File di rete accessibili anche senza connessione
La funzione File Offline disponibile in Windows 7 permette di accedere ai file memorizzati su server Windows 2000 (o versioni successive) anche in assenza di connessione alla Lan. Si tratta di una possibilità molto utile per chi usa un computer portatile (purtroppo è disponibile soltanto nelle versioni Professional, Ultimate ed Enterprise del sistema operativo), ma sono tanti gli utenti che ne ignorano l’esistenza. Fortunatamente utilizzarla è facilissimo. Di default la funzione è abilitata; per rendere disponibile in un file di rete anche quando il Pc non è connesso alla Lan è quindi sufficiente farvi sopra clic con il tasto destro del mouse e selezionare nel suo menu contestuale la voce Sempre disponibile/i offline. Il file verrà copiato in una cache locale; al termine della copia comparirà per qualche secondo una finestra con il messaggio La preparazione dei file affinché siano sempre disponibili in modalità offline è stata completata. All’icona del file verrà poi sovrapposto un piccolo simbolo (due frecce disposte in circolo su fondo verde) per rendere evidente il nuovo stato. Naturalmente la modalità “disponibile offline” può essere applicata con un’unica operazione anche a un’intera selezione di file e cartelle. Per ripristinare la normale modalità operativa bisogna eseguire la stessa procedura: dopo aver selezionato i file e le cartelle per le quali si desidera disabilitare l’accessibilità offline, basta scegliere la voce Sempre disponibile/i offline (che in questo caso mostrerà un segno di spunta) nel relativo menu contestuale. La funzione è del tutto trasparente: un meccanismo che lavora in background si preoccupa di mantenere sincronizzati i file originali e le copie memorizzate nella cache locale. Per tenere sotto controllo i file di rete disponibili in modalità offline Windows mette a disposizione l’applet Centro di Sincronizzazione, che può essere lanciata dal Pannello di controllo. L’applet consente di verificare le relazioni di sincronizzazione attive e gli eventuali conflitti verificatisi a seguito di modifiche apportate contemporaneamente a un file di rete e alla sua copia locale: in questo caso è possibile scegliere a piacere la modalità di risoluzione del confitto. Facendo clic sulla voce Gestisci file offline, nella barra laterale dell’applet, si richiama l’omonima finestra che consente, tra l’altro, di impostare lo spazio massimo disponibile per l’archiviazione locale dei file offline. Sempre in questa finestra, tramite la scheda Crittografia, è possibile attivare la cifratura automatica di tutti i file offline (la cifratura viene applicata solo alla cache locale: i file di rete rimangono inalterati).
Windows 8: 100 milioni di licenze, in attesa di Windows Blue
Microsoft conferma finalmente la data di rilascio del primo aggiornamento di Windows 8, nome in codice Windows Blue, che dovrebbe coincidere con la fine dell’anno. L’aggiornamento risolverà alcuni punti critici di Windows 8 e Windows RT e consentirà anche di far girare il nuovo sistema operativo Microsoft su un più ampio numero di dispositivi portatili, soprattutto i tablet con gli schermi più piccoli.
L’azienda ha anche approfittato dell’annuncio di Windows Blue per comunicare sul blog ufficiale i risultati ottenuti fino a oggi da Windows 8 che è arrivato a quota 100 milioni di licenze, tra nuove e aggiornamenti da precedenti versioni. Solo a gennaio 2013 il numero di licenze era pari a 60 milioni. Nel frattempo è aumentato anche il numero delle periferiche certificate con Windows 8 e Windows RT, oggi pari a 2.400 e comprensivo di una quota crescente di dispositivi touch screen.
Per quanto riguarda il Windows Store, nei primi sei mesi di vita dello store sono state scaricate più di 250 milioni di app e ogni mese gli utenti hanno scaricato circa il 90% del catalogo di app disponibili. In questo arco di tempo sono stati rilasciati anche centinaia di aggiornamenti relativi alle app dalla stessa Microsoft (per esempio quelli alla app di IE 10 contenenti il supporto a Flash o quelli della app di Bing). Infine continuano a crescere gli utenti di servizi come SkyDrive (250 milioni di iscritti) e il nuovo Outlook.com (400 milioni di utenti). A oggi gli account attivi su tutto il network di servizi Microsoft sono circa 700 milioni.
Configurare una connessione Wi-Fi protetta
Nella rubrica Hacks dello scorso luglio (Pc Professionale numero 256, pagina 156) abbiamo parlato di Network Backup Manager, un’utility che permette di esportare i dettagli delle connessioni Wi-Fi e di ripristinarli dopo una reinstallazione oppure di trasferirli su un altro Pc. Pochi sanno che Windows 7 offre anche una funzione per copiare le impostazioni di una singola connessione, salvarla su una chiavetta Usb e duplicarla su altri computer Windows XP, Vista o 7. Si tratta di una funzione davvero pratica per configurare l’accesso alla rete su più computer senza dover digitare a mano le credenziali di login, che normalmente prevedono una password complessa (e quindi non facile da digitare senza commettere errori) e magari anche l’Ssid (Service Set Identifier) se la rete Wi-Fi è configurata in modalità nascosta e non comunica quindi la propria presenza.
Ecco come utilizzarla: aprite il Centro connessioni di rete e condivisione (Pannello di controllo\Rete e Internet\Centro connessioni di rete e condivisione),quindi selezionate il collegamento Gestisci reti wireless nella colonna di sinistra e fate doppio clic sulla rete wireless che volete salvare. Si aprirà una finestra di dialogo con le Proprietà del collegamento; nella scheda Connessione, in basso, troverete il link Copiare questo profilo di rete in un’unità flash USB. Cliccandolo attiverete una procedura guidata che permette di completare la fase di copia: quando il sistema lo richiederà, inserite una chiavetta Usb e seguite le istruzioni a schermo (la funzione può essere usata più volte: i dati di altre connessioni già memorizzate saranno preservati). Questo passo crea la cartella \SMRTNTKY, che contiene i dati di login, il file eseguibile setupSNK.exe (che gestirà l’importazione sugli altri Pc) e il file Autorun.inf, che permette di ottenere l’avvio automatico della procedura con i computer sui quali il sistema di auto esecuzione è attivo.
