Microsoft vuole l’ebook reader di Barnes&Noble
La società di Redmond sarebbe intenzionata a rafforzare la sua presenza nel settore degli ebook, acquistando Nook, l’ebook reader sviluppato da Barnes&Noble e di cui Microsoft possiede già una quota. Lo scorso anno l’azienda aveva concluso l’accordo con la celebre catena di librerie americane, rilevando il 17% di Nook Media, la divisione che produce tablet ed ebook reader, proprio per mettere un piede nel segmento dei libri elettronici.
Stando a quanto riporta oggi il blog tecnologico TechCrunch, l’azienda di Redmond ha offerto 1 miliardo di dollari a Barnes&Nobles per rilevare la divisione Nook Media, e forse anche la catena stessa di negozi.
Il Nook, il lettore sviluppato per la piattaforma di titoli Barnes&Noble, finora non ha dato i risultati aspettati: ne sono stati venduti 10 milioni di esemplari e la stessa Barnes&Noble sarebbe intenzionata a cessarne la produzione entro la fine del 2014.
Per Microsoft rilevare in toto gli asset di Nook significherebbe dare una piattaforma di ereading comune ai dispositivi su Windows 8, che vada oltre la semplice App del Nook per Windows 8, rilasciata qualche tempo fa (il programma funziona sia con Android sia con iOS e Windows 8) e non in ultimo sarebbe anche una chance in più per fare concorrenza ad Amazon e ad Apple.
In crisi la partnership tra Yahoo! e Microsoft

Microsoft ha esteso di un altro anno la garanzia sul fatturato derivante dagli ads di Yahoo! nelle ricerche effettuate con Bing, rinnovando i termini di un accordo siglato con Yahoo! nel 2010 e che dovrebbe durare per dieci anni. Ma tante sono le cose cambiate in questi tre anni e pochi i frutti raccolti da una partnership che negli intenti avrebbe dovuto sconfiggere il predominio di Google in Internet sulla ricerca e sugli ads. Quando Microsoft e Yahoo! decisero di unire le forze Yahoo! fece la rinuncia più grossa: sostituendo il suo servizio di ricerca con Bing, il motore che Microsoft aveva appena lanciato. In cambio Microsoft avrebbe adottato la piattaforma di ads di Yahoo! trattenendo il 12% dal fatturato pubblicitario, e si sarebbe fatta garante della profittabilità degli ads almeno per i primi tre anni. Il periodo concordato è scaduto giusto ieri e Microsoft ha deciso di continuare a garantire una redditività ancora per un anno ma questo legame a Yahoo! sta sempre più stretto.
Marissa Mayer, nuovo Ceo del gruppo, secondo i bene informati avrebbe già cercato di rescindere l’accordo senza riuscirci: la Mayer, che ha lavorato a lungo per Google, preferirebbe unire le forze con il principale motore di ricerca, convinta che il modello degli ads di Yahoo! funzionerebbe meglio se unito alla forza del motore di ricerca Google e alle sue inserzioni.
La licenza di Office 2013 è ora trasferibile da un PC a un altro
Buone notizie per gli utenti di Office 2013: Microsoft ha modificato gli accordi di licenza acconsentendo al trasferimento della nuova suite su più dispositivi, una clausola finora concessa solo in caso di guasto del PC e coperto da garanzia. Sulla decisione hanno pesato le lamentele giunte dagli utenti e i feedback dei clienti che chiedevano maggior flessibilità nell’uso della suite e così da oggi sul blog di Office è comparso un post che annuncia la trasferibilità della suite da un dispositivo a un altro.
Gli utenti potranno sfruttare la stessa licenza su computer diversi ma solo a certe condizioni: in primo luogo il computer secondario deve appartenere sempre alla stessa persona e il trasferimento della licenza può essere fatto una sola volta ogni 90 giorni (unica eccezione un guasto del PC).
Quando il software viene trasferito su un’altra macchina, questa diventa automaticamente il “computer licenziatario”, il che implica che la licenza di Office 2013 venga prima disinstallata dal precedente PC.
Il trasferimento della licenza di Office 2013 si applica anche in caso di acquisto di un nuovo PC o di guasto del computer, al di fuori dei termini di garanzia.
