è elevatissima) scompattate i due archivi Zip contenenti l’utility Image Writer e il file .Img di Chrome OS. Collegate al Pc la chiavetta Usb di destinazione e avviate l’utility Win32DiskImager.exe. Nel campo Image File indicate la posizione del file immagine del sistema operativo e nella casella a discesa Device selezionate la lettera di unità corrispondente al pen drive. Fate quindi clic sul pulsante Write e aspettate il completamento della scrittura.

Non vi resta che riavviare il computer, dopo aver controllato che l’unità Usb abia la massima priorità al momento del boot. Al primo avvio, Chrome OS mostra una schermata di configurazione che permette di indicare la lingua del sistema e il layout della tastiera; dopo averla impostata la prima volta si raggiunge direttamente la schermata di login, in cui bisogna inserire le credenziali Google. Chrome OS è un sistema operativo online: le applicazioni e i servizi sono quindi basati sul Web, mentre documenti e file vengono memorizzati sul cloud.

Sistermi Operativi 04

Salvare le pagine Web nel cloud con Chrome

23 Ottobre 2013 di  

I servizi cloud come Dropbox, Microsoft SkyDrive o Google Drive sono ideali per avere sempre a disposizione i documenti e le informazioni a cui si accede più spesso, oppure quelle che  dovranno essere consultate entro breve. Ma se si vuole memorizzare in remoto una pagina Web bisogna compiere un giro lungo e complesso: occorre salvarla in locale, spostare il relativo file nella cartella condivisa e quindi attendere il completamento della sincronizzazione. Le pagine salvate, inoltre, includono quasi sempre banner, box e altri elementi dell’interfaccia di navigazione che occupano inutilmente spazio quando si memorizzano le informazioni in locale. Per rendere più efficiente tutto il procedimento, chi utilizza Chrome può scaricare l’estensione CleanSave (http://tinyurl.com/cleansave) che consente di visualizzare l’anteprima della pagina da salvare e di eliminare i contenuti non rilevanti. Questo permette di ottenere file più leggeri e facili da stampare, che possono essere salvarli direttamente in remoto (su Dropbox, Google Drive e Box.net) su richiesta anche in formato Pdf.

Dopo aver installato l’estensione in Chrome, per usarla basta visitare la pagina che si vuole salvare e fare clic sul pulsante con l’icona a forma di nuvola che sarà stata aggiunta alla barra degli strumenti del browser. CleanSave offre un’interfaccia ricca di funzioni ma semplice da utilizzare, che consente di personalizzare il contenuto del file salvato: muovendosi con il mouse sui contenuti della pagina vengono evidenziati i diversi elementi; con un clic si elimina il brano selezionato, semplificando il layout e mantenendo soltanto le informazioni rilevanti. Si può anche modificare la dimensione dei caratteri oppure eliminare con un clic tutte le immagini inserite nel documento: gli altri pulsanti della barra laterale sono dedicati invece all’output del documento, che può essere stampato, salvato in vari formati, inviato via posta elettronica  oppure memorizzato su un servizio di cloud storage.

Internet 3

Comandi per navigare in Chrome

23 Settembre 2013 di  

La navigazione sui siti Web è basata ormai da moltissimi anni sul mouse: soltanto pochi pionieri ricordano ancora i browser testuali (come Linx) utilizzabili dai terminali a riga di comando. Le pagine Web sono però sempre più ricche di contenuti, tanto da rendere spesso difficile individuare il brano, il collegamento o l’immagine cercata. Proprio per questo motivo tutti i browser offrono funzioni di ricerca all’interno della pagina aperta, associate alla scorciatoia da tastiera Ctrl+F. Grazie all’estensione Gleebox, però, Google Chrome può andare oltre, implementando un sistema di ricerca e interazione tramite tastiera che in alcuni frangenti è più rapido e comodo rispetto alla classica navigazione via mouse, o comunque può rappresentare un utile complemento. Questo plug-in aggiunge a Chrome un motore di ricerca che permette di analizzare non soltanto il testo della pagina ma anche la sua struttura, evidenziando per esempio i titoli e permettendo di muoversi rapidamente tra un collegamento e l’altro. Premendo il tasto G si apre la casella di input, in cui è possibile digitare del testo normale (che verrà ricercato all’interno della pagina), oppure un comando. Le istruzioni riconosciute sono molte, e molto potenti: si può interrogare direttamente un motore di ricerca, condividere la pagina corrente su Facebook oppure inviarla via mail, avviare o mettere in pausa la riproduzione di un video su YouTube e molto altro ancora. Per avere un’idea della varietà di comandi supportati si può visitare la pagina http://thegleebox.com/manual.html.

