BZFuture: con il software antivirus a metà prezzo, Windows 10 Pro OEM è gratis

Con la fine del supporto a Windows 7, che è scattata lo scorso 14 gennaio, molti utenti e molti computer avranno la necessità di passare al nuovo Windows 10. Ma Microsoft ha interrotto da tempo l’offerta di upgrade gratuito e i prezzi di listino sono tutt’altro che popolari: la versione Home costa 145 euro, mentre per la più completa edizione Pro bisogna sborsare 259 euro per ciascun computer. Esistono però anche market alternativi, come BZfuture, che permettono di ottenere risparmi molto significativi sulle licenze di molti tra i software più diffusi.

In particolare, BZFuture ha ideato una promozione collegata all’acquisto di una licenza per alcuni tra i più noti software di sicurezza presenti nel loro catalogo: basterà acquistare un abbonamento della durata minima di 6 mesi per ottenere, compresa nel prezzo, anche una chiave di licenza Oem per Windows 10 Pro. I prodotti coinvolti in questa promozione sono molti e comprendono alcuni dei nomi più noti del settore, come per esempio Kaspersky, McAfee, Avast, Avira, Bitdefender. La promozione di BZFuture si estende anche a strumenti di protezione e manutenzione come Aomei Backupper o MiniTool Power Data Recovery e Partition Wizard.

Ecco alcuni esempio delle promozioni:
Licenza di McAfee Antivirus (1 PC / 1 anno) + licenza Windows 10      a 14,39 euro
Licenza di AOMEI Partition Assistant Professional 8.6 Edition + licenza Windows 10     a 17,99 euro
Licenza di Avast Internet Security (1 PC / 1 anno) + licenza Windows 10     a 18,30 euro
Licenza di McAfee Antivirus (3 PC / 1 anno) + licenza Windows 10     a 15,99 euro
Licenza di Kaspersky Antivirus (1 PC / 1 anno) + licenza Windows 10     a 16,99 euro

Il costo varia a seconda del prodotto selezionato ed eventualmente della durata dell’abbonamento, ma i prezzi sono in generale molto vantaggiosi. Si parte da 14,33 euro per un abbonamento di un anno a Kaspersky Internet Security nella versione Android, ma si possono trovare a prezzi estremamente vantaggiosi molti altri software di alta qualità. Come ad esempio Bitdefender Family Pack, a 35,89 senza limitazioni sul numero di dispositivi protetti, McAfee Total Protection a 24,50 euro per 10 dispositivi, Kaspersky Total Security a 28,29 euro per un dispositivo e molti altri ancora. Tutte queste offerte, già molto più convenienti rispetto alle proposte ufficiali dei produttori, includono nel prezzo anche una chiave OEM per Windows 10 Pro.

Come usare Windows 7 senza problemi dopo la fine del supporto ufficiale

Il Patch Tuesday di gennaio 2020 ha segnato la fine del supporto esteso di Windows 7, un sistema operativo che, nelle sue varianti consumer, non potrà d’ora in poi contare sugli aggiornamenti ufficiali di Microsoft per risolvere eventuali problemi di sicurezza anche gravi. Ma se si approntano le giuste misure preventive, anche Windows 7 SP1 potrà continuare a servire adeguatamente le esigenze di computing degli utenti che non vogliono (o non possono) aggiornare a Windows 10.

Le ultime patch

Il primo passo per mettere Windows 7 al riparo da potenziali disastri consiste ovviamente nell’installazione degli ultimi aggiornamenti ufficiali: il già citato Patch Tuesday di inizio anno prevede due possibili download, uno qualitativo della sicurezza (KB4534314) con i soli update mensili di gennaio e l’altro cumulativo (KB4534310) che è possibile utilizzare per aggiornare la versione base di Windows 7 SP1.

Firewall al massimo

Diversamente dalle versioni storiche di Windows, Windows 7 include – come già Windows Vista – un firewall avanzato basato sulla piattaforma WFP (Windows Filtering Platform). Un firewall esterno è sostanzialmente inutile anche su Windows 7, e l’unica aggiunta davvero essenziale per poter sfruttare al massimo quello nativo è una applet come Windows Firewall Control (WFC): grazie a questa utility freeware potremo bloccare le connessioni in uscita, gestire le regole del firewall in maniera personalizzata, visualizzare pop-up interattivi per creare regole “al volo” e molto altro ancora (vedi PC Professionale 334 di gennaio 2019).

fbi-sicurezza-informatica-elezioni-usa-2016-hacker-russi

Antivirus di terze parti

Nonostante il mutato scenario delle minacce informatiche odierne, un antivirus con protezione in tempo reale continua a rappresentare un meccanismo di sicurezza basilare per qualsiasi postazione informatica consumer e non. Con la “morte” di Windows 7 è morto anche Security Essentials, l’antivirus gratuito di Microsoft nativo dei sistemi Windows, quindi non resta altro da fare che rivolgersi a un antivirus di terze parti di buona qualità che ancora supporta l’OS. Noi consigliamo Avira Free Antivirus, che tra l’altro ha un costo assolutamente imbattibile.

Il browser Web è meglio FOSS

Oggi la quasi totalità delle minacce arriva dal Web, quindi una delle misure essenziali per mettere in sicurezza qualsiasi sistema operativo consiste nell’utilizzare un browser moderno, aggiornato e in grado di preservare la nostra privacy oltre a neutralizzare gli attacchi prima ancora del loro arrivo sul PC. Il nostro consiglio è di abbandonare Internet Explorer, Edge, Chrome e il suo clone ChrEdge al loro destino e di passare senza fallo a Mozilla Firefox.

Update

Patch di terze parti

Anche se Microsoft ha deciso di terminare il supporto di Windows 7, non è escluso che in futuro, qualora si presentasse una minaccia particolarmente grave, compaiano in rete possibilità di aggiornamento “alternative” per chiudere falle e sistemare bug. Gli sviluppatori della piattaforma 0Patch hanno già dichiarato la volontà di continuare a tenere “vivo” il codice di Windows 7, e Microsoft stessa potrebbe metterci una pezza come già successo l’anno scorso per l’oramai vetusto Windows XP.

Patch estese dalla dubbia legalità

Dopo il 14 gennaio 2020, solo gli utenti enterprise disposti a pagare un gran mucchio di danari avranno diritto alle patch di sicurezza del Supporto Esteso ESU (Extended Security Updates). Le patch ESU “valgono” fra i $25 e i $200 per ogni singola postazione informatica da aggiornare, ma qualcuno ha già trovato il modo di bypassare il controllo della licenza di Windows 7 e abilitare la ricezione degli aggiornamenti ESU anche sulle versioni consumer dell’OS. Eventuali conseguenze legali o “ban” della licenza genuina di Windows 7 in seguito a esperimenti del genere saranno ovviamente di vostra esclusiva responsabilità.

Virtual Machine verso l’infinito e oltre

Se avete necessità di usare Windows 7 per far girare un’applicazione che proprio non ne vuole sapere di girare su Windows 10, l’alternativa meno problematica a vostra disposizione consiste nel creare una macchina virtuale e installarvi all’interno una copia di Windows 7. L’esperienza di utilizzo non sarà certo la stessa di un’installazione nativa ma è sempre meglio che niente. Anzi: col passare degli anni, le macchine virtuali di VirtualBox, VMWare e altri tool specializzati diverranno giocoforza l’unica possibilità a nostra disposizione per continuare a usare una parvenza di Windows 7 anche sui PC del 2021, 2022, 2030 e oltre.

Virtual Machine

Windows 7 non è più supportato ufficialmente da Microsoft, lunga vita a Windows 7: il numero di utenti che ancora utilizza l’OS con cadenza quotidiana si conta nell’ordine delle centinaia di milioni, e non tutti questi sistemi sono in grado supportare l’upgrade a Windows 10 senza problemi di compatibilità con i componenti hardware o le periferiche esterne.

Poco importa che Microsoft abbia deciso di importunare gli utenti con messaggi allarmistici (che è comunque possibile disabilitare) sulla fine del mondo e del supporto a Windows 7: l’inevitabile transizione verso Windows 10 sarà molto lunga, e nel peggiore dei casi l’unica vera soluzione a nostra disposizione consisterà nell’acquistare un nuovo PC continuando a tenere in vita quello vecchio per i casi in cui il nuovo OS non si rivelasse all’altezza delle aspettative.

L’annata di PC Professionale 2019, oltre 1.500 pagine in formato PDF

Per cominciare alla grande il 2020, PC Professionale ti regala l’annata completa del 2019 in formato PDF, da archiviare e tenere sempre a portata di mano per rileggere le nostre prove e i nostri approfondimenti.

Tutti i numeri del 2019 di PC Professionale in formato digitale, facilmente consultabili e stampabili. Oltre 1.500 pagine di recensioni, prove comparative, tutorial e approfondimenti su tutti i principali settori della tecnologia.

Il codice per scaricare l’annata completa in PDF è pubblicato sul numero 346 di gennaio 2020.

Pagamenti digitali, come cambia l’home banking dopo il 14 settembre 2019

Lo scorso 14 settembre 2019 è entrata in vigore la PSD2, direttiva europea che cambia in maniera significativa lo stato dell’arte per i pagamenti digitali. Anche in Italia home banking fa rima con Open banking, autenticazione a doppio fattore ed SCA.

Il 14 settembre 2019 è entrata definitivamente in vigore la cosiddetta Payment Services Directive (PSD2), direttiva valida in tutti i paesi dell’Unione Europea e volta a diffondere i sistemi di pagamento “innovativi” in formato digitale. Sistemi che, dal punto di vista dell’utente finale, offrono un grado di sicurezza sensibilmente maggiore ma che necessitano di qualche attenzione in più.

PSD2 e Open banking

All’origine della direttiva PSD2 c’è l’iniziativa nota come Open banking, un programma che vuole favorire l’innovazione dei sistemi finanziari attraverso l’utilizzo di interfacce di programmazione (API) aperte e accessibili a soggetti terzi, una maggiore trasparenza e l’utilizzo di tecnologie open source per l’implementazione concreta delle nuove soluzioni.

Di fatto, la “visione” promossa dall’open banking e dalla relativa organizzazione non-profit (Open Banking Limited) descrive un Vecchio Continente in cui gli utenti posso usare gli strumenti finanziari (carte di credito, conti bancari ecc.) velocemente e per diverse categorie di operazioni on-line, le banche, gli istituti finanziari e le aziende terze possono “parlare” liberamente tra di loro e l’intero ecosistema finanziario europeo entra finalmente nel ventunesimo secolo grazie al Web, il mobile e le altre tecnologie IT avanzate.

Euro digitale

Pagamenti on-line più sicuri

La PSD2 è entrata ufficialmente in vigore il 14 settembre scorso, portando anche in Italia una serie di conseguenze su cui gli utenti dell’home banking erano già stati informati da mesi dalle rispettive banche: qualsiasi operazione di pagamento telematico deve ora rispettare i dettami della Strong Customer Authentication (SCA), un meccanismo di sicurezza pensato per rendere ogni singolo accesso al conto bancario sicuro, verificato e (augurabilmente) a prova di cyber-criminali.

Pagamenti on-line - 1
Pagamenti on-line - 2

I “token” e le chiavette con la generazione casuale di codici temporanei, croce e delizia delle operazioni di home banking degli ultimi anni, stanno andando fuori moda in Italia e nel resto d’Europa: oggi i principali istituti finanziari forniscono ai rispettivi utenti una app mobile che sfrutta l’autenticazione a doppio fattore, un sistema in grado di verificare contemporaneamente ciò che l’utente “sa” (il PIN di accesso all’account bancario da specificare a ogni transazione), ciò che l’utente “possiede” (il codice temporaneo OTP generato dietro le quinte dalla app dello smartphone) e magari ciò che l’utente “è” (impronta digitale) ogni qual volta è necessario effettuare un pagamento o trasferire fondi dal proprio conto.

Pagamenti on-line - 3

La transizione verso i pagamenti digitali di nuova generazione è in realtà ancora in corso, visto che le autorità bancarie hanno fornito un certo margine temporaneo per permettere ai tutti gli operatori di adattarsi alle novità. Il cammino è in ogni caso segnato: presto o tardi, la stragrande maggioranza degli utenti dell’home banking non potrà fare a meno della app e dello smartphone per comprare on-line, ricaricare il cellulare o pagare l’affitto tramite bonifico bancario europeo.

