Facebook e blog: apologia di reato?
Il tribunale penale di Roma ha condannato un blogger e gestore di una pagina Facebook dedicati alla denuncia del degrado urbano nella Capitale, causato dalla diffusione pervasiva dei cartelloni pubblicitari.
Nelle pagine online a disposizione dell’imputato, dunque, venivano veicolati senza moderazione gli interventi di coloro che solidarizzavano con la denuncia pubblica dello scempio in questione. Inoltre, erano presenti messaggi che incitavano al compimento di azioni di resistenza civile.
Il tribunale, a fronte della denuncia di una società di affissioni, ha ritenuto che il modo di gestire blog e pagina Facebook dell’imputato integrassero gli illeciti penali di apologia di reato e di istigazione a delinquere. Inevitabile, con buona probabilità, l’appello.
A prescindere dal merito della vicenda che, come detto, sarà eventualmente di competenza dei giudici di secondo grado, il problema serio è un altro. Come ha dimostrato anche il caso che ha riguardato le esternazioni del Presidente della Camera, vittima di insulti e minacce online, sempre di più sta venendo meno il limite fra quello che – a torto o ragione – si ritiene eticamente giusto e il rispetto della legge. Sempre più persone, sfruttando il (finto) anonimato reso possibile dall’intermediazione della rete, si lanciano in “crociate” più o meno condivisibili. Ma il fatto di utilizzare la rete non cambia la sostanza delle cose: un atto illecito rimane tale a prescindere dal perché e dal modo in cui lo si commette. L’etica rimane fuori dalle aule giudiziarie.
Fotografie dal Web direttamente sul Pc
L’avvento degli smartphone ha reso semplicissimo scattare una fotografia e pubblicarla su Facebook, Twitter, o servizi dedicati come Instagram, Picasa e Flickr. Controllare quello che è stato pubblicato in passato e salvare una copia locale delle informazioni è però molto più difficile: i dati sono distribuiti tra vari servizi, ciascuno con le sue limitazioni e basato su un’interfaccia diversa dalle altre. Per riunire tutte le proprie fotografie in un’unica posizione, farne una copia locale e gestirle in modo semplice e intuitivo, si può usare l’utility Socialfolders, scaricabile da https://socialfolders.me. La versione gratuita permette di sincronizzare fino a 3 servizi e 2.000 fotografie: un limite non impossibile da raggiungere, ma abbastanza elevato da permettere a molti utenti di evitare il pagamento dell’abbonamento al servizio premium, che costa 1,99 dollari Usa al mese o 9,99 all’anno.
Dal punto di vista tecnico, il servizio è simile a Dropbox: bisogna innanzitutto registrarsi, scaricare e installare il client. Una volta effettuato il login si può associare all’account di SocialFolders uno o più servizi, tra i moltissimi supportati. Dopo aver completato la procedura, le informazioni saranno mappate come sottocartelle: è quindi possibile accedere alle fotografie usando Esplora risorse. La sincronizzazione, naturalmente, è bidirezionale: basta quindi trascinare una cartella o un file per pubblicare su Facebook le foto delle vacanze, oppure per aggiungere anche a Flickr uno scatto di Instagram particolarmente ben riuscito.
Twitter arriva su Windows 8
La app del social network è da oggi disponibile nel Windows Store con funzionalità aggiuntive, peculiari all’interfaccia di Windows 8. Snap view ad esempio è una di queste, e offre la possibilità di utilizzare un’altra applicazione lasciando attivo Twitter, per esempio si può guardare un film in streaming o leggere un ebook. Questa funzione permette di continuare a seguire i vari tweets facendo nel frattempo altre cose e consente di personalizzare le dimensioni delle app sullo schermo. Un’altra innovazione riguarda la visualizzazione multipla delle foto e la possibilità di inviare tweet dall’interno di qualsiasi app. Questa modalità si chiama Share charm e una volta attivata consente di postare contenuto dall’interno di una app, per esempio una foto o un articolo di giornale. La stessa funzione è accessibile anche dalla barra di ricerca di Twitter: Search charm consente di trovare un account o di individuare specifici tweet, inserendo come parole chiave gli hashtag.
Infine i Live Tiles di Windows 8 diventano i Twitter Live Tiles e tengono aggiornati su quanto accade nel social network e su quali app stanno girando. La app di Twitter per Windows 8 è disponibile in 22 lingue tra cui l’italiano.
