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Pagamenti via cellulare: transati 900 milioni di euro nel 2012

21 Febbraio 2013 di  

L’Italia sta vivendo un vero boom nell’adozione dei sistemi di pagamento a distanza con il cellulare: il valore dei beni e servizi acquistati è cresciuto del 30%, passando da 700 milioni del 2011 a 900 milioni nel 2012. I contenuti digitali per cellulare valgono 470 milioni di euro (+15%) mentre beni servizi come i pagamenti dei parcheggi e autobus o dei bollettini postali crescono del 60% arrivando a quota 310 milioni di euro.

Il 2013, secondo L’Osservatorio NFC & Mobile Payment del Politecnico di Milano che ha presentato oggi l’ultimo rapporto,  sarà l’anno dell’ NFC, tecnologia ormai adottata da un numero sempre maggiore di smartphone e utilizzata per i pagamenti di prossimità,  dove la transazione si conclude avvicinando il cellulare NFC al Pos dell’esercizio commerciale.

Finora sono stati venduti 2,5 milioni di smartphone NFC, sono state emesse 2 milioni di carte contactless e sono stati definiti piani per l’attivazione di oltre 170.000 Pos per la fine 2013. A ottobre 2012 è stata raggiunta un’importante intesa tra le principali telco italiane (Telecom Italia, Vodafone, Wind, H3g e Poste Mobile) per l’impiego di Sim NFC e la creazione di una piattaforma comune per i  pagamenti NFC.

Ci sono insomma tutte le condizioni a contorno perché il mobile payment decolli e gli italiani si stacchino definitivamente dai contanti.

Analizzando nei dettagli che cosa gli italiani comprano utilizzando il cellulare, bisogna distinguere tra i servizi di e-commerce tradizionale come acquisto di coupon, biglietti per il turismo, o  vendite nelle varie aste on line e gruppi di acquisto, che rappresentano l’80% del valore delle transazioni e l’acquisto di servizi veri e propri che valgono come si è detto 310 milioni di euro. L’80% di questa cifra è stato speso per acquistare ricariche telefoniche, pagare bollettini, come il canone Rai o altri bollettini postali. Il restante 20% è stato utilizzato nell’ambito della mobilità, ad esempio per pagare la sosta dell’auto, i biglietti del trasporto pubblico locale, il taxi, il car& bike sharing.

Si stima che siano addirittura 700.000 le ore di parcheggio pagate dagli italiani con il cellulare e oltre 600.000 i biglietti per il trasporto pubblico locale acquistati con questa modalità, tanto da far pensare ai servizi in mobilità come alla potenziale killer application del mobile remote payment.

Infine un’altra voce importante sul fatturato del mobile remote payment sono i trasferimenti di denaro via cellulare, che salgono a 150 milioni di euro e sono cresciuti del 50% nel 2012: l’84% è dato dall’acquisto di ricariche di carte prepagate, il 13% dal trasferimento di credito telefonico e solo il 3% dal vero e  proprio “mobile Money Transfer p2p”.

Per il 2013 ci sono forti attese dall’ NFC: per fine anno sono previsti 6 milioni di smartphone NFC in circolazione in Italia.  Lo scenario delineato dall’Osservatorio sul Mobile Payment del Politecnico di Milano prevede che nel 2016 ci saranno da 6 a 10 milioni di utenti che pagheranno mediante una soluzione di Mobile Proximity Payment, a fronte di un parco installato di 25 milioni di smartphone NFC e di un numero di POS abilitati che potrebbe avariare tra i 405.000 e i 610.00.

Ipotizzando uno scenario prudente, dice il Politecnico di Milano, si potrebbe stimare di poter raggiungere al 2016 un valore di pagamenti mobili di prossimità pari a 4,7 miliardi di euro, di cui 1,5 miliardi di euro saranno realizzati con i micro-pagamenti.

Nell’ipotesi più ottimistica invece il transato arriverebbe a 10,8 miliardi di euro (+130%) e in questo caso i micropagamenti peserebbero per 4,3 miliardi di euro.

Ubi Banca guarda al futuro con il mobile payment

22 Gennaio 2013 di  

Le tecnologie di comunicazione contactless non sono certo una novità dell’ultima ora; negli ultimi mesi, però, stiamo assistendo a una progressiva e inesorabile diffusione dello standard Nfc (Near Field Comunications) all’interno degli smartphone.

