La tecnologia U3 è stata sviluppata in maniera congiunta da SanDisk e M-Systems. Il suo scopo era di consentire l’esecuzione di applicativi Windows da un pendrive appositamente configurato. Il pendrive U3 viene rilevato dal computer come se fosse un hub Usb al quale sono collegati un lettore Cd-Rom ed un dispositivo Usb Mass Storage tradizionale. È per questo motivo che quando un pendrive U3 viene collegato alla porta Usb, nella Gestione risorse di Windows appaiono due nuove unità , ognuna contrassegnata da una lettera identificativa. La scelta di emulare un lettore Cd-Rom è dovuta al fatto che, così facendo, era possibile sfruttare il supporto AutoRun già  presente in tutti i sistemi operativi Windows per lanciare in maniera automatica il software di supporto U3. Per ottenere questo scopo, la partizione che emula il lettore Cd-Rom deve essere formattata con un file system Iso 9660, mentre la partizione Usb Mass Storage in genere adotta il tradizionale file system Fat.

u3-launchpadIl software di supporto U3 è costituito da un Launchpad che serve a presentare i vari software preinstallati sul pendrive. Uno dei requisiti fondamentali del U3 Launchpad è che, al momento della sua terminazione, deve eliminare tutte le tracce della propria esecuzione, compresi eventuali file temporanei creati con l’esecuzione degli applicativi. È invece consentito salvare impostazioni e parametri dell’utente sul pendrive Usb.

La tecnologia U3 è ormai considerata obsoleta e anche la stessa SanDisk ne ha eliminato il supporto in tutti i dispositivi prodotti dopo la fine del 2009. La ricezione della tecnologia U3 da parte del pubblico è stata abbastanza critica. I principali problemi riguardavano il fatto che il Launchpad adottasse alcuni degli schemi già  in uso da parte di malware e cavalli di Troia. Inoltre, il fatto che la partizione di avvio fosse rilevata come unità  Cd-Rom poteva portare ad incompatibilità  di vario tipo con i software di masterizzazione. Un altro problema, in parte dovuto ai brevetti utilizzati per implementare questa tecnologia, riguardava il fatto che i dati archiviati sul pendrive fossero memorizzati secondo formati proprietari, che ne rendevano quindi impossibile una libera gestione da parte dell’utente finale. Infine, alcuni utenti mal tolleravano il fatto che questo tipo di dispositivi richiedesse due lettere identificative di unità  invece di una sola, portando così ad uno sfasamento della sequenza di assegnazione.

Come spiegato in precedenza le partizioni U3 sono proprietarie e quindi la loro rimozione richiede accorgimenti specifici. In particolare il lettore Cd-Rom virtuale non può essere formattato perché viene rilevato dal sistema operativo come se fosse una periferica fisica, connessa ad un hub Usb. È per questo motivo che per la rimozione della funzionalità  U3 è solitamente necessario utilizzare un software apposito, messo a disposizione dal produttore. Con questo strumento è possibile rendere invisibile il Cd-Rom virtuale, lasciando accessibile il solo dispositivo Usb Mass Storage. Nella maggior parte dei casi, però, la memoria flash occupata da questa partizione non viene liberata. Una volta nascosta la partizione U3 e neutralizzato il relativo Launchpad diventa possibile rimuovere il software ad esso collegato nell’altra partizione del flash drive.

Purtroppo il software U3 Removal Tool non è più disponibile sul sito del supporto tecnico di U3 ma potrete comunque trovarlo cercando con un motore di ricerca “Removing/Uninstalling U3 Launchpad on a Pc“. Il materiale necessario e le relative procedure sono descritte nelle pagine della Knowledge Base di SanDisk.

In alternativa al software ufficiale U3, si potrà  tentare la stessa operazione con U3_Tool. Purtroppo questo strumento non è più stato aggiornato da diversi anni e non sembra quindi avere la stessa percentuale di successo del software di rimozione ufficiale.

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