Huawei presenta Huawei Mate 20X 5G

Huawei non si scoraggia nonostante il momento delicato e presenta la prima soluzione 5G insieme all’ecosistema proprietario.

Dopo alcuni primi segnali distensivi riguardo alla diatriba che interessa il colosso cinese Huawei e gli Stati Uniti, l’azienda rompe il silenzio e parla di quello che sarà il futuro prossimo, approfittando della presentazione del suo primo terminale 5G: Huawei Mate 20X 5G.

Huawei: le conseguenze del ban

Poche parole ma esaurienti. I vertici di Huawei hanno voluto rassicurare che non cambia assolutamente nulla dall’inizio della querelle; i dispositivi già acquistati continueranno a ricevere aggiornamenti di Android, così come quelli ancora sugli scaffali. A proposito di Android, per chi temesse la fine della collaborazione con Google, Huawei ha rassicurato che al contrario continuerà a lavorare insieme a Big G e che sì, un sistema operativo parallelo è in fase di progettazione, ma da ben 10 anni prima che i riflettori fossero puntati sull’azienda cinese dall’inizio della controversia.

Giusto una breve parentesi è stata aperta per parlare degli effetti del ban sulla percezione del brand, che in realtà è aumentata e che ha fatto sì che i social venissero costellati da messaggi di solidarietà degli acquirenti in favore di Huawei. La presentazione di Huawei Mate 20 X 5G è stata anche una presa di posizione e una dimostrazione di forza della compagnia, che ha voluto dimostrare come gli sforzi profusi nella ricerca per lo sviluppo del 5G siano maggiori rispetto ai competitor, tanto da creare un proprio ecosistema volto ad operare in tal senso. Ora l’azienda, utenti e partner dovranno comunque aspettare fino al 19 agosto per comprendere meglio gli effetti al termine della proroga fissata dal Dipartimento del Commercio Usa. Piccola nota anche per quanto riguarda il Foldable: potremo vederlo probabilmente verso settembre.

Huawei Mate 20X 5G: le caratteristiche tecniche

Discorso ban a parte, ancora una volta questa si dimostra una stagione che vede il ritorno dei phablet, cioè smartphone dalle generose dimensioni. Il nuovo Huawei Mate 20X 5G dispone di uno schermo Full Hd+ da ben 7,2 pollici il quale è interessato dalla presenza di un notch a goccia e dalla risoluzione da 2.233 x 1.080 pixel.
Al di sotto del display troviamo il Kirin 980, già visto diverse volte nell’offerta Huawei e Honor. Il processore è affiancato da 8 GB di Ram, mentre lo spazio per l’utente è di 256 GB, espandibile via nanoSd. La connessione in 5G è resa possibile grazie al chipset realizzato dalla stessa Huawei, il primo multi-mode 5G al mondo a 7nm, ovvero il modem Balong 5000.

Il retro del dispositivo è interessato dalla presenza di una tripla fotocamera da 40,20 e 8 megapixel, mentre quella anteriore è di 24 megapixel. La batteria sarà in grado secondo il produttore di coprire l’intera giornata (nonostante il generoso display) con i suoi 4.200 mAh. Il dispositivo è già ordinabile sui maggiori distributori al prezzo di 1.099,90 euro e sarà disponibile dalle prossime settimane.

Come risolvere il problema delle estensioni non supportate di Mozilla Firefox

Il disastroso weekend di Firefox è finito, e per chi fosse ancora alla ricerca di una “pezza” ecco le istruzioni necessarie a ri-validare tutte le estensioni installare sul browser Mozilla.

Come già spiegato nella news dedicata, nelle scorse ore gli utenti di Firefox hanno dovuto fare i conti con le conseguenze di un certificato di sicurezza scaduto, un elemento indispensabile a verificare la sicurezza delle estensioni e il cui mancato rinnovo ha provocato il malfunzionamento della quasi totalità degli add-on installati su Firefox.

Vista l’importanza cruciale delle estensioni per l’utilità e l’usabilità di un browser moderno, e per Firefox in particolare, subito dopo la scoperta del bug utenti e sviluppatori hanno preso d’assalto le piattaforme di discussione in Rete – e Reddit in particolarealla ricerca di soluzioni, fix temporanei e novità in grado di ripristinare il funzionamento usuale del browser Mozilla.

Firefox, componenti disattivati

Di seguito proponiamo quindi le soluzioni migliori (e più facili da implementare) per abilitare tutte le estensioni installate su Firefox, che si utilizzi la versione più recente del browser o meno. Con un’avvertenza cruciale sottolineata dalla stessa Mozilla: cancellare e provare a reinstallare le estensioni disabilitate non serve assolutamente a niente, anzi può portare alla perdita di dati e non risolve in alcun modo il problema.

La soluzione tampone via script

Il primo fix concreto e affidabile al problema delle estensioni disabilitate è arrivato sotto forma di uno script da aggiungere manualmente alla console del browser. Dopo aver abilitato l’opzione devtools.chrome.enabled (da false a true) nella configurazione interna di Firefox accessibile dalla pagina about:config, occorre quindi aprire la finestra della console (Ctrl+Shift+J) copiaincollare il codice seguente e quindi premere Invio.

// Re-enable all extensions

async function set_addons_as_signed() {
    Components.utils.import("resource://gre/modules/addons/XPIDatabase.jsm");
    Components.utils.import("resource://gre/modules/AddonManager.jsm");
    let addons = await XPIDatabase.getAddonList(a => true);

    for (let addon of addons) {
        // The add-on might have vanished, we'll catch that on the next startup
        if (!addon._sourceBundle.exists())
            continue;

        if( addon.signedState != AddonManager.SIGNEDSTATE_UNKNOWN )
            continue;

        addon.signedState = AddonManager.SIGNEDSTATE_NOT_REQUIRED;
        AddonManagerPrivate.callAddonListeners("onPropertyChanged",
                                                addon.wrapper,
                                                ["signedState"]);

        await XPIDatabase.updateAddonDisabledState(addon);

    }
    XPIDatabase.saveChanges();
}

set_addons_as_signed();

Lo script ripristinerà il funzionamento degli add-on non certificati, ma lo farà solo per le prossime 24 ore e dovrà quindi essere ri-applicato per mantenere l’effetto desiderato.

Logo Firefox

La soluzione “concreta” via pacchetto XPI

Il primo fix ufficiale di Mozilla è arrivato sotto forma di un componente aggiuntivo distribuito tramite il sistema degli Studi, una soluzione che richiede l’abilitazione dell’opzione corrispondente e che dipende dai tempi di distribuzioni propri del network della corporation. Qualcuno si è però preso la briga di estrarre il pacchetto XPI contenente il nuovo certificato di autenticazione e di distribuirlo on-line, permettendo a chiunque – anche a chi non vuole concedere un millimetro agli “studi” di Mozilla con relativa invasione della privacy personale – di installare il suddetto certificato.

Il componente desiderato si trova a questo indirizzo: basta fare clic col tasto destro e salvare il file in locale, quindi occorre installare manualmente il componente come si farebbe con un qualsiasi componente aggiuntivo: l’effetto dell’aggiornamento sarà immediato e gli add-on verranno subito ripristinati. Il pacchetto XPI è firmato digitalmente da Mozilla, quindi è “ufficiale” e non presenta rischi alla sicurezza di sorta.

La soluzione definitiva dell’upgrade

Installando manualmente il componente XPI è possibile continuare a usare normalmente la versione di Firefox che abbiamo già installata sul sistema (Windows ma anche Android), mentre per chi preferisce avere una soluzione definitiva e duratura al problema c’è sempre la strada dell’upgrade: Mozilla ha distribuito la versione 66.0.4 di Firefox inclusiva del nuovo certificato digitale valido, una release che può essere installata attraverso la funzionalità di aggiornamento automatico interna del browser oppure scaricando in maniera diretta la nuova versione tramite i soliti link.

E’ altamente probabile che la nuova release di Firefox, e prevedibilmente le future release del browser Mozilla, avranno qualcosa da ridire qualora avessimo già provveduto a installare il componente XPI per via manuale: in questo caso dovrebbe essere sufficiente rimuovere l’add-on incriminato dalla pagina di gestione delle estensioni (about:addons) per far tornare tutto alla normalità.

Come verificare la compatibilità di un monitor FreeSync con NVIDIA G-SYNC

NVIDIA fornisce tutte le informazioni necessarie a verificare la compatibilità tra il nostro monitor FreeSync e la tecnologia G-Sync. Perché lo garantiamo per esperienza personale: giocare su uno schermo con refresh variabile da una soddisfazione mai provata sui vecchi monitor.

G-SYNC è una tecnologia proprietaria di NVIDIA che ha in questi anni permesso agli utenti di accedere a un’esperienza di gioco virtualmente priva di artefatti come stuttering o tearing: usando una GPU NVIDIA recente e un monitor G-SYNC, i driver grafici sono in grado di sincronizzare la frequenza di rendering della GPU con il refresh verticale dello schermo, un sistema che rende indiscutibilmente più fluido e piacevole il gaming su PC.

In passato l’uso di G-SYNC su GPU NVIDIA ha richiesto l’acquisto di un monitor dotato di modulo G-SYNC integrato, un tipo di prodotto generalmente offerto a un prezzo maggiorato rispetto ai monitor da gaming standard. AMD, dal canto suo, ha deciso di seguire un approccio completamente diverso con FreeSync, una soluzione di refresh adattivo accessibile da GPU Radeon e monitor compatibili dal prezzo parecchio inferiore alle controparti G-SYNC.

Un display FreeSync non ha bisogno di montare un modulo G-Sync proprietario fornito da NVIDIA, una caratteristica che se da un lato favorisce la convenienza economica dell’acquisto, dall’altro espone l’utente a un’esperienza di utilizzo dalla qualità altalenante rispetto all’esperienza “premium” garantita da NVIDIA con suoi test dedicati per tutti i monitor G-SYNC immessi sul mercato.

G-SYNC per tutti

La distanza apparentemente incolmabile tra G-SYNC e FreeSync si è in ogni caso ridotta, fin quasi ad annullarsi, con la distribuzione dei driver GeForce Game Ready 417.71 avvenuta lo scorso 15 gennaio: la release ha sancito la possibilità, per i possessori di GPU GeForce Pascal o Turing, di abilitare il G-Sync anche su un monitor dotato del supporto al più semplice standard FreeSync.

G-SYNC

NVIDIA ora offre le seguenti tre diverse “esperienze G-Sync” in relazione al monitor utilizzato: G-Sync Ultimate permette l’uso di risoluzioni superiori (Ultra HD) e della gamma cromatica estesa dell’HDR su un processore G-Sync avanzato, G-Sync garantisce la certificazione dei test NVIDIA sui monitor con modulo G-Sync integrato, G-Sync Compatible rappresenta l’esperienza “verificata” di prima mano da NVIDIA sui monitor FreeSync in grado di fornire prestazioni comparabili a quelli G-Sync ufficiali.

I possessori di monitor FreeSync hanno a disposizione una pagina informativa gestita direttamente da NVIDIA, una fonte ufficiale su cui la corporation californiana pubblica una lista di tutti i monitor certificati e “validati” per l’uso del refresh variabile di G-Sync (liscio, compatibile o ultimate) su GPU GeForce. La lista fornisce informazioni sulla marca e il modello di ogni monitor, la risoluzione, la tecnologia del pannello (IPS, VA, TN), l’intervallo di refresh adattivo supportato e l’eventuale presenza dell’Overdrive variabile.

Monitor G-Sync

La lista di NVIDIA è sempre aggiornata e nuovi modelli di monitor “G-Sync compatibili” sono stati in queste settimane aggiunti con una certa regolarità. Per chi avesse a disposizione un monitor FreeSync non presente in lista, infine, non tutto è perduto: gli ultimi driver NVIDIA GeForce (a partire dalla succitata release 417.71) permettono di abilitare il refresh adattivo di G-Sync su qualunque display FreeSync, anche l’esperienza finale può in questo caso variale da display a display.

Arriva il Redmi Note 7: prime impressioni

Il nuovo smartphone ha un prezzo base di 179 euro e caratteristiche molto interessanti come la fotocamera da 48 Mpixel.