Considerando il parco macchine “installato” di ben 32 milioni di smartphone in Italia (e in prospettiva di 50 milioni entro il 2015), non stupisce che Ubi Banca, il terzo gruppo bancario italiano, abbia deciso di investire con decisione sul nuovo progetto di mobile payment basato proprio sui telefoni cellulari di ultima generazione.

Sviluppato in collaborazione con Lab#ID, il gruppo di ricerca sui sistemi Rfid dell’università Liuc (Università Cattaneo), il progetto Enjoy Mobile Payments parte in via sperimentale nella città di Varese. Nella pratica si tratta di una soluzione molto semplice: il cliente si reca in una delle 300 attività commerciali che hanno già aderito all’iniziativa (bar, negozi, tra l’altro) e può completare il pagamento semplicemente avvicinando il proprio smartphone al Pos contactless dell’esercente. La transazione, anche di piccoli importi, è completata in pochi secondi, attraverso la carta prepagata  Enjoy di Ubi che viene “virtualizzata” all’interno della Sim del cellulare.

Attualmente la sperimentazione prevede la fornitura di smartphone Samsung Galaxy S III con Sim Vodafone a 50 rappresentanti delle istituzioni, che presto diventeranno 500, ma entro il primo trimestre 2014 è previsto il lancio commerciale del progetto a livello nazionale.

Oltre ai già citati attori, il progetto si avvale del contributo della Camera di Commercio di Varese, di CartaSi e SIA (processor internazionale di pagamenti elettronici) e si colloca nell’ambito dell’iniziativa Smart City della Regione Lombardia.

Mobile Payment: parte il progetto Ticket Mobile Restaurant con Rim

20 Dicembre 2012 di  

Il mobile payment è uno dei fenomeni che secondo tutti gli analisti troverà esplosione nel 2013. Basta incrociare alcuni dati: 656 milioni di Sim attive in Europa e 730 milioni di carte di credito rilasciate per un valore di 1 miliardo e 915 milioni di euro di transato. Si tratta solo di far convergere questi due mondi abilitando i pagamenti sui telefoni mobili di ultima generazione. Pare facile ma non lo è. E siamo in presenza di una delle tante tecnologie in cerca di una killer application che forse non esiste, perché quel che conta è l’ecosistema sottostante che deve partire.

Il mondo delle telco, dei produttori di smartphone e delle istituzioni creditizie hanno iniziato a parlarsi solo da poco (In Italia ad esempio lo scorso 19 ottobre è stata ratificata una piattaforma comune per i pagamenti NFC da parte degli operatori mobili nazionali ) e all’attivo ci sono sperimentazioni nel campo dei pagamenti mobili in remoto ( tipico esempio l’acquisto dei biglietti dei trasporto del parcheggio via Sms o tramite app).

Ma le opportunità del mobile payment sono ben altre e passano naturalmente per il coinvolgimento degli esercizi commerciali, che dovranno dotarsi di POS abilitati a leggere lo smartphone come se fosse una carta di credito un Bancomat e quindi anche delle istituzioni finanziarie.

Sul fronte tecnologico la grande promessa è l’Nfc (Near Field Communications) che nel mobile payment trova solo una delle sue tante applicazioni, vista la versatilità di campi d’uso che tale tecnologia porta con sé: dalla condivisione di contenuti in peer to peer, allo scambio di documenti, biglietti da visita, app.

Lo scenario dipinto dall’Osservatorio Nfc & Mobile Payment del Politecnico di Milano parla di 30 milioni di dispositivi Nfc già in uso nel mondo (a fine 2011) e di 700 milioni di unità previste al 2016, per un mercato che a quella data varrà 10 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuo del 38%.

Sul fronte dell’offerta di terminali, nel corso del 2012 circa 20 produttori hanno lanciato almeno 30 nuovi modelli di smartphone Nfc che si aggiungono agli oltre 40 presentati nel 2011.

L’Italia è tutt’altro che indietro nell’adozione dell’Nfc: ci sono già 2 milioni di terminali Nfc in circolazione e il Politecnico di Milano prevede che al 2015 gli smartphone abilitati all’Nfc saranno 15 milioni. Quelli che mancano sono gli esercizi abilitati ai Pos Nfc: oggi ce ne sono 50.000 in Italia nel 2015 dovrebbero diventare  300.000.

