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Arriva la app ufficiale della dieta Dukan in italiano

20 Maggio 2013 di  

Schermata 2013-05-20 a 12.07.18Chi controlla il proprio peso facendo attenzione alla dieta ed è in cerca di nuove ricette e menu sfiziosi da condividere potrà ora contare sulla app ufficiale “Le tue ricette Dukan” resa disponibile sulla pagina Facebook della dieta Dukan Italia.

Il controverso regime alimentare di Pierre Dukan è seguito da oltre 20 milioni di persone in tutto il mondo e si basa su cento alimenti che possono essere mangiati in quantità, a rotazione, e che devono bastare a soddisfare il fabbisogno calorico. L’applicazione consente di proporre nuove ricette Dukan, cercare altri menu e piatti creati da altri utenti, commentare, condividere e segnalare con “Mi Piace” le ricette preferite.

Le ricette sono catalogate in funzione della fase della dieta a cui appartengono(d’attacco, crociera, consolidamento e stabilizzazione) e sono accompagnate da commenti e consigli delle dietiste. In alcuni casi compare anche il marchio “Verificata Dukan” e apposto dai dietologi solo alle ricette che rispettano tutti i principi esposti nella dieta.

Le ricette più segnalate dalla community vengono poi messe in risalto nella rubrica Superchef e ogni chef sarà premiato con uno spazio personale all’interno dell’applicazione.

Facebook e blog: apologia di reato?

13 Maggio 2013 di  

logo facebookIl tribunale penale di Roma ha condannato un blogger e gestore di una pagina Facebook dedicati alla denuncia del degrado urbano nella Capitale, causato dalla diffusione pervasiva dei cartelloni pubblicitari.

Nelle pagine online a disposizione dell’imputato, dunque, venivano veicolati senza moderazione gli interventi di coloro che solidarizzavano con la denuncia pubblica dello scempio in questione. Inoltre, erano presenti messaggi che incitavano al compimento di azioni di resistenza civile.

Il tribunale, a fronte della denuncia di una società di affissioni, ha ritenuto che il modo di gestire blog e pagina Facebook dell’imputato integrassero gli illeciti penali di apologia di reato e di istigazione a delinquere. Inevitabile, con buona probabilità, l’appello.

A prescindere dal merito della vicenda che, come detto, sarà eventualmente di competenza dei giudici di secondo grado, il problema serio è un altro. Come ha dimostrato anche il caso che ha riguardato le esternazioni del Presidente della Camera, vittima di insulti e minacce online, sempre di più sta venendo meno il limite fra quello che – a torto o ragione – si ritiene eticamente giusto e il rispetto della legge. Sempre più persone, sfruttando il (finto) anonimato reso possibile dall’intermediazione della rete, si lanciano in “crociate” più o meno condivisibili. Ma il fatto di utilizzare la rete non cambia la sostanza delle cose: un atto illecito rimane tale a prescindere dal perché e dal modo in cui lo si commette. L’etica rimane fuori dalle aule giudiziarie.

Identità digitali protette su Facebook con Trend Micro

12 Aprile 2013 di  

trend micro titaniumChi utilizza Facebook in francese, spagnolo, italiano, tedesco e portoghese può avvalersi da oggi della stessa protezione che il software Trend Micro ha fornito finora solo agli utenti di lingua inglese. Nel 2012 infatti Trend Micro aveva concluso una partnership con Facebook per garantite agli utenti di lingua inglese una protezione della propria identità digitale dalle varie minacce on line che inficiano ormai anche i social network. In base all’accordo Facebook beneficiava dell’infrastruttura cloud Smart Protection Network di Trend Micro e del sistema di correlazione delle minacce utilizzato per bloccare in modo proattivo i malware e fermare i link pericolosi. Ora la partnership è stata estesa così da proteggere meglio tutti gli utilizzatori di Facebook,  indipendentemente da dove si trovino nel mondo.

La strategia attuale integra Smart Protection Network di Trend Micro con il database esistente di Facebook delle Url pericolose; a chi accede a Facebook da Pc o Mac Trend Micro offre una licenza di prova gratuita di 6 mesi per Trend Micro Titanium Internet Security per Windows & Mac (2013).

Con Facebook Home, lo smartphone diventa la casa degli amici

5 Aprile 2013 di  

Non è un cellulare come molti si aspettavano, né un sistema operativo: Home, l’atteso annuncio di Facebook, è una famiglia di applicazioni pensate per dare un’esperienza d’uso del cellulare che mette in primo piano gli amici e i contatti condivisi ogni giorno. Persone e non apps, spiega Mark Zuckerberg introducendo Home, che funziona con il sistema operativo Android.  Quando si accende il cellulare compare subito una finestra (Cover Feed) che aggiorna su quanto stanno facendo i propri contatti: se sono impegnati in una gara sportiva, o se stanno condividendo con voi un articolo di giornale o una notizia. Niente più blocco dello schermo e home page di avvio: tutti gli update, anche quelli che magari sono sfuggiti, vengono coinvogliati all’interno del Cover feed.    