Redmi vive come marchio indipendente da gennaio di quest’anno; di proprietà di Xiaomi, propone smartphone caratterizzati da un costo più basso ma dotati comunque di caratteristiche tecniche tipiche dei modelli di fascia media.
Il Redmi Note 7 è stato annunciato ufficialmente in Italia il 12 marzo e costa 179,9 euro nella versione base da 3+32 GB e 199,9 euro in quella con 4+64 GB di memoria. È caratterizzato da un ampio schermo da 6,3”, dal nuovo processore Qualcomm Snapdragon 660 e da una doppia fotocamera da 48+5 Mpixel.
Il rapporto funzionalità/prezzo sembra dunque la freccia migliore nell’arco del Redmi Note 7, che anche nell’aspetto esteriore e nei dettagli costruttivi richiama concorrenti più costosi.

Redmi Note 7

Il Redmi Note 7 è un vero phablet, il grande schermo è costruito in tecnologia Ips e ha una risoluzione di 2.340 x 1.080 pixel. Il rapporto di 19,5:9 comunque lo rende comodo da impugnare e può essere utilizzato con una sola mano senza troppi problemi.
Le dimensioni sono di 159,2 x 75,2 e lo spessore è di 8,1 mm; il peso è di 186 grammi. Non un peso piuma, né una sogliola, ma c’è da dire che la batteria integrata è da ben 4.000 mAh. Il sensore per le impronte circolari è posto sul retro.

Redmi Note 7

La protezione anteriore e posteriore è in vetroGorilla Glass 5. Il display da 6,3” offre immagini molto nitide e luminose, anche in esterni, ma la taratura colore non è molto naturale.

Il processore Snapdragon 660 è costruito a 14 nanometri e ha otto core Kryo 260 funzionanti a una frequenza massima di 2,2 GHz. È un modello recente, dotato di Gpu Adreno 512, del Dsp (Digital Signal Processor) Qualcomm Exagon 680 e del modem Lte X12 (600 Mbps in downlink e 150 in uplink).
Abbiamo provato il modello con 4 GB di Ram e 64 GB di storage e le prestazioni sono apparse interessanti; non abbiamo notato rallentamenti (neanche con i giochi) e il calore prodotto è moderato.
Lo storage può essere espanso aggiungendo una scheda Micro Sd (che però occupa lo slot dedicato alla seconda Sim Card).

Un rapido test con il benchmark Antutu mostra delle prestazioni interessanti.

La dual camera posteriore sporge parecchio dal telaio, per fortuna in dotazione viene fornita una cover. È composta da un sensore principale da 48 Mpixel prodotto da Samsung, con dimensioni dei pixel di 1,6 micrometri. L’obiettivo ha un’apertura F/1.8 e l’autofocus è di tipo phase detection. Il secondo sensore da 5 Mpixel serve per valutare la profondità della scena.

Redmi Note 7

Le foto scattate non sono (ovviamente) a livello di quelle del Mi 9, che prevede anch’esso un sensore da 48 Mpixel ma di ben altra fattura e con un corredo di lenti superiore. Le foto si fanno comunque apprezzare; di giorno l’esposizione della scena viene valutata correttamente anche con zone d’ombra, vengono restituiti molti dettagli e i colori appaiono abbastanza naturali.
Di notte si apprezza il poco rumore generato nella foto, anche perché il valore ISO equivalente non viene sparato troppo in alto. Le immagini ottenute sono a risoluzione 4.000×3.000, quindi 12 Mpixel, il che suggerisce una configurazione del sensore a matrici di 4 pixel.

Per quanto riguarda la dotazione accessoria, c’è il supporto alle reti Wi-Fi 802.11ac, la porta dati/ricarica è in standard Usb type C, c’è Bluetooth in versione 5.0 e persino il sensore a infrarossi per usare il telefono come telecomando universale. Manca però la connettività Nfc, un vero peccato adesso che le forme di pagamento contactless via smartphone stanno finalmente prendendo piede.

Altro particolare piacevole, la presenza del jack standard da 3.5mm per le cuffie o gli auricolari (che vanno comprati a parte). Nella scatola, oltre alla cover, c’è un alimentatore da 5V/2A e il cavo Usb; lo smartphone supporta la ricarica veloce Qualcomm Quick Charge 4.
L’interfaccia utente è la solita Miui, qui in versione 10.2, su base Android 9.

Il Redmi Note 7 sarà disponibile a partire dal 15 marzo, nella versione 4+64 GB, nello store online mi.com/it, presso i Mi Store autorizzati e presso le catene Unieuro, Mediaworld, Trony, Expert e Euronics.

La versione 3+32 GB sarà disponibile invece dal 21 marzo, acquistabile su mi.com/it, nei Mi Store e su Amazon. Vista la poca differenza di prezzo, la versione con 4 GB di memoria e 64 GB di storage appare più allettante.

Captain Marvel, un sito Web ispirato al passato

Marvel gioca col fattore nostalgia per promuovere la presenza telematica del suo nuovo blockbuster cine-fumettistico annunciato, una pellicola ambientata nel passato che a quanto pare meritava un sito altrettanto retrò.

Gli sviluppatori al soldo di Marvel hanno fatto una capatina negli anni ’90 per festeggiare degnamente il prossimo debutto di Captain Marvel, nuovo cinecomic della “Casa delle Idee” in arrivo nei cinema italiani il 6 marzo prossimo e in streaming esclusivamente su Disney+ entro il 2019. Il sito Web ufficiale del film è un vero e proprio omaggio alla Internet del secolo scorso, anche se tutto considerato i numeri non tornano e l’operazione nostalgia è riuscita solo a metà.

Il cuore della nuova iniziativa promozionale Marvel è il sito Web ufficiale di Captain Marvel, una pagina che sembra a tutti gli effetti “ambientata” negli anni ’90 esattamente come il film che intende promuovere. Il sito fa un uso esagerato di GIF animate, sfondi colorati, testo 3D, contatori, trivia e font Comic Sans, con un box informativo contenente la sinossi del film incentrato sulla prima, vera protagonista femminile d’eccezione dell’universo cinematografico Marvel.

Captain Marvel Web - 2

L’esperienza retro è più o meno riuscita ma non mancano “contenuti” moderni mascherati, come le immagini dei personaggi del film e il trailer ufficiale in inglese (presentato all’interno di un box simil-RealPlayer ma totalmente basato su standard HTML moderni). Il team di sviluppatori responsabile dice di aver creato il codice del sito su FrontPage per una retro-esperienza ancora più “autentica”.

Se si prendono in considerazione i numeri, però, il nuovo sito di Captain Marvel è retrò solo in superficie: l’intero contenuto del sito occupa ben 10 Megabyte, una quantità di dati che necessita di un download di pochi secondi nel 2019 ma che nel 1995 avrebbe richiesto, su un modem “moderno” da 28000 baud, circa 50 minuti di tempo di connessione. Nel migliore dei casi.

GDPR, noyb contro i colossi dello streaming telematico

Un’organizzazione impegnata nella difesa della privacy parte lancia in resta contro i mulini delle grandi corporation di rete, e questa volta la storia potrebbe andare molto diversamente rispetto alle avventure del celebre hidalgo della letteratura spagnola.

Da noyb arriva il primo, importante test sul campo degli effetti della GDPR, regolamentazione europea in difesa della privacy e dei diritti degli utenti che ha fin qui provocato solo scaramucce (e multe) di ben poco conto. La nuova iniziativa, invece, potrebbe portare multe miliardarie per i grandi nomi dell’economia di Rete.

Dalla sua posizione di “organizzazione non-profit europea dedicata alla difesa della privacy”, noyb ha infatti chiamato in causa giganti del calibro di Amazon, Apple, Netflix e YouTube, tutti colpevoli – a dire dell’organizzazione – di “violazioni strutturali” delle norme della GDPR. L’organizzazione ha “testato” 10 diverse entità per il rispetto delle regole imposte dalla GDPR, identificando violazioni e gravi inadempienze per 8 diverse aziende chiamate in causa dall’iniziativa in sede comunitaria.

Privacy

In particolare noyb lamenta l’assenza di risposte soddisfacenti nel caso in cui venga richiesto l’accesso a tutti i dati archiviati dalle aziende sugli utenti dei rispettivi servizi di streaming audiovisivo, richieste che vengono sistematicamente ignorate o, nel migliore dei casi, vengono accolte da risposte automatiche a cui segue l’accesso ai dati “grezzi” senza alcuna informazione aggiuntiva sulle aziende partner che quei dati hanno visto, usato e magari “monetizzato”.

L’iniziativa di noyb è importante sia per i nomi coinvolti, sia per le salatissime multe ipotizzate dall’organizzazione: secondo le regole della GDPR, in proporzione al business retrostante Amazon Prime potrebbe subire una sanzione massima pari a €6,31 miliardi, Apple Music €8,02 miliardi, DAZN €20 milioni, Netflix €415 milioni, SoundCloud €20 milioni, Spotify €163 milioni, YouTube €3,87 miliardi.

Il caso sollevato da noyb rappresenta insomma la prima, vera prova del fuoco per le stringenti regole in difesa della privacy imposte in questi anni dall’Unione Europea, un’occasione per stabilire se la GDPR è davvero una legislazione capace di cambiare lo stato delle cose o se si tratta di un’iniziativa dal sapore ideologico ma senza particolare influenza sulla realtà del moderno business telematico.

Cos’è la comunicazione importante su Facebook e cosa cambia

Su Facebook vi è comparso uno strano avviso in cima alle notizie? Si tratta di una notifica da parte dell’azienda, che aggiorna gli utenti su una situazione non recente. Infatti il social è stato sancito dall’AGCM per una pratica commerciale scorretta. Questa comunicazione importante su Facebook è difficile da non notare in quanto si presenta in vetta al News Feed degli utenti quando entrano su Facebook. Ma ecco di cosa tratta e cosa cambia per gli utenti.

Ogni iscritto a Facebook Italia infatti riceverà, se non lo ha già fatto, una breve comunicazione, che potrà scegliere di ignorare o di approfondire. Il social la intitola “Comunicazione importante”, e tratta una tematica molto cara all’utenza italiana, ma che forse non tutti conoscono. Di seguito ecco un’immagine che ritrae l’avviso di Facebook:

comunicazione importante facebook avviso
La comunicazione importante di Facebook

Ma a che cosa si riferisce la comunicazione importante di Facebook con precisione? Si tratta di una vicenda del 29 novembre 2018, quando l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato giudicò Facebook colpevole. Il crimine era quello di non aver fatto chiarezza ai suoi utenti su quale fosse il vero costo nascosto dietro al social. Come sappiamo infatti l’iscrizione a Facebook è del tutto gratuita, ma in realtà gli utenti pagano offrendo i propri dati personali. Questi sono poi usati per vendere pubblicità mirata da gruppi inserzionisti che successivamente retribuiscono Facebook per il servizio.

La condanna di Facebook

Per la mancata chiarezza su questo fronte, l’AGCM ha ritenuto che Facebook stesse portando avanti una pratica commerciale scorretta, a discapito dei suoi utenti. Come richiesta, il Garante ha esposto al social la possibilità di redimersi rimuovendo dalla pagina delle iscrizione la dicitura “È gratis e lo sarà sempre”. Facebook ha così rimosso la tagline, ma non ha provveduto a una seconda indicazione dell’AGCM. Quest’ultimo infatti ha imposto all’azienda di rendere note le proprie intenzioni, fornendo una dichiarazione in merito alla condanna da parte del Garante. Questa comunicazione non è mai stata redatta o condivisa da Facebook.

Torniamo ai giorni nostri, l’avviso di Facebook in arrivo sul News Feed ad aprile 2021 è un tentativo di rimediare a quell’errore. Infatti se si approfondisce cliccando sulla comunicazione, si noterà che Facebook parla proprio della situazione di due anni fa. Secondo l’azienda, i responsabili: “Non hanno informato adeguatamente e immediatamente i consumatori, in fase di attivazione dell’account, dell’attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti. In tal modo hanno indotto i consumatori a registrarsi sulla Piattaforma Facebook, enfatizzando anche la gratuità del servizio”.

Per chi quindi usa Facebook non cambierà niente, se non comprendere che la loro permanenza ha un costo effettivo, anche se non visibile direttamente. Il social non è gratuito, ma i suoi utenti pagano fornendo i propri dati alle aziende di inserzionisti.