La foto perfetta per Facebook: come catturare i “like” degli amici
Uno studio realizzato da Nikon in collaborazione con la University of California di Berkeley ha messo in evidenza che le foto che ricevono più consensi nei social network (i “Mi Piace” di Facebook, per esempio) sono quelle che mostrano panorami mozzafiato o animali domestici o immagini di cibo.
Durante lo studio è stato chiesto a 500 persone sparse in tutta Europa di valutare una serie di 35 immagini, diverse per soggetto e qualità fotografica, e dalle risposte è emerso che i ritratti di persone o gruppi scattati nei vari eventi attirano in realtà meno interesse e reazioni positive.
Su Facebook i fotografi dovrebbero quindi scegliere come soggetto un panorama o un animale e valutare la possibilità di introdurre un elemento che sia d’ispirazione per le persone.
Allo stesso tempo è fondamentale cogliere la luce nel modo più realistico, per ottenere la corretta esposizione e ridurre al minimo la sfocatura.
L’aspetto tecnico riveste un’importanza fondamentale: i risultati dello studio mostrano che le immagini a bassa risoluzione o sfocate difficilmente piacciono e che se le persone si trovano davanti foto con occhi rossi o scene poco illuminate, difficilmente ne restano attratte.
In particolare, l’esperimento ha dimostrato che malgrado la popolarità dei filtri creativi che modificano i colori o la grana, questi strumenti hanno un impatto minimo o addirittura nullo sulla quantità dei “Mi piace” ottenuti da un’immagine.
Le 35 immagini analizzate comprendevano diverse foto di persone, panorami, più una serie di eventi classici come compleanni o matrimoni, foto di animali e una selezione di immagini di cibo.
Alcune apparivano nel test due volte, con elementi fotografici alterati quali zoom, risoluzione, esposizione e sfocatura. Per determinare quale fosse il ruolo della qualità dell’immagine e della composizione ai fini dell’assegnazione dei “Mi piace”, è stata analizzata la differenza nella reazione davanti alla versione con o senza zoom di una stessa foto.
In sintesi i fattori che influenzano di più i giudizi, secondo lo studio dell’Università di Berkeley, sono l’emozione che un’immagine suscita e la qualità con cui è stata realizzata.
Gestire i permessi delle applicazioni Web
I social network hanno rivoluzionato il modo di interagire con Internet, ma questo cambiamento epocale ha avuto un prezzo: i dati personali sono sempre meno privati e riservati, e soprattutto sono utilizzati come una vera e propria merce dai gestori delle varie comunità virtuali e dai loro partner. Le Api pubblicate da molti servizi Web, inoltre, hanno permesso di creare siti che si appoggiano sulle principali piattaforme aggiungendo ulteriori funzioni: i giochi e le altre applicazioni collegate con Facebook ne sono un esempio eclatante.
È fin troppo facile perdere il controllo sulla riservatezza delle proprie informazioni personali, anche perché in molti casi le opzioni per revocare le autorizzazioni sono sepolte tra una miriade di altre funzioni. MyPermissions.org è un sito Web semplice ma efficace che permette di verificare in ogni momento la situazione dei propri dati personali: basta visitare il sito per avere a portata di clic le pagine di configurazione dei permessi d’accesso di tutti i più diffusi servizi social.
MyPermissions funziona semplicemente come una collezione di Segnalibri memorizzati all’interno di una pagina remota, che viene però mantenuta sempre aggiornata, anche quando i vari servizi a cui si riferiscono modificano la loro interfaccia. MyPermissions offre anche uno strumento software dedicato all’analisi e alla gestione centralizzata dei permessi, ma si tratta di un prodotto commerciale che costa 4,99 dollari al mese.
L’amore al tempo dei social network: le vendette informatiche degli ex
La fine di una relazione nell’era dei social network può portare brutte sorprese on line. Se l’amore è cieco, una ex fidanzata o fidanzato un po’ vendicativi sanno esserlo molto meno con la conseguente perdita della vostra privacy.
McAfee ha condotto uno studio sul tema “Love, Relationship and Technology” da cui risulta che In Italia il 75% dei possessori di smartphone conserva sul proprio dispositivo informazioni personali, quali dati bancari, password, foto (anche compromettenti), numeri di carte di credito e che solo il 40% li protegge con password o pin.
