Forse è la crisi o l’esigenza di risparmiare tempo, ma nel 2011 sono aumentate le aziende italiane che hanno sfruttato il canale Internet per acquistare materiali per l’ufficio, cancellaria, macchinari e strumenti di lavoro. In particolare è lo shopping via mobile a confermarsi un trend sempre più consolidato. A dirlo è l’ultimo Osservatorio eBay.it 2011 che ha evidenziato l’andamento dei consumi nell’anno appena conclusosi basandosi su un campione di 1059 intervistati. La principale novità emersa è stata proprio l’utilizzo di eBay.it non solo per acquisti personali ma per esigenze lavorative.
La categoria che ha subito la maggior crescita rispetto al 2010 risulta quella del Commercio e Industria e la relativa sezione del sito con l’offerta di cancelleria, forniture per l’ufficio, macchinari e strumenti di lavoro. Prodotti come scanner, fotocopiatrici, espositori e arredamenti per vetrine sono facilmente reperibili on line a prezzi più vantaggiosi. Anche se è la categoria consumer tech a generare i volumi di vendite più consistenti: un acquisto ogni 3 secondi; seguita da “Casa, Arredamento e Bricolage” con una vendita ogni 10 secondi e “Abbigliamento e Accessori” con un acquisto ogni 12 secondi.
eBay.it ha anche rivelato che l’anno scorso c’è stata una transazione via smartphone o tablet ogni 34 secondi: gli accessori per iPhone sono stati gli oggetti più acquistati via mobile e in generale anche nelle vendite Internet gli accessori per cellulari e Smartphone sono stati i più gettonati. Questi dati confermano anche il ruolo di eBay come piattaforma globale di e-commerce e non più solo sito di aste on line: oltre il 90% delle inserzioni riguardano oggetti nuovi, in vendita a prezzo fisso. Tanto per dare un’idea dei volumi di affari nel 2011 sono stati venduti su eBay.it oltre 379mila cellulari, oltre 215mila paia di scarpe da donna e quasi 110mila piccoli elettrodomestici.
Guai in vista per il colosso delle aste on line, abituato a varcare le aule del tribunale più per cause di contraffazione che non per violazione di brevetti. Ma questa volta a chiedere un risarcimento danni di 3,8 miliardi di dollari è una società americana XPRT Venture LCC che sostiene che eBay abbia carpito informazioni riservate relative a un brevetto analogo a quello di PayPal, in fase di sviluppo presso XPRT Venture. Tali dati sarebbero poi stati utilizzati da eBay proprio nel brevetto di PayPal. Quando eBay nel 2003 avanzò una richiesta di brevetto per automatizzare i sistemi di pagamento relativi alle transazioni di e-commerce– racconta la Reuters che riporta oggi la notizia — fece finta di non sapere che XPRT aveva sviluppato un’analoga tecnologia. “Se già di per sé non è bello prendere la tecnologia sviluppata da qualcun altro, utilizzarla poi all’interno di un brevetto è decisamente troppo” commentano i vertici di XPRT. Da eBay non sono finora giunti commenti: di certo PayPal è stato un grosso successo che oggi rappresenta il 32% del giro d’affari di eBay, cioé una cifra pari a 2,8 miliardi di dollari, a fronte di un fatturato complessivo che per il 2009 è stato di 8,73 miliardi di dollari.
Research in Motion (RIM) annuncia la disponibilità dell’applicazione eBay per i suoi smartphone BlackBerry in altri sei paesi, tra cui: Australia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Italia. Read more
Il Tribunale di Parigi ha condannato il gigante delle aste on line a pagare un’ ulteriore multa di 1,7 milioni di euro nell’ambito della causa con gruppo LVMH. Read more
Ebay, dopo aver acquistato Skype per 2,6 miliardi di dollari 4 anni fa, rivende parte dell’azienda ora valutata 2,75 miliardi a un gruppo di investitori certi di poter incrementare la diffusione e il profitto del più vasto network Voip mondiale.
eBay aggiunge un nuova area di business alla storica attività di sito leader nelle aste on line e nella compravendita di prodotti a prezzo fisso.
La sezione Annunci sarà navigabile da tutti sul sito italiano a partire dal 10 Novembre e conterrà gli annunci locali postati gratuitamente dagli utenti relativi alla compra vendita di oggetti tra persone che abitano nella stessa città o regione.