La gestione dei messaggi in tempo reale (un terreno su cui Facebook sta soffrendo moltissimo la concorrenza diretta di Whatsapp e applicazioni simili) è stata potenziata con Chat heads, una funzione che permette di chattare con gli amici anche quando si stanno utilizzando altre applicazioni o si è impegnati in attività: quando un contatto invia un messaggio, questo compare con la foto di chi l’ha inviato e in ogni momento di può tenere traccia e vedere chi sta parlando con chi. La chat rimane sempre attiva indipendentemente dal fatto che si stia consultando la mail, navigando nel web o ascoltando musica. Chat heads include sia i messaggi di Facebook sia i messaggi di testo, dal momento che il servizio Sms è stato integrato in Facebook Messenger for Android.

Quando un amico scrive un messaggio sulla vostra timeline, si viene sempre avvisati con una notifica messaggi accompagnata dal profilo di chi ha inviato il messaggio e infine tutte le app scaricate sono raccolte in un’unica schermata.

Home viene rilasciato gratuitamente dal Google Play Store a partire dal 12 aprile e funziona solo su alcuni modelli di smartphone Android: HTC One X, HTC One X +, Samsung Galaxy S III, Samsung Galaxy Note II e presto anche sul Galaxy S 4 e sull’ HTC One. In futuro la piattaforma sarà preinstallata su una serie di smartphone: Facebook ha lanciato un apposito programma  (Programma Facebook Home) per collaborare con i produttori di dispositivi mobili e gli operatori mobili interessati a fornire Home preinstallato sui loro prodotti. Al momento è già stato stato concluso un accordo negli StatiUniti tra At&T e HTC per il rilascio di HTC First, il nuovo smartphone che sarà in vendita negli Usa a partire dal 12 aprile a 99 dollari.

Considerato che ci sono almeno 600 milioni di persone che si collegano a Facebook da telefono cellulare, Home rappresenta un affondo ad Apple e all’iPhone, ma potrebbe diventare una minaccia anche per Android. Spostando l’attenzione degli utenti dalle app alle persone, Facebook Home di fatto pone in secondo piano servizi come Gmail, le Mappe e tutto il mondo delle applicazioni che ruota intorno ad Android. A lungo andare,  se dovesse trovare i consensi di milioni di utenti Facebook Home potrebbe trasformarsi in un ambiente operativo fatto e finito. Unico neo è ancora una volta la privacy degli utenti che viene definitivamente compromessa lasciando alla mercé di tutti ogni vostra azione e ogni messaggio scambiato con un contatto. Ciascuno dovrà valutare se il prezzo da pagare è troppo alto o meno.

La foto perfetta per Facebook: come catturare i “like” degli amici

1 Marzo 2013 di  

Uno studio realizzato da Nikon in collaborazione con la University of California di Berkeley ha messo in evidenza che le foto che ricevono più consensi nei social network (i “Mi Piace” di Facebook, per esempio) sono quelle che mostrano panorami mozzafiato o animali domestici o immagini di cibo.

Durante lo studio è stato chiesto a 500 persone sparse in tutta Europa di valutare una serie di 35 immagini, diverse per soggetto e qualità fotografica, e dalle risposte è emerso che i ritratti di persone o gruppi scattati nei vari eventi attirano in realtà meno interesse e reazioni positive.

Su Facebook i fotografi dovrebbero quindi scegliere come soggetto un panorama o un animale e valutare la possibilità di introdurre un elemento che sia d’ispirazione per le persone.

Allo stesso tempo è fondamentale cogliere la luce nel modo più realistico, per ottenere la corretta esposizione e ridurre al minimo la sfocatura.

L’aspetto tecnico riveste un’importanza fondamentale: i risultati dello studio mostrano che le immagini a bassa risoluzione o sfocate difficilmente piacciono e che se le persone si trovano davanti foto con occhi rossi o scene poco illuminate, difficilmente ne restano attratte.

In particolare, l’esperimento ha dimostrato che malgrado la popolarità dei filtri creativi che modificano i colori o la grana, questi strumenti hanno un impatto minimo o addirittura nullo sulla quantità dei “Mi piace” ottenuti da un’immagine.

Le 35 immagini analizzate comprendevano diverse foto di persone, panorami, più una serie di eventi classici come compleanni o matrimoni, foto di animali e una selezione di immagini di cibo.

Alcune apparivano nel test due volte, con elementi fotografici alterati quali zoom, risoluzione, esposizione e sfocatura. Per determinare quale fosse il ruolo della qualità dell’immagine e della composizione ai fini dell’assegnazione dei “Mi piace”, è stata analizzata la differenza nella reazione davanti alla versione con o senza zoom di una stessa foto.