Internet 02 copia

Collusion per Firefox e per Google Chrome

4 Marzo 2013 di  

Ai primordi del Web, quando si inseriva un indirizzo nel browser veniva scaricato un file Html dal server remoto e poi, nel caso più complesso, ulteriori connessioni avviavano il download delle immagini eventualmente inserite all’interno del documento. Le cose sono oggi molto cambiate: quasi tutte le pagine visualizzate sono costituite da informazioni provenienti da molti indirizzi diversi. All’interno delle pagine si trovano elementi multimediali e plug-in di ogni genere, informazioni invisibili che consentono di profilare l’utente a fini statistici e molto altro ancora.

Questo sviluppo della tecnologia è stato al centro dell’attenzione negli ultimi tempi, per le importanti ripercussioni sulla privacy e sulla sicurezza. Le ultime versioni dei principali browser hanno migliorato la protezione contro gli attacchi cross site scripting (iniezione di codice malevolo all’interno di pagine legittime), ma il problema della profilazione degli utenti è ancora in gran parte aperto: ciascun server coinvolto nella formazione della pagina Web, in teoria, può recuperare moltissime informazioni sull’utente e sui suoi comportamenti.

Per analizzare le chiamate remote effettuate durante il caricamento di una pagina, si può utilizzare l’estensione Collusion, disponibile sia per Firefox sia per Chrome. In entrambi i casi, basta visitare il sito ufficiale (Mozilla Addons o Chrome Web Store) e inserire la keyword Collusion nel motore di ricerca. Dopo aver completato l’installazione, quando si visita una pagina Web si può fare clic sul piccolo pulsante Display Collusion Diagram (all’estrema destra della barra di stato, in Firefox): si aprirà un grafico ricco di informazioni che permette di analizzare la sequenza delle chiamate. Oltre che per difendere la propria privacy, Collusion può essere utilizzata anche dagli sviluppatori Web, per analizzare le connessioni e individuare eventuali problemi nelle pagine più complesse.

Promemoria geolocalizzati con Google Chrome

1 Marzo 2013 di  

L’hardware integrato nella maggior parte dei dispositivi informatici (smartphone, tablet e Pc portatili) permette di creare applicazioni sempre più intelligenti e utili: è il caso, per esempio, delle funzioni di promemoria collegate a una posizione geografica specifica. Si possono quindi legare gli eventi soltanto a un determinato luogo: lo smartphone ricorda di dover effettuare una telefonata soltanto quando si arriva al lavoro, oppure di acquistare il latte se si passa vicino al negozio.

I device mobili sfruttano la localizzazione geografica tramite Gps, ma soltanto pochi Pc portatili integrano l’hardware necessario: i notebook possono però raggiungere comunque una buona precisione sfruttando le informazioni relative alle reti WiFi presenti nella zona. Proprio su queste informazioni si basa Geo Notepad, una curiosa e originale estensione di Google Chrome dedicata alla gestione dei promemoria e delle note.

Il software si installa visitando il Chrome Web Store; basta inserire la chiave di ricerca Geo Notepad per individuare l’estensione. Fate quindi clic sul pulsante blu Aggiungi per installarlo nel sistema: dopo aver completato lo scaricamento, il software sarà subito pronto all’uso. Geo Notepad rimane attivo in pemanenza, per poter notificare all’utente eventuali promemoria; Chrome aggiunge all’Area di notifica un’icona tramite la quale si possono verificare (e chiudere, se necessario) le applicazioni Web eseguite in secondo piano. Per accedere all’applicazione basta fare clic sull’immagine aggiunta alla pagina iniziale di Chrome, oppure sull’icona presente nella tray area e selezionare la voce Geo Notepad nel menu contestuale. Il primo passo è specificare la posizione geografica di tutti i luoghi frequentati più spesso: casa, ufficio, e tutti gli altri posti in cui si lavora con il proprio Pc. Poiché il posizionamento tramite rete WiFi non è sempre precisissimo, è opportuno creare una nuova Location quando ci si trova fisicamente sul posto.