Il cambiamento, precisa Microsoft, ha effetto immediato anche se i contratti di licenza andranno riscritti e questo probabilmente richiederà qualche mese. Le nuove policies si applicano alle versioni di Office Home and Student 2013, Office Home and Business 2013, Office Professionale 2013 e alle singole applicazioni di Office 2013.
Microsoft ha anche acconsentito al passaggio della licenza e del software tra utenti diversi, a patto però che il nuovo utilizzatore dia il suo consenso ai termini della licenza prima di effettuare il trasferimento del software e a condizione che la persona che cede il software con la relativa licenza sia il primo utilizzatore della medesima e non abbia ricevuto la licenza di Office 2013 da terzi.
Multa a Microsoft per Internet Explorer dalla Commissione Europea
Alla fine l’Antitrust Europeo, presieduto da Joaquin Almunia, ha deciso di infliggere una sanzione di 561 milioni di euro a Microsoft per non aver rispettato i patti sanciti nel 2009. Allora il gigante di Redmond era stato accusato di abuso di posizione dominante sul mercato, per non aver dato agli utenti la possibilità di scegliere browser alternativi a Internet Explorer, inserito di default all’interno del sistema operativo Windows 7.
La querelle sembrava essersi risolta senza sanzioni pecuniarie in quanto Microsoft aveva accettato di collaborare, integrando nei PC con Windows 7 una schermata di avvio che consentiva di scaricare browser diversi da Explorer. L’accordo raggiunto con l’antirust europeo prevedeva che tale schermata sarebbe rimasta in uso sui PC Windows fino al 2014. Peccato che nel luglio 2012 la Commissione Europea si accorse, su segnalazione dei cittadini, che nei sistemi venduti da maggio 2001 a luglio 20012 la possibilità di scegliere browser alternativi ad Explorer era scomparsa, e che con il rilascio del Service Pack 1 di Windows 7 Microsoft aveva eliminato questa funzione. In questo modo 15 milioni di utenti europei non avevano potuto scegliere un browser alternativo a Internet Explorer.
Ed è proprio questa la ragione della multa inflitta oggi a Microsoft da Joaquin Almunia: l’azienda non ha rispettato gli accordi presi. È la prima volta che la Commissione Europea dà una multa per il mancato rispetto di una decisione presa dall’Unione e sicuramente la sanzione vuole essere d’ esempio anche per altre aziende (vedi Google) che in questo momento sono “sorvegliate speciali” per abuso di posizione dominante sul mercato.
Per Microsoft questa è solo una delle tante multe ricevute negli anni dagli organismi Comunitari, non ultima quella di 490 milioni di euro, inflitta nel 2004 sempre dall’antitrust europeo, allora sotto la guida di Mario Monti, che riguardava l’inclusione di Windows Media Player all’interno di Windows.
Arriva Microsoft Office in abbonamento
Microsoft ha annunciato ieri Office 365 Home Premium, l’attesa versione consumer della suite per la produttività, che ora viene rilasciata anche in the cloud, oltre che come applicazione pacchettizzata. Per la prima volta gli utenti consumer possono abbonarsi a Office come servizio erogato dal cloud: una licenza di Office 365 Home Premium è utilizzabile su fino a cinque diversi dispositivi tra cui anche tablet, oltre a PC o Mac.
In questo modo le famiglie dove è presente più di un PC possono avvalersi di un unico abbonamento annuo ad Office 365 al costo di 99 euro.
Microsoft ha rilasciato anche le app di Office su Windows Phone, iPhone, iPad e i telefoni Android. Nella suite oltre alle versioni per Windows 8 dei programmi classici di Office (Word, Excel, PowerPoint, Outlook, OneNote, Publisher e Access) sono inclusi anche i servizi cloud come SkyDrive con 20 Gbyte di spazio per l’archiviazione on line di documenti e Skype con 60 minuti di chiamate al mese verso più di 40 paesi.
Per gli studenti universitari Microsoft rilascia anche l’abbonamento a Office 365 University che costa 79 euro ed è valido per quattro anni, questa versione della suite contiene tutti i programmi Office completi utilizzabili su massimo due PC o Mac e solo da personale docente e studenti in ambito universitario.