In sintesi i fattori che influenzano di più i giudizi, secondo lo studio dell’Università di Berkeley, sono l’emozione che un’immagine suscita e la qualità con cui è stata realizzata.

Trend Micro protegge la privacy su Facebook con Mobile Security 3.0

26 Febbraio 2013 di  

Nei giorni della principale kermesse della telefonia mobile mondiale Trend Micro ricorda agli utenti il milione di applicazioni nocive per Android in circolazione e i circa 350.00 malware scoperti negli ultimi tre mesi proprio all’interno degli app store come Google Play.

Per questo nella terza generazione della suite Mobile Security Trend Micro ha inserito oltre a una scansione più rapida dei malware, un’innovativa protezione delle informazioni personali che gli utenti archiviano su Facebook.

Trend Micro Mobile Security include Trend Micro Privacy Scanner, che viene reso disponibile anche come applicazione gratuita ed è ideato per l’utilizzo con Facebook; Trend Micro Privacy Scanner analizza le impostazioni di Facebook dell’utente e dà consigli sulle modifiche utili a proteggere le informazioni personali  sul social network. Con un solo click, le persone possono facilmente monitorare le proprie impostazioni di pagina di Facebook e controllare l’accesso alle informazioni private, migliorando la sicurezza sia digitale sia personale.

Trend Micro Mobile Security include anche Trend Micro Mobile Backup & Restore, una funzionalità, disponibile anche come applicazione stand-alone, che offre il backup integrato dei dati nel sistema di sicurezza in-the-cloud di Trend Micro.

Si può eseguire automaticamente il backup di contatti, foto, video, musica, messaggi di testo, cronologia delle chiamate e voci di calendario tramite Mobile Backup & Restore. Inoltre, un nuovo motore di scansione potenziato, sviluppato per mitigare qualsiasi l’impatto sul dispositivo, fornisce una protezione più rapida ed efficace.

Trend Micro Mobile Security v3.0 è disponibile su Google Play e on-line a 29.99 dollari (USD). Trend Micro Privacy Scanner è disponibile su Google Play.

Gestire i permessi delle applicazioni Web

18 Febbraio 2013 di  

I social network hanno rivoluzionato il modo di interagire con Internet, ma questo cambiamento epocale ha avuto un prezzo: i dati personali sono sempre meno privati e riservati, e soprattutto sono utilizzati come una vera e propria merce dai gestori delle varie comunità virtuali e dai loro partner. Le Api pubblicate da molti servizi Web, inoltre, hanno permesso di creare siti che si appoggiano sulle principali piattaforme aggiungendo ulteriori funzioni: i giochi e le altre applicazioni collegate con Facebook ne sono un esempio eclatante.

È fin troppo facile perdere il controllo sulla riservatezza delle proprie informazioni personali, anche perché in molti casi le opzioni per revocare le autorizzazioni sono sepolte tra una miriade di altre funzioni. MyPermissions.org è un sito Web semplice ma efficace che permette di verificare in ogni momento la situazione dei propri dati personali: basta visitare il sito per avere a portata di clic le pagine di configurazione dei permessi d’accesso di tutti i più diffusi servizi social.

MyPermissions funziona semplicemente come una collezione di Segnalibri memorizzati all’interno di una pagina remota, che viene però mantenuta sempre aggiornata, anche quando i vari servizi a cui si riferiscono modificano la loro interfaccia. MyPermissions offre anche uno strumento software dedicato all’analisi e alla gestione centralizzata dei permessi, ma si tratta di un prodotto commerciale che costa 4,99 dollari al mese.

L’amore al tempo dei social network: le vendette informatiche degli ex

13 Febbraio 2013 di  

La fine di una relazione nell’era dei social network può portare brutte sorprese on line. Se l’amore è cieco, una ex fidanzata o fidanzato un po’ vendicativi sanno esserlo molto meno con la conseguente perdita della vostra privacy.

McAfee ha condotto uno studio sul tema “Love, Relationship and Technology” da cui risulta che In Italia il 75% dei possessori di smartphone conserva sul proprio dispositivo informazioni personali, quali dati bancari, password, foto (anche compromettenti), numeri di carte di credito e che solo il 40% li protegge con password o pin.

Comportamenti in bilico tra eccessiva fiducia e ingenuità rendono la nostra privata facile preda di sguardi curiosi e invadenti, spesso proprio da parte di chi è stato nostro partner. Il 94% degli intervistati ad esempio è convinto i propri dati e le foto non corrano rischi nelle mani dei propri compagni di vita.

Tuttavia, McAfee ha rilevato che il 13% degli adulti ha subito violazioni di dati senza permesso da coloro con cui condividevano le proprie credenziali. Inoltre, un ex partner su dieci ha minacciato di diffondere online le foto osé del proprio ex, minacce che sono state eseguite in quasi il 58% dei casi.