ChromeBook Pixel, il notebook dai pixel invisibili

22 Febbraio 2013 di  

Google annuncia solo per i mercati angolosassoni (Uk e Stati Uniti) una versione completamente nuova del suo ChromeBook, il portatile basato su Chrome e progettato per funzionare solo nel web e svolgere le attività più classiche: dalla consultazione della posta elettronica, al file sharing di documenti, alla chat via Hangout.

I risultati in questi mesi non sono  mancati, visto che diversi produttori hanno proposto sul mercato le loro versioni del ChromeBook, da Samsung ad Acer e Lenovo e il portatile Google oggi rappresenta il 10% delle vendite di notebook della catena di negozi di elettornica Curry PC World, la più grande in UK.

Oggi Google presenta la versione migliorata di questo notebook, il ChromeBook Pixel che continua la filosofia minimalista del suo predecessore (quella di rendere praticamente invisibile il browser all’utente) applicando lo stesso concetto ai pixel. Lo schermo del nuovo Chrome Book ha secondo Google la più elevata densità di pixel (239 per pollici) di qualsiasi altro laptop si trovi sul mercato: con un totale di 4,3 milioni di pixel il display offre colori vividi e angoli di visualizzazione molto ampi.

Il portatile è stato ingegnerizzato con i migliori componenti e i corpo è fatto di alluminio anodizzato. le ventole sono nascoste e il tochpad è stato realizzato con un materiale in vetro resina. Chromebook Pixel dispone anche di una web cam a 720p e di tre microfoni. Il portatile funziona con Lte e include un processore Intel Core i5 e una moemoria flash allo stato solido. Naturalmente supporta Google Drive per salvare nel cloud foto, video e documenti e integra tutti prodotti servizi Google, da Gmail. YouTube a Google+Hangouts. Da oggi lo si può acquistare da Google Play ma solo negli Stati Uniti e in Uk e presto sarà in vendita anche nei negozi BestBuy. I prezzi vanno da 1299 dollari per la versione Wi-Fi a 1449 dollari per quella Lte che però arriverà solo in aprile.

A quando in Italia? Difficile dirlo, ma se è vero che Google intende aprire una serie di negozi monomarca in tutto il mondo, sulla falsa riga di Apple e Microsoft, questo sarà sicuramente uno dei prodotti deputati a stare sugli scaffali di un ipotetico Google Store.

Google Chrome: ricerche a portata di clic

10 Dicembre 2012 di  

I motori di ricerca sono il cuore del Web, ma raggiungere le informazioni cercate può essere lungo e complicato: bisogna aprire una nuova scheda, digitare l’indirizzo del motore che si vuole usare e quindi scrivere il termine o la frase da utilizzare come chiave. Molto spesso, però, il termine da ricercare è già presente nella pagina che si sta leggendo: per questo, i browser moderni permettono da tempo di selezionare un frammento di testo con il mouse e inviarlo direttamente al motore di ricerca predefinito, di solito tramite una voce del menu contestuale. Non sempre, però si desidera lanciare la ricerca proprio sul motore di default: nel caso di un indirizzo, ad esempio, di solito si vuole usare un servizio come Google Maps, per un personaggio storico la scelta migliore è probabilmente Wikipedia, mentre i termini stranieri sono i candidati ideali per la verifica con un dizionario online.