Per questo è di particolare importanza il progetto Ticket Restaurant Mobile lanciato in questi giorni da Edenred (inventore dei Ticket Restaurant) insieme all’Osservatorio NFC & Mobile Payment del Politecnico di Milano, che prevede di dematerializzare il buono pasto tradizionale offrendo la possibilità  a 80 studenti del Politecnico di Milano di acquistare consumazioni in 60 esercizi convenzionati,  pagando con uno smartphone Nfc.

Partner fondamentale del progetto è Rim, produttore del BlackBerry e Ingenico Italia (per i pagamenti elettronici) insieme a Reply.

Ogni studente riceve in dotazione un Blackberry 9380 e a partire da adesso fino a maggio 2013 potrà sperimentare la nuova app di pagamento Nfc nella rete di esercizi commerciali (bar, ristoranti e mini market) convenzionati e situati nel perimetro dell’ateneo milanese. I punti vendita sono stati attrezzati di Pos Ingenico ICT250 con lettore contactless iST150 e grazie a questi sarà possibile pagare la consumazione avvicinando semplicemente il cellulare al lettore.

L ‘applicazione Ticket Restaurant Mobile è stata pensata non solo per offrire uno strumento di pagamento, ma anche per favorire le funzioni social più utili ai ragazzi: si possono invitare gli amici a pranzo in un locale, direttamente dalla App, oppure lasciare commenti e votare i locali preferiti, o ancora effettuare una ricerca degli esercizi commerciali presenti nelle vicinanze e visualizzare le mappe per raggiungerli grazie al “Cerca Locali”. In più è stata predisposta una piattaforma dedicata all’alimentazione e alla forma fisica, con i suggerimenti elaborati dagli esperti di Pausa Mediterranea.

In prospettiva un servizio del genere per gli operatori della ristorazione può diventare uno strumento per farsi conoscere e promuovere il proprio locale.

Rim dal canto suo ha fatto sapere di avere in cantiere altri progetti sempre nel campo delle tecnologie Nfc: il nuovo sistema operativo  BlackBerry 10, in arrivo il 30 gennaio 2013, avrà infatti integrato al suo interno l’Nfc.

Poste Italiane guida la rivoluzione dei pagamenti NFC

19 Ottobre 2012 di  

Nell’ambito dell’accordo appena siglato tra i principali operatori telefonici riveste un ruolo primario la presenza di PosteMobile, che attraverso l’integrazione delle tecnologia NFC sulla sua Sim, potrà offrire una gamma di servizi ai cittadini, che vanno dal pagamento dei bollettini postali, all’acquisto di beni e servizi. E in sinergia con BancoPosta, l’operatore mobile sta studiando una serie di prodotti da rendere presto disponibili ai cittadini. Non solo, due giorni fa Poste Italiane ha fatto sapere che la tecnologia NFC sarà in dotazione anche negli uffici postali e sui palmari dei portalettere telematici per consentire ai clienti il pagamento di bollettini, raccomandate o pacchi tramite cellulare. L’azienda sarà quindi tra le prime a offrire ai clienti una piattaforma di servizio completa: dalla scheda Sim PosteMobile per utilizzare il telefonino come mezzo di pagamento nei punti vendita abilitati e negli uffici postali, alla rete di uffici postali che adotterà la tecnologia NFC per accettare il pagamento via cellulare per operazioni postali, finanziarie o per ricarica della Sim o delle carte prepagate Postepay.

A partire da dicembre nella città di Milano si potranno acquistare già le prime Sim Poste Mobile con integrato NFC direttamente negli uffici postali.

Per gli utenti il meccanismo di funzionamento è molto semplice: con la Sim NFC di PosteMobile, nella quale è già integrata una carta prepagata Postepay NFC “smaterializzata”, il telefonino dialogherà con i Pos abilitati ai pagamenti in prossimità. Basterà quindi avvicinare il cellulare al lettore per eseguire in tutta sicurezza l’operazione di pagamento.

Per gli importi fino a 25 euro non ci sarà neppure la  necessità di digitare il Pin, che resta invece obbligatorio per importi superiori.

Per il futuro Poste Italiane intende gestire con l’applicazione NFC sul cellulare anche servizi di e-Government della PA per l’identificazione e il riconoscimento digitale, smaterializzando e trasferendo direttamente sulla Sim la carta d’identità, il passaporto, la tessera sanitaria, la patente e la firma elettronica.