Le principali motivazioni che hanno portato alle minacce da parte degli ex includono bugie (44%), tradimenti (42%), rottura del legame (28%), annullamento del matrimonio (12%), foto con un altro/altra (12%).

Condividere le password con il partner può sembrare una cosa naturale e innocua, avverte McAfee, ma spesso può tradursi in violazione della privacy; le informazioni personali più preziose potrebbero cadere nelle mani sbagliate e approdare su una piattaforma pubblica. Ognuno di noi deve essere più consapevole dei rischi e adottare le misure più adeguate per proteggere i dati personali.

Il report di McAfee, che viene pubblicato proprio il giorno prima di San Valentino rivela anche qualche comportamento curioso: gli italiani ad esempio, quando hanno a portata di mano la password del partner, non riescono a fare a meno di spiare e controllare le e-mail, i conti bancari e le pagine dei social media.

Oltre il 52% delle persone intervistate ha ammesso di controllare i profili di social media e i conti bancari dei propri compagni e quasi il la metà (46,8%) controlla anche i messaggi di posta elettronica. Molti (44,3%) controllano il loro ex-partner su Facebook più di quanto non tengano d’occhio il loro partner attuale (47,5%).

Sono gli uomini a spiare di più delle donne: Il 46% ha ammesso di “controllare” la loro partner, l’ex-partner e l’ex dell’attuale compagna su Facebook o Twitter, rispetto al 36,8% delle donne.
Inoltre, il 56,5% degli uomini ha ammesso di controllare la posta elettronica, i social media e i conti bancari della proprio partner, rispetto al 51,5% delle donne.

Qualcuno potrebbe dire che anche questo è un segno d’interesse verso la persona amata e visto che siamo alla vigilia di San Valentino vogliamo chiudere con una nota positiva: nonostante i rischi il 27% degli intervistati ha ancora intenzione di inviare foto romantiche e messaggi d’amore al proprio partner per San Valentino, con gli uomini più inclini a farlo delle donne (49% contro 29%) nonostante risultati proprio loro i più colpiti dalla minaccia di pubblicazione di foto compromettenti on line rispetto alle donne (11,7% verso 7,6%). Ma ci sembra giusto l’avvertimento di McAfee: condividi i tuoi sentimenti, non i tuoi dati.

Facebook sempre più una mobile company

31 Gennaio 2013 di  

L’anno che si è appena concluso ha visto Facebook oltrepassare la soglia del miliardo di utenti al mese e trasformarsi sempre più in una mobile company. A dare questa definizione è stato Mark Zuckerberg in persona, che ieri ha presentato i dati finanziari relativi all’ultimo trimestre 2012. Oltre all’incremento del fatturato del 40%, nel periodo di riferimento, è da segnalare la crescita degli utenti attivi da mobile: 680 milioni (mensili) a dicembre, più della metà degli utenti attivi mensilmente :1 miliardo e 60 milioni. E ben 157 milioni di persone si collegano a Facebook esclusivamente da telefono mobile.

A livello di accessi giornalieri la media è di 618 milioni utenti attivi sul web.

L’80% del fatturato Facebook arriva dall’advertising: 1.33 miliardi di dollari su 1.585 miliardi di dollari e il mobile pesa per il 23% sul fatturato pubblicitario, cresciuto del 41% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Un’altra fetta di ricavi, se pur molto piccola, arriva dai Facebook Credits e dai Gifts Service, che hanno realizzato 256 milioni di dollari. Per Facebook sono i primi tentativi di monetizzare alcuni servizi creati per i membri del social network e anche per il 2013 l’azienda non prevede di ottenere grandi guadagni da questi servizi.

Analizzando la ripartizione geografica del fatturato, la maggior parte degli introiti arriva dagli utenti del Nord America che non sono numericamente la parte preponderante, visto che il social network è molto più utilizzato al di fuori degli Stati Uniti e dell’Europa, ma i paesi emergenti come Asia, Africa e America Latina pesano poco in termini di redditività.

Infine nellla seconda metà del 2012 Facebook ha aumentato le spese in Ricerca e Sviluppo di ben il 60%, rispetto al 2011in questo periodo c’è stato il lancio del Graph Search, il motore di ricerca interno al social network e della versione Android 2.0 di Facebook.

La svolta di Facebook sul Voip: chiamate gratis negli Usa tra gli utenti di iPhone

17 Gennaio 2013 di  

Il blog tecnologico The Verge pubblica oggi un’interessante anticipazione di quanto Facebook si appresta a lanciare sul mercato statunitense. Dai primi di gennaio il social network sta testando una nuova funzione di chiamate telefoniche gratuite dedicata agli utenti di Messenger iPhone (l’applicazione di messaggistica istantanea) che sfrutta le reti Wi-Fi o la rete mobile dati per inoltrare la chiamata.