L’estensione Context Menu Search, per Google Chrome, permette di scegliere al volo il motore su cui lanciare una ricerca basata sul testo selezionato all’interno della pagina Web corrente. L’add-in offre una notevole varietà di servizi di ricerca preconfigurati, ma è possibile aggiungerne altri a piacere. Questa possibilità è particolarmente utile per gli utenti italiani, perché i servizi già impostati sono prevalentemente in inglese. Ecco come inserire nel menu di Context Menu Search, per esempio, la versione italiana di Wikipedia. Aprite in Chrome la pagina delle estensioni facendo clic sul pulsante Chiave inglese a fianco della barra degli indirizzi e selezionando poi Strumenti/Estensioni nel menu. Fate quindi clic sul collegamento Opzioni, sotto il nome dell’estensione Context Menu Search. La pagina Add Search Engines permette di scegliere tra i motori di ricerca preimpostati, oppure di aggiungerne di nuovi: inserite Wikipedia IT nel campo Display Name e it.wikipedia.org/wiki/%s come Link; quando richiamerete il motore di ricerca tramite l’estensione, il pattern %s sarà sostituito con il testo selezionato. Confermate con Add new option e chiudete la scheda per iniziare a usare il nuovo motore di ricerca contestuale.

Navigare in incognito con Chrome

17 Agosto 2012 di  

Il browser targato Google è stato tra i primi a offrire una modalità di navigazione anonima che permette di visitare qualunque sito senza inviare informazioni personali e, soprattutto, senza registrare in locale nessuna informazione sulla navigazione effettuata. Questa funzione è utile, tra l’altro, quando ci si trova a utilizzare il browser su un computer accessibile anche ad altri utenti, per evitare che le proprie scorribande in Rete lascino tracce facilmente visibili. Basta un attimo di distrazione, però, per ricordarsi dell’opportunità di attivare la navigazione in incognito quando ormai è troppo tardi e il sito è già in fase di caricamento. L’estensione Ghost Incognito aiuta a prevenire il rischio, dato che permette di specificare una serie di domini e siti Web ai quali verrà applicata automaticamente questa modalità di navigazione.

Per scaricarla, raggiungete il Chrome Web store e scrivete Ghost Incognito nel campo di ricerca. Fate clic su Aggiungi e confermate selezionando Installa. L’estensione inserirà a destra della barra dell’indirizzo un pulsante con l’icona di un fantasma; quando vi troverete su un sito che desiderate visitare sempre in incognito non dovrete fare altro che cliccarlo: tutte le visite successive utilizzeranno la modalità anonima. Per eliminare invece un dominio dalla lista bisogna permettere all’estensione di funzionare in modalità Incognito, selezionando Strumenti/ Estensioni e spuntando la casella relativa. In alternativa si può anche svuotare l’intero elenco (che naturalmente è memorizzato in forma leggibile solo dall’estensione stessa) tramite una finestra di configurazione raggiungibile con un clic sul collegamento Opzioni, sempre presente nella stessa pagina delle Estensioni.

Fermare il caricamento dei siti in Chrome

13 Luglio 2012 di  

Quando ci si collega a un sito Web capita fin troppo spesso che qualche download rimanga fermo, facendo in modo che il browser non possa considerare conclusa la ricezione: ogni pagina, infatti, è costituita da molti elementi, che in alcuni casi risiedono su server diversi. Questo può essere un fastidio lieve (rimangono visibili gli elementi dell’interfaccia che si riferiscono alla fase di download) ma può anche impedire l’uso della porzione già scaricata, in particolare nelle pagine che utilizzano script client side che si attivano al termine del download.

Per ovviare a questo problema, oppure semplicemente per verificare quanta parte di una specifica pagina venga scaricata entro un intervallo di tempo considerato accettabile (molti esperti ritengono che dieci secondi rappresentino il limite massimo), se usate Google Chrome potete scaricare una semplicissima estensione che si occupa proprio di fermare le pagine ancora in download dopo un tempo prestabilito. Stop Load è disponibile nel Web store di Google Chrome; potete quindi installarla con un clic sul pulsante (in alto a destra nell’interfaccia del browser) che ha come icona una chiave inglese e selezionando Strumenti/Estensioni. Fate poi clic sul collegamento sfogliare la galleria e inserite Stop Load nel campo di ricerca. Avviate il download con un clic su Aggiungi, confermando poi la successiva finestra di dialogo con Installa.

A questo punto selezionate di nuovo Strumenti/Estensioni, in modo da visualizzare la pagina di riepilogo delle estensioni installate. Con un clic sul collegamento Opzioni, sotto il nome dell’estensione Stop Load, potrete raggiungere la pagina di configurazione. L’unico valore impostabile riguarda il tempo d’attesa prima dell’arresto automatico dello scaricamento.