Comportamenti in bilico tra eccessiva fiducia e ingenuità rendono la nostra privata facile preda di sguardi curiosi e invadenti, spesso proprio da parte di chi è stato nostro partner. Il 94% degli intervistati ad esempio è convinto i propri dati e le foto non corrano rischi nelle mani dei propri compagni di vita.
Tuttavia, McAfee ha rilevato che il 13% degli adulti ha subito violazioni di dati senza permesso da coloro con cui condividevano le proprie credenziali. Inoltre, un ex partner su dieci ha minacciato di diffondere online le foto osé del proprio ex, minacce che sono state eseguite in quasi il 58% dei casi.
Le principali motivazioni che hanno portato alle minacce da parte degli ex includono bugie (44%), tradimenti (42%), rottura del legame (28%), annullamento del matrimonio (12%), foto con un altro/altra (12%).
Condividere le password con il partner può sembrare una cosa naturale e innocua, avverte McAfee, ma spesso può tradursi in violazione della privacy; le informazioni personali più preziose potrebbero cadere nelle mani sbagliate e approdare su una piattaforma pubblica. Ognuno di noi deve essere più consapevole dei rischi e adottare le misure più adeguate per proteggere i dati personali.
Il report di McAfee, che viene pubblicato proprio il giorno prima di San Valentino rivela anche qualche comportamento curioso: gli italiani ad esempio, quando hanno a portata di mano la password del partner, non riescono a fare a meno di spiare e controllare le e-mail, i conti bancari e le pagine dei social media.
Oltre il 52% delle persone intervistate ha ammesso di controllare i profili di social media e i conti bancari dei propri compagni e quasi il la metà (46,8%) controlla anche i messaggi di posta elettronica. Molti (44,3%) controllano il loro ex-partner su Facebook più di quanto non tengano d’occhio il loro partner attuale (47,5%).
Sono gli uomini a spiare di più delle donne: Il 46% ha ammesso di “controllare” la loro partner, l’ex-partner e l’ex dell’attuale compagna su Facebook o Twitter, rispetto al 36,8% delle donne.
Inoltre, il 56,5% degli uomini ha ammesso di controllare la posta elettronica, i social media e i conti bancari della proprio partner, rispetto al 51,5% delle donne.
Qualcuno potrebbe dire che anche questo è un segno d’interesse verso la persona amata e visto che siamo alla vigilia di San Valentino vogliamo chiudere con una nota positiva: nonostante i rischi il 27% degli intervistati ha ancora intenzione di inviare foto romantiche e messaggi d’amore al proprio partner per San Valentino, con gli uomini più inclini a farlo delle donne (49% contro 29%) nonostante risultati proprio loro i più colpiti dalla minaccia di pubblicazione di foto compromettenti on line rispetto alle donne (11,7% verso 7,6%). Ma ci sembra giusto l’avvertimento di McAfee: condividi i tuoi sentimenti, non i tuoi dati.
Twitter punta all’e-commerce con American Express
American Express e Twitter hanno stretto un accordo finalizzato a rendere possibile l’acquisto di beni e servizi tramite il social network ai titolari di carte di credito AmEx.
L’annuncio è stato dato ieri e si fonda sull’implicito potere d’acquisto degli hashtag: in pratica i possessori di carte American Express che decideranno di sincronizzare le loro carte di credito con AmexSync , potranno, digitando alcuni hashtag speciali, acquistare prodotti da Amazon, Sony, Urban Zen, Xbox 360 e probabilmente altri partner che via via si aggiungeranno.
Per coloro che già da oggi sincronizzeranno i dati della propria carta AmEx, la società mette a disposizione una gift card del valore di 25 dollari al prezzo di 15 dollari; è sufficiente inviare un tweet utilizzando questo hashtag: #BuyAmexgiftCard25.
Il processo d’acquisto prevede una serie di step di controllo: una volta inviato il tweet gli utenti ricevono una risposta da @AmerSync contenente un hashtag di conferma. Entro 15 minuti dalla ricezione bisogna inviare un nuovo tweet utilizzando l’hashtag ricevuto, così da validare l’ordine di acquisto inviato in precedenza. I prodotti acquistati verranno recapitati all’indirizzo indicato dall’utente. Al momento sono in vendita a prezzi speciali il Kindle Fire HD di Amazon, la fotocamera Sony Action e la Xbox 360 4 GByte.