Per copiare le informazioni, collegate la chiavetta Usb sul computer di destinazione; se non partirà in automatico, avviate a mano il file setupSNK.exe. Dopo una richiesta di conferma, la configurazione della rete verrà aggiunta in automatico. Sia a casa sia in ufficio è senza dubbio comodo avere a disposizione una chiavetta già pronta per facilitare la connessione di un nuovo computer alla rete wireless, ma tenete presente che la procedura di importazione non è protetta da password e i dati di configurazione sono memorizzati in chiaro all’interno di un file di testo. È quindi opportuno conservare la chiavetta in un posto sicuro per evitare che qualcuno possa usarla senza essere autorizzato.
Personalizzare la barra MyPlaces
In Windows 7 le finestre di Esplora Risorse sono caratterizzate da una barra laterale (il Riquadro di spostamento) che dà accesso (figura A) non solo alle unità disco collegate, alle risorse di rete e alle Raccolte, ma anche al cosiddetto elenco dei Preferiti. Questo elenco contiene per default i collegamenti a due cartelle fisiche (Desktop e Download) e una cartella virtuale (Risorse recenti). Basta però qualche operazione di drag and drop con il mouse, come vi abbiamo spiegato nella rubrica Hacks del mese di maggio a pag. 157, per personalizzarlo a piacere. Grazie al riquadro di spostamento è quindi possibile raggiungere con un solo clic le cartelle più utilizzate; alcuni programmi – in particolare i client dei sistemi di cloud storage, come Dropbox e Skydrive – ne tengono conto e inseriscono automaticamente nei Preferiti un collegamento alla loro cartella principale.
Anche le finestre per l’apertura e il salvataggio di file di Windows 7 sono state aggiornate per mostrare il Riquadro di spostamento. Molte applicazioni continuano però a richiamare quelle di Windows XP – ancora presenti per motivi di compatibilità – che al posto del Riquadro di spostamento prevedono una barra laterale con cinque collegamenti fissi preselezionati da Microsoft: Risorse Recenti, Desktop, Raccolte, Computer e Rete. Adobe Acrobat e svariati altri software, ad esempio, usano la nuova finestra per l’apertura di un file ma quella vecchia per le operazioni Salva con nome e, più di rado, Salva (figura B). Purtroppo la barra laterale usata dalle vecchie finestre di dialogo – il suo nome esatto è My Places non è modificabile con la stessa facilità del Riquadro di spostamento, ma non ci vuole poi molto per inserire collegamenti personalizzati al posto di quelli presenti per default al suo interno. Vediamo come fare. Per prima cosa lanciate l’Editor del Registro di sistema, digitando nel menu Start Regedit e premendo Invio. Dato che una modifica errata potrebbe pregiudicare il buon funzionamento di Windows, fate il backup del Registro sfruttando la voce Esporta del menu File (assicuratevi di aver selezionate Tutto alla voce Intervallo di esportazione). Una curiosità: come vedrete, anche il Registro richiama una finestra di vecchio tipo per l’operazione di salvataggio. A questo punto raggiungete la chiave HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Policies, fate clic con il tasto destro sulla cartella Policies, selezionate Nuovo/Chiave (figura C) e date alla nuova chiave il nome cmdlg32.
Fate clic con il tasto destro sulla cartella della chiave appena creata, scegliete nuovamente la voce Nuovo/Chiave e digitate questa volta il nome Placesbar. Subito dopo fate clic con il tasto destro all’interno del riquadro di destra e selezionate Nuovo/Valore stringa (figura D). Assegnate alla stringa il valore Place0 e ripetete la procedura in modo da creare altri quattro elementi: Place1, Place2, Place3 e Place4. I valori assegnati a queste cinque stringhe controllano i collegamenti presenti all’interno della barra MyPlaces. I valori leciti sono svariati, a partire dal percorso completo di una cartella. Ad esempio, per avere come primo collegamento un link diretto alla cartella di Dropbox (che normalmente si trova nella posizione C:\Users\<nome_utente>\Dropbox), basta fare doppio clic sulla stringa Place0 e inserire il relativo percorso nella casella Dati valore (figura E).
Altri valori ammissibili sono gli indirizzi di cartelle di rete (ad esempio \\<nomeserver>\<nome_condivisione>) o Ftp e, soprattutto, i cosiddetti Shell command, cioè i nomi convenzionali assegnati ad alcune cartelle speciali. Potete trovarne un elenco completo all’indirizzo www.sevenforums.com/tutorials/4941-shell-command.html, qui vi segnaliamo quelli corrispondenti ai collegamenti presenti per default nella barra MyPlaces: shell:Recent (Risorse recenti); shell:desktop (Desktop dell’utente attivo); shell:Libraries (Raccolte); shell:MyComputerFolder (Computer) e shell:NetworkPlacesFolder (Rete). In figura F potete vedere la barra ridefinita (l’unica modifica è la sostituzione di Risorse Recenti con la cartella di Dropbox) e, a fianco, la nuova chiave del Registro: come si può notare, è stato necessario definire tutte e cinque le stringhe, anche quelle dei collegamenti che sono rimasti all’apparenza invariati.
Tutelare la salute quando si lavora al Pc
Lavorare tutto il giorno alla scrivania, davanti al monitor di un Pc, può essere dannoso per la salute: oltre ai rischi legati alla sedentarietà, che possono essere limitati facendo attività sportiva, rimanere per molto tempo nella stessa posizione può irrigidire i muscoli, causare problemi posturali e affaticare la vista. Un semplice metodo per evitare questo genere di difficoltà, o per lo meno ridurne l’impatto, è quello di forzare una pausa di qualche minuto a intervalli regolari. Quando si è concentrati sul lavoro, però, è fin troppo facile perdere la cognizione del tempo, oppure procrastinare minuto dopo minuto, e di conseguenza perdere i vantaggi garantiti da queste piccole pause.