Per l’occasione l’home page è stata completamente ridisegnata in funzione delle due nuove aree di consultazione del sito: eBay Classico dove si potrà continuare a fare acquisti con la modalità delle aste on line ed eBay Annunci che ospiterà un modo più diretto di concludere un acquisto on-line, basato sulla transazione personale e su base locale. 
eBay possiede già un sito dedicato agli annunci gratuiti, Kijiji, di cui esiste anche la versione italiana che fa più di due milioni di utenti unici al mese, per oltre 600.000 annunci attivi. Viene quindi spontaneo chiedersi se questa operazione porterà a un’integrazione di Kijiji all’interno di eBay, ma nelle intenzioni dell’azienda non è così. Come ha spiegato Wouter Haak, general manager eBay Classifieds in Italia, Francia, Belgio e Turchia, raggiunto telefonicamente da PC Professionale, i due siti continueranno ad esistere separatamente, anche se ci sarà una piena visibilità degli annunci pubblicati su Kijiji all’interno di eBay Annunci e viceversa. Le uniche aree che per il momento non saranno integrate sono le sezioni Auto e Case di Kijiji che non compariranno dentro eBay Annunci.
Il fine è chiaramente quello di aumentare il numero di visitatori alle due piattaforme e quindi il valore dei siti dal punto di vista degli investimenti pubblicitari.
La piattaforma tecnologica di e-commerce sarà la stessa sia per eBay Annunci che per eBay Classico, ma con un’importante differenza, tutto il sistema di feedback e garanzie legato alle transazioni delle aste non sarà importato nella sezione Annunci dove anche il pagamento avverrà tramite contatto diretto tra acquirente e venditore. “Abbiamo voluto introdurre un sistema più semplice e immediato di fare acquisti rispetto alle aste on line” ha detto Haak, con il vantaggio di un’unica piattaforma dove gli utenti possono trovare non solo prodotti, ma anche annunci di lavoro e offerte di servizi.
Accordo fatto per la cessione di Skype.
A comprare il servizio Voip è un gruppo di investitori guidato dalla società di private equity Silver Lake Partners, dal venture capitalist Andreessen Horowitz (la società del fondatore di Netscape) e da altri due investitori (Index Ventures e Canade Pension Plan). 
A questi andrà il 65% di Skype, valutato 2,75 miliardi di dollari. eBay riceverà in cash circa 1,9 miliardi di dollari al completamento dell’operazione, più una seconda tranche di 125 milioni di dollari e manterrà il controllo sul rimanente 35% della società. La transazione sarà conclusa nell’ultimo trimestre dell’anno.
John Danahoe, Ceo di eBay, nel commentare l’operazione, ha detto che questo accordo genererà nuovo valore sia per eBay che per Skype, che come società indipendente opererà sicuramente meglio di quanto non sia riuscita a fare insieme ad eBay, con cui le sinergie si sono rivelate pressoché nulle.
L’iniezione di denaro contante aiuterà sicuramente eBay a superare un momento difficile e a concentrarsi sui servizi di e-commerce e su PayPal.
Nell’ultimo anno fiscale, il 2008, Skype aveva generato un giro di affari pari a 551 milioni di dollari contro i 2,8 miliardi di dollari di eBay. A dispetto della popolarità del servizio, che conta oltre 400 milioni di utenti registrati in tutto il mondo, la redditività di Skype è sempre stata piuttosto bassa e di certo l’affiliazione ad eBay non è servita a generare nuovo valore. Ora si apre una nuova gestione.
Sembra destinata a concludersi a giorni l’infausta unione tra eBay e Skype, costata complessivamente qualcosa come 3 miliardi di dollari, e mai sfociata in una vera partnership operativa. eBay starebbe valutando di vendere la divisione Skype (già separata come ragione sociale circa un paio di mesi fa) a un gruppo di fondi di private equity e di venture capital tra cui spicca il nome di Marc Andreessen, fondatore di Netscape. La cifra richiesta da eBay, secondo il New York Times, sarebbe pari a 2 miliardi di dollari, meno di quanto la casa d’aste sborsò nel 2005 per acquistare Skype (2,5 miliardi di dollari) poi svalutata di 900 milioni di dollari.