Windows 8 sfida Windows 7
Il confronto per scoprire se le ottimizzazioni introdotte da Microsoft e il miglior supporto all’hardware moderno hanno un effetto positivo sulle prestazioni del desktop. I numeri per capire se conviene aggiornare.
di Michele Braga
Quando si pianifica l’aggiornamento del proprio sistema desktop con l’obiettivo di ottenere un beneficio in termini di prestazioni si sottintende, quasi sempre, che tale operazione interessi in modo esclusivo i componenti hardware. Esiste, però, anche l’aggiornamento del software e in particolare del sistema operativo che, di generazione in generazione, introduce almeno sulla carta ottimizzazioni e funzioni capaci di sfruttare in modo sempre più efficiente l’hardware a disposizione.
Il fatto che l’acquisto di un sistema operativo più recente di quello che si possiede non figuri tra i primi aggiornamenti ai quali l’utente pensa è perché una tale operazione non è in grado di apportare effettivamente un miglioramento delle prestazioni? E se così fosse, questa convinzione è suffragata da dati significativi? Per dare una risposta a queste domande abbiamo voluto mettere alla prova le nostre configurazioni di test in diversi ambienti operativi Microsoft Windows, per capire se il passaggio da Windows 7 a Windows 8, nelle rispettive versioni a 64 e 32 bit, può tradursi in un miglioramento delle prestazioni.
Prima di ogni altra cosa mettiamo a fuoco il soggetto della nostra analisi: il sistema operativo è un software la cui funzione principale è quella di permettere all’utente di interagire con la macchina per accedere alla potenza di calcolo dell’elaboratore (hardware) e alle applicazioni (software) attraverso un’interfaccia di alto livello in forma visiva, tattile, vocale o di altro tipo.
Questa semplificazione estrema dovrebbe essere sufficiente per comprendere che il sistema operativo è un tassello essenziale del computer e come la sua scelta condizioni i diversi aspetti dell’esperienza di utilizzo finale.
Un altro elemento molto importante da non dimenticare è che i sistemi operativi non sono tutti uguali, ma differiscono per il supporto hardware offerto, per il livello di sicurezza, per requisiti minimi necessari all’installazione, per la compatibilità con le applicazioni e, infine, ma non meno importante per le tecnologie integrate e le prestazioni. Tutti i software – i sistemi operativi non fanno eccezione – hanno una velocità di esecuzione caratteristica che dipende dall’efficienza delle routine interne e dalla capacità di avvalersi delle potenzialità dell’hardware installato.
Tutto quello che avviene sotto il cofano del sistema operativo è però invisibile all’utente e per formulare un giudizio completo è necessario valutare non solo ciò che si vede, ma anche la velocità con cui opera ciò che rimane nascosto e quindi le prestazioni vere e proprie nell’eseguire diversi tipi di operazioni. Solo con tutti questi elementi alla mano è possibile affermare se o quando può essere vantaggioso passare da un sistema operativo a un altro.
In generale al rilascio di un aggiornamento o di una nuova versione dovrebbe corrispondere un miglioramento in termini di caratteristiche, funzionalità, sicurezza e prestazioni. L’utente si aspetta che insieme a questo sia preservata la compatibilità con le applicazioni che possiede e utilizza; non si tratta di un compito semplice e in alcuni casi questo paradigma deve essere rotto per apportare migliorie incisive. Questo è in parte successo nel passaggio dai 32 ai 64 bit, con una transizione che non si è ancora del tutto conclusa, ma che nel corso di qualche anno ha determinato la necessità di adottare un sistema operativo a 64 bit per poter utilizzare alcune tipologie di applicazioni. (…)
Estratto dell’articolo pubblicato sul numero 263 di febbraio di PC Professionale
Cambio ai vertici di Microsoft: lascia il padre di Windows 8
Steven Sinofsky, presidente della divisione Windows e numero due di Microsoft, ha deciso di lasciare l’azienda. la notizia che da stamani rimbalza di sito in sito giunge inattesa, considerato il fatto che non è passato neanche un mese dal lancio di Windows 8 e del tablet Surface. A lui si deve infatti il lancio degli ultimi due sistemi operativi Microsoft, Windows 7 e Windows 8. Il suo ruolo sarà ora ricoperto da Julie Larson Green che si occuperà degli aspetti ingegneristici legati all’hardware e al software Windows e da Tam Reller, capo del marketing della divisione Windows che d’ora in poi seguirà anche la parte business legata al sistema operativo Microsoft, lo sviluppo del tablet Surface e del browser Internet Expolorer.