Per essere avvertiti quando è trascorso il tempo prefissato, si può fare affidamento su 5 Minute Break, un’utility gratuita scaricabile dal sito http://code.google.com/p/5minutebreak in versione installabile (.Msi) oppure Portable. Usare il software è semplice: all’avvio aggiunge all’area di notifica un’icona che rappresenta una sveglia, di colore azzurro se il conto alla rovescia è disattivato, e rosso quando è attivo; per attivare il tool basta un clic sull’icona.
Un clic destro richiama un menu contestuale che consente di impostare l’intervallo delle interruzioni (da 2 ore a 15 minuti) e alcune altre opzioni. Quando il tempo scade, il desktop viene coperto da una schermata che consiglia di alzarsi per fare una pausa; in caso di necessità, un collegamento permette di posticipare l’attivazione di altri cinque minuti. Questo software è utile non soltanto per tutelare la propria salute, ma anche per applicare alcune innovative metodologie di studio e di lavoro (come la tecnica Pomodoro, www.pomodorotechnique.com), che promettono di migliorare l’efficienza concentrandosi su un argomento o su un obbiettivo specifico per un tempo limitato.
Controllare il volume con la tastiera
Quasi tutti i programmi dedicati alla riproduzione audio e video permettono di controllare il volume dell’audio tramite combinazioni di tasti oppure con la rotellina del mouse: in Vlc, per esempio, le scorciatoie sono Ctrl+Freccia in alto e Ctrl+Freccia in basso per aumentare e diminuire il volume, mentre M silenzia temporaneamente il programma. Windows Media Player, invece, utilizza i tasti F7, F8 e F9 per le stesse funzioni (Mute, abbassare e alzare il volume, rispettivamente).
Il problema di questi controlli è che le scorciatoie da tastiera funzionano solo finché il player è selezionato; nel caso della riproduzione video questa condizione è quasi sempre verificata, ma quando si ascolta musica è invece di solito vero il contrario: si avvia la riproduzione di un album o di una playlist, e quindi si minimizza il software per dedicarsi ad altro.
Per mantenere il controllo sul volume si può però usare la semplice utility Sound Volume Hotkeys, scaricabile da questo sito: esistono molte altre alternative che svolgono compiti simili, alcune delle quali offrono moltissime opzioni in più, ma Sound Volume Hotkeys ha il pregio di essere compattissima (occupa meno di 300 Kbyte in memoria), semplice da usare e gratuita. Inoltre, quando si agisce sul volume (con le scorciatoie Ctrl+Freccia in alto e Ctrl+Freccia in basso) il programma mostra in sovrimpressione una barra di grandi dimensioni che permette di avere un feedback immediato sul livello impostato.
Automatizzare lo spegnimento del computer
Windows offre vari strumenti che permettono di controllare lo stato di alimentazione del Pc: lo stand-by automatico, per esempio, evita che il computer rimanga acceso e consumi inutilmente energia anche quando non lo si usa (le opzioni possono essere regolate da Pannello di controllo\Hardware e suoni\Opzioni risparmio energia\Modifica combinazioni per il risparmio di energia). Ci sono però occasioni in cui si vorrebbe maggiore controllo: per esempio per pianificare lo spegnimento, il blocco e il riavvio della macchina, oppure per limitare l’attivazione delle opzioni di risparmio energetico soltanto a specifiche fasce orarie. Tutto questo, e molto altro, è possibile con PowerSave Lite, un’utility gratuita scaricabile da questo sito in doppia versione, per sistemi a 32 e 64 bit.
Il tool non richiede neppure l’installazione: alla prima esecuzione si può impostare l’avvio al boot, selezionando la scheda Settings e quindi spuntando l’opzione Load at start-up. PowerSave Lite offre cinque modalità di funzionamento, ciascuna delle quali può essere configurata attraverso una scheda dedicata: la prima, Now, permette di eseguire subito le principali azioni (spegnere il Pc, riavviarlo, bloccarlo, mandarlo in standby e così via), mentre la sezione Schedule consente di pianificare le azioni con un’eccellente granularità, usando un sistema simile alle opzioni del comando crontab di Unix. Attraverso la funzione Timer si possono impostare azioni da eseguire in un istante specifico, oppure dopo un intervallo, e Idle permette di specificare il comportamento da tenere quando si abbandona la postazione. Molto interessante è anche la funzione Application, che attiva le azioni di risparmio energetico alla chiusura di uno specifico processo, selezionabile tra quelli attivi.
Cancellare i file senza conferme
Molto spesso i programmatori tendono a trattare gli utenti come bambini: le finestre di dialogo di conferma sono uno degli aspetti tipici di questo approccio, con richieste come “Sei davvero sicuro di voler cancellare il file che hai appena chiesto di cancellare?”.
Questa domanda ha un senso quando si stanno per effettuare operazioni potenzialmente distruttive e irrecuperabili, come per esempio la formattazione di un’unità disco, oppure l’eliminazione definitiva di un file o di una cartella dal sistema. Ma da quando Windows 95 ha integrato la funzione Cestino, che offre un passaggio intermedio prima della cancellazione definitiva delle informazioni, molte richieste di conferma sono diventate superflue: in caso di un ripensamento, infatti, basta andare nel Cestino e recuperare i file o le cartelle cancellati per errore, facendo semplicemente clic destro sull’elemento e selezionando Ripristina nel menu contestuale.