Qualche mese fa, con l’annuncio della separazione societaria delle due aziende, eBay aveva anche anticipato che con l’inizio del nuovo anno, sarebbe stata fatta un’offerta pubblica di acquisto per Skype.
Evidentemente i tempi e le querelle giudiziarie in corso ( i fondatori di Skype Niklas Zennstrom e Janus Friis, rivendicano la proprietà della tecnologia peer-to-peer che sta dietro al servizio Voip) hanno indotto eBay a trovare presto un acquirente. I prossimi gironi ci diranno che fine farà Skype.
Non si tratta della solita crisi finanziaria. Skype è in piena salute, con i suoi 480 milioni di utenti a livello mondiale, e un trend commerciale positivo. Il problema riguarda una presunta violazione di copyright da parte di eBay. Read more
Si chiama shopping neutrale ed è un nuovo volto dell’e-commerce, a metà tra la versione tecnologica del baratto di antica memoria, lo scambio di oggetti di uguale valore, e il classico shopping on line.
A praticarlo su eBay.it, piattaforma di compra-vendita dell’usato per eccellenza, sono già 5.000 italiani che, di fronte alla crisi economica, hanno trovato un modo per risparmiare. 
Nove milioni hanno acquistato oggetti di seconda mano, sei milioni hanno regalato articoli dismessi e un milione ha scambiato oggetti di proprietà con altri di valore simile.
L’indagine condotta da Research International per conto di eBay.it su un campione rappresentativo di 400 utenti Internet, mostra che i “neutral shoppers” (così vengono chiamati in tutta Europa dove il fenomeno dilaga) vendono articoli relativi alle categorie di giocattoli, modellismo, abbigliamento e informatica e con i soldi guadagnati dalle vendite acquistano prodotti relativi alle medesime categorie ma anche alla casa e all’arredamento, ai gioielli e orologi.
L’abbigliamento è sicuramente la categoria più interessata a queste inedite forme di risparmio, attraverso forme di scambio (43%) e regalo (60%), vendita (20%) e acquisto (26%).
Anche i libri sono sempre più oggetti di scambio: eBay.it segnala oltre 240mila attività di scambio libri di valore uguale o superiore, così come la musica con oltre 330mila scambi di Cd e vinili. Gli articoli per la casa sono invece una risorsa alla quale attingere per la vendita (oltre 347 mila) e per fare regali (oltre un milione).
Nello shopping neutrale il canale principale rimane il contatto diretto tra le persone (71%), mentre quando si vendono oggetti di proprietà o si acquistano da altri, oltre il 40% si affida a una transazione Internet.
Le regioni più interessate dal fenomeno sono quelle del Nord Italia, con in testa la Lombardia, seguita da Emilia (3 posto) e Piemonte (5 posto). Al centro domina il Lazio (secondo posto) e la Toscana (4 posto). La prima regione del Sud è la Sicilia, (sesto posto) seguita da Campania e Puglia.
Il trend del risparmio attraverso le nuove forme di scambio è destinato a crescere, secondo la Research International: circa metà degli italiani infatti prevede in futuro di vendere oggetti di proprietà e di scambiare i propri con altri di uguale valore .
Diventa ancora più sicuro fare acquisti on line con PayPal. Per fidelizzare i clienti alla piattaforma di eBay.it (che, lo ricordiamo, detiene la proprietà di PayPal) è stata ampliata la copertura assicurativa contro le transazioni fraudolente o la merce non conforme alla descrizione.
Da oggi gli acquirenti che comprano su eBay.it pagando con PayPal sono protetti sull’intero valore dell’acquisto (costi di spedizione inclusi) per gli oggetti non ricevuti o non conformi alla descrizione, o nel caso di pagamenti fraudolenti.

Fino a ieri eBay.it offriva un programma di rimborso da 200 a 1000 euro nel caso di frodi o disguidi.
Il nuovo programma invece rimborsa l’intero valore del bene acquistato ma è limitato agli articoli di cui si può tracciare la spedizione, escludendo alcune categorie come eBay Motori, legata alla vendita di auto e moto, eBay RealEstate, legata alla vendita degli immobili.