Per Twitter l’operazione rappresenta un modo per monetizzare un servizio che finora si è retto solo sugli ads pubblicitari. American Express invece non è nuova a collaborazioni con i vari social network: AmexSync ad esempio è già utilizzato su Facebook e Foursquare. I termini economici dell’accordo e l’eventuale revenue sharing non sono stati resi noti.
Il mondo dei social media si dà appuntamento a Milano
Milano ospita dal 18 al 22 febbraio la Social Media Week, la settimana dedicata ai social network e al ruolo dirompente che essi hanno sulla vita pubblica e privata di ciascuno di noi.
La manifestazione, organizzata da Hagakure con il Patrocinio del Comune di Milano e in collaborazione con Nokia, Telecom Italia Fiat, Lavazza, Mondadori, Wired.it , R101 e Tucano, ha come tema principale di questa edizione l’Open Connected, ovvero il ruolo propositivo e collaborativo che i social network stanno svolgendo nei rapporti tra le persone e la società. “Non vuol essere il festival di Facebook” ha commentato stamani Marco Massarotto, partner di Hagakure, nel presentare l’iniziativa, “ma un evento aperto a tutte le piattaforme di social media e soprattutto fruibile da tutti, anche da chi non è fisicamente a Milano”. Sono infatti previsti più di 50 appuntamenti in streaming, tra conferenze e dibattiti, che si potranno seguire direttamente dal sito socialmediaweek.org/milan e telecomitalia.it, con ospiti internazionali di rilievo e più di 150 relatori.
Telecom Italia, partner tecnologico della Social Media, oltre a rendere possibile lo streaming video degli incontri, presenterà il progetto Navigare Insieme, rivolto all’inclusione digitale degli over 60, e avviato in 16 città italiane, tra cui Milano. Il tentativo è proprio quello di coinvolgere nella Social Media Week non solo il popolo dei nativi digitali e di chi ha più dimestichezza con le nuove tecnologie ma anche quanti, per ragioni anagrafiche, sono più refrattari ai nuovi mezzi di comunicazione digitale.
I temi affrontati nei cinque giorni di dibattito andranno dall’impatto dei social media sulle campagne elettorali agli aspetti di uguaglianza e parità fino alla rivoluzione in campo fotografico resa possibile della diffusione degli smartphone. Gli incontri sono aperti a tutti e sono previsti anche sessioni più tecniche come quelle organizzate da Nokia per gli sviluppatori di Windows Phone 8 e sulle tecnologie di imaging dei cellulari.
Tre le location allestite nel centro cittadino (Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele II, Palazzo Reale e il negozio inMondadori di Piazza Duomo) che ospiteranno gli eventi, con format diversi, a conferma del ruolo di Milano quale faro guida nel campo dell’innovazione tecnologica.
Facebook sempre più una mobile company
L’anno che si è appena concluso ha visto Facebook oltrepassare la soglia del miliardo di utenti al mese e trasformarsi sempre più in una mobile company. A dare questa definizione è stato Mark Zuckerberg in persona, che ieri ha presentato i dati finanziari relativi all’ultimo trimestre 2012. Oltre all’incremento del fatturato del 40%, nel periodo di riferimento, è da segnalare la crescita degli utenti attivi da mobile: 680 milioni (mensili) a dicembre, più della metà degli utenti attivi mensilmente :1 miliardo e 60 milioni. E ben 157 milioni di persone si collegano a Facebook esclusivamente da telefono mobile.
A livello di accessi giornalieri la media è di 618 milioni utenti attivi sul web.
L’80% del fatturato Facebook arriva dall’advertising: 1.33 miliardi di dollari su 1.585 miliardi di dollari e il mobile pesa per il 23% sul fatturato pubblicitario, cresciuto del 41% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Un’altra fetta di ricavi, se pur molto piccola, arriva dai Facebook Credits e dai Gifts Service, che hanno realizzato 256 milioni di dollari. Per Facebook sono i primi tentativi di monetizzare alcuni servizi creati per i membri del social network e anche per il 2013 l’azienda non prevede di ottenere grandi guadagni da questi servizi.
Analizzando la ripartizione geografica del fatturato, la maggior parte degli introiti arriva dagli utenti del Nord America che non sono numericamente la parte preponderante, visto che il social network è molto più utilizzato al di fuori degli Stati Uniti e dell’Europa, ma i paesi emergenti come Asia, Africa e America Latina pesano poco in termini di redditività.