Si può quindi evitare la finestra di dialogo di conferma, che – oltre a far perdere tempo – contribuisce ad abituare gli utenti a confermare le richieste senza prestarvi troppa attenzione, probabilmente il comportamento più rischioso in assoluto per chi usa un Pc. Per modificare il comportamento di default di Windows, fate clic destro sul Cestino e selezionate la voce Proprietà nel menu contestuale. Nella finestra di dialogo basta togliere il segno di spunta accanto alla voce Visualizza conferme eliminazione per evitare di essere tormentati dalle richieste di conferma, mentre le altre opzioni permettono di modificare la dimensione massima del Cestino oppure di bypassarlo completamente: bisogna però fare attenzione alla combinazione di opzioni selezionata, perché disabilitare sia il Cestino sia le conferme non lascia alcun margine per un eventuale ripensamento.
Windows 8 sfida Windows 7
Il confronto per scoprire se le ottimizzazioni introdotte da Microsoft e il miglior supporto all’hardware moderno hanno un effetto positivo sulle prestazioni del desktop. I numeri per capire se conviene aggiornare.
di Michele Braga
Quando si pianifica l’aggiornamento del proprio sistema desktop con l’obiettivo di ottenere un beneficio in termini di prestazioni si sottintende, quasi sempre, che tale operazione interessi in modo esclusivo i componenti hardware. Esiste, però, anche l’aggiornamento del software e in particolare del sistema operativo che, di generazione in generazione, introduce almeno sulla carta ottimizzazioni e funzioni capaci di sfruttare in modo sempre più efficiente l’hardware a disposizione.
Il fatto che l’acquisto di un sistema operativo più recente di quello che si possiede non figuri tra i primi aggiornamenti ai quali l’utente pensa è perché una tale operazione non è in grado di apportare effettivamente un miglioramento delle prestazioni? E se così fosse, questa convinzione è suffragata da dati significativi? Per dare una risposta a queste domande abbiamo voluto mettere alla prova le nostre configurazioni di test in diversi ambienti operativi Microsoft Windows, per capire se il passaggio da Windows 7 a Windows 8, nelle rispettive versioni a 64 e 32 bit, può tradursi in un miglioramento delle prestazioni.
Prima di ogni altra cosa mettiamo a fuoco il soggetto della nostra analisi: il sistema operativo è un software la cui funzione principale è quella di permettere all’utente di interagire con la macchina per accedere alla potenza di calcolo dell’elaboratore (hardware) e alle applicazioni (software) attraverso un’interfaccia di alto livello in forma visiva, tattile, vocale o di altro tipo.
Questa semplificazione estrema dovrebbe essere sufficiente per comprendere che il sistema operativo è un tassello essenziale del computer e come la sua scelta condizioni i diversi aspetti dell’esperienza di utilizzo finale.
Un altro elemento molto importante da non dimenticare è che i sistemi operativi non sono tutti uguali, ma differiscono per il supporto hardware offerto, per il livello di sicurezza, per requisiti minimi necessari all’installazione, per la compatibilità con le applicazioni e, infine, ma non meno importante per le tecnologie integrate e le prestazioni. Tutti i software – i sistemi operativi non fanno eccezione – hanno una velocità di esecuzione caratteristica che dipende dall’efficienza delle routine interne e dalla capacità di avvalersi delle potenzialità dell’hardware installato.
Tutto quello che avviene sotto il cofano del sistema operativo è però invisibile all’utente e per formulare un giudizio completo è necessario valutare non solo ciò che si vede, ma anche la velocità con cui opera ciò che rimane nascosto e quindi le prestazioni vere e proprie nell’eseguire diversi tipi di operazioni. Solo con tutti questi elementi alla mano è possibile affermare se o quando può essere vantaggioso passare da un sistema operativo a un altro.
In generale al rilascio di un aggiornamento o di una nuova versione dovrebbe corrispondere un miglioramento in termini di caratteristiche, funzionalità, sicurezza e prestazioni. L’utente si aspetta che insieme a questo sia preservata la compatibilità con le applicazioni che possiede e utilizza; non si tratta di un compito semplice e in alcuni casi questo paradigma deve essere rotto per apportare migliorie incisive. Questo è in parte successo nel passaggio dai 32 ai 64 bit, con una transizione che non si è ancora del tutto conclusa, ma che nel corso di qualche anno ha determinato la necessità di adottare un sistema operativo a 64 bit per poter utilizzare alcune tipologie di applicazioni. (…)
Estratto dell’articolo pubblicato sul numero 263 di febbraio di PC Professionale
Stampare da iOS su qualunque stampante
La versione 4.2 di iOS ha introdotto AirPrint, che permette agli utenti di iPhone e iPad di lanciare una stampa collegandosi direttamente, via Wi-Fi, a una stampante compatibile con questo protocollo. Il numero di periferiche che supportano AirPrint è in continua crescita, ma chi già possiede una stampante incompatibile, magari di elevata qualità, probabilmente non avrà nessuna voglia di acquistarne una nuova. Si può evitare la spesa installando AirPrint direttamente sul computer al quale è collegata la stampante in questione, per poterlo usare come server di stampa. Esistono vari programmi che permettono di farlo, ma sono a pagamento: ad esempio FingerPrint (www.collobos.com), che costa 9,99 dollari Usa. AirPrint Installer è un’alternativa gratuita; questo tool è stato creato da Elpam.soft per iOS4 e purtroppo non è mai stato aggiornato, ma la versione reperibile a questo indirizzo è corredata di due file che permettono di aggiungere al Registro le informazioni necessarie per renderlo compatibile con di iOS 5 (nelle prove abbiamo usato iOS 5.1.1). La procedura di installazione e configurazione è semplice, ma non banale, quindi va seguita con cura. Tenete presente che AirPrint Installer prevede la presenza di Bonjour, l’implementazione Apple dello standard Zero Configuration Networking. Se sul Pc è installato iTunes, questo requisito è sicuramente soddisfatto.
