Ora l’iMac si scopre conservatore
Nell’ultima generazione di iMac Apple non rivoluziona la linea, ma punta su processori più potenti, grafica avanzata e un rapporto dotazione prezzo molto favorevole.
Anteprima di Davide Piumetti
Articolo tratto da PC Professionale n. 237 del mese di dicembre 2010
Dopo avervi mostrato nei mesi scorsi i sistemi Apple Mac Pro, workstation dalle prestazioni elevatissime dedicata ai professionisti, e Mac Mini, punto di ingresso nel mondo Apple con dimensioni lillipuziane, andiamo in queste pagine ad analizzare la nuova generazione della macchina che, più di ogni altro modello, ha sancito il successo commerciale Apple degli ultimi anni: iMac. La nuova versione del compatto all-in-one progettato a Cupertino richiama in maniera fedele le linee viste sul modello precedente, rivoluzionandosi, una volta tanto, soprattutto al proprio interno. La nuova famiglia propone soluzioni estremamente valide che permettono agli utenti interessati di avere uno dei migliori rapporti tra prezzo e dotazione visti su sistemi Apple. Con questo non vogliamo dire che il sistema sia economico in senso assoluto, il prezzo d’acquisto è infatti solo di poco inferiore alla media dei prodotti che l’hanno preceduto, ma la dotazione hardware della nuova generazione è nettamente superiore a quanto visto finora nella categoria. La linea iMac si compone di due diversi modelli, distinti soprattutto per le dimensioni dello schermo: 21,5 o 27 pollici. La risoluzione del primo è Full HD con 1.920 x 1.080 punti, mentre il secondo arriva addirittura a 2.560 x 1.440 pixel; entrambi sono costruiti con cristalli liquidi a matrice attiva Tft, retroilluminazione Led e tecnologia Ips, garantendo un’ottima resa dei colori, un contrasto molto elevato e tempi di risposta davvero ridotti. Il modello da 27 pollici ha anche la possibilità di essere montato su un supporto a muro grazie a un kit di supporto Vesa opzionale. Read more