Infine nellla seconda metà del 2012 Facebook ha aumentato le spese in Ricerca e Sviluppo di ben il 60%, rispetto al 2011in questo periodo c’è stato il lancio del Graph Search, il motore di ricerca interno al social network e della versione Android 2.0 di Facebook.

Facebook lancia la sfida a Google con il Graph Search
Più di un miliardo di persone connesse, 240 miliardi di foto postate e oltre mille miliardi di collegamenti generati in questi anni, di migliaia di tipi diversi, come sfruttare questa enorme mole di dati dispersi tra le pagine dei profili di Facebook, per offrire una valore aggiunto agli utenti della community? Facebook ci stava lavorando da tempo e ieri è arrivato l’ annuncio di Graph Search, il motore di ricerca interno al social network, che consente di navigare nelle informazioni del social graph, strutturandole in un indice di ricerca. Il motore è per ora in versione beta, ma in un certo senso è un’evoluzione del Social Graph iniziale di Facebook, là dove gli utenti erano chiamati a stringere nuovi contatti e relazioni: Ora quelle stesse relazioni, arricchite e ampliate, diventano oggetto delle nostre ricerche.
Il Graph Search non funziona allo stesso modo del motore di ricerca classico, stile Google: quest’ultimo fornisce l’elenco dei miglior risultati indicizzati in base a un parola chiave, il Graph Search produce risultati che sono già filtrati in base ai gusti espressi dai nostri amici e dalla cerchia di contatti, arricchendoli quindi dei giudizi lasciati, (i famosi I like), delle foto condivise, dei luoghi visitati dalle persone di cui ci fidiamo. Così cercare un film da andare a vedere al cinema sul web produce un risultato diverso che cercarlo all’interno di Facebook, dove potrò vedere quali amici hanno già visto quella pellicola e che giudizi hanno lasciato e a quale cinema si sono recati.
Sotto il profilo dell’interfaccia utente Graph Search si presenta come una barra di ricerca in cima a ogni pagina Facebook e ogni ricerca effettuata oltre a produrre l’elenco di risultati, dà il titolo a una pagina, editabile a piacere dall’utente, che contiene tutti i contenuti personalizzati condivisi su Facebook su quel dato argomento. Per le ricerche al di fuori del social network, Social Graph si avvale di Bing, il motore di ricerca Microsoft.
Ma come si concilia questo enorme tritacarne delle nostre informazioni con la privacy degli utenti?
Graph Search rispetta le impostazioni di privacy date dall’utente, dice Facebook, e consente di visualizzare solo i contenuti già resi pubblici dai singoli membri. Per le foto ad esempio, compariranno nei risultati di ricerca solo quelle che la persona ha condiviso con chi ha impostato al ricerca e non altre.
Il motore è per ora disponibile solo in lingua inglese e la ricerca è limitata a un set di contenuti: quattro le aree principali di ricerca: persone, foto, luoghi e interessi. Il prossimo obiettivo sarà incorporare anche i post e l’open graph, fa sapere Facebook e rendere disponibile poi Graph Search anche su piattaforma mobile e in lingua diverse dall’inglese.
Arriva l’archivio dei Twitter
Dick Costolo, Ceo di Twitter, l’aveva promesso qualche tempo fa: gli utenti del social network avranno finalmente la possibilità di scaricare un archivio di tutti i loro tweet passati, direttamente dal proprio account. Stando alle notizie dei blog tecnologici, l’archivio avrebbe cominciato a circolare in questi giorni via mail. Gli utenti dovrebbero ricevere un messaggio di posta elettronica contenente un file Zip con al suo interno l’archivio in versione Html. Basterà estrarre lo Zip e si potranno leggere tutti i tweet in formato Calendario. In questo modo Twitter viene incontro a un’esigenza molto sentita da chi frequenta i social network e Internet in generale: quella di essere padroni dei propri dati e di averli a portata di mano all’occorrenza. Un po’ come fa Google da tempo con l’iniziativa Data Liberation Group e come ha fatto anche Facebook con la pagina del Download delle tue informazioni.