Dopo aver scaricato e scompattato il file che troverete alla pagina appena citata, lanciate AirPrint_Installer.exe (figura A) e fate clic sul pulsante Install AirPrint Service. Al termine dell’installazione verificate che nella casella a discesa Service Startup sia selezionato il valore Auto; nella casella AuthPrint Auth vi consigliamo di lasciare il valore Windows UserAccount, in modo da poter ottenere l’accesso alla stampante con lo stesso nome utente e password del vostro account Windows. Lanciate ora il file AirPrint iOS 5 FIX – 32Bit.reg oppure AirPrint iOS 5 FIX – 64Bit.reg, a seconda della versione di Windows utilizzata. Questi due file permettono di aggiornare il Registro senza dover intervenire a mano, un’operazione delicata che in caso di errori potrebbe pregiudicare l’operatività di Windows. Per scoprire se il sistema operativo è a 32 o 64 bit, lanciate l’applet Sistema del Pannello di controllo e verificate l’indicazione riportata alla riga Tipo sistema (figura B). Il passo successivo è la condivisione della stampante: lanciate l’applet Dispositivi e Stampanti dal menu Start, fate clic con il tasto destro sull’icona del dispositivo, selezionate Proprietà e, nella scheda Condivisione, spuntate la voce Condividi la stampante (figura C). Qui, se lo desiderate, potete anche personalizzare il nome con cui la stampante sarà visibile in rete.
Al termine, riavviate il computer: il servizio AirPrint dovrebbe avviarsi automaticamente; potete verificarne lo stato tramite l’applet Servizi (figura D). A questo punto provate a lanciare una stampa da iOS: accendete il vostro iPhone o il vostro iPad, collegatelo alla rete Wi-Fi (che dovrà essere la stessa alla quale è collegato il Pc con la stampante condivisa) aprite Note o un’altra applicazione che supporti questa operazione e toccate l’icona che permette di inviare la nota per email oppure stamparla. Selezionate Stampa: si aprirà la finestra Opzioni Stampante (figura E). La prima volta dovrete toccare Seleziona stampante per ricercare i dispositivi AirPrint visibili in rete e selezionare quello desiderato. Accanto al nome della stampante comparirà un lucchetto, a indicare che per usarla è richiesta l’autenticazione: inserite il nome e la password del vostro account utente Windows o di un altro account che abbia i diritti per stampare su quel dispositivo (figura F). In seguito la finestra proporrà automaticamente la stampante già selezionata e non sarà più necessario inserire le credenziali.
I servizi di Windows sotto controllo
Tra i molti elementi che compongono Windows, i servizi sono probabilmente i più sfuggevoli: si tratta di software creati proprio per lavorare in silenzio, senza farsi notare e senza nessuna interazione con gli utenti. Può però capitare di voler tenere sotto controllo un servizio specifico, per esempio perché è cruciale per la sicurezza del computer (è il caso, per esempio, dei moduli residenti degli antivirus) oppure perché si vuole poterlo avviare e interrompere senza dover raggiungere la console di gestione dei servizi.
ServiceTray, scaricabile da questo indirizzo , è un programma gratuito che consente di selezionare un servizio tra quelli presenti nel sistema, per poi essere informati, tramite una serie di tooltip e altre finestre, su tutte le variazioni di stato (avvio, blocco e così via) e sulle principali statistiche, come l’occupazione di memoria e processore, il tempo di avvio e molto altro. Per aggiungere un nuovo servizio, selezionatelo nella casella a discesa Monitor this service, completate la creazione del collegamento (che può essere posizionato sul desktop o nella cartella di avvio automatico) e quindi avviatelo. Per mantenere l’icona sempre in vista con Windows 7, fate clic sulla freccia rivolta verso l’alto, al margine sinistro della tray area, quindi selezionate il collegamento Personalizza. Individuate l’icona di ServiceTray e selezionate la voce Mostra icona e notifiche nella casella a discesa al suo fianco.
Con un clic sull’icona nella tray area si può quindi richiamare un menu contestuale che offre comandi per avviare e fermare rapidamente il servizio, e l’accesso a una serie di informazioni e statistiche utili, come l’uptime e le risorse occupate.
I servizi di Windows sotto controllo
|
T |
ra i molti elementi che compongono Windows, i servizi sono probabilmente i più sfuggevoli: si tratta di software creati proprio per lavorare in silenzio, senza farsi notare e senza nessuna interazione con gli utenti. Può però capitare di voler tenere sotto controllo un servizio specifico, per esempio perché è cruciale per la sicurezza del computer (è il caso, per esempio, dei moduli residenti degli antivirus) oppure perché si vuole poterlo avviare e interrompere senza dover raggiungere la console di gestione dei servizi.
ServiceTray, scaricabile da www.coretechnologies.com/products/ServiceTray, è un programma gratuito che consente di selezionare un servizio tra quelli presenti nel sistema, per poi essere informati, tramite una serie di tooltip e altre finestre, su tutte le variazioni di stato (avvio, blocco e così via) e sulle principali statistiche, come l’occupazione di memoria e processore, il tempo di avvio e molto altro. Per aggiungere un nuovo servizio, selezionatelo nella casella a discesa Monitor this service, completate la creazione del collegamento (che può essere posizionato sul desktop o nella cartella di avvio automatico) e quindi avviatelo. Per mantenere l’icona sempre in vista con Windows 7, fate clic sulla freccia rivolta verso l’alto, al margine sinistro della tray area, quindi selezionate il collegamento Personalizza. Individuate l’icona di ServiceTray e selezionate la voce Mostra icona e notifiche nella casella a discesa al suo fianco.
Con un clic sull’icona nella tray area si può quindi richiamare un menu contestuale che offre comandi per avviare e fermare rapidamente il servizio, e l’accesso a una serie di informazioni e statistiche utili, come l’uptime e le risorse occupate.