Su WhatsApp si potrà presto cambiare il colore del tema

Altre novità arricchiranno WhatsApp prossimamente. Infatti, secondo quanto trapelato dalla versione beta di WhatsApp, gli sviluppatori sono al lavoro sulla possibilità di cambiare i colori del tema dell’app. La funzione, già disponibile su piattaforme competitor come Telegram, permetterebbe agli utenti di personalizzare lo strumento di messaggistica. Non si ferma quindi al classico e alla Dark Mode WhatsApp, che promette un cambiamento di look del tutto selezionabile dall’utenza.

Questa funzione è stata individuata da WABetaInfo, che ha analizzato la novità, spiegando che si tratta di uno strumento che permette di cambiare i colori dell’app. Per il momento è un servizio in fase di sviluppo e non ci sono maggiori informazioni in merito.

Sicuramente si tratta di un passo in avanti di WhatsApp, che arriva in ritardo rispetto ad app come Telegram, che già da tempo permette di cambiare i colori del tema e personalizzare ogni sfumatura della propria app. In questo caso però, su WhatsApp, solo alcuni elementi potranno essere cambiati, anche se non è chiaro ancora quali. WABetaInfo ha condiviso qualche screen su Twitter:

Dalle immagini fornite dalla comunità che si occupa di studiare gli aggiornamenti futuri di WhatsApp, non si comprende troppo della funzione. Infatti rimane ignoto il numero di sezioni dell’app il cui colore potrà essere cambiato. Non resta che attendere, che questa novità come tante altre scoperte da WABetaInfo, faccia il suo arrivo ufficiale sull’app.

Disney+ accesso VIP: come funziona e quanto costa

Vista l’attuale situazione dei cinema in Italia, The Walt Disney Company ha scelto di far uscire alcuni dei suoi film in streaming su Disney+, con l’accesso VIP. Ecco come funziona e quanto costa.

Cos’è l’accesso VIP su Disney+

L’accesso VIP su Disney+, permette agli utenti di partecipare a una visione anticipata di determinati contenuti della piattaforma. Il servizio infatti mette a disposizione, a un costo aggiuntivo rispetto all’abbonamento, spesso film esclusivi, prima che siano inseriti in catalogo. Chiunque paghi la sovrattassa per il titolo scelto, avrà infatti l‘accesso prioritario sulla visione.

Disney Plus ha di recente scelto di inserire in accesso VIP la pellicola animata Raya e l’Ultimo Drago e prima anche il live action di Mulan. In questo modo, chi ha scelto di pagare la tariffa VIP, ha potuto vedere i film, prima che fossero disponibili a tutti gli utenti abbonati a Disney Plus. Per ottenere laccesso è necessario essere abbonati alla piattaforma streaming Disney+.

A maggio anche Crudelia, il live action prequel con Emma Stone, debutterà contemporaneamente al cinema, se possibile, e in accesso VIP su Disney+. Lo stesso accadrà per il film Marvel Black Widow, a luglio.

Quanto costa

Non basta avere l’abbonamento a Disney+, per avere l’Accesso VIP. Infatti, come già detto, è necessario pagare una tariffa aggiuntiva una tantum, che va oltre al costo dell’abbonamento Disney+. Ad esempio, per vedere Raya e l’Ultimo Drago in streaming con accesso VIP, gli abbonati a Disney+ hanno dovuto pagare 21,99 euro. Per ora tutti i titoli comunque hanno avuto lo stesso costo, infatti Mulan era disponibile al prezzo di 21,99 euro.

Una volta ottenuto l’accesso ai film esclusivi, si potranno guardare tutte le volte che si vuole, purché si sia abbonati a Disney+. Successivamente questi film sono aggiunti al catalogo di Disney+ per poterli vedere senza VIP. Infatti, a qualche mese dal debutto VIP, tutti gli abbonati Disney+ potranno attingere al contenuto senza costi aggiuntivi.

Come attivare Accesso VIP su Disney+

Se si è già abbonati a Disney+, basterà seguire i seguenti passaggi per ottenere l’Accesso VIP ai film della piattaforma. Il primo passo è di accedere con le proprie credenziali a Disney+, e selezionare il titolo (come Raya e L’ultimo drago). Dopodiché si potrà cliccare su Acquista Accesso Vip, ovvero il bottone sotto il titolo. A questo punto basterà confermare il pagamento utilizzando i dati di pagamento già memorizzati, un nuovo metodo di pagamento o l’acquisto in-app effettuato tramite una terza parte.

Quando il pagamento andrà a buon fine, sulla schermata principale del film si potrà cliccare su Riproduci, e il film scelto sarà riprodotto. L’accesso VIP a Disney+ è valido per l’account, su qualsiasi dispositivo collegato.

Come chattare su WhatsApp con chi ti ha bloccato

Può succedere che a causa di litigi o scontri verbali, qualcuno possa decidere di bloccarci su WhatsApp. Tuttavia esiste un modo per chattare con qualcuno che ci ha bloccato su WhatsApp, anche se serve l’aiuto di una terza persona, che possa far funzionare il trucco. Non serve alcuna app di terzi parti, ma il tutto è possibile restando dentro all’app di messaggistica.

In questo caso è d’obbligo sottolineare, che anche se si vuole chattare con qualcuno che ci ha bloccato, è il caso di rispettare la scelta di questa persona. Se ha scelto di non avere contatti con noi avrà i suoi motivi, pertanto non bisognerebbe violare la sua decisione. Non volendo più avere interazioni virtuali su WhatsApp, sarà infatti impossibile accedere alla chat privata con chi ci ha bloccato. Ma nel caso in cui si senta un bisogno di un confronto o si pensi possa trattarsi di un errore, ecco come chattare con una persona che ci ha bloccato su WhatsApp.

Vi ricordiamo di sfruttare questo metodo con buonsenso, evitando di recare alcun tipo di danno alla persona interessata.

Come chattare su WhatsApp con chi ti ha bloccato

Come già specificato, la prima cosa da fare è chiedere l’aiuto di una terza persona, che abbia il vostro contatto e anche della persona che vi ha bloccato. Anche in questo caso, vi ricordiamo che diffondere i dati di altre persone senza consenso è illegale, pertanto bisogna affidarsi a chi conosce già il numero della persona che vi ha bloccato. Il prossimo passaggio è quello di creare una chat di gruppo. Dopodiché, la persona giunta in vostro aiuto dovrà abbandonare la chat di WhatsApp, lasciandovi soli con chi vi ha bloccato.

Qui quindi potrà leggere tutti i vostri messaggi nel gruppo WhatsApp, anche se vi ha bloccato. Ovviamente il tutto sarà possibile a meno che la persona interessata non scelga di abbandonare il gruppo.

WhatsApp: presto si potranno trasferire le chat tra Android e iOS

Uno dei momenti più drammatici quando si cambia smartphone è la paura di non riuscire a trasferire tutte le chat di WhatsApp da un dispositivo all’altro. Negli ultimi anni, gli utenti che passano da Android a Android e da iOS a iOS, potevano usare i backup. Questi permettevano loro di mantenere tutti i messaggi presenti sullo smartphone precedente al momento del cambio. Infatti finora, solo quando le tipologie dei dispositivi fanno parte dello stesso sistema i backup potevano funzionare. Ma presto WhatsApp permetterà di trasferire le chat anche da smartphone Android a iOS e viceversa.

Niente più timore dunque per chi vuole passare da un sistema all’altro, dato che le chat potranno essere presto trasferite senza problemi. Infatti di recente sono state scoperte delle schermate delle ultime versioni preliminari di WhatsApp che dimostrano come gli sviluppatori stiano lavorando sullo strumento di trasferimento tra sistemi diversi. La migrazione tra due device delle chat dell’app messaggistica sarà quindi favorita, e non si dovrà più dire addio alle proprie conversazioni. Non esiste per il momento un’immagine che mostri la funzione, ma ecco lo screenshot ottenuto che annuncia la novità:

whatsapp chat trasferimento ios android
L’immagine di WABetaInfo

Queste novità arrivano dalla comunità di WABetaInfo, che ha condiviso le immagini della nuova funzione per aiutare gli utenti. Sarà uno strumento che permetterà di esportare tutte le chat del dispositivo in un formato compatibile con la versione di WhatsApp presente sul nuovo smartphone. Per il momento non è chiaro come questo trasferimento avverrà, dato che WhatsApp usa due differenti sistemi di archiviazione su iOS e su Android. Sul primo sfrutta iCloud, facendo accesso con l‘Apple ID del cliente, mentre con Android usa Google Drive, con l’account Gmail.

WABetaInfo sostiene che questa novità arriverà con un futuro aggiornamento, ma nessuna informazione ufficiale ha svelato una data di rilascio. Sicuramente non appena questa funzione sarà pubblicata, gli utenti potranno sentirsi più tranquilli nel cambiare sistema operativo del proprio smartphone, senza il rischio di perdere tutte le chat accumulate negli anni.

GeoGuessr: cos’è e come funziona il gioco famoso su TikTok

Su TikTok sta spopolando un divertente gioco dal nome GeoGuessr, che mette alla prova gli utenti sottoponendoli a un quiz geografico particolare. Si tratta di un gioco che sfrutta Google Maps e la Street View come strumenti di base, per poi far sfidare chi gioca in un complicato test a intuizione. Dato il successo dello streaming online di videogiochi, in molti hanno iniziato a pubblicare video dove giocavano a GeoGuessr, su Twitch, TikTok e YouTube, generando non poca curiosità attorno al fenomeno online. Ma ecco di cosa si tratta e come funziona.

Cos’è GeoGuessr

Come già detto si tratta di un quiz geografico, che sfrutta come piattaforma di base Google Maps e la sua Street View. Quest’ultima è la libreria di fotografie interattive e navigabili ottenute dalle Google Car di tutto il mondo, per cartografare Maps. All’utente viene mostrata una foto a 360 gradi di un punto casuale del mondo, e chi gioca deve indovinare dove questa è stata scattata.

La strategia di gioco comprende l’analisi degli elementi presenti nella foto, per capire in quale luogo ci si trovi sul pianeta. Tra questi si può scorgere un particolare animale, un cartello, il senso di marcia e tanti altri indizi che starà al giocatore individuare. A questo punto l’utente potrà piazzare una puntina virtuale sulla mappa di Google, scoprendo se ha azzeccato il luogo o se si è sbagliato di migliaia di chilometri.

GeoGuessr nasce nel 2013, per mano dello svedese Anton Wallén, che ha pensato al gioco unendo le due parti del servizio di Google. Successivamente il gioco è stato non poche volte al centro dell’attenzione, fino a ora, quando TikTok lo ha fatto risorgere dall’anonimato. La piattaforma social ha quindi riportato in auge un fenomeno che ormai era in letargo, e gli ha donato nuova giovinezza.

Come funziona e come giocare a GeoGuessr

Come si gioca a GeoGuessr? Oltre a divertirsi nel guardare gli streamer che giocano a questo quiz geografico sulle varie piattaforme, è possibile anche sfidare in prima persona gli amici. Infatti GeoGuessr è gratuito e negli anni ha ricevuto diversi aggiornamenti. Tra questi è stata inserita la possibilità di scegliere le modalità di gioco e impostare la difficoltà.

Quindi come funziona GeoGuessr? Per giocare basta recarsi sul sito ufficiale e creare un account gratuito per poter partecipare a una partita da 5 round al giorno. Tra le modalità di gioco troviamo: mondo, Italia, posti famosi, USA, Europa. Si può giocare anche in solitario, per testare le proprie conoscenze.

Per giocare in gruppo si può sfruttare la modalità Battle Royale, dove si compete con amici o sconosciuti. Qui si indovina in che paese ci si trova nel mondo, e chi perde tutte le vite o finisce il tempo, viene eliminato. Se il gioco diverte così tanto, GeoGuessr offre la possibilità di ottenere dei profili pro a pagamento, per 1.99 euro al mese. Anche la modalità Battle Royale è a pagamento.

Yahoo Answers chiuderà per sempre dal 4 maggio 2021

Dopo 15 anni di attività Yahoo Answers chiuderà per sempre i battenti. Infatti la piattaforma gratuita online che permetteva di inviare domande al popolo del web e a rispondere ai quesiti più impellenti degli altri utenti, ha deciso di cessare il servizio. Ad annunciare questa triste novità è Yahoo stesso, che ne parla nella sua pagina ufficiale.