In arrivo filtri fotografici anche per Twitter
La competizione tra i social network si sposta sempre più sul fronte delle immagini. E se Instagram è stato utilizzato dal Time per “coprire”, giornalisticamente parlando, l’uragano Sandy, dando un account ai fotografi del settimanale perché postassero in tempo reale i momenti cloud del ciclone, anche Twitter sembra aver capito che delle immagini non può più fare a meno.
Stando alle notizie riportate da alcuni blog tecnologici Twitter starebbe realizzando un’applicazione di gestione ed elaborazione delle immagini, molto simile a Instagram, da integrare negli smartphone, che conterrà una serie di filtri da applicare alle immagini.
I ben informati sostengono che dopo aver cercato invano di acquisire un servizio stile Instagram, Twitter abbia deciso di svilupparlo internamente. Anche se può sembrare un vezzo per un social network che ha fatto della sintesi dei 140 caratteri il suo cavallo di battaglia, tuttavia la presenza di una app fotografica risulterebbe molto apprezzata dal pubblico dei VIT: Very Important Twiteers, un neologismo che sembra destinato a sostituire il ben più noto Vip, e che identifica i personaggi del mondo dello spettacolo e anche della politica che affidano i loro cinguettii digitali a Twitter.
Oggi molti di questi utenti ricorrono a Instagram per scattare e rielaborare le foto da postare poi su Twitter, un passaggio che un domani potrebbe essere saltato, evitando così di regalare traffico prezioso a Facebook. Instagram da quanto è entrato a far parte di Facebook ha visto salire ulteriormente la propria audience, tanto da sorpassare lo scorso mese di ottobre il numero di utenti giornalieri di Twitter negli Stati Uniti : 7,3 milioni contro 6,9 milioni (fonte ComScore) . In tutto sono ormai più di 80 milioni gli iscritti a Instagram.
Panda Internet Security 2013, gratis per gli utenti Facebook
Panda Security ha concluso un accordo con il più importante social network al mondo per proteggere i milioni di utenti dalle minacce sempre più frequenti di malware che infestano il sito.
Gli utenti iscritti a Facebook possono scaricare in modo completamente gratuito l’ultima versione di Panda Internet Security 2013 per la durata di sei mesi. Panda Security e Facebook condivideranno anche i rispettivi database di Url pericolosi per salvaguardare la navigazione sul web. Da oggi quindi su Facebook all’interno dell’ AV Marketplace si può scaricare il software Panda e si può consultare il database di indirizzi pericolosi.
Panda Internset Security 2013 protegge l’identità degli utenti durante la navigazione nel social network e in Internet; in particolare il modulo Panda Safe Browser è utile per quanti desiderano proteggere la propria privacy ed è in grado di crittografare e proteggere con password file e cartelle per evitare il furto di dati personali e bancari.
Nella suite di Panda Security è presente anche un modulo anti-phishing e uno anti-dialer, per evitare le chiamate a pagamento non autorizzate; essa inoltre garantisce una protezione in tempo reale da minacce conosciute e non, sfruttando l’esperienza di milioni di utenti raccolta dall’Intelligenza Collettiva, la tecnologia cloud di Panda. Questa sistema raccoglie le informazioni sui malware ricevute dai singoli computer per continuare a incrementare il livello di protezione della comunità di Panda Security.
La suite Internet Security 2013 fa affidamento su questa vasta base di conoscenza per garantire risposte più rapida ai nuovi attacchi malware, ed è compatibile già con Windows 8.
Il primo miliardo di Facebook
Non sono dollari ma persone. Quello che festeggia oggi Facebook è un primato mai raggiunto finora da nessun social network: 1 miliardo di utenti attivi al mese sulla sua rete in tutto il mondo.
Il fondatore, Mark Zuckerberg, si dice onorato di aver contribuito a mettere in contatto così tante persone e snocciola qualche numero in più.
Da quando il social network è partito su scala planetaria ci sono stati 140, 3 miliardi di richieste di amicizia scambiate, 219 miliardi di foto caricate e oltre 1,13 trilioni di preferenze I like cliccate: interessante anche il numero di post geolocalizzati inviati su Facebook: da agosto 2010, quando è stato lanciato il servizio, a settembre 2012 ne sono stati contati 17 miliardi. L’età media degli utilizzatori è di 22 anni e i primi cinque paesi al mondo che hanno contribuito maggiormente al successo del social network in termini di di persone connesse sono Brasile, India, Indonesia, Messico e Stati Uniti. Negli ultimi anni è decisamente aumentata la quota di utenti attivi da smartphone e cellulari: oggi pari a 600 milioni. Insomma se la quotazione in borsa è stata un flop, i numeri del social network non smettono di crescere.
