Come viaggiare a ipervelocità tra i pianeti in Google Maps

Google Maps ha introdotto un nuovo effetto di transizione nella navigazione tra pianeti, una “funzionalità” pienamente in linea con lo spirito spaziale del nuovo Star Wars attualmente nei cinema.

Oltre ad aggiungere sempre nuove possibilità di interazione navigando sulla superficie terrestre, Google Maps offre ora un simpatico effetto di “velocità curvatura” se proviamo a viaggiare tra i corpi celesti attualmente presenti nel database del servizio.

Google Maps, ipervelocità - 1

Più che di una nuova funzionalità si tratta insomma di un Easter Egg, attivato giusto in tempo per celebrare l’arrivo nei cinema di tutto il mondo di Star Wars: L’Ascesa di Skywalker. Il nuovo effetto di navigazione in ipervelocità (o velocità di curvatura per gli appassionati di Star Trek) si attiva visitando il sito di Google Maps, attivando la modalità “Satellite” con l’icona in basso a sinistra e poi passando alla “vista in modalità globlo” (qualora questa non fosse già attiva) tramite l’apposita icona in basso a destra.

A questo punto occorrerà fare “zoom out” (tramite la rotellina del mouse o i pulsanti di controllo in basso a destra) fino a visualizzare il globo terrestre nella sua interezza; all’ultimo colpo di zoom dovrebbero quindi comparire le stelle sullo sfondo e una lista dei pianeti visitabili nella nuova scheda “Spazio” sulla sinistra.

Google Maps, ipervelocità - 2

Provando a selezionare una qualsiasi destinazione diversa dalla Stazione Spaziale Internazionale, Google Maps ci porterà in prossimità del corpo celeste corrispondente coprendo in “ipervelocità” i milioni di chilometri di spazio interplanetario del viaggio.

Google Maps, ipervelocità - 3

Per ogni pianeta è possibile fare una visitina ai diversi “punti di interesse” catalogati da Google Maps con tanto di zoom (parziale) sulla superficie; alla fine della nostra esplorazione potremo tornare sulla Terra con un nuovo viaggio in ipervelocità, zoomare sulla superficie e magari tornare alla modalità di visualizzazione 2D classica.

Il nuovo effetto di ipervelocità di Google Maps rappresenta l’ennesima aggiunta, “superflua” e superficiale quanto si vuole, di un servizio di navigazione geolocalizzata che non cessa di evolversi e di arricchirsi di nuove opportunità di esplorazione.

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