Tra i motivi dell’abbandono di Sinofsky pesa il cattivo rapporto costruito negli anni con i costruttori di hardware, partner storici di Microsoft: un esempio vale per tutti, spiega l’edizione on line del Wall Street Journal: la decisione di sviluppare in proprio il tablet Surface senza ricorrere a fornitori esterni, una scelta che ha infastidito non poco i partner storici di Microsoft.
Anche Intel non avrebbe gradito la versione di Windows 8 RT sviluppata sui processori Arm.
Un telescopio virtuale da Microsoft
Worldwide Telescope, un interessante progetto di Microsoft Research scaricabile da www.worldwidetelescope.org, permette di muoversi tra i corpi celesti in una visualizzazione del cosmo graficamente molto dettagliata e a tratti spettacolare. Tramite il pulsante Explore si può scegliere di visualizzare la volta celeste, evidenziando le costellazioni e le nebulose, oppure di seguire il moto dei pianeti del sistema solare. Sono disponibili moltissimi overlay, che mostrano informazioni come l’emissione infrarossa o ultravioletta e altri dati di vario genere raccolti dai telescopi e dalle sonde dei principali progetti di ricerca internazionali.
Spettacolari sono le fotografie astronomiche, che il programma sovrappone alla volta celeste collocandole nella giusta posizione. I possessori di Xbox 360 possono utilizzare il controller della console per muoversi in maniera più intuiva e rapida nello spazio tridimensionale; basta collegare il joypad al Pc prima di avviare il programma. Il software è ricco di funzioni dedicate anche a chi è interessato ai fenomeni terrestri, dato che permette di sovrapporre al globo della Terra qualsiasi genere di rilevazione geolocalizzata: grazie a un add-in per Excel (scaricabile da questa pagina) si possono creare serie di dati personalizzate oppure elaborare quelle raccolte dal sito www.layerscape.org, che spaziano dalle informazioni meteorologiche alle rilevazioni di fenomeni sismici.
Layerscape permette anche di condividere le proprie creazioni con gli altri membri della comunità; sul sito si trova una grande varietà di informazioni interessanti, curiose e semplice prove di fattibilità: si va da un’interessante distribuzione dei terremoti, che specifica anche la profondità dell’evento rilevato e la sua forza, fino a semplici curiosità come una bottiglia di Klein (una forma geometrica complessa appartenente alla categoria delle superfici non orientabili) che appare sospesa in cielo, sopra lo stretto di Gibilterra.
Microsoft rinnova il logo in attesa di Windows 8
Tempo di cambiamenti a Redmond: dopo 25 anni di dominio incontrastato sull’industria dei computer il logo Microsoft si dà un restyling preparandosi all’autunno di grandi annunci che attende l’azienda: il 26 ottobre infatti sarà rilasciato Windows 8 e contestualmente anche il tablet Microsoft Surface basato sul nuovo ambiente operativo. Ma le novità si estendono anche al mondo degli smartphone con la versione di Windows Phone 8 e all’Xbox, per non parlare del nuovo Office e della sua tanto attesa versione per iPad.
Insomma come spiega l’azienda sul blog ufficiale, c’è un look and feel comune a tutti questi prodotti PC, smartphone, tablet e Tv, che esprime anche una nuova era per Microsoft, ecco perché si è reso necessario creare una sorta di spartiacque cambiando il logo. Niente di stravolgente rispetto al passato, è solo cambiato il font dei caratteri (quello utilizzato ora è il Segoe, lo stesso in uso nella comunicazioni di marketing e nei prodotti) ma l’ effetto è un alleggerimento complessivo della scritta. Il quadratino con i quatto colori resta ma viene in po’ rimpicciolito. Per andare a vedere il nuovo logo basta collegarsi all’home page del sito Microsoft.com dove da oggi compare il restyling grafico. Nei prossimi giorni i negozi Microsoft di Boston, Seattle e Washington saranno illuminati giorno e notte con il nuovo brand che campeggerà anche nelle pubblicità televisive dei prossimi mesi.
Qui sotto riportiamo la timeline con i cambiamenti subiti negli anni da logo Microsoft.