Tra i molti elementi che compongono Windows, i servizi sono probabilmente i più sfuggevoli: si tratta di software creati proprio per lavorare in silenzio, senza farsi notare e senza nessuna interazione con gli utenti. Può però capitare di voler tenere sotto controllo un servizio specifico, per esempio perché è cruciale per la sicurezza del computer (è il caso, per esempio, dei moduli residenti degli antivirus) oppure perché si vuole poterlo avviare e interrompere senza dover raggiungere la console di gestione dei servizi.ServiceTray, scaricabile da www.coretechnologies.com/products/ServiceTray, è un programma gratuito che consente di selezionare un servizio tra quelli presenti nel sistema, per poi essere informati, tramite una serie di tooltip e altre finestre, su tutte le variazioni di stato (avvio, blocco e così via) e sulle principali statistiche, come l’occupazione di memoria e processore, il tempo di avvio e molto altro. Per aggiungere un nuovo servizio, selezionatelo nella casella a discesa Monitor this service, completate la creazione del collegamento (che può essere posizionato sul desktop o nella cartella di avvio automatico) e quindi avviatelo. Per mantenere l’icona sempre in vista con Windows 7, fate clic sulla freccia rivolta verso l’alto, al margine sinistro della tray area, quindi selezionate il collegamento Personalizza. Individuate l’icona di ServiceTray e selezionate la voce Mostra icona e notifiche nella casella a discesa al suo fianco.
Con un clic sull’icona nella tray area si può quindi richiamare un menu contestuale che offre comandi per avviare e fermare rapidamente il servizio, e l’accesso a una serie di informazioni e statistiche utili, come l’uptime e le risorse occupate.
Resettare la password di Windows
Dimenticarsi la password di Windows è più facile di quanto si potrebbe immaginare, soprattutto se non si usa il Pc tutti i giorni. Che si tratti di un evento tutt’altro che raro lo dimostra il fatto che Windows 7, quando si imposta la password, obbliga addirittura a inserire un suggerimento che possa aiutare l’utente nel caso in cui la memoria gli venga meno. Il suggerimento, che compare subito dopo il primo inserimento errato della password, però può non bastare: naturalmente non deve essere troppo esplicito, e quello che al momento può sembrare un indizio perfettamente chiaro a distanza di mesi può tramutarsi in un indovinello irrisolvibile.
La password tuttavia non è un ostacolo insuperabile: ci sono infatti varie utility che consentono di resettare la password di un account Windows, e una la fornisce proprio il sistema operativo. In Windows 7 l’opzione Crea un disco di reimpostazione password visibile nella barra laterale dell’applet Account utente consente infatti di creare un Cd, un Dvd o persino una chiavetta Usb avviabile con cui resettare in caso di necessità la parola chiave dell’account. La procedura, molto veloce, richiede soltanto l’indicazione dell’unità su cui si vuole creare il disco e l’inserimento della password dell’account corrente. La funzione è disponibile anche in Windows XP, ma il modo per accedervi è leggermente diverso. Se usate ancora questa versione di Windows, richiamate l’applet Account utente del Pannello di controllo, fate clic su Cambia un account, selezionate il vostro account e infine fate clic su Reimpostazione password per avviare la procedura guidata di creazione (come supporto XP prevede unicamente un floppy disk). Un aspetto da tenere ben presente è che il disco va generato in anticipo: è inutile ricordarsi dell’esistenza di questa possibilità quando la password è già stata dimenticata. è quindi opportuno crearlo immediatamente dopo aver aggiunto un nuovo account.
CES 2013: AcerCloud ora supporta tutte le piattaforme operative
Acer rende ancora più evoluta la sua piattaforma gratuita per la condivisione di file e contenuti tra i vari dispositivi portatili, annunciando il supporto multipiattaforma per Windows, iOS e Android. I clienti Acer possono ora recuperare i file multimediali e utilizzarli su una gran varietà di dispositivi indipendentemente dal sistema operativo supportato.
AcerCloud utilizza lo spazio sul disco fisso di un PC come spazio per l’archiviazione cloud. Gli utenti devono solo scegliere quale computer utilizzare come “Cloud PC” e continueranno a mantenere il controllo su tutta la macchina.
I clienti possono utilizzare l’applicazione “Remote Files” per accedere a qualunque PC con Windows da qualsiasi dispositivo; possono trasferire file da periferiche Android, iOS o Windows, a casa come in viaggio. La funzione AcerCloud Docs permette di inviare documenti di Microsoft Office a qualunque dispositivo, rendendolo automaticamente visibile e disponibile per il download. I file sincronizzati con AcerCloud restano disponibili per 30 giorni dalla data di creazione o modifica, senza limiti di capacità.
Gli utenti di AcerCloud possono anche fare lo streaming istantaneo di immagini, inviando le foto a un dispositivo Windows, Android o iOS in qualsiasi momento.
È possibile scattare una foto con lo smartphone o il tablet e vederla all’istante su un altro dispositivo. Anche le immagini sincronizzate con AcerCloud restano disponibili per 30 giorni e come per i documenti non ci sono limitazioni nella loro capacità.
Infine anche le librerie multimediali possono essere riprodotte liberamente su tutti i computer e smartphone con AcerCloud; l’intera libreria musicale ad esempio viene resa disponibile per lo streaming audio o per il download su qualsiasi dispositivo Windows, Android i iOS. La nuova versione di AcerCloud sarà rilasciata come aggiornamento nel mese di gennaio e sarà integrata gratuitamente nei computer Acer a partire dal secondo trimestre 2013.