Per festeggiare il primo miliardo Facebook ha realizzato un video, il primo con il suo marchio, che è anche un modo per spiegare la missione del social network nel mondo. Ve lo proponiamo qui di seguito.
Myfoglio: il network professionale per la fatturazione on line
Con oltre 6 milioni di partire Iva il nostro paese è un potenziale grande fruitore di servizi per la fatturazione on-line, ma finora problemi di sicurezza e l’assenza stessa di soluzioni cloud hanno disincentivato le imprese dal mettere on line le fatture.
Myfoglio è il nuovo network professionale che gestisce l’emissione e il flusso delle fatture di aziende e professionisti realizzando al contempo una rete di contatti professionali.
Il servizio è stato sviluppato da un team italo-svizzero di professionisti e viene commercializzato in Italia dalla Well Done di Milano. È disponibile in tre lingue (italiano, spagnolo e inglese) e supporta differenti parametri fiscali per un utilizzo nelle varie regioni europee. Myfoglio esiste in due versioni: gratuita per chi emette fino a 12 fatture all’anno e premium al costo di 5 euro al mese +Iva senza limitazioni nel numero di fatture gestibili e con tutte le funzionalità abilitate. I dati delle fatture sono gestiti in tutta sicurezza grazie all’utilizzo della connessione https e alla compatibilità della piattaforma con tutti i dispositivi mobili e non, dai PC ai tablet fino all’ iPad.
I documenti possono essere ricercati a partire da qualunque dato disponibile: nome, ragione sociale, importo, sigla ma la peculiarità di MyfFoglio è quella di utilizzare un “wall”, un punto di raccolta delle informazioni che ruotano attorno all’utente: dalle notifiche di azioni, alla messaggistica istantanea scambiata con altri utenti, fino agli avvisi di scadenze e alle anagrafiche dei clienti e dei prodotti.
Partecipando a Myfoglio si ha quindi la possibilità di ampliare la schiera dei contatti, dei clienti e fornitori e nello stesso tempo si accede a un meccanismo di condivisione delle informazioni che è tipico dei social network. Un servizio a metà tra Linkedln e un web service
Un diario a prova di occhi indiscreti su Facebook
La nuova Timeline introdotta da Facebook che ha trasformato l’home page di ognuno di noi in un Diario si sta in realtà rivelando un’arma a doppio taglio per la privacy e l’identità degli utenti. A molti sarà capitato di ritrovarsi in foto della cui esistenza ci si era dimenticati o che comunque non era nostra intenzione riportare on line.
ESET NOD32, uno dei principali produttori di software per la sicurezza su Internet, ha di recente reso noti una serie di accorgimenti necessari per tutelare la propria identità, utilizzando l meglio le opzioni di privacy del Diario.
Prima di tutto bisogna scegliere quali informazioni rendere pubbliche: è sempre melio scegliere una condivisione mirata e personalizzata. Per reimpostare le opzioni di privacy sul nuovo Diario basta andare nel menu a discesa, in alto a destra nell’home page, o seguire le indicazioni di Facebook.
Il secondo punto da definire è chi può vedere le storie sul mi odiario. L’utente può decidere quali informazioni condividere e con chi: la Timeline consente infatti di creare liste ristrette di amici a cui rendere visibili le singole informazioni. L’utente può decidere di escludere persone o gruppi attraverso combinazioni personalizzate, con preferenze più dettagliate. È utile ricordare che si può sempre ampliare la condivisione delle informazioni ma è più difficile restringerla, quindi meglio scegliere di default l’opzione più restrittiva.
Un altro problema riguarda i post in cui i nostri amici ci taggano e che vengono automaticamente inseriti nel nostro Diario.Anche in questo caso ci sono sistemi per evitare che ciò accada e alla peggio si può sempre utilizzare l’opzione “segnala la notizia” che è un po’ un modo per segnalare a Facenook che sono stat violate alcune condizioni d’uso del social network.
Anche le informazioni personali contenute nel proprio diario possono essere tenute sotto controllo: la data del compleanno o la città di nascita possono essere impostate scegliendo l’icona “selezione del pubblico” che restringe le opzioni di visibilità dei singoli dati sul nostro profilo.
