Machine Learning

Guard, fare le pulci alle politiche sulla privacy con l’intelligenza artificiale

Guard è un servizio sperimentale che si incarica di rendere chiaro quello che è massimamente offuscato, vale a dire i potenziali pericoli nascosti all’interno delle politiche sulla privacy di servizi e applicazioni di rete.

Oltre che a generare fake news e altri contenuti fasulli condivisi in rete, gli algoritmi di intelligenza artificiale (IA) possono essere impiegati anche per obiettivi potenzialmente molto più utili al pubblico. Obiettivi come quello di Guard, un servizio nato per spulciare all’interno delle politiche sulla privacy di siti e servizi Web alla caccia di potenziali minacce alla riservatezza degli utenti.

Guard è un servizio sperimentale nato come esercizio accademico a opera dello sviluppatore Javi Rameerez, che ha preso di mira la privacy come soggetto da analizzare in merito alle capacità di calcolo in base al linguaggio naturale degli algoritmi di IA.

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La IA di Guard è in grado di analizzare le lunghe paginate delle “privacy policy” proposte dai siti e dalle applicazioni di rete per l’accettazione da parte degli utenti, identificando quei passaggi potenzialmente pericolosi per la riservatezza. Per ogni servizio analizzato Guard fornisce un voto e un giudizio complessivi, evidenzia le peggiori “minacce” alla privacy incluse nella relativa policy e propone un corollario di scandali e incidenti sperimentati dal servizio in tempi recenti.

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Tra i servizi già analizzati e “giudicati” da Guard ci sono Telegram, che segna uno dei voti e dei giudizi più positivi (A+), social network come LinkedIn (B-) e Twitter (D), Reddit (B-), Mozilla (C), YouTube (C), Netflix (C) e tanti altri. Guard mette poi a disposizione anche un test interattivo di pochi minuti, pensato per evidenziare i “pregiudizi etici” dell’utente in merito alla privacy e contemporaneamente per fornire ulteriori spunti di evoluzione alla IA del servizio.

Al momento Guard non può essere utilizzato per spulciare all’interno delle politiche sulla privacy di siti e servizi indicati dall’utente, anche se è possibile suggerire un possibile soggetto di analisi alla IA tramite il pulsante Add more Sites presente in basso sulla homepage del servizio.

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