Salvare i profili Wi-Fi con Network Backup Manager
Le reti Wi-Fi sono sempre più diffuse; chi ha un computer portatile e lo porta spesso con sé facilmente finisce col memorizzare numerosi login: la rete di casa, quella dell’ufficio (magari più d’una), di qualche amico, e via di questo passo. Purtroppo Windows 7 non offre una funzione per importare ed esportare queste informazioni. Al momento di passare a un altro computer (oppure se si deve reinstallare Windows per qualunque motivo) bisogna necessariamente reinserire tutte le password di accesso: una discreta noia, senza contare che recuperarle può essere in qualche caso problematico. Per fortuna un programmatore israeliano ha creato una semplice utility che permette di evitare la fatica: il programma si chiama Wifi Network Backup Manager Utility e può essere scaricato a questo indirizzo.
Dopo averlo ottenuto e scompattato, avviate il file d’installazione Setup.msi; la procedura di setup è automatica e richiede pochi secondi. Il software può quindi essere avviato con un doppio clic sull’icona che aggiunge al desktop. L’interfaccia è molto semplice, quasi spartana: sulla sinistra si trova un elenco che comprende tutti i profili memorizzati nel Pc, mentre al centro viene mostrato il codice Xml che il programma utilizza per salvare le informazioni. Il pulsante Save All permette di salvare su disco tutti i profili di rete presenti, mentre Save esporta solo quelli selezionati. Per ripristinare le informazioni salvate basta fare clic su Load e indicare la posizione del file.
Protezione immediata per l’account
Con Windows è facile proteggere il proprio account quando ci si assenta dal posto di lavoro: basta attivare uno degli screen saver disponibili (conviene evitare il primo, Bolle, che lascia visibile il contenuto dello schermo) sfruttando la modalità Al ripristino, torna alla schermata di accesso, in modo che alla disattivazione del salvaschermo sia necessario immettere nuovamente la password dell’account (se l’account non la prevede, è comunque possibile proteggere il salvaschermo con una parola chiave a piacere). Per attivare e configurare uno screen saver basta richiamare l’applet Impostazioni screen saver del pannello di controllo. È possibile scegliere a piacere il tempo di inattività dopo il quale il salvaschermo entrerà in azione; il valore proposto di default (10 minuti) è probabilmente eccessivo, ma anche quello minimo (1 minuto) può rappresentare un rischio: bastano molto meno di sessanta secondi per accedere a un Pc non presidiato e lanciare un programma ostile o rubare dei dati. Per questo motivo vi consigliamo vivamente di adottare anche un’altra precauzione: bloccare il vostro account con la semplicissima combinazione di tasti Windows+L ogni volta che vi alzate dalla sedia. Ricordarsela è molto semplice, dato che L sta per lock, cioè blocco; dopo poco tempo il ricorso a questa combinazione di tasti diventerà un’abitudine consolidata.
Strumenti veloci per file e cartelle
Il menu contestuale è l’elemento dell’interfaccia utente più rapido da raggiungere, ma non include sempre tutte le funzioni che si vorrebbero avere a portata di mano. JDContextMenu vi aggiunge una nuova voce, JDTools, contenente una collezione di strumenti e scorciatoie che ne completano la dotazione. Il programma può essere scaricato da questa pagina (è il secondo software dell’elenco) ed è compatibile con le versioni a 32 bit di Windows XP, Vista e 7. Anche se l’installer non lo richiede, dopo aver completato l’installazione è opportuno riavviare il sistema: in caso contrario, i nuovi elementi del menu contestuale potrebbero non comparire.
Alcune funzioni duplicano quelle offerte dal sistema operativo ma adottano un’interfaccia utente più semplice da usare e più rapida da richiamare: è il caso, per esempio, del comando per visualizzare e cambiare la data e l’ora di creazione e modifica di un file, oppure della voce che apre una finestra del prompt dei comandi nella directory selezionata. Il software permette di creare una lista di cartelle preferite (Favorites), di copiare negli Appunti il percorso completo del file selezionato, di inserire il collegamento a un file eseguibile nella cartella di Esecuzione automatica, di calcolare l’hash Md5 di un file e altro ancora. Degno di essere menzionato è poi il tool Clear Folder, con cui si possono facilmente eliminare i file spazzatura (temporanei, anteprime e così via). JDContextMenu consente anche di personalizzare il menu JDTools in modo da visualizzare solo le voci che si considerano utili.
Come si spegne Windows 8?
L’assenza del menu Start in Windows 8 ha gettato nello sconforto i più abitudinari tra gli utenti di Windows: insieme al menu, infatti, è sparito anche il vecchio comando per spegnere il computer. In realtà questa scelta ha probabilmente una motivazione precisa: le tecnologie di risparmio energetico sono molto migliorate negli ultimi anni, tanto che in alcuni casi è consigliabile mantenere il computer sempre pronto, affidandosi alle soluzioni come la sospensione e lo stand-by che permettono di diminuirne fin quasi a zero il consumo quando non è in uso.
Se però non usate un ta-blet o un laptop, oppure se pensate di non dover accendere il computer per qualche tempo, lo spegnimento vero e proprio ha ancora senso. Windows 8 offre varie possibilità per spegnere il Pc, anche se non tutte sono evidenti. Il sistema forse più semplice è quello di richiamare la Charms Bar dal margine destro dello schermo, facendo poi clic sull’icona Settings e quindi su Power: si aprirà un menu contestuale con i principali comandi relativi all’alimentazione del computer. Un’alternativa più veloce, se ci si trova nel Desktop, è la combinazione di tasti Alt+F4 che fa comparire una finestra di dialogo con cui si può spegnere il computer. Una soluzione spesso sottovalutata, sia in Windows 8 sia nelle versioni precedenti, è il ricorso al pulsante fisico di accensione del Pc. Configurando opportunamente le opzioni di Risparmio energetico si può fare in modo che il computer si spenga con un solo clic. Ecco come procedere: in una sessione desktop selezionate Control panel/Power Options/System Settings (Pannello di controllo/Opzioni risparmio energia/Specifica comportamento pulsanti di alimentazione) e indicate quindi l’azione Shut Down di fianco all’evento When I press the power button (Quando viene premuto il pulsante di alimentazione).