Primo trimestre in rosso per Microsoft
C’è sempre una prima volta, anche per i giganti dell’hi tech, a presentare i conti in rosso. Questa volta è toccato a Microsoft: l’ultimo trimestre (il quarto dell’anno fiscale) il gruppo ha riscontrato una perdita netta di 492 milioni di dollari che stride a confronto dell’ utile netto di 5,87 miliardi di dollari dello scorso anno. Il calo del 13% è da addebitare al cattivo andamento della divisione Windows, che soffre come tutto il mercato PC della concorrenza di smartphone tablet basati su piattaforme alternative come IOS e Android.
Le altre divisioni server and tools hanno riportato una crescita del 13% e quella relativa ad Office una crescita del 7%. Il fatturato Microsoft nel trimestre è stato pari a 18,06 miliardi di dollari, in lieve crescita rispetto ai 17,37 miliardi dello scorso anno. Bene anche l’andamento degli smartphone basati su Windows Phone le cui vendite sono raddoppiate tra il terzo e quarto tirmestre. Ora naturalmente le attese sono tutte per il lancio di Windows 8 e del nuovo tablet Surface previsti per ottobre, i veri cavalli di battaglia per vincere la concorrenza di Apple e Google.
Microsoft cambia pelle con Surface
Non si fermano gli echi dell’annuncio del tablet Surface. Un po’ per la portata dell’evento: si tratta del primo prodotto hardware interamente realizzato da Microsoft; un po’ perché molti si interrogano su come la discesa in campo di Redmond nell’arena dei produttori hardware potrà condizionare i rapporti di lunga data tra la software house e i vari Hp, Dell, Acer e Asus.
Dopo oltre 30 anni di strenua collaborazione con tutti i principali produttori di Pc, laptop e tablet è come se ora si fosse rotto un equilibrio: Microsoft non è più solo il principale fornitore di software per il mondo PC, con l’arrivo di Surface diventa competitor degli stessi fornitori a cui il prossimo autunno venderà Windows 8.
È un po’ lo stesso schema seguito anche da Google con l’acquisizione di Motorola Mobility, dando un chiaro segnale ai vendor di smartphone Android che su questo mercato ci vuole essere anche con l’hardware e non solo con il software.
Per il momento non sono giunti commenti da parte dei vari Dell, Lenovo e Hp anche perché ieri Microsoft non ha precisato né quanto costerà il tablet Surface (disponibile in due versioni una su processore ARM e l’altra su Intel) né quando sarà in vendita (si è parlato di ottobre). Ma di certo un’era sembra finita e la sfida a Apple è solo cominciata.
Ecco Surface, il tablet Microsoft
Si chiama Surface il nuovo tablet Microsoft annunciato ieri a Los Angeles da Steve Ballmer. Il tablet ha un display da 10, 6 pollici e pesa 0,68 kg; è basato su Windows 8 e utilizzerà la suite Microsoft Office. Stando alle prime impressioni di chi l’ha avuto tra le mani Surface è un mix tra PC e tablet: è progettato infatti con alcuni accorgimenti hardware classici dei PC: le porte di comunicazione I/O complete, la ventola di raffreddamento. Colma insomma quel vuoto che gli utenti avvertono quando cercano di fare qualcosa di più professionale con il tablet che non sia guardare un video o navigare su Internet. Microsoft promette che con Surface si potrà fare collaborative computing grazie a Office e nello stesso tempo utilizzare le apps di Windows 8 e tutte le funzioni di intrattenimento presenti nel Windows Store (musica, cinema, giochi). Tra le caratteristiche tecniche in dotazione al tablet c’è anche la tastiera integrata spessa solo 3 mm che funge anche da cover e due videocamere una frontale per la video chat e un’altra con un’angolazione di 22° che permette di utilizzare facilmente il tablet anche tenendolo sulle ginocchia in meeting e riunioni itineranti. Gli altoparlanti e due microfoni completano la dotazione. Surface è anche dotato di una porta Usb standard e di uno slot per schede Micro SD per vedere film e foto. Al momento Microsoft non ha specificato la connettività, se supporta il 3G o il 4G, né il prezzo a cui sarà venduto il nuovo tablet.