Anche i venditori potranno avvalersi di una protezione estesa contro le perdite causate da reclami per pagamenti fraudolenti e oggetti non ricevuti, indipendentemente dal loro status di power seller. Infatti l sistemi di protezione acquirenti e venditori sono indipendenti tra loro e questo consente a PayPal di garantire copertura ad entrambi.
Oggi su eBay.it ci sono 5 milioni di utenti registrati, mentre il numero di conti aperti con PayPal in Italia è pari a 3 milioni. Oltre 200.000 siti nel mondo propongono PayPal come sistema di pagamento, di cui la metà sono in Europa. In Italia le destinazioni in cui si può pagare con PayPal sono 83.
Finisce così un matrimonio mai ben riuscito e che resterà nella storia di Internet come un esempio di grandi capitali investiti ma di sinergie mancate. ![]()
Skype diventerà una società separata, a comunicarlo è la stessa eBay che, senza specificare quando, farà un’offerta iniziale pubblica di acquisto (IPO) che sarà completata nella prima metà del 2010. Secondo il CEO di eBay, John Donahoe, Skype rappresenta un business dalle forti potenzialità ma con ben poche sinergie con eBay e PayPal e il fatto di poter operare da sola sul mercato le darà le risorse necessarie per crescere e competere in modo efficace nel settore del Voip e della video comunicazione, consentendo così ad eBay di concentrarsi meglio sulla sua vocazione originaria, quella dell’e-commerce e dei pagamenti on line con PayPal.
Che Skype non fosse stata un’acquisizione ben riuscita ce ne’eravamo accorti tutti: dei 2,6 miliardi di dollari spesi nel 2005 dal colosso delle aste on line, finora ne erano rientrati ben pochi: il fatturato di Skype nel 2008 è stato di 551 milioni di dollari, il 47% in più rispetto al 2007 e le previsioni sono di arrivare a un miliardo di dollari nel 2011. In questi anni però la popolarità del principale software di comunicazione Voip è cresciuta tantissimo, di pari passo con il numero degli utenti, ormai più di 400 milioni nel mondo, con una copertura di circa l’8% del traffico voce internazionale.
Le ultime mosse, il rilascio della versione per iPhone e di quella conforme al protocollo Sip, sono il segnale che Skype può camminare con le proprie gambe: nel giro di sole due settimane la versione per iPhone è già stata scaricata due milioni di volte e installata su circa il 6% degli iPod Touch e iPhone, portando a Skype mezzo milione di nuovi utenti.
Sono bastati solo due giorni dalla data del rilascio di Skype per iPhone per oltrepassare la soglia del milione di copie di copie scaricate. L’applicativo era atteso da mesi e ora che è scaricabile gratuitamente dall’Apple Store, gli utenti cominciano a lasciare i loro commenti entusiastici. 
Il software che consente di fare chiamate Voip dal proprio iPhone funziona anche sull’iPod Touch anche se solo nelle aree coperte dal segnale Wi-Fi.
Per Skype è una scommessa importante che arriva dopo una svolta altrettanto significativa: il rilascio della beta di SkypeforSip, ovvero la versione conforme al protocollo Sip (Session Initiation Protocol), che è lo standard più utilizzato nella telefonia Voip per il mondo business. Questo significa dare la possibilità a migliaia di aziende di ricevere chiamate dagli oltre 400 milioni di utenti Skype direttamente sui centralini aziendali (i PBX abilitati alla telefonia su Ip) e di fruire dei servizi aggiuntivi, come i numeri Skype, acquistabili in oltre 20 paesi, per ricevere le chiamate da linee telefoniche tradizionali.
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Per Skype vuol dire anche aprirsi le porte al mondo business, un comparto che già oggi rappresenta il 30% della base di utilizzatori.
I due annunci segnano una nuova giovinezza per questo software che dopo un brillante esordio e una delle più alte valutazioni della storia della new economy (nel 2005 venne acquisito da eBay per ben 2,6 miliardi di dollari), non era riuscito a ottenere sotto il profilo della redditività lo stesso successo conseguito in termini di diffusione e popolarità. Basti pensare che oggi circa l’8% di tutto il traffico internazionale mondiale passa per Skype e che nel 2008 sono stati effettuati ben 25 miliardi di minuti di chiamate Skype to Skype.
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