Nella app del servizio Messenger è stato inserito un nuovo pulsante che attiva la chiamata gratuita con un altro membro del social network, utente di Messenger per iPhone. Per avviare la chiamata telefonica basta aprire una conversazione con la persona che si vuole chiamare e premere il pulsante per la chiamata gratuita. Chi riceve la chiamata vedrà comparire una notifica con il nome del chiamante sul display del cellulare.

Il potenziale di questo annuncio è enorme: Facebook si trasformerebbe nel più grande bacino di utenti Voip al mondo, (su 1 miliardo di membri del social network, ben 600 milioni si collegano da mobile) superando di gran lunga i numeri di Skype. Quest’ultimo, come ricorda The Verge, ha in atto una collaborazione con Facebook sul fronte delle videochiamate attivate dall’interno del social network, ma il servizio Messenger è escluso da questa partnership.

Per chi vive negli Stati Uniti la nuova opzione di Messenger per iPhone vuol dire poter chiamare gratis altri utenti Facebook in territorio americano, sfruttando una connessione Wi-Fi, là dove è presente, o la rete dati del proprio smartphone.

Al momento Facebook ha confermato il rilascio del servizio negli Stati Uniti per la piattaforma iOS, ma non ha ancora fatto sapere se e quando sarà reso disponibile anche su Android e soprattutto su scala internazionale.

Wind ricarica le prepagate su Facebook

23 Ottobre 2012 di  

I clienti di Wind possono ora ricaricare la propria scheda prepagata direttamente da Facebook, in modo sicuro. L’operatore telefonico ha infatti concluso un accordo con Vesta Corporation, gruppo leader sui pagamenti elettronici, e ha annunciato l’applicazione Facebook Ricarica Wind.

Accedendo alla pagina Facebook di Wind si può effettuare una ricarica della scheda inserendo semplicemente il proprio numero di telefono e i dati della carta di credito. L’ applicazione può essere utilizzata anche dai clienti non Wind, ad esempio per fare un regalo ad un amico che possiede una scheda prepagata Wind, oppure per effettuare una richiesta di ricarica che può essere personalizzata per differenti ricorrenze. È quindi un’applicazione utile che consente di ricaricare su Facebook non solo il proprio telefonino ma anche quello di figli e amici.

I dati relativi alle transazioni comunicati attraverso il social network sono elaborati e gestiti in outsourcing dalla piattaforma di pagamenti di Vesta Corporation conforme con la direttiva PCI e restano indipendenti da Facebook durante l’intero processo di ricarica.

Questo assicura all’operatore e ai suoi clienti il 100% di protezione contro le frodi per le transazioni di ricarica sul social network.

Panda Internet Security 2013, gratis per gli utenti Facebook

22 Ottobre 2012 di  

Panda Security ha concluso un accordo con il più importante social network al mondo per proteggere i milioni di utenti dalle minacce sempre più frequenti di malware che infestano il sito.

Gli utenti iscritti a Facebook possono scaricare in modo completamente gratuito l’ultima versione di Panda Internet Security 2013 per la durata di sei mesi. Panda Security e Facebook condivideranno anche i rispettivi database di Url pericolosi per salvaguardare la navigazione sul web. Da oggi quindi su Facebook all’interno dell’ AV Marketplace si può scaricare il software Panda e si può consultare il database di indirizzi pericolosi.

Panda Internset Security 2013 protegge l’identità degli utenti durante la navigazione nel social network e in Internet; in particolare il modulo Panda Safe Browser è utile per quanti desiderano proteggere la propria privacy ed è in grado di crittografare e proteggere con password file e cartelle per evitare il furto di dati personali e bancari.

Nella suite di Panda Security è presente anche un modulo anti-phishing e uno anti-dialer, per evitare le chiamate a pagamento non autorizzate; essa inoltre garantisce una protezione in tempo reale da minacce conosciute e non, sfruttando l’esperienza di milioni di utenti raccolta dall’Intelligenza Collettiva, la tecnologia cloud di Panda. Questa sistema raccoglie le informazioni sui malware ricevute dai singoli computer per continuare a incrementare il livello di protezione della comunità di Panda Security.

La suite Internet Security 2013 fa affidamento su questa vasta base di conoscenza per garantire risposte più rapida ai nuovi attacchi malware, ed è compatibile già con Windows 8.

Facearound: la app integrata in Facebook per la ricerca geolocale

26 Settembre 2012 di  

Per non perdersi le migliori occasioni di sconti, promozioni ma anche occasioni di incontro con amici, oggi c’è Facearound la nuova applicazione multipiattaforma di ricerca geolocalizzata, che nasce integrata in Facebook e che viene resa disponibile su tutti i dispositivi mobili, da iOS ad Android, Windows Phone e BlackBerry.