Upgrade a Windows 8 Pro per chi acquista ora un PC
Microsoft annuncia la Windows Upgrade offer, un’iniziativa rivolta a coloro che acquistano un PC con Windows 7 e che con 14,99 euro potranno sottoscrivere l’upgrade a Windows 8 Pro. Il nuovo sistema operativo sarà scaricabile al momento della sua effettiva distribuzione. Questa speciale promozione ha preso il via il 2 giugno in 131 paesi tra cui l’Italia e riguarda tutti i PC con preinstallate le versioni di Windos 7 Home Basic, Home Premium, Professional o Ultimate, che includono il certificato di autenticità del produttore. Il nuovo PC Windows 7 dovrà essere acquistato nel periodo compreso tra il 2 giugno 2012 e il 31 gennaio 2013; il codice dovrà essere riscattato entro il termine dell’offerta di aggiornamento, alla fine di febbraio 2013. L’upgrade a Windows 8 potrà essere installato su qualsiasi PC Windows compatibile e garantirà 90 giorni di assistenza tecnica da parte di Microsoft. Ulteriori informazioni sulla Windows Upgrade Offer sono disponibili a questo indirizzo.
Microsoft fa sapere di aver riscontrato negli utenti un forte interesse verso Windows 8, soprattutto dopo il rilascio della Windows 8 Release Preview annunciata la scorsa settimana. E non è un mistero che da Redmond si attendono grandi numeri da questa piattaforma: proprio la scorsa settimana Steve Ballmer, Ceo di Microsoft aveva lanciato l’ambiziosa previsione di raggiungere 500 milioni di clienti entro la fine del 2013 con il nuovo sistema operativo.
Microsoft inaugura il social search: arriva So.cl
Mentre l’interesse di tutti era focalizzato sullo sbarco in borsa di Facebook, Microsoft ha annunciato in sordina, un nuovo social network dedicato al mondo degli studenti e allo scambio reciproco di informazioni e nozioni all’interno delle reti universitarie.
Un progetto apparentemente simile al Facebook degli esordi, ma che non sarà in competizione con la creatura di Mr Zuckerberg, come ha tenuto a precisare Microsoft. So.cl (si legge Social) è un “progetto sperimentale di ricerca focalizzato sul futuro dell’apprendimento e e dell’esperienza social specie tra le fasce più giovani di età”.
Per collegarsi al network basta inserire l’account Facebook o di Windows Live e una volta effettuato il login gli utenti possono presentarsi alla community scegliendo tra una quantità di argomenti di potenziale interesse. Come avviene su Facebook, anche qui ci sono pulsanti attraverso i quali si possono raccomandare siti o condividere e taggare alcune informazioni con altri membri del network (il pulsante share on so.cl). E in aggiunta a queste classiche funzioni ce n’è una nuova denominata “riff” (la traduzione del termine sarebbe ritornello) che Microsoft definisce come un modo nuovo di interagire e improvvisare con i contenuti postati.
Un’altra funzione che spicca è quella che permette di creare del Video Party, ovvero quando si fa una ricerca su un video di proprio interesse si può aggiungere ad esso il proprio contributo, postando un nuovo video e invitando poi i propri contatti a condividerlo con noi.
Il cuore di So.cl sta comunque nel rendere le ricerche aperte e condivisibili con altri, tanto che Microsoft definisce la sua creatura come un esperimento sull’open search. Il tutto però senza perdere di vista la privacy del singolo: è sempre l’utente a dare il benestare alla libera circolazione delle sue informazioni e dati personali all’interno del network, così come spetta solo a lui invitare a far parte di So.cl i contatti personali di Facebook.
A conferma del focus di So.cl sul mondo universitario e degli studenti arriva anche la notizia che il social network sarà per ora attivo in via sperimentale solo all’interno dell’ Università di Washington, alla Syracuse University e alla New York University.
Microsoft manda in soffitta Windows Live
Con l’arrivo di Windows 8, Microsoft introduce anche importanti cambiamenti in quella che per anni è stata la sua porta di accesso ai servizi Internet: il mondo di Windows Live.
Dal 2005 a oggi oltre 500 milioni di utenti si sono abituati ad accedere a servizi come Hotmail, Messenger e più di recente SkyDrive, nonché a utilizzare gli Windows Live Essentials (Photo Gallery, Movie Maker) facendo un semplice login alla pagina web di Windows Live.