Automatizzare la gestione dei file con Belvedere
Anche chi cerca di mantenere sempre un ordine perfetto sul proprio Pc sa benissimo che nel tempo icone, documenti e file tendono ad accumularsi creando il caos: per combatterlo si può utilizzare Belvedere, un software open source, realizzato con AutoHotkey, che permette di tenere sotto controllo le cartelle automatizzando le azioni di gestione più comuni. Si può pensare a questo software come a un sistema di filtro simile a quello presente in quasi tutti i programmi di posta elettronica, che invece di email elabora elementi del file system copiandoli, spostandoli, cancellandoli e rinominandoli (o persino aggiungendoli alla libreria di iTunes) in base alle regole impostate. Potete scaricare Belvedere da questa pagina Web.
La routine di installazione aggiunge all’area di notifica di Windows un’icona che permette di raggiungere con un doppio clic la schermata di configurazione. Per impostare il programma bisogna innanzitutto indicare le cartelle (folder) che dovrà monitorare. Basta un clic sul pulsante “+” situato in basso a sinistra per aprire la finestra di selezione. A ogni cartella aggiunta alla lista Folder si può quindi associare un numero arbitrario di regole per gestirne i contenuti. Ogni regola dovrà contenere una descrizione, uno o più criteri di attivazione e l’azione da compiere sui file individuati dalla regola stessa. I criteri utilizzabili sono numerosi: nome, estensione, data di creazione, ultima modifica o ultima apertura, presenza di determinati pattern di caratteri (grazie al supporto per le espressioni regolari) e altro ancora. Il pulsante Test consente di verificare in anteprima il funzionamento della regola senza applicare l’azione corrispondente, in modo da prevenire errori che potrebbero comportare modifiche irrecuperabili o complicate da annullare. Nella scheda Preferences del menu principale è possibile attivare poi le notifiche tramite tooltip e richiedere la creazione di un log delle azioni compiute, strumenti preziosi per risolvere eventuali problemi di configurazione. Creare un sistema di regole efficace richiede un po’ di tempo e d’impegno, ma ripagherà ampiamente l’investimento: pensate, per esempio, alla comodità di ottenere lo spostamento automatico nelle posizioni opportune dei vari tipi di file scaricati (eseguibili, Pdf, immagini, brani musicali e così via), o a quella di non dover archiviare a mano i documenti vecchi.
Windows 7: il backup è compreso
Tutti ne parlano, ma nessuno lo fa: è il backup, l’unica soluzione affidabile contro le perdite di dati e i crash del computer ma anche una delle operazioni più noiose da impostare ed eseguire. Microsoft si è resa conto della sua importanza, tanto da integrare un sistema di backup capace di soddisfare le esigenze della grande maggioranza degli utenti consumer. Funzioni simili erano già presenti da tempo nei sistemi operativi Windows, ma nell’ultima release sono state potenziate e rese finalmente efficaci, anche se molti utenti non ne sospettano neppure l’esistenza.
Per raggiungere le impostazioni di questo strumento fate clic sul pulsante Start e scegliete Pannello di controllo, Sistema e manutenzione e quindi Backup e ripristino; la prima volta che si accede a questo strumento dovrete impostare un nuovo backup con un clic sul collegamento Configura backup. Si aprirà una procedura guidata che permetterà di impostare tutte le principali opzioni di configurazione, indicando la destinazione (è opportuno salvare i dati su un disco diverso rispetto a quello di sistema), selezionando i file da mettere al sicuro oppure lasciando che Windows individui i dati, e quindi impostando una pianificazione che permetta di mantenere sempre aggiornata la copia delle informazioni. L’efficacia delle impostazioni di default dipende in gran parte da come si utilizza il sistema: chi salva dati e documenti sul desktop oppure nelle cartelle utente (Documenti, Musica, e così via) non dovrebbe avere troppi problemi. La prima esecuzione potrà richiedere un tempo piuttosto lungo, mentre i salvataggi successivi memorizzeranno soltanto le informazioni modificate rispetto al backup iniziale.
Windows 7: caselle di spunta per selezionare i file
Windows offre molti modi per selezionare più elementi in un elenco. Se si tiene premuto il tasto Ctrl, ad esempio, è possibile selezionare rapidamente un numero a piacere di elementi non contigui cliccandoli uno dopo l’altro. Se i file da evidenziare sono molti, è facile però rilasciare per distrazione Ctrl prima di un clic, col risultato di annullare la selezione corrente e di dover ricominciare da capo. Il sistema operativo prevede tuttavia anche un’altra modalità di selezione, che previene questo rischio: quella basata sulle caselle di spunta. Si tratta di una modalità operativa nata per i Pc tablet, sui quali è attiva di default. Lavorando in modalità tavoletta, infatti, l’uso del tasto Ctrl in unione alla penna comporterebbe il ricorso, davvero scomodo, alla tastiera virtuale. L’uso delle caselle di spunta può risultare utile anche a chi lavora con un computer tradizionale: per attivare la funzione, aprite una finestra di Esplora risorse (per esempio con la combinazione di tasti Windows+E) e poi selezionate Organizza/Opzioni cartella e ricerca. Nell’elenco Impostazioni avanzate della scheda Visualizzazione aggiungete un segno di spunta all’opzione Utilizza caselle di controllo per selezionare gli elementi, confermando quindi con un clic sul pulsante Ok.
Da questo momento, appena porterete il cursore del mouse su un elemento di una finestra di Esplora risorse verrà visualizzata una casella di spunta che vi permetterà di selezionarlo con un clic (un secondo clic naturalmente ne annullerà la selezione). In modalità di visualizzazione Dettagli sarà poi sempre visibile, nella riga con le intestazioni delle colonne, una casella grazie alla quale potrete selezionare in un colpo solo tutti i file dell’elenco.





