Facearound è stata realizzata da Business Competence e si rivolge a un doppio pubblico: da un lato i milioni di iscritti a Facebook (in Italia sono 21 milioni) che attraverso questa app possono condividere ancora di più le loro esperienze, facendosi guidare dai consigli e suggerimenti degli amici. Dall’altro tutte le attività commerciali in cerca della giusta visibilità sfruttando i social network.

La piattaforma permette infatti di compiere ricerche mirate: è sufficiente segnalare la propria posizione geografica da uno smartphone o da un PC direttamente dal proprio profilo Facebook senza che sia necessario effettuare ulteriori registrazioni.

Si può cercare qualsiasi tipologia di luogo o attività, senza limiti di categorie predefinite. E i risultati vengono evidenziati in automatico sulla mappa e suddivisi per categorie distinte cromaticamente: gli esercizi muniti di “fanpage” di Facebook, i “luoghi” dove gli Amici si sono semplicemente registrati o ancora i “deal” cioè le promozioni rivolte in esclusiva agli utenti Facearound dai gestori di locali.

Il software di Facearound è in grado di selezionare le recensioni più adatte e di ordinarle, con un sistema dinamico, in base: al giudizio degli utenti-amici, alla vicinanza, al tipo di attività. Non solo, le recensioni possono essere condivise direttamente nella propria pagina Facebook.

Sul fronte business, Facearound offre molte potenzialità, grazie a un software innovativo di advertising e a un pannello di gestione molto semplificato: le promozioni (deal) sono aggiornabili in piena autonomia da chi sottoscrive il servizio, che le potrà modificare a piacimento e integrare con fotografie.

I deal fanno scalare le aziende “inserzioniste” ai primi posti nell’elenco di esercizi della zona di riferimento dell’utente e si rendono visibili sulla mappa con marker colorati e numerati. In pratica, le offerte balzano all’occhio dell’utente senza dover essere cercate.

Il sistema Facearound si autoalimenta e cresce grazie al coinvolgimento dei singoli utenti oltre a quello di chi pubblica i deal. Questi ultimi possono essere inseriti gratuitamente fino alla fine del 2012. Successivamente saranno disponibili  in abbonamento trimestrale, semestrale o annuale, a partire da 3 fino a 5 euro al mese.

Un diario a prova di occhi indiscreti su Facebook

24 Settembre 2012 di  

La nuova Timeline introdotta da Facebook che ha trasformato l’home page di ognuno di noi in un Diario si sta in realtà rivelando un’arma a doppio taglio per la privacy e l’identità degli utenti. A molti sarà capitato di ritrovarsi in foto della cui esistenza ci si era dimenticati o che comunque non era nostra intenzione riportare on line.

ESET NOD32, uno dei principali produttori di software per la sicurezza su Internet, ha di recente reso noti una serie di accorgimenti necessari per tutelare la propria identità, utilizzando l meglio le opzioni di privacy del Diario.

Prima di tutto bisogna scegliere quali informazioni rendere pubbliche: è sempre melio scegliere una condivisione mirata e personalizzata. Per reimpostare le opzioni di privacy sul nuovo Diario basta andare nel menu a discesa, in alto a destra nell’home page, o seguire le indicazioni di Facebook.

Il secondo punto da definire è chi può vedere le storie sul mi odiario. L’utente può decidere quali informazioni condividere e con chi: la Timeline consente infatti di creare liste ristrette di amici a cui rendere visibili le singole informazioni. L’utente può decidere di escludere persone o gruppi attraverso combinazioni personalizzate, con preferenze più dettagliate. È utile ricordare che si può sempre ampliare la condivisione delle informazioni ma è più difficile restringerla, quindi meglio scegliere di default l’opzione più restrittiva.

Un altro problema riguarda i post in cui i nostri amici ci taggano e che vengono automaticamente inseriti nel nostro Diario.Anche in questo caso ci sono sistemi per evitare che ciò accada e alla peggio si può sempre utilizzare l’opzione “segnala la notizia” che è un po’ un modo per segnalare a Facenook che sono stat violate alcune condizioni d’uso del social network.

Anche le informazioni personali contenute nel proprio diario possono essere tenute sotto controllo: la data del compleanno o la città di nascita possono essere impostate scegliendo l’icona “selezione del pubblico” che restringe le opzioni di visibilità dei singoli dati sul nostro profilo.

Inoltre si può anche scegliere l’opzione di vedere in anteprima i post che gli amici intendono pubblicare sulla nostra timeline, accedendo alla sezione “Diario e aggiunta di tag”  e modificando le relative impostazioni. Questo consente di ricevere una notifica del post in attesa e di decidere poi se acconsentire o meno alla pubblicazione.