Il sito di Yahoo Answers verrà chiuso il 4 maggio 2021 (ora della costa est degli USA) e dal 20 aprile 2021 (ora della costa est degli USA) sarà in modalità di sola lettura. Non verranno apportate modifiche ad altre proprietà o servizi di Yahoo o al tuo account Yahoo.

Pertanto la data da segnarsi è quella del 4 maggio 2021, giorno in cui Yahoo Answers sarà ufficialmente chiuso. Se dopo questa data si proverà ad accedere al portale, si sarà reindirizzati alla home di Yahoo. Dal 20 aprile invece il sito diventerà in modalità lettura, quindi non si potranno inserire nuove domande o risposte a quesiti già esistenti. Infine, sino al 30 giugno, si potranno scaricare i contenuti presenti sul sito. Tra questi: le proprie domande e risposte fatte su Yahoo Answers, e le relative immagini. Non si potrà invece ottenere in download quesiti e risposte di altri utenti.

Il sito ufficiale di Yahoo Answers non chiarisce il motivo dietro la chiusura definitiva di questo servizio web. Tuttavia l’azienda ha creato una pagina di supporto nella quale sono contenute tutte le informazioni utili del caso, per aiutare gli utenti nella transizione.

Il web sta già dimostrando il suo dissenso nei confronti di una scelta che presto cancellerà un portale ricco di momenti interessanti che hanno fatto la storia di internet come lo conosciamo oggi. Molti infatti si riferiscono ancora a questa piattaforma quando hanno bisogno di aiuto, anche se ormai risulta obsoleta, per via di realtà come WikiHow. Si tratta in ogni caso di un archivio sconfinato di domande e risposte che potrebbero sempre tornare utili a chiunque, e si tratterà di un grande lutto per il popolo del web. Non pochi utenti infatti richiedono che il database possa essere salvato da altre piattaforme, che possano prendere il testimone.

L’altra faccia della medaglia invece sostiene si tratti di una scelta legittima, dato che negli anni Yahoo Answers ha fornito non poche risposte fuorvianti. Trattandosi di una piattaforma dove sono gli utenti spesso a fornire informazioni senza alcun tipo di competenza, diversi sono stati i consigli errati dati nei decenni.

Sicuramente però chi è cresciuto assieme a internet sa quanto Yahoo Answers sia stata fondamentale, e quanto sarà dura dirle addio.

Facebook ha fatto trapelare 533 milioni di dati dei suoi utenti

Sembrano non fermarsi mai i problemi legati alla privacy sui social, e nuovamente Facebook ha fallito nel tutelare i suoi utenti. I data condivisi consensualmente e non online sono sempre più a rischio, e questa volta una grossa falla ha fatto sì che Facebook perdesse 533 milioni di dati dei suoi utenti. Tra questi numeri di telefono, informazioni personali, profili, mail.

In particolare in Italia sono 37 milioni i dati rubati per la sola popolazione del nostro paese. Si tratta quindi di oltre il 50% della popolazione. Queste informazioni provengono apparentemente dallo stesso set di dati che qualche mese a un bot di Telegram vendeva online. La differenza ora è che sembra che coloro che vogliono mettere le mani sui dati non dovranno pagare nulla.

Facebook ha detto a Insider che questi dati sono stati ottenuti a causa di una vulnerabilità che è stata risolta nel 2019. L’azienda ha dato una risposta simile a Motherboard a gennaio. “Si tratta di vecchi dati precedentemente riportati nel 2019”, ha dichiarato Facebook a BleepingComputer. “Abbiamo trovato e risolto questo problema nell’agosto 2019”. Facebook non ha risposto a una nuova richiesta di commento da parte di diverse testate.

Secondo Insider “I dati esposti includono le informazioni personali di oltre 533 milioni di utenti Facebook di 106 paesi, inclusi oltre 32 milioni di data sugli utenti negli USA, 11 milioni sugli utenti nel Regno Unito e 6 milioni sugli utenti in India. Questi includono numeri di telefono, ID Facebook, nomi completi, location, date di nascita, bio, e anche indirizzi e-mail”.

Questa grave ed enorme violazione in termini di privacy è comprovata dal fatto che i dati sono effettivi e già scaricabili. In base al livello di privacy impostato da ogni singolo utente su Facebook, sono trapelate determinate informazioni.

Nonostante Facebook abbia chiuso questa falla di sicurezza nel 2019, il download di milioni di dati sono stati comunque effettuati. Online si è venuto quindi a creare un database, che è coinciso con la creazione di un bot di Telegram che ha messo in vendita questi dati.

Ora non è chiaro in che modo si evolverà la situazione e quali saranno gli effetti di questo danno alla privacy degli utenti Facebook.

Quanto guadagnano e chi sono i più pagati su TikTok

7Addison Rae

addison rae guadagno più pagati tiktok
Addison Rae

Al primo posto troviamo Addison Rae.

La TikToker nell’ultimo hanno ha guadagnato 5 milioni di dollari dall’app.

Addison è una star di TikTok che pubblica principalmente video di ballo e lip sync. Ha raggiunto oltre 79 milioni di seguaci sul suo account TikTok. Alla fine del 2019, si è unita a Charli D’Amelio, Chase Hudson e altri famosi creatori di TikTok per formare il gruppo collaborativo The Hype House.

Successivo

L’app Vocalis scopre se si è positivi al COVID-19 solo dalla voce

Esiste un’app basata su un’intelligenza artificiale che rileva la positività al COVID-19 usando solo la voce, con una precisione dell’80%. Di questi tempi sarebbe infatti avere comodo strumento che possa aiutare a capire se si ha il coronavirus. Infatti Vocalis è una nuova applicazione per smartphone sviluppata da un’azienda israeliana, che aiuta proprio a capire se si è stati contagiati.

Capire se si ha il COVID-19 non è sempre facile, perché i sintomi che variano notevolmente da una persona all’altra. Ecco perché aziende come Vocalis stanno sviluppando soluzioni per effettuare dei pre-screening delle persone utilizzando tecnologie semplici. In questo caso l’app mobile in questione si basa sulla voce dell’utente.

Lo screening delle persone per il coronavirus o qualsiasi altra malattia è difficile a meno che non si rechi di persona a fare un tampone. Per questo Vocalis ha sviluppato un’intelligenza artificiale che identifica le caratteristiche vocali dei pazienti affetti da varie malattie senza dover visitare un ospedale. Spesso inoltre, i metodi di screening come le pistole termiche non sono in grado di rilevare pazienti asintotici. La soluzione di Vocalis potrebbe aiutare in quelle situazioni.

Secondo quanto riporta TNW, Vocalis raccoglie elevati dati relativi alla voce di una persona e li utilizza per far funzionare un algoritmo. Infatti l’azienda ha sviluppato una tecnologia che identifica le caratteristiche di una potenziale malattia sulla base dell’analisi della voce. L’algoritmo estrae 512 caratteristiche da ogni campione vocale, e crea uno spettrogramma, attraverso il quale può diagnosticare diverse malattie, come il COVID-19.

Come funziona Vocalis?

L’azienda mira ad aiutare a rilevare una malattia specifica, prima però esegue prove cliniche per riconoscere di quale tipo di registrazioni vocali necessita per identificarla. Ad esempio, per rilevare COVID-19, l’IA deve individuare le caratteristiche dei sintomi come febbre, mal di testa e mancanza di respiro.

Vocalis ha fatto in modo che l’IA sia indipendente dalla lingua, includendo oltre 275mila accenti diversi da svariate lingue. Questo permette all’app Vocalis di essere  universalmente accessibile e inoltre garantisce la privacy dei suoi utenti.

L’app chiede ai pazienti di contare da 50 a 70 per addestrare l’algoritmo sui dati della voce dell’utente. Il campione di voce sarà paragonato poi dall’algoritmo a registrazioni di persone affette da COVID-19. Il risultato infine arriverà in meno di un minuto. Ecco un video spiegazione di Vocalis:

Vocalis tuttavia non sarà disponibile per tutti, ma inizialmente sarà messa in vendita alle aziende per testare i propri dipendenti. La commercializzazione è già partita in stati come USA, Cile, Indonesia, Africa, Romania e Lussemburgo.

Instagram pensa a un filtro per bloccare i commenti offensivi in automatico

Nei mesi passati Instagram ha cercato di rendere sempre più sicura l’esperienza dei suoi utenti sulla piattaforma. Di recente infatti ha incluso nuove restrizioni che limitano le interazioni tra maggiorenni e minorenni. Ma ora è in arrivo un’altra novità. Presto infatti potrebbe fare il suo debutto uno strumento che permette agli utenti di filtrare in modo automatico i commenti ritenuti offensivi. Il tutto si potrebbe tradurre in realtà grazie a una funzione supportata dall’intelligenza artificiale.

Per il momento su Instagram è possibile nascondere i commenti spiacevoli recandosi nelle Impostazioni. Cliccando poi nella sezione Privacy dei commenti si deve selezionare il Filtro Manuale di Nascondi commenti offensivi. Così facendo l’utente blocca frasi negative su qualsiasi parte del proprio profilo. Tuttavia è l’utente che manualmente attiva la funzione, e quindi non è tutelato in automatico dalla piattaforma social. Proprio questo vuole infatti implementare Instagram, che è deciso a lanciare uno strumento automatizzato. Questo infatti sfrutterebbe l‘intelligenza artificiale per bloccare direttamente quei commenti offensivi.

Come funziona Nascondi più commenti su Instagram

La notizia è stata riportata dal leaker Alessandro Paluzzi, che ha analizzato i piani di Instagram, al lavoro su questa novità. Sembra che la funzione si chiami “Nascondi più commenti“, raggiungibile dalla Impostazioni. Qualora si scelga di attivarla, questa nasconderà quindi in automatico i commenti che contengono determinate parole segnalate più di frequente.

Sembra inoltre che questo strumento sia arrivato erroneamente sull’ultima versione Alpha dell’app Android. Successivamente però è stata disattivata agli utenti interessati. Tuttavia questo errore fa capire che Instagram è realmente interessato a sviluppare questa novità. L’obiettivo è quindi di tutelarle gli iscritti nella loro esperienza sulla piattaforma. Resta solo da capire quando e se effettivamente la funzione di filtro automatico per bloccare i commenti offensivi sarà attivata.

Ultimamente Instagram sembra essere anche al lavoro su una versione dell’app dedicata ai bambini sotto i 13 anni. Lo ha annunciato Adam Mosseri, il CEO, come soluzione di controllo sugli utenti più giovani. Anche in questo caso, nessuna informazione sul lancio.

New Pokémon Snap: uscita su Switch, prezzo e trailer

Su Nintendo Switch è in arrivo New Pokémon Snap: tutte le news su trama, gameplay, uscita, prezzo e trailer del nuovo gioco.

New Pokémon Snap arriva su Switch: trama e gameplay

Presto su Nintendo Switch, gli utenti potranno mettere in mostra le loro capacità fotografiche con New Pokémon Snap. Questo nuovo gioco riprende le precedenti versioni per Nintendo 64, Wii e Wii U. La trama quindi è nota sicuramente ai fan del franchise. Se così non fosse, il gioco consiste nel far esplorare agli allenatori la regione di Lentil, dove dovranno trovare i Pokémon e scattare loro fantastiche foto.

Qui il giocatore sarà aiutato dal Prof. Speculux e dalla sua assistente Rita, in una regione piena di Pokémon da immortalare. I percorsi si potranno esplorare dentro alla navicella NEO-UNO, senza incappare in un mostriciattolo pericoloso, e realizzare scatti in tutta tranquillità.

Le foto riceveranno poi un punteggio basato su diverse categorie quali: la posa dei soggetti, le loro dimensioni, il grado di rotazione dei Pokémon verso l’obiettivo e la loro posizione nell’inquadratura. In più sarà possibile inoltre individuare dei Pokémon con comportamenti inconsueti, spesso seguito da un bagliore emesso dalle piante o dai stessi mostriciattoli. Si tratta di una peculiarità tipica della regione in cui il gioco è ambientata, e si chiama fenomeno Lumina. Ecco come il sito ufficiale descrive la regione:

Ti diamo il benvenuto nella regione di Lentil, le cui isole sono ricche di paesaggi di ogni sorta, dalle fitte giungle ai deserti sconfinati.