Google Chrome arriva su iPhone e iPad

29 Giugno 2012 di  

Tra le novità della I/O O Conference in corso a San Francisco c’è la disponibilità di Google Chrome sulla piattaforma IOS: è stata infatti rilasciata la App per iPhone e iPad sia del browser Google sia del servizio cloud Google Drive  che peraltro viene ora  integrato anche nel browser Chrome.

Nell’annunciare questi miglioramenti Google ha reso noti anche i numeri relativi a questi servizi: Google Drive è utilizzato già da 10 milioni di utenti, il browser Chrome nell’ultimo anno è andato al raddoppio passando da 160 milioni a 310 milioni di utenti attivi, mentre Gmail oggi conta su oltre 425 milioni di utilizzatori nel mondo.

Il sorpasso di Chrome su Internet Explorer

21 Maggio 2012 di  

Cresce la popolarità del browser di Google e stando alle ultime rilevazioni di StatCounter, la società che registra settimanalmente l’indice di utilizzo dei software di navigazione web, nella settimana dal 14 al 20 maggio Chrome avrebbe superato Internet Explorer (32,76% contro 31, 94%) almeno durante i weekend.

È un segnale indicativo perché vuol dire che quando le persone sono a casa e possono liberamente scegliere con quale software collegarsi a Internet, la preferenza cade su Chrome. Questo vale soprattutto nel confronto con le versioni più vecchie di Explorer, la 7 e la 8, mentre per IE 9 la tendenza sembra un po’ invertirsi e la nuova release di IE comincia a ottenere consensi anche tra l’utenza consumer e non solo tra quella aziendale.

Non è la prima volta che Chrome supera Explorer: a marzo il programma  di casa Google era stato il numero uno a livello mondiale, anche se solo per un giorno, posizionandosi come il browser più utilizzato anche in paesi come India, Russia e Brasile. Da tempi inoltre Google Chrome è stabile al secondo posto in paesi come Germania, Usa e Stati Uniti, seguito da Firefox, Safari e Opera.

L’indice GlobalStats StatCounter si basa su oltre 15 miliardi di pagine viste al mese (per la precisione 4 miliardi  di page view dagli Usa e 800 milioni dagli Uk) e sul monitoraggio di un network di oltre 3 milioni di siti in tutto il mondo. La società fornisce anche servizi di analisi gratuita del traffico web.

Quanto sono robuste le mie password?

7 Maggio 2012 di  

I servizi online crescono in numero e utilità ogni giorno: oggi è possibile utilizzare il Web per eseguire operazioni bancarie, acquistare merci e servizi, accedere a documenti riservati relativi alla propria professione o addirittura richiedere certificati, bollette e molto altro ancora. L’accesso a tutti questi servizi è regolato da credenziali e password, un fastidio necessario che molti utenti cercano di limitare senza rendersi conto dei pericoli. Quasi nessuno, per esempio, segue la regola di buon senso che prevede password univoche per ciascun servizio: quando un accesso viene compromesso, la falla si apre anche in tutti quelli protetti dalla stessa parola chiave. Per evitare questo rischio si può utilizzare un software come l’eccellente LastPass (scaricabile da questo sito Web), che integra anche strumenti di auditing utili per risolvere problemi simili. Il software s’installa come estensione del browser per Internet Explorer, Firefox e Chrome; sul sito del produttore si trova un installer universale, che permette di semplificare il setup: avviate il programma, indicate il browser in cui installare l’estensione e create un nuovo account LastPass, inserendo un indirizzo di posta elettronica e una password.

Il passo che segue è quello cruciale: selezionando Yes, let me choose which items I want imported in LastPass (permettimi di scegliere gli elementi che voglio importare in LastPass) potrete importare le parole chiave già memorizzate nel browser, dopodiché vi basterà confermare le ultime impostazioni per terminare l’installazione. Al successivo avvio del browser effettuate il login in LastPass con le credenziali appena create; fate quindi clic sul pulsante LastPass e selezionate Strumenti/Controllo sicurezza.