Le telco varano una piattaforma comune per i pagamenti NFC su Sim

19 Ottobre 2012 di  

È accordo tra i principali operatori mobili italiani sullo sviluppo di una piattaforma congiunta che abiliti il mobile payment su Sim con tecnologia NFC.

Telecom Italia, Vodafone Italia, Wind, 3 italia e PosteMobile annunciano oggi di voler sviluppare una piattaforma comune al fine di garantire la piena interoperabilità delle soluzioni tecniche, secondo gli standard dettati dall’ GSMA, l’associazione internazionale degli operatori mobili.

L’obiettivo è dar vita a un ecosistema nazionale che permetta un’ampia diffusione dei servizi di pagamento contactless tramite smartphone. A tale scopo gli operatori intendono proporsi come abilitatori tecnologici del servizio, offrendo a banche e istituti che emettono carte di pagamento, un’infrastruttura comune su cui poi ciascuno possa offrire una gamma di servizi da erogare via mobile..

Il cuore di questo sistema sarà la Sim degli operatori che permetterà di gestire anche gli aspetti legati alla sicurezza.

Il modello proposto dalle telco tende ovviamente a legare l’uso dei servizi NFC al terminale e non ai provider che li erogano: gli operatori mobili hanno fatto sapere di voler collaborare per la massima diffusione di terminali abilitati alla tecnologia NFC, lasciando inalterata la filiera dei sistemi di pagamento in essere.

Il primo partner in questo progetto è SIA che creerà un hub-inter-operatore per i pagamenti. L’ecosistema sarà aperto e ogni service provider interessato potrà connettersi alla piattaforma. Le banche e gli altri istituti che emettono carte di pagamento potranno creare nuovi prodotti di mobile payment e raggiungere con essi i clienti di tutti e cinque gli operatori coinvolti.

Entro la fine del 2013 si prevede che l’80% degli smartphone sarà dotato di tecnologia NFC e a tale data dovrebbero essere attivi anche 150.000 negozi forniti di Pos abilitati ai pagamenti contactless.

Arriva SmartApps: la suite di app NFC per la produttività aziendale

1 Giugno 2012 di  

TechMobile, software house italiana tra le prime  a sviluppare soluzioni mobile su tecnologia NFC, annuncia oggi il lancio di SmartApps, la suite di app per la produttività, disponibile per smartphone e tablet su IOS, Android e BlackBerry.

Le nuove app integrano la tecnologia NFC e consentono di gestire  le varie funzioni lavorative sfruttando i dispositivi mobili abilitati all’ NFC.  Operazioni come la timbratura di badge, il riconoscimento utente, la gestione di cataloghi prodotti e il mobile couponing diventano possibili a partire dal proprio smartphone grazie all’utilizzo delle SmartApps.

L’accesso alla suite di app avviene dall’icone SmartBox; al momento sono disponibili i seguenti moduli:

SmartWork: l’applicazione studiata per la forza lavoro in mobilità che permette non solo di effettuare la geotimbratura, ma anche di inviare i report in tempo reale con la possibilità di implementare foto georeferenziate.

SmartXpense: consente di gestire le note spese in mobilità, aggiungere foto del giustificativo (scontrino o fattura) ed inviare la nota in tempo reale al server di gestione aziendale. L’applicazione permette inoltre la personalizzazione dell’archivio cliente.

SmartSheet: ottimizza la gestione della forza lavoro fuori sede dando la possibilità di effettuare la timbratura geo-referenziata con l’inserimento di inizio e fine attività lavorativa e l’invio di report completi sulla giornata.

SmartSurvey: consente di creare moduli dinamici per realizzare inchieste, sondaggi, indagini, ricerche di mercato e questionari (con eventuali domande e risposte multiple). Alla fine del processo si possono inviare all’instante i risultati all’azienda con grande semplicità ed efficienza.

SmartOrder: permette una rapida gestione del processo di ordine d’acquisto, consentendo di inviare dal device le richieste di approvvigionamento al server aziendale direttamente dai punti vendita.

SmartData & SmartVoice sono app che consentono di controllare in tempo reale il traffico dati e voce, verificando il raggiungimento delle soglie di traffico da parte dei dipartimenti amministrativi grazie al controllo accurato dei costi.