Attraversando questo arcipelago, fotograferai un ambiente incontaminato e una moltitudine di Pokémon selvatici che prosperano nelle distese naturali di Lentil.

Durante il Pokémon Presents che ha visto l’annuncio di Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente e Leggende Pokémon: Arceus sono state presentate alcune novità di New Pokémon Snap. Tra le news nuovi habitat dei Pokémon e strumenti speciali per scattare le foto durante il gameplay. Inoltre è stato confermato un editor per le fotografie, che potranno essere votate da altri utenti.

Quando esce New Pokémon Snap? Uscita su Nintendo Switch

Sappiamo quando esce New Pokémon Snap? Il gioco uscirà il 30 aprile 2021, in esclusiva su Nintendo Switch. Da quel giorno quindi i possessori della console Nintendo potranno divertirsi a scattare foto ai Pokémon.

Quanto costa New Pokémon Snap? Prezzo

Il prezzo di vendita di New Pokémon Snap è di 59,99 euro, come riportato sul Nintendo eShop. Il gioco è già pre-ordinabile da ora.

Trailer video

Ecco anche il trailer ufficiale, pubblicato da The Pokémon Company. Nel video è possibile vedere qualche attimo di gameplay, assieme ad alcune cutscene del gioco.

Ed ecco il secondo trailer presentato durante il Pokémon Presents:

Giochi in uscita aprile 2021 | Ps4, Ps5, Switch, Xbox, PC

I giochi in uscita a aprile 2021

Gli amanti dei videogiochi sapranno come divertirsi questo mese, dato che i giochi in uscita aprile 2021 sono tanti e particolarmente interessanti.

Da novità assolute a titoli inediti, la lista è ricca di titoli pronti a soddisfare i gusti di tutti.

Molti titoli faranno il loro debutto sulla piattaforma di gioco Nintendo Switch, altri su Playstation 4, sulla nuova PlayStation 5, su Xbox One, Xbox One X e su Microsoft Windows.

Ecco quali sono i giochi in uscita a aprile 2021.

Outriders

outriders
Outriders

01/04/2021

Outriders è un videogioco di ruolo cooperativo in terza persona sviluppato da People Can Fly e pubblicato dalla filiale europea di Square Enix.

Crea e personalizza il tuo OUTRIDERS e scegli una delle quattro classi uniche, ognuna con le proprie abilità devastanti, per distruggere il nemico.

Il titolo uscirà su PC, PS5, XSX, PS4, XBO, Stadia.

Giochi aprile 2021: Oddworld: Soulstorm

Oddworld: Soulstorm giochi aprile 2021
Il gioco Oddworld: Soulstorm

06/04/2021

Oddworld: Soulstorm è un videogioco sviluppato e pubblicato da Oddworld Inhabitants, appartenente alla saga di Oddworld. Il gioco è una rivisitazione di Oddworld: Abe’s Exoddus, con uno sviluppo della storia differente e costituisce il sequel di Oddworld: New ‘n’ Tasty!

Dopo il disastro dei mattatoi, Mullock viene ritrovato in fin di vita e cercando di presidiare fra i glukkon del cartello Magog, allerterà tutti riguardo alla pericolosità della rivoluzione dei mudokon e di Abe, entrambe cause della chiusura della fabbrica. Tuttavia non verrà creduto dagli altri glukkon, poiché penseranno che quella sua è una strategia per ricavare i soldi dall’assicurazione dei danni e di trarne profitto.

Il titolo uscirà su PC, PS5, PS4, ed è uno dei titoli gratis di PlayStation Plus.

MotoGP 21

MotoGP 21 giochi aprile 2021
MotoGP 21

22/04/2021

Si tratta del nuovo capitolo della saga dedicata al motomondiale virtuale.

Prendi le decisioni più importanti e trova la strategia vincente per vincere il campionato! Crea il tuo Entourage, scegliendo tra i team ufficiali o creandone uno nuovo. Seleziona il tuo staff, scegliendo il Personal Manager, il Chief Engineer e il Data Analyst che ti aiuteranno fare scelte cruciali, come la firma del miglior contratto o lo sviluppo della moto.

In uscita su PC, PS5, XSX, PS4, XBO, Switch.

Giochi aprile 2021: NieR Replicant

Nier Replicant giochi aprile 2021
Nier Replicant

29/04/2021

NieR Replicant ver.1.22474487139 è una versione aggiornata di NieR Replicant, precedentemente uscito solo in Giappone. Si tratta di un prequel dell’acclamato capolavoro NieR:Automata, rimodernizzato grazie a una grafica riportata in vita magistralmente, una storia affascinante.

Il protagonista è un giovane dall’animo gentile che vive in un villaggio remoto. Per salvare sua sorella Yonah, gravemente malata di Necrografia, parte con uno strano tomo parlante alla ricerca dei “Versi sigillati”.

In uscita su PC, PS4, XBO.

New Pokémon Snap

New Pokémon Snap_ uscita su Switch, prezzo e trailer
Il gioco New Pokémon Snap

30/04/2021

New Pokémon Snap è un gioco tutto nuovo ispirato a Pokémon Snap, uscito originariamente per Nintendo 64 nel 1999.

Il giocatore si trova nella nella regione di Lentil, le cui isole sono ricche di paesaggi di ogni tipo, dalle fitte giungle ai deserti sconfinati.I In quest’avventura si dovranno esplorare le varie isole per scattare foto ai Pokémon e creare il proprio Fotodex Pokémon personale.

In uscita su Switch.

Giochi aprile 2021: Returnal

Giochi aprile 2021 returnal
Il gioco Returnal

30/04/2021

Returnal è un videogioco sparatutto in terza persona horror psicologico in corso di sviluppo da Housemarque, che verrà pubblicato da Sony Interactive Entertainment.

Dopo un atterraggio d’emergenza su un pianeta alieno in continuo mutamento, Selene deve cercare la sua via di fuga esplorando le rovine di un’antica civiltà. Isolata e sola, si ritrova a combattere con le unghie e con i denti per la propria sopravvivenza, e ad ogni sconfitta è costretta a rivivere dal principio la sua avventura, intrappolata in un loop apparentemente infinito.

In uscita su Ps5.

Altri giochi in uscita ad aprile 2021

  • Lost Words: Beyond the Page (PC, PS4, XBO, Switch) – 6 aprile
  • Star Wars Republic Commando (PS4, Switch) – 6 aprile
  • Before Your Eyes (PC) – 8 aprile
  • Scarlet Hood and the Wicked Wood (PC) – 8 aprile
  • The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV (PC, Switch) – 9 aprile
  • Say No! More (PC, Switch) – 9 aprile
  • Trials of Fire (PC) – 9 aprile
  • Poison Control (PS4, Switch) – 13 aprile
  • Ashwalkers: A Survival Journey (PC) – 15 aprile
  • SaGa Frontier Remastered (PC, PS4, Switch) – 15 aprile
  • MLB The Show 21 (PS5, XSX, PS4, XBO) – 20 aprile
  • Atelier Mysterious Trilogy Deluxe Pack (PS4, Switch, PC) – 22 aprile
  • Judgment (PS5, XSX, Stadia) – 23 aprile
  • Total War: Rome Remastered (PC) – 29 aprile
  • R-Type Final 2 (PC, XSX, XBO, PS4, Switch) – 30 aprile
  • Terminator: Resistance – Enhanced (PS5) – 30 aprile

E3 2021: data evento, giochi e notizie dell’evento digitale

L’E3 2021 si farà e sarà un evento totalmente digitale. Dopo che lo scorso anno l’organizzazione è stata sorpresa dalla pandemia, che ha impedito all’evento di svolgersi, pare che quest’anno si sceglierà di optare per un’opzione consona ai tempi che corrono. Ma quali sono le prime informazioni su questo evento?

E3 2021 data

Il Electronic Entertainment Expo 2021 (E3 2021) sarà la 26esima edizione dell’evento, durante il quale produttori di hardware, sviluppatori di software ed editori presentano i loro nuovi prodotti. ESA pianifica di usare il Los Angeles Convention Center per l’evento digitale del 2021.

La conferma arriva dai piani dell’ESA, la società che organizza l’E3, che parla di una manifestazione in 3 giorni, dal 15 al 17 giugno, con un calendario di eventi streaming. Saranno quindi protagoniste presentazioni pre-registrate e tante attività digitali.

L’intenzione dell’ESA è di tenere più sessioni di presentazione da parte dei partner di giochi. Si parla di uno spettacolo di premiazione, una serata di anteprima del 14 giugno. In più ci saranno altri eventi streaming gestiti da editori di giochi, influencer e media partner.

E3 2021 giochi

ESA afferma inoltre che consentirà alle società partner di trasmettere in remoto ai media demo di giochi, con l’assistenza individuale degli sviluppatori. Molte aziende hanno utilizzato soluzioni di streaming on-demand simili durante la pandemia per consentire ai media di giocare in remoto ai loro giochi in anteprima. Tuttavia, i piani dell’E3 2021 richiedono ancora l’approvazione dell’ESA, che è composta da grandi società di giochi del settore. In ogni caso è stata confermata la gratuità dell’evento, senza pacchetti premium a pagamento.

Già da tempo si sta cercando di reinventare l‘E3, dopo che EA, Sony e Activision hanno abbandonato l’evento negli ultimi anni. Lo scorso anno molte aziende come EA e Ubisoft hanno avuto successo con dei personali eventi digitali.

Inoltre, il collaboratore dell’E3 Geoff Keighley, che ha lasciato l’evento l’anno scorso a causa di un disaccordo sulla sua direzione, ha anche lanciato il suo Summer Game Fest nel 2020. Keighley ha confermato a VGC che l’evento sarebbe tornato quest’anno e ha detto che nuovamente non sarà coinvolto con l’E3.

Non è chiaro quanti editori si siano iscritti all’evento digitale dell’E3 2021. Tuttavia, una delle principali società di giochi con cui VGC ha parlato ha indicato che avrebbe continuato a gestire la propria vetrina digitale separata, piuttosto che pagare le somme richieste per partecipare all’E3 2021. Per il momento quindi non è dato sapere quali giochi debutteranno durante l’E3 2021. Non essendoci conferme, iniziano i primi rumor che speculano su quali titoli potrebbero essere protagonisti di questo evento. Tra i più gettonati troviamo Elden Ring, Battlefield 6, Hollow Knight Silksong, Halo Infinite e Starfield.

Twitter Spaces debutterà anche su desktop

Non sorprende la conferma che Twitter Spaces debutterà anche su desktop, infatti l’azienda ha annunciato che il supporto simile a Clubhouse arriverà anche sui browser. Negli ultimi mesi Twitter ha lavorato duramente per dare vita alla sua sezione di chat chiamata Spaces, che permette agli utenti su iOS e Android di comunicare in stanze private.

Il prossimo passo per Twitter è quello di portare Spaces anche su browser, e la conferma è arrivata da The Verge. La notizia era stata anticipata da alcuni rumor, condivisi dalla ricercatrice Jane Manchun Wong, che mostrava il design delle card di Spaces in versione desktop.

Successivamente Twitter ha svelato che la funzione è pronta al debutto web, anche se non è chiaro da quando questo supporto sarà avviato. Twitter Spaces ha pubblicato anche i design delle chat audio all’interno di uno schermo più grande come quello di PC e Mac.

Per il momento Spaces è disponibile solo per dispositivi mobili, e portarlo sul web amplierebbe sicuramente la portata di questa funzione. Un pubblico più vasto concederebbe quindi a Twitter Spaces di competere con efficacia con Clubhouse, che invece è presente solo su iOS. Inoltre Twitter si avvicinerebbe anche alla realtà di Discord, che recentemente ha lanciato la sua feature di audio room, Stage Channels, per tutti i supporti sui quali è disponibile.

Anche Facebook, Spotify, Linkedin sono al lavoro su funzioni interne che possano assomigliare alle chat audio di Clubhouse. Sembra quindi che le room vocali siano il futuro dei social media, pronti ad evolversi per seguire i più recenti trend.

Non appena Twitter Spaces arriverà su desktop provvederemo ad aggiornarvi.

Facebook cambia News Feed e tornano i post in ordine cronologico

Sul blog ufficiale di Facebook è stato annunciato un grande cambiamento all’interno della piattaforma. Infatti sono in arrivo diverse modifiche che cambieranno alcune funzioni delle app iOS e Android. Queste novità permetteranno agli utenti un maggiore controllo del News Feed, e si potrà visualizzare nuovamente i post in ordine cronologico. Facebook concederà quindi di disattivare la visualizzazione dei post generata dall’algoritmo.