Dopo aver analizzato i dati, il programma mostrerà le password duplicate e il livello di robustezza di ogni elemento; servirà quindi un po’ di pazienza, perché dovrete collegarvi a tutti i servizi più sensibili, o che il programma ritiene poco protetti, e andare nella sezione di gestione dell’account per modificare la password. Un sistema semplice per ottenere una password robusta è offerto dallo stesso LastPass, selezionando Strumenti/Genera Password Sicura.

Salvare in locale i video di YouTube

4 Maggio 2012 di  

YouTube è una fonte inesauribile di filmati utili, divertenti e istruttivi. Si possono trovare le esecuzioni di grandi musicisti, i momenti più belli di tantissimi film, ma anche inchieste, filmati di attualità e moltissimo altro ancora. Purtroppo YouTube non permette di scaricare i video in locale, opzione che invece sarebbe molto comoda per poterli trasferire su un device portatile o per vederli anche quando non è disponibile un accesso a Internet. Esistono però svariate soluzioni che consentono di memorizzare permanentemente un video di YouTube. Molto semplici da usare sono le estensioni per i browser, come Fastest Tube, che è disponibile per Chrome, Opera, Safari, Firefox e Internet Explorer: questo semplice add-on aggiunge alle pagine di YouTube un menu a discesa in cui si può scegliere il formato e la risoluzione del video da scaricare

Nel caso di Google Chrome la procedura è questa: visitate questo sito Internet e fate clic su Install; confermate l’installazione con un clic su Continua e quindi sul pulsante Installa per completare la procedura che al termine vi presenterà una pagina di congratulazioni. Andate quindi su YouTube, alla pagina del video che volete scaricare; subito sotto la finestra di riproduzione noterete un nuovo pulsante, con l’etichetta Download. Basta un clic per visualizzare l’elenco dei formati supportati, tra cui potrete scegliere quello più adatto alle vostre necessità.

Bloccare le schede in Chrome e Firefox

19 Marzo 2012 di  

Quasi tutti gli utenti Internet hanno un piccolo gruppo di siti che visitano più volte al giorno, per esempio per controllare la presenza di nuovi messaggi di posta elettronica (se utilizzano un servizio basato sul Web, come Gmail) oppure per mantenersi aggiornati sulle ultime notizie. Il browser Chrome di Google permette di mantenere questi siti a portata di clic, in modo da potervi accedere con la massima rapidità ma senza occupare troppo spazio all’interno dell’interfaccia utente. Ecco come si deve procedere. Aprite una pagina che consultate regolarmente, fate quindi clic destro sulla linguetta della relativa scheda e selezionate la funzione Blocca scheda nel menu contestuale.

La scheda si sposterà all’estremità sinistra dalla finestra e assumerà una dimensione ridotta. Ripetete la procedura per tutte le pagine che volete mantenere sempre a disposizione. Le schede bloccate in questo modo rimarranno memorizzate e saranno quindi subito disponibili all’avvio del browser. Anche in Firefox si può ottenere un risultato simile: dopo aver caricato la pagina che volete bloccare, fate clic destro sulla scheda e selezionate nel menu contestuale la voce Blocca come Scheda applicazione. Alcune estensioni permettono di migliorare l’usabilità di questa funzione: le schede bloccate vengono usate per mostrare sempre le stesse pagine e quindi i comandi di navigazione tradizionali non servono. Si può guadagnare spazio nascondendo l’interfaccia utente di navigazione quando è visualizzata una scheda bloccata: aprite la pagina delle estensioni, per esempio con la combinazione di tasti Ctrl+Maiusc+A e cercate Simply Pinned utilizzando il campo di ricerca in alto a destra.

Arriva Chrome per Android

8 Febbraio 2012 di  

Google annuncia la versione beta del browser Chrome per il sistema operativo mobile Android che ad oggi detiene una quota del 50% del mercato degli smartphone. Chrome per Android però funziona solo con Ice Cream Sandwich, l’ultima versione di Android, e questo ne limita la diffusione, visto che sono ancora pochi i terminali compatibili con Android 4.0. Come già per la versione desktop Google ha privilegiato nello sviluppo del browser la velocità e semplicità d’uso, e incorpora anche funzioni di sincronizzazione e di memorizzazione dei login sui vari dispositivi . La beta è scaricabile dall’Android Market in diverse lingue.

Pagina Successiva »