Ma tutti questi servizi spiega Microsoft in un post pubblicato sul blog Msdn, sono basati su una versione di Windows che non era pensata per funzionare nel cloud e nonostante il loro indubbio successo in termini di gradimento da parte degli utenti (sia Hotmail che Messenger viaggiano sui 300 milioni di utenti attivi al mese) essi hanno generato un po’ di confusione trasformando Windows Live in un contenitore dove c’è un po’ di tutto: dai servizi web alle applicazioni da scaricare sul PC fino alle informazioni di registrazione dell’utente sui vari dispositivi Windows.
L’arrivo di Windows 8 è l’occasione buona per fare un po’ di ordine e con il nuovo sistema operativo gli utenti avranno solo un Microsoft account a identificare il proprio profilo sui vari servizi: dal login a Windows 8 al login dentro Xbox Live o dentro il futuro app store di Windows 8 fino ai servizi cloud.
Con il Microsoft Account gli utenti potranno gestire anche SkyDrive, il servizio di archiviazione in the cloud che Microsoft dice aver raggiunto i 130 milioni di utenti e potranno collegare al loro account anche quello dei social network: Facebook, Linkedln o Twitter, importando così i contatti presenti su queste reti anche nel mondo di Windows. .
La migrazione da Windows Live a Microsoft account sarà progressiva, avvisa la società di Redmond e nelle prossime settimane saranno annunciati maggiori dettagli.
Un ponte tra Microsoft Office e Google Docs
Microsoft Office è di gran lunga la suite di produttività personale desktop più diffusa, ma sul Web il primato spetta a Google Docs che – anche se molto meno potente del pacchetto Microsoft – ha il vantaggio di essere gratuita. Esiste un semplice add-on per Office che permette di mettere in comunicazione le due suite: dopo averlo installato diventa possibile aprire e modificare in Office i documenti memorizzati nel cloud di Google e, viceversa, salvare su Google Docs un testo o un foglio di lavoro realizzato con la suite Microsoft. Naturalmente questa soluzione ha qualche limite, dovuto alla compatibilità solo parziale tra i due formati, ma gli utenti – probabilmente la grade maggioranza – che usano solo le funzioni più comuni di Office ben difficilmente ci si scontreranno.
Per gettare un ponte tra Redmond e Mountain View, visitate questo sito e scaricate il file d’installazione dell’add-on. Il processo di setup è semplicissimo e automatico, al termine troverete una nuova toolbar subito sotto la Barra multifunzione di Office: fate clic su Accedi e inserite le credenziali Google per autenticarvi, confermando quindi l’autorizzazione con un clic sul pulsante Concedi l’accesso nella pagina successiva. Le impostazioni generali possono essere lasciate così come sono proposte; confermate quindi con OK per terminare la fase di impostazione iniziale.
Per aprire un documento memorizzato in Google Docs basta un clic sul pulsante Google cloud connect della nuova toolbar, selezionando quindi Apri da Google Documenti nel menu a discesa; viceversa, per salvare un documento è presente il pulsante Sincronizza.
Un utile controllo sui nuovi programmi
Molti software, durante l’installazione, modificano le impostazioni del sistema operativo, registrano nuovi processi e servizi o interagiscono con gli altri programmi presenti nel computer, alterando la configurazione complessiva e quindi modificando quella che gli esperti di sicurezza chiamano “superficie di attacco” esposta dal sistema verso l’esterno. Per comprendere più a fondo cosa accade quando si aggiunge un nuovo programma, specialmente se il software non andrà installato soltanto su un singolo computer ma dovrà invece entrare nella dotazione di decine o centinaia di Pc in un ufficio o in un’azienda, si può utilizzare un semplice ma efficace tool messo a disposizione da Microsoft: Attack Surface Analyzer, disponibile a questo indirizzo, che funziona in due fasi. Per prima cosa è necessario catturare un’immagine del sistema prima dell’installazione o delle modifiche che si vogliono analizzare (il cosiddetto baseline scan), e quindi effettuare una seconda scansione dopo le variazioni.
Il programma è quindi in grado di confrontare i due snapshot, creando un file Mht, visualizzabile con Internet Explorer, che evidenzia tutte le differenze; utile è anche la possibilità di creare diverse analisi dopo l’installazione o la modifica, per esempio con impostazioni diverse, in maniera tale da confrontare i risultati e poter prendere decisioni più informate.
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