Come mantenere in salute un SSD

Dopo aver evitato un’usura precoce del proprio Ssd attraverso le precauzioni analizzate nelle altre pagine, valutiamo le migliori soluzioni per mantenere in salute un disco allo stato solido, sia in termini elettronici sia prestazionali.
Un disco di questo tipo ha infatti bisogno di alcuni accorgimenti mirati per fare in modo che le celle di memoria e soprattutto le prestazioni non si deteriorino con il tempo, portando da un lato a errori hardware e dall’altro a rallentamenti notevoli in grado di invalidare i grandi benefici che dischi di questo tipo portano ai loro possessori.

Trim, il migliore amico di un Ssd

Il primo accorgimento da adottare per mantenere un Ssd operante al meglio è quello di abilitare il comando Trim, presente in tutti i più recenti sistemi operativi (Windows 7 e successivi, OS X 10.6.8 e successivi, Linux Kernel 2.6.33 e successivi), ma non sempre abilitato di default, nemmeno in presenza di un disco allo stato solido. Questo comando, operante attraverso la modalità  Ahci del controller Sata, permette al sistema operativo di indicare direttamente al disco quali sono i blocchi logici non più utilizzati dopo l’eliminazione logica di un file.
Normalmente infatti dopo una cancellazione eseguita dal sistema operativo i blocchi di memoria su disco vengono semplicemente contrassegnati come “non in uso” e viene rimosso il puntamento al file dall’indice di sistema.

Un Ssd, senza ulteriori comandi, mantiene il file all’interno delle proprie celle di memoria, ponendo le basi a gravi problemi di velocità  di scrittura qualora il sistema operativo proponga un’operazione di scrittura sulle stesse celle (non elettricamente vuote). Per fare questo un disco magnetico semplicemente sovrascrive il contenuto con il nuovo file, con una velocità  di scrittura indipendente dal fatto di scrivere su una superficie vuota a su dati esistenti. Un disco allo stato solido, quando riceve il comando di scrittura in una determinata porzione di memoria, verifica innanzitutto il suo stato; se vuota scrive alla sua massima velocità  il nuovo dato, se invece già  piena è necessario prima sovrascrivere tutto con il valore logico zero (ovvero svuotare completamente dalla carica elettrica i transistor interessati), prima di scrivere a massima velocità  il dato.

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I sistemi operativi più recenti abilitano automaticamente il comando Trim se rilevano la presenza di unità  Ssd. In ogni caso è sempre una buona norma controllarne effettivamente lo stato.

La velocità  media risultate, visto il tempo necessario per rimuovere il vecchio dato, è di conseguenza molto inferiore a quanto invece possibile con un disco pulito. Il comando Trim serve proprio a questo, indicare al disco allo stato solido quali sono le aree di memoria da cancellare fisicamente, senza però mandare un vero comando di scrittura a zero del dato. Questo per permettere una prioritizzazione dei comandi, in modo da lasciare operare il disco al massimo della velocità  ed eseguire questa pulizia solo quando non impegnato in vere richieste utente.

Per verificare se il commando Trim è attivato sul proprio sistema è sufficiente eseguire pochi semplici comandi. Su sistemi Windows (oltre che usare tool grafici) si può utilizzare il prompt dei comandi (con privilegi di amministratore) lanciando il comando fsutil behavior query disabledeletenotify e verificare il valore di ritorno. La riga DisableDeleteNotify = 0 indica che il comando è abilitato, se il risultato è 1 significa invece che Trim è disabilitato.
Windows 7 e 8 abilitano di default il comando se è presente un Ssd, se per caso non l’avessero fatto, oppure il disco è stato installato in un sistema senza il supporto alla modalità  Ahci esiste però una procedura che permette di riportare le cose nello stato migliore possibile.
Se il sistema è installato in modalità  Ide è necessario, da Bios di sistema, cambiare la modalità  in AHCI. Prima di farlo da Bios assicuratevi di leggere attentamente quanto Microsoft riporta in questa pagina: http://support2.microsoft.com/kb/922976/it.
Per non incorrere in problemi di avvio è infatti necessario installare una piccola patch al sistema operativo.

Su sistemi Apple con OS X installato è possibile verificare il comando Trim direttamente dalle informazioni di sistema. Dalla barra menu è sufficiente selezionare Informazioni su questo Mac e Più informazioni. Nella lista hardware selezionare la voce Sata e il disco Ssd installato sul sistema. Una voce TRIM Support indicherà  semplicemente Si o No. Apple abilita di default il comando solo sui suoi dischi allo stato solido. Se installate un disco di terze parti su un sistema Macintosh difficilmente avrete il comando attivo senza alcuna operazione. Per cambiarlo manualmente la procedura da riga di comando è complessa e molto onerosa, motivo per cui vi consigliamo di utilizzare direttamente un’utility fatta per lo scopo. Si chiama Trim Enabler e potete scaricarla a questo indirizzo: http://www.cindori.org/software/trimenabler/.

Il funzionamento è semplicissimo: sotto l’icona di un disco allo stato solido un semplice interruttore permette di attivare o disattivare il comando. La versione gratuita del software permette di fare solo questo, ma per i nostri scopi è più che sufficiente; quella a pagamento offre funzionalità  diagnostiche e di benchmark di cui parleremo tra poco.

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