Inoltre si può anche scegliere l’opzione di vedere in anteprima i post che gli amici intendono pubblicare sulla nostra timeline, accedendo alla sezione “Diario e aggiunta di tag” e modificando le relative impostazioni. Questo consente di ricevere una notifica del post in attesa e di decidere poi se acconsentire o meno alla pubblicazione.
Infine il registro Attività è un po’ la history della propria presenza su Facebook: contiene tutto ciò che si è pubblicato dal momento in cui ci si è iscritti al social network: si possono rileggere tutti i post giorno per giorno e andare indietro negli anni e decidere così se allargare o meno la condivisione di determinate notizie.
Mc Afee protegge la privacy su Facebook
McAfee rilascia la app gratuita Social Protection, appositamente studiata per proteggere le foto degli utenti di Facebook dall’utilizzo indesiderato e dalla loro condivisione non autorizzata con altre persone. Read more
Alitalia attiva il social login
La compagnia di bandiera è la prima al mondo ad attivare un collegamento diretto tra i principali social network e i servizi offerti dal sito www.alitalia.com.
Da oggi tutti i clienti iscritti al programma MilleMiglia potranno accedere all’area loro dedicata sul sito utilizzando le stesse credenziali di accesso fornite su Facebook, Twitter, Linkedln, Google,Yahoo e Msn Messenger. In questo modo ci si può collegare più rapidamente ai vari servizi dedicati, come la visualizzazione dell’estratto conto delle miglia, l’acquisto di un biglietto premio o la richiesta di miglia per voli non accreditati.
Gli utenti iscritti possono comunque continuare a utilizzare anche il vecchio login, indipendente da Facebook e altri network, mentre coloro che non sono ancora iscritti al programma MilleMiglia potranno farlo più facilmente, servendosi appunto delle credenziali già in uso nei principali social network senza doverne creare di nuove.
È possibilei associare più di un social network al proprio profilo MilleMiglia.
A Microsoft la software house Yammer
La società di software Yammer ha accettato l’offerta di acquisto di Microsoft cedendo le sue attività per 1,2 miliardi di dollari. L’acquisizione non è ancora stata ufficializzata da ambo le parti, ma secondo l’autorevole fonte del Wall Street Journal sarebbe ormai certa.
Yammer è una società poco conosciuta al pubblico di massa, e tra gli addetti ai lavori viene definita un po’ il Facebook degli uffici, per la peculiarità di creare reti sociali private interne alle aziende. Operativa dal 2008 Yammer offre anche servizi di file sharing e altri strumenti software. A Microsoft questa start up potrebbe servire per aggiungere funzioni di social networking ad Office, che rappresenta oggi ancora più della metà del fatturato annuale di tutto il gruppo.
In particolare ci sono parecchie sinergie con SharePoint che ha funzioni simili a quelle di Yammer e potrebbe quindi essere integrato con quest’ultimo. Ad oggi Yammer vanta una base di quattro milioni di utenti corporate, il 20% dei quali utilizza la parte di servizi a pagamento.
Il furto di password su Linkedln
Sono oltre 6,5 milioni le password degli account sottratte ieri ai membri del business social network business in uno dei più massicci attacchi mai realizzati contro un social network. I dati trafugati dagli hacker sarebbero stati postati ieri mattina su un sito russo di hacker. La tecnica è sempre la stessa: i membri del social network hanno ricevuto unamail in cui si chiedeva loro di confermare l’indirizzo di posta elettronica cliccando su un link inserito nel testo del messaggio. Purtroppo quest’ultimo portava a siti di scam.
Linkedln oggi invita tutti gli utenti a cambiare password e credenziali, anche perché chi è stato colpito troverà che la propria password non è più valida. La società invierà presto via mail le istruzioni su come resettare le password ma senza inserire link nei messaggi. Solo su specifica richiesta dell’utente sarà inviato un nuovo messaggio con il link per resettare la password. Questo per evitare ulteriori tentativi malevoli di intrusione negli account. Sul blog l’azienda ha anche pubblicato un post con alcuni consigli utili da seguire nell’impostare le nuove credenziali di accesso al sito.
Non è ancora chiaro quante delle password rubate corrispondano effettivamente ad account su Linkedln che conta 150 milioni di scritti in tutto il mondo.