Infine il registro Attività è un po’ la history della propria presenza su Facebook: contiene tutto ciò che si è pubblicato dal momento in cui ci si è iscritti al social network: si possono rileggere tutti i post giorno per giorno e andare indietro negli anni e decidere così se allargare o meno la condivisione di determinate notizie.

Mc Afee protegge la privacy su Facebook

29 Agosto 2012 di  

McAfee rilascia la app gratuita Social Protection, appositamente studiata per proteggere le foto degli utenti di Facebook dall’utilizzo indesiderato e dalla loro condivisione non autorizzata con altre persone.  Read more

Uno smartphone nel futuro di Facebook?

28 Maggio 2012 di  

Non sarebbe la prima volta che il social network si cimenta nell’impresa di realizzare uno smartphone tutto suo, ma questa volta i ben informati sostengono che nel giro di un anno Mr Zuckerberg potrebbe davvero sfornare il primo prodotto hardware con il logo Facebook.  A sostegno di questa tesi il New York Times oggi riporta una serie di fatti: la massiccia campagna acquisti di ex progettisti Apple che hanno lavorato allo sviluppo di iPhone e iPad e la recente quotazione in borsa del social network.

Ora più che mai Mark Zuckerberg ha bisogno di dare valore alla sua società che notoriamente non produce nulla, e come qualcuno aveva fatto notare nei giorni dello sbarco a Wall Street, vive sulle vite degli altri.

Produrre uno smartphone darebbe al gruppo un duplice vantaggio: da un lato porterebbe maggior valore agli asset aziendali, dall’altro eviterebbe il rischio concreto, di diventare alla lunga una semplice app scaricabile sui vari modelli di telefoni mobili. Il know how interno non manca: di fatto oggi il social network è un ambiente molto simile nelle funzioni a quello di un sistema operativo: ci sono i contatti, le funzioni di calendario, la messaggistica istantanea e la mail; c’è un App Store con migliaia di app sempre più popolari e c’è anche Instagram per la gestione delle immagini.

Manca solo l’hardware e quello Facebook non farebbe fatica a trovarlo anche acquisendo qualche società; un po’ come ha fatto Google comprando Motorola Mobility.   I 16 miliardi di dollari incassati dalla quotazione in borsa potrebbero essere spesi per comprare ad esempio una società come RIM  valutata intorno ai 6 miliardi di dollari o persino un gruppo come HTC, valutato 11,8 miliardi di dollari, avanza l’ipotesi il New York Times.

E forse più che la concorrenza di Apple Facebook teme il successo di Android la piattaforma operativa  utilizzata oggi da una svariata gamma di cellulari anche a basso prezzo, probabilmente la stessa area di mercato su cui si posizionerebbe il social network.

Finora dal quartier generale di Palo Alto, in California, non è giunta alcuna conferma nè smentita, ma se la trasformazione da software ad hardware company  dovesse riuscire, per Facebook questa sarebbe sì la vera vittoria, altro che la quotazione in borsa.

Facebook punta sulle immagini con Camera

25 Maggio 2012 di  

A sorpresa oggi arriva l’annuncio di Facebook Camera una app sviluppata in proprio dal social network, evidentemente prima dell’acquisizione di Instagram, e che debutta come strumento per organizzare e raccogliere in un unico luogo tutte le foto caricate sul proprio profilo.

Quando si  lancia l’applicazione infatti compare un’area contenente le miniature delle varie foto personali; ciascun shot di foto può essere condiviso e postato ad altri contatti, con il vantaggio  di inviare con un solo clic più immagini in una sola volta.

Facebook Camera contiene anche funzioni di editing e modifica delle immagini ed è disponibile anche come applicazione a sè stante per i dispositivi basati sui IOS (iPhone e iPad ), scaricandola gratuitamente dall’App Store .

Resta da vedere come Facebook intenda gestire l’acquisizione di Instagram (costata ben 1 miliardo di dollari) e se integrerà quest’ultima con Camera, visto che alla fine si tratta di due applicazioni molto simili.

Di certo la condivisione delle foto sul social network è diventata una delle attività principali degli utenti: nei primi tre mesi dell’anno sono state caricate su Facebook ogni giorno qualcosa come 300 milioni di foto; gli iscritti che si collegano via mobile sono saliti a 500 milioni,  più della metà del totale dei membri.

Cool to call, un Numero Verde su Facebook

25 Maggio 2012 di  

Una app innovativa pensata  per dare voce al rapporto azienda-cliente e costruire un contatto molto più umano e diretto  con i consumatori, questa è Cool to call; nella pratica un pulsante che s’installa sulle fan page di Facebook delle aziende e che consente ai clienti di chiamare da tutto il mondo gratuitamente: una volta inseriti i dati, si può fare una demo gratuita del servizio (che include 15 minuti di chiamate su rete fissa o 4 su rete mobile) per una settimana.