Quindi l’utenza di Facebook potrà scegliere se cambiare il modo in cui si presenta il proprio News Feed. Qualora si volesse tornare a una visualizzazione cronologia, le app riceveranno la nuova modalità Più Recente. Più che nuova si tratta di una funzione aggiornata di un sistema già presente d tempo sulla piattaforma social.

La barra dei filtri dei feed offre un accesso più facile ai post più recenti. Ora è più semplice passare da un feed di notizie generato dall’algoritmo a un feed ordinato cronologicamente con i post più recenti per primi. Gli utenti dell’app Android possono accedere alla barra del filtro dei feed quando scorrono verso l’alto sul feed delle notizie. La stessa funzionalità sarà disponibile nell’app iOS nelle prossime settimane. Indipendentemente dalla frequenza con cui li usi, puoi trovare Più recenti e Preferiti nel menu dei collegamenti rapidi“.

Queste le parole di Facebook nel post sul blog, dove descrive come attivare il Feed in ordine cronologico su Android e presto anche su iOS. Inoltre Facebook garantisce anche l’arrivo di un cambiamento che permetterà di visualizzare dei post in linea con i gusti degli utenti. Infatti si presenteranno nel Feed News post speciali, con l’etichetta “consigliato per te”. Sarà proprio Facebook a scegliere quali post proporre a quali utenti, a seconda delle preferenze espresse nel corso degli anni passati sulla piattaforma social. Tra le interazioni che saranno prese in esame troviamo: i post correlati, le interazioni passate, la posizioni e gli argomenti che interessano l’utente.

Un’altra novità infine riguarda la privacy. Prossimamente Facebook permetterà ai suoi utenti di scegliere chi potrà o meno commentare i propri post.

Amazon Prime Video aprile 2021: novità in uscita tra film e serie TV

8Altre serie TV in uscita su Prime Video ad aprile 2021

serie tv amazon prime video aprile 2021
Le serie TV in uscita su Amazon Prime Video ad aprile 2021

Oltre ai contenuti originali di Amazon Prime Video, ad aprile 2021 arrivano anche diverse serie TV non prodotte dalla piattaforma.

Tra i classici in arrivo troviamo:

  • Conan il ragazzo del futuro dal 1 aprile
  • Zak Storm – la prima stagione dal 1 aprile
  • Zelig Time – la seconda stagione dal 12 aprile
  • Rocco Schiavone – la quarta stagione dal 8 aprile
  • Bleach – la prima stagione dal 26 aprile
  • Leonardo – la prima stagione dal 28 aprile
Successivo

PlayStation Plus aprile 2021: giochi gratis su Ps4 e Ps5

Come ogni mese anche a aprile 2021 gli abbonati a PlayStation Plus possono attingere ad alcuni giochi gratis, i cui titoli sono appena stati svelati sul Twitter di PlayStation. Chi possiede una PlayStation 4 potrà scaricare Days Gone e Zombie Army 4: Dead War, mentre chi ha una Ps5, Oddworld: Soulstorm.

giochi gratis del mese di marzo 2021, saranno disponibili per gli abbonati a PlayStation Plus dal giorno 6 aprile. Saranno poi scaricabili gratuitamente fino al 15 maggio. Ma osserviamo in modo più approfondito i giochi.

Days Gone

Days Gone è un videogioco action-adventure del 2019, sviluppato da SIE Bend Studio e pubblicato da Sony Interactive Entertainment per PlayStation 4

Entra in un open world disperato del Pacifico nord-occidentale nei panni di Deacon St. John, cacciatore di taglie e vagabondo.

Sfida le minacce della strada dissestata sul retro della tua fidata bici mentre affronti sciami di folli e selvaggi Freaker e umani altrettanto terrificanti.

Il tempo imprevedibile e le diverse ore del giorno e della notte possono causare pericoli incredibili e sorprese scioccanti. Elabora le tue strategie mentre personalizzi armi e abilità, costruisci trappole e potenzia la tua moto mentre cerchi di sopravvivere alla natura selvaggia spietata.

PlayStation Plus aprile 2021 Zombie Army 4: Dead War

Zombie Army 4: Dead War è un videogioco in terza persona sviluppato e pubblicato da Rebellion Developments. È un sequel del gioco di compilazione 2015 Zombie Army Trilogy, a sua volta uno spin-off della serie Sniper Elite.

Le orde di Hitler sono tornate in questo sparatutto da brivido. Abominevoli nemici, armi epiche e una nuova straziante campagna per 1-4 giocatori ti aspettano nell’Europa degli anni ’40, mentre combatti per salvare l’umanità dai non morti Armageddon.

Continua la storia alternativa di Zombie Army Trilogy in nuovi livelli e scopri un piano sinistro che porta la Survivor Brigade in tutta Italia e oltre.

PlayStation Plus aprile 2021 Oddworld: Soulstorm

Abe di Oddworld ritorna in questo platform d’azione e avventura ambientato subito dopo gli eventi di Oddworld: New ‘N’ Tasty del 2014.

Dopo aver subito una trasformazione da ingranaggio incapace in una mega macchina aziendale a improbabile eroe e faro di speranza, Abe deve ora salvare i suoi compagni Mudokon con ogni mezzo necessario.

Man mano che si reclutano più seguaci, si mantiene la furtività e si risolvono puzzle per sopravvivere raccogliendo beni e crea un arsenale per liberare i tuoi amici. In Oddworld: Soulstorm, si capisce che il potere di molti sarà necessario per risolvere problemi che l’individuo da solo non può.

Chi sono le 10 persone più seguite su TikTok: da Charli ad Addison Rae

11

Successivo

Dinosauri su Fortnite: dove trovare i raptor e come addomesticarli

Su Fortnite è da poco arrivata la stagione 6, Furia, è sono approdati sull’isola anche i dinosauri. Scopriamo subito dove trovarli e come addomesticarli per rendere sempre più interessante e divertente il gioco.

Con la stagione 6 di Fortnite sono arrivate tante novità, introdotte da Epic Games, per migliorare il battle royale con tante nuove skin, missioni e armi. Ma con questo aggiornamento di Fortnite si arricchisce anche la fauna del gioco, introducendo lupi, cinghiali, polli, rane e dinosauri. In particolare sono arrivati i terribili Raptor.

Si tratta di animali preistorici che non stringono facilmente amicizia con i giocatori, e infatti li attaccano se ci si avvicina troppo. Tuttavia il loro impiego è necessario per procedere con la propria partita, pertanto è necessario incontrarli nella mappa e interagire con loro.

Nati dalle uova che si sono schiuse da poco in giro per l’isola, i raptor si uniscono alla caccia per toglierti il titolo di predatore supremo. I raptor cacciano in coppia. Non stupitevi quando affrontandone uno vedrete il suo compagno di branco precipitarsi a soccorrerlo. Senza eguali tra gli animali selvatici dell’isola, i raptor combatteranno chiunque e qualunque cosa incroci il loro cammino!

Questo recita il sito di Epic Games.

Dove trovare i dinosauri su Fortnite

Per trovare i dinosauri su Fortnite basterà recarsi presso il nuovo bioma Furia sulla mappa. In questo punto dell’isola infatti appaiono delle uova di dinosauro, di dimensioni ridotte, e che presto si schiuderanno per trasformarsi in velociraptor. Per ora solo questa specie di dinosauro è presente nel gioco, ma ciò non esclude che ne arriveranno altre in futuro. Questi dinosauri possono essere trovati in giro per l’isola da soli o in branchi di due o tre. Non è chiaro dove si trovino con certezza, anche se sembrano preferire le zone montuose. Per trovare un raptor è necessario ascoltare i suoni intorno, se uno è vicino, si potrà udire il suo verso.

Come addomesticare i dinosauri su Fortnite

Oltre a sconfiggere i dinosauri su Fortnite, è possibile anche addomesticarli. Infatti questi sono particolarmente utili per procedere nel gioco. Se ci si avvicina a loro, è possibile addomesticare i raptor. Per poterli domare è necessario creare e indossare un mantello del cacciatore. Solo così si potranno addomesticare i dinosauri incontrati sul proprio cammino. Se si indossa il mantello, questi si uniranno semplicemente avvicinandosi a loro. Infatti questi si uniranno al giocatore, diventando amici, e potranno portarlo in giro per la mappa, sfruttandolo anche come arma contro i nemici. Se invece si sceglie di sconfiggere i dinosauri su Fortnite lo si potrà fare potenziando le armi con delle ossa. I raptor possono facilmente uccidere in tre colpi, grazie alla loro velocità.

Una carta dei Pokémon è stata venduta per 300mila dollari

Il 2021 marca i 24 anni dalla messa in onda del primo episodio delle serie dei Pokémon, e di recente una carta da collezione è stata venduta per oltre 300mila dollari. Si tratta di un mercato che sta spopolando sul web, e che sta viaggiando a pari passo con gli NFT. La compravendita delle carte Pokémon infatti sta fruttando decine di migliaia di dollari, e i prezzi si alzano di mese in mese. Basti pensare a una recente asta su eBay, che ha battuto una particolare carta di Charizard a 311.800 dollari, cioè circa 265mila euro.

Si tratta di una certa Shadowless della prima edizione, olografica, del 1999, ovvero un’edizione rara, e dalle condizioni immacolate. L’asta si è conclusa dopo 124 offerte, andando a finire con la vittoria di un utente che ha offerto più di 300mila dollari. La carta ha ricevuto in precedenza una valutazione di 10 Gem Mint da PSA, cioè il massimo del punteggio, e autenticata dal famoso ente di certificazione.

Questa versione olografica di Charizard è quindi una prima edizione non rovinata, capace di valere tutti i soldi spesi. La carta appartiene al primo set di Carte Pokémon mai lanciato nel 1999, e la sua valutazione è tra le migliori mai viste nel mercato. Secondo alcuni esperti, più di 2.600 copie di questa carta sono arrivate a Psa per la valutazione. Tuttavia solo 122 hanno ottenuto un il punteggio massimo. Ma ecco una foto che mostra la carta dei Pokémon in questione:

carta pokémon charizard
La carta di Charizard

In questo caso la carta di Charizard rappresenta l’attacco più potente tra il mazzo delle originali prodotte ai tempi. Tuttavia non è la carta Pokémon venduta al maggior prezzo nella storia. Infatti a gennaio 2021 un utente ha ottenuto un Blastoise per 360mila dollari. Un Charizard olografico invece era è finito in tasca a un acquirente per 220mila dollari, forse perché in condizioni meno perfette. Secondo gli esperti, chi compra queste carte sta dando vita a un investimento, che con il tempo potrebbe fruttare più soldi di quanti se ne sono spesi. A meno che non abbiate delle carte in inglese, sappiate che se trovate un simile Charizard nella vostra collezione, purtroppo, quelle in lingua italiana non valgono così tanto.

Among Us nuova mappa: quando esce The Airship

Il gioco più popolare del momento è Among Us, del quale uscirà presto una nuova mappa: The Airship. Ecco i dettagli

Nel 2020 praticamente chiunque ha giocato ad Among Us, il gioco alla scoperta degli impostori tra un gruppo di amici. Il titolo è diventato talmente popolare da diventare il più amato di sempre. InnerSloth, il team di sviluppatori, ha deciso di continuare ad aggiornare il gioco, per regalare sempre novità ai suoi utenti. Di recente è stata annunciata una nuova mappa di Among Us, The Airship, e in molti si stanno chiedendo quando uscirà e da quando ci si potrà giocare.

Durante la premiazione dei The Game Awards Innersloth ha presentato la nuova mappa di Among Us: The Airship. Questa nuova location di gioco è ispirata a un dirigibile, e introdurrà nuovi ambienti e task per i giocatori. Sembra trattarsi inoltre di una mappa molto più ampia delle classiche Skeld, MIRA HQ e Polus. Il titolo, durante la serata, è stato vincitore di premi come miglior gioco multiplayer e miglior gioco mobile, risultando anche il più scaricato del 2020.