Nel Pannello di Controllo di Cool to Call si possono inserire fino a 20 numeri di telefono, fissi o mobili, su cui ricevere le telefonate; in caso di mancata  risposta la chiamata viene deviata al numero successivo fino all’ultimo in elenco.

Cool to call è quindi un modo per mettersi in contatto con colleghi di lavoro e amici: basta inserire il loro numero telefonico nella maschera del servizio.

La app consente poi di cambiare priorità e ordine dei numeri telefonici, registrare un indirizzo email su cui veicolare i messaggi di segreteria;  collegandosi alla pagina Facebook i consumatori possono fare una chiamata gratuita per ottenere informazioni trovando dall’altra parte qualcuno che risponderà loro da telefono fisso o cellulare.La app viene venduta con diversi profili di offerta: per il lancio di Cool to call vengono offerti 1000 minuti di chiamate in entrata su telefonia fissa ( o 250 minuti su rete mobile) a 49,99 euro e sono disponibili sul sito diversi pacchetti a seconda di quanto l’azienda intende spendere.

Cool è una start-up nata nel 2011 per offrire alle aziende strumenti e piattaforme tecnologiche innovative per gestire la relazione con i propri utenti ed incrementarne la fidelizzazione. È una società partecipata di B2YOU, operatore nel settore telecomunicazioni che sviluppa e vende on-line Servizi a Valore Aggiunto (VAS) per le aziende, in particolare numeri verdi con piano tariffario ricaricabile.

Dal 2009 Cool è presente anche in Spagna, Francia e Belgio ed è attualmente il secondo player sul mercato dei Numeri Verdi in Italia.

Per scoprire il mondo di Cool to Call puoi visitare il sito internet e la pagina ufficiale Facebook dell’applicazione http://www.facebook.com/cooltocall

Il flop in borsa di Facebook: è stato tutto un bluff?

22 Maggio 2012 di  

È durata lo spazio di un week-end la luna di miele tra Facebook e Wall Street. Ieri il titolo alla chiusura del Nasdaq era già sceso a 34.03 dollari -11% rispetto alla quotazione iniziale di venerdì scorso, fissata a 38 dollari per azione, che ha segnato l’ingresso a Wall Street dell’azienda di Mr Zuckerberg.

E sarebbe proprio quest’ultimo, secondo la stampa internazionale, ad aver osteggiato fino alla fine la quotazione della sua creatura al pubblico mercato; un’ipotesi farcita anche da aneddoti coloriti come l’ingresso di Mr. Zuckerberg alla Borsa di New York con la sua immancabile felpa a dispregio del gessato d’ordinanza dell’alta finanza o la volontà più volte espressa dal padre-padrone di Facebook di continuare a gestire l’azienda a modo suo, a dispetto dei report trimestrali imposti da Wall Street.

Resta il fatto che mentre il fondatore di Facebook sabato convolava a nozze con la sua fidanzata storica, i la valutazione dell’azienda si sgonfiava come un palloncino. Forse sulla quotazione hanno pesato anche i risultati finanziari non stratosferici: come spiega oggi il blog BusinessInsider la crescita di Facebook pari al 40% anno su anno – un ottimo risultato per qualsiasi  altra azienda-  è risultata un po’ inferiore alle aspettative per un gruppo che vale più di 100 miliardi di dollari. Anche il trend dell’advertising per il social network (+ 37%) è inferiore, tanto per fare un esempio, a quello di Google che sui display ads cresce a ritmi molto più elevati. Insomma la strada per Mr Zuckerberg è tutt’altro che in discesa.

È il giorno dello sbarco di Facebook in borsa

18 Maggio 2012 di  

L’offerta pubblica di acquisto è stata collocata al prezzo di 38 dollari per azione e porterà un raccolta complessiva di 16 miliardi di dollari, conferendo così a Facebook la valutazione di 104 miliardi di dollari. Da oggi quindi il social network entra ufficialmente a far parte del listino del NASDAQ, quello che raggruppa i titoli tecnologici, sotto il simbolo FB. E dopo il social network si profilano all’orizzonte altre nuove start up che potrebbero raggiungere quotazioni così elevate.

Ieri Pinterest era stata valutata 1,5 miliardi di dollari e oggi il Wall Street Journal dedica un articolo al “The $1 billion Club” citando oltre al social network anche società come Evernote e DropBox, tra quelle capaci di attrarre decine di milioni di utenti e investimenti da capogiro.

Siamo in presenza di un nuova bolla di Internet come alla fine degli anni 90? Per alcune di queste società riesce difficile capire da dove arrivi una valutazione così forte, visto che non generano ancora profitti, ma in passato Internet ci ha già abituato a casi di questo genere, basti pensare a Skype, a YouTube e anche allo stesso Facebook ai suoi esordi.

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