Inizialmente InnerSloth non si è voluto sbilanciare sul quando esce la nuova mappa di Among Us, ma è restato su un vago inizio 2021. Successivamente è stato svelato che a partire dal 31 marzo, i giocatori entrare nella nuova area che è la mappa più grande mai stata realizzata per Among Us. Non si deve più aspettare perché i giocatori di Among Us possano divertirsi su The Airship. Come vi spiegavamo è ispirata a un dirigibile, più precisamente a quello del clan Toppat, tratto dalla serie Henry Stickmin sviluppata sempre da InnerSloth. All’interno si potranno usare anche scale e ascensori per salire e scendere nelle diverse aree di gioco. Questa è una novità del tutto inedita per Among Us. Ma anche le task saranno del tutto nuove, per far divertire ancora di più i giocatori.

Un’altra novità è che dopo i meeting d’emergenza, i giocatori spawneranno in diversi punti della mappa a loro scelta, e non più nello stesso punto come accadeva in Skeld, MIRA HQ e Polus. In più, assieme alla nuova mappa di Among Us, sarà introdotta la nuova skin di Geoff Keighley, giornalista videoludico canadese, organizzatore e conduttore dei The Game Awards. L’aggiornamento è ovviamente gratuito.

Ecco un breve trailer reveal della nuova mappa di Among Us:

Apple TV+ StarzPlay aprile 2021: nuove uscite serie e film in arrivo

9Apple TV+ aprile 2021: The Mosquito Coast 1×01

30/04/2021

The Mosquito Coast è una serie televisiva drammatica basata sull’omonimo libro di Paul Theroux,

Un uomo idealista, disgustato dalla corruzione del mondo civilizzato, cerca la sua famiglia in America Latina.

Nel cast Justin Theroux.

Successivo

Disney Plus nuove uscite aprile 2021: novità film e serie TV

14Marvel Studios Assembled: The Falcon and The Winter Soldier

30/04/2021

Assembled è una docu-serie antologica sul making-of delle serie e dei film dei Marvel Studios.

Ogni speciale esplora il dietro le quinte di un film o di una serie televisiva del Marvel Cinematic Universe con i vari creativi, ed esplorano il processo di creazione di ogni film e serie.

Ad aprile 2021 su Disney+ arriva la puntata su The Falcon and The Winter Soldier.

Successivo

Samsung sarebbe al lavoro su uno smartphone che si piega due volte

Continua il trend dello smartphone che si piega, ma Samsung sembra voler portare la questione a un piano superiore, con un dispositivo che si piega due volte. Per ora nessun altro competitor è riuscito a realizzare un simile device, ma non è chiaro se si tratta di una notizia fattuale. Infatti è stato un recente report, che ha citato i piani di Samsung, nei quali l’azienda sembra essere al lavoro sulla produzione di uno smartphone che si piega due volte.

Nel 2020 Samsung ha confermato il suo dominio sul mercato dei pieghevoli, con i suoi nuovi Galaxy Z Flip e Z Fold 2. Basti pensare poi che altri produttori si rivolgono all’azienda coreana per realizzare pannelli pieghevoli per i loro dispositivi. Di recente è anche un rumor che indica anche Apple tra i nomi.

Il report è di Nikkei, che ha svelato che oltre a Galaxy Flip 2 e Z Fold 3, Samsung ha in programma di lanciare anche uno smartphone dal doppio schermo pieghevole. Si afferma infatti che l’ultimo progetto segreto di Samsung è un telefono completamente nuovo a doppia piegatura. La società dovrebbe già svelare nuovi modelli di Galaxy Z Flip e Galaxy Z Fold nella seconda metà del 2021. L’azienda ha già innumerevoli brevetti per altri telefoni pieghevoli che possono essere piegati due volte. Inoltre possiede brevetti per telefoni pieghevoli a tre.

Una persona con una conoscenza diretta dei piani Samsung ha rivelato che l’azienda si è ora posta un obiettivo molto ambizioso. Vuole portare le vendite totali di smartphone pieghevoli a un livello simile a quello della sua popolare serie Galaxy Note. Questo potrebbe spiegare perché ci sono state così tanti rumor sull’addio alla serie Galaxy Note. Samsung inoltre ha già detto che non ci sarà alcun nuovo telefono Galaxy Note nel 2021.

Con le crescenti somiglianze tra le serie Galaxy S e Galaxy Note, la società avrebbe potuto differenziare i due prodotti. I pieghevoli invece offrono una grossa novità. Samsung dovrà solo trovare un modo per accogliere nuovi clienti nel mondo dei foldable. Fonti affermano che Samsung è ancora in procinto di finalizzare i dettagli del suo smartphone a doppia piegatura. L’obiettivo è che il telefono abbia un design più adatto alle app. Infatti l’idea è di avere delle proporzioni dello schermo, da aperto, in linea con le proporzioni tradizionali 16:9 o 18:9. Ciò consentirebbe ad app e giochi di essere visivamente più accattivanti sul dispositivo con risoluzioni migliori.

Al momento non sono disponibili ulteriori dettagli sull’ultimo progetto segreto di Samsung.

YouTube nasconderà la conta pubblica dei dislike ai video

YouTube ha annunciato di aver avviato dei test per attivare la funzione che nasconderà i dislike a un video pubblicato sulla sua piattaforma. Il servizio spiega che lo scopo di questa novità, è per limitare coloro che abusano di questo tasto, per dimostrare dissenso e spesso non solo. Infatti l’azienda spiega che l’obiettivo è quello di fermare vere e proprie campagne di dislike, a discapito dei creator.

Su Twitter, YouTube ha spiegato che, dopo aver ricevuto il feedback dai suoi creator, ha deciso di testare questo nuovo design che non mostrerà la conta pubblica dei dislike. In un primo momento solo alcuni utenti potranno fare uso di questa novità, ma presto il test diventerà realtà. Nelle prossime settimane infatti sempre più creator saranno inclusi in questa fase di test. L’obiettivo è di scoprire il tasso di gradimento di un YouTube senza tasto dislike.

I creator in ogni caso potranno continuare a vedere il numero esatto di like e dislike grazie a YouTube Studio. Invece gli utenti che attingono ai contenuti di YouTube, se fanno parte dell’esperimento, potranno comunque dare il loro like o dislike a un video, per dare il proprio feedback ai creator. YouTube ha condiviso un’immagine che mostra il design del nuovo look della pagina dedicata al feedback dei suoi video. Il tasto dislike è sempre presente, ma non apparirà il contatore dedicato.

youtube nasconde conta pubblica dislike
Il nuovo look senza il contatore dei dislike

Nel corso degli anni YouTube ha cercato di arginare la piaga dei dislike, che spesso non vengono dati tanto come feedback, ma vengono sfruttati per campagne d’odio nei confronti dei creator. In precedenza l’azienda aveva considerato di rimuovere la conta dei dislike del tutto, oppure di chiedere agli utenti di spiegare il proprio dissenso. La scelta finale è quella di rimuovere la conta pubblica dei dislike, proprio come fece Instagram con i like ai post dei suoi utenti. Solo i singoli creator potranno vedere l’andamento del proprio video da quel punto di vista.

Spotify lancerà la sua app per chat audio dal vivo, come Clubhouse

Spotify ha investito molto in contenuti di podcast preregistrati e ora l’azienda vorrebbe ospitare anche chat audio dal vivo. La piattaforma ha annunciato oggi l’acquisizione di Betty Labs, la società dietro l’app audio sportiva in diretta Locker Room. Spotify non ha rivelato quanto ha speso per l’acquisto, ma si tratta di un passo verso una realtà molto simile a Clubhouse.

Come risultato dell’acquisizione, Locker Room rimarrà attivo nell’App Store ma verrà rinominato con un nome diverso in futuro, su iOS e forse su Android. Avrà un focus più su musica, cultura e contenuti sportivi. Spotify afferma di pensare all’audio dal vivo come qualcosa di ideale per i creator che vogliono entrare in contatto con il pubblico in tempo reale, sia che si tratti di presentare in anteprima un album, ospitare una sessione di domande e risposte o forse anche esibirsi.

Gustav Söderström, chief R&D officer di Spotify, ha detto a The Verge che consentirà a chiunque di ospitare chat, non solo a creatori approvati. Questo significa che la sua app competerà direttamente con tutte le altre, dedicate all’audio live come, Twitter Spaces, Clubhouse e Discord. In ogni caso, le due app rimarranno separate.

Ma chissà, forse integreremo alcune di queste funzionalità, o tutte queste funzionalità in futuro”, afferma Söderström. Spotify sperimenterà anche diverse funzionalità di monetizzazione. Ad esempio, alcune chat potrebbero essere libere, mentre altre sarebbero a pagamento.

Ovviamente, lo strumento di audio dal vivo dell’app diventerà un elemento dell’ecosistema di podcast di Spotify. Söderström afferma che le persone registrano già le loro chat di Spaces e Clubhouse e le caricano come file MP3 su Anchor, il software di hosting e creazione di podcast di Spotify. “Potremmo voler rendere tutto più semplice”, afferma. È facile immaginare che l’azienda consentierà alle persone di registrare in modo nativo le proprie chat, per poi distribuirle direttamente su Spotify.

In generale, il contenuto audio è diventato molto popolare, poiché in molti cercano di investire in contenuti podcast preregistrati e audio dal vivo. Amazon ha acquisito la rete di podcast Wondery lo scorso anno, ad esempio, mentre Clubhouse e Spaces sono stati lanciati sempre nel 2020. Secondo quanto riferito, Facebook sta persino cercando di creare una realtà competitor di queste ultime. Spotify, sebbene si concentri principalmente sul podcasting, sta dimostrando che le aziende possono avere accesso a entrambi i mondi. Infatti la registrazione audio dal vivo può far crescere il suo catalogo e contemporaneamente promuovere la musica in streaming presente sulla sua app.

Apple evento WWDC 2021: quando, iOS 15 e dove guardarlo in streaming

Apple ha ufficialmente annunciato l’evento WWDC 2021, con la tagline “Glow and Behold“. Quest’anno la conferenza avrà luogo del tutto online, virtualmente, e tra gli argomenti trattati ci saranno iOS 15, macOS 12, watchOS 8 e tanto altro. Ecco i dettagli.

Apple evento WWDC 2021 quando

L’evento di Apple WWDC 2021 quando si terrà e a che ora? L’azienda di Cupertino ha svelato che l’evento online avrà luogo virtualmente dal 7 all’11 giugno 2021. Nel corso di queste giornate saranno presentati tanti nuovi software. Questo è il secondo anno che Apple si trova costretta a tenere una conferenza virtuale a causa del COVID-19. L’evento WWDC 2021 sarà del tutto gratuito per i sviluppatori e si potrà partecipare da tutto il mondo.

Lo scorso anno l’evento ha portato 22 milioni di spettatori e Apple ha prodotto oltre 72 ore di contenuti video per gli sviluppatori.

WWDC 2021 novità

La Worldwide Developers Conference di Apple è un appuntamento importante per gli utenti appassionati. In questo contesto, l’azienda annuncia tutte le novità software per l’anno. Infatti per il WWDC 2021 si parlerà di iOS 15, iPadOS 15, macOS 12, tvOS 15 e watchOS 8. Inoltre, tra i primi rumor, si ipotizza che Apple potrebbe lanciare anche nuovi sistemi Mac o MacBook con processori Apple e architettura ARM. Inoltre l’immagine di lancio sembra lasciare intendere un nuovo sistema operativo per gli occhiali AR. Non dovrebbe comunque essere presentato un prodotto definitivo, dato che Apple usa la WWDC per preparare i suoi sviluppatori. Nel 2022 arriveranno gli occhiali a realtà aumentata? Probabilmente lo scopriremo durante il WWDC 2021.

Apple ha anticipato che gli sviluppatori avranno la possibilità di “dare una prima occhiata agli ultimi strumenti, piattaforme e tecnologie Apple per creare app e giochi il più possibile innovativi”. L’evento includerà sessioni online, laboratori 1: 1 per sviluppatori e nuovi modi per interagire con ingegneri e designer Apple.

Apple evento streaming

Come vedere in streaming l’evento Apple WWDC 2021? Purtroppo non si tratta di un evento accessibile a chiunque, ma nelle prossime settimane l’azienda condividerà maggiori informazioni attraverso l’app Apple Developer, sul sito Apple Developer e via e-mail, a tutti gli sviluppatori iscritti al programma ufficiale.

PC Professionale 361

Sommario aprile 2021