Aggiorna il tuo notebook

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Il notebook è un computer che offre ridotte, se non ridottissime, possibilità  di aggiornamento rispetto a un sistema desktop, ma ciò non significa che sia impossibile ottenere maggiori prestazioni rispetto a quanto offerto dalla configurazione così come è stata acquistata in origine. Un notebook, a meno di guasti hardware che costringono alla riparazione o addirittura alla sostituzione, ha una vita media di almeno cinque anni. Ciò può non valere per chi ha esigenze particolari come la necessità  di avere sempre la massima potenza di calcolo, ma per l’utente comune così come per quello professionale un notebook trattato in modo appropriato può durare molti anni. In entrambi i casi l’aggiornamento del disco, della memoria e del sistema operativo permettono di migliorare le prestazioni, l’esperienza di utilizzo e soprattutto di allungare la vita del vostro compagno di lavoro.

di Michele Braga

ICON_EDICOLANel corso degli ultimi anni le prestazioni dei sistemi notebook sono cresciute molto, tanto da eguagliare quelle di molti sistemi desktop. Non è poi difficile trovare computer portatili di fascia media e alta con un costo accettabile che sono anche in grado di superare con facilità  le prestazioni di un desktop economico, soprattutto grazie alle elevate prestazioni offerte dai processori mobile di ultima generazione.

Esiste però chi si scontra con le prestazioni insufficienti di un computer portatile che ha comprato più di due anni fa (il mio ha più di cinque anni) o chi è rimasto “scottato” da una scelta poco oculata durante l’acquisto, per esempio, di un notebook in sottocosto o più semplicemente in offerta. In entrambi i casi, prima di pensare all’acquisto di un nuovo computer conviene valutare attentamente se esistono possibilità  di aggiornare la configurazione che non soddisfa le proprie aspettative o necessità .

Sebbene sia sempre più difficile eseguire aggiornamenti hardware su un notebook – pensiamo ad esempio ai portatili Apple di fascia più alta dove i componenti sono saldati sulla piastra madre – in molti casi è possibile intervenire per dare una nuova vita al computer portatile. In questo articolo esaminiamo tre tipi di aggiornamento che possono essere eseguiti su un notebook – nella maggior parte dei casi sono anche gli unici aggiornamenti possibili – e vi forniamo un resoconto di come possono è migliorarne l’esperienza di utilizzo, le prestazioni e le funzionalità .

Come abbiamo eseguito la prova

Per mettere in evidenza i miglioramenti che si possono ottenere attraverso l’aggiornamento del disco e della memoria, abbiamo simulato configurazioni diverse su un notebook di ultima generazione castrandone le prestazioni con componenti hardware che ricalcano alcune delle scelte più comuni seguite dai grandi marchi per offrire prezzi di acquisto che spaziano dalle configurazioni più economiche a quelle più performanti. Nello specifico abbiamo utilizzato un notebook Asus Gaming ROG GL552VW-CN313T – nella sua configurazione di partenza ha prestazioni eccellenti – che ci ha permesso di utilizzare rispettivamente dischi meccanici con interfaccia Sata, un disco Ssd da 2,5 pollici con interfaccia Sata e un disco in standard M2 sempre con interfaccia Sata. Sui due zoccoli per la memoria abbiamo utilizzato i moduli originali Ddr 4 (ciascuno da 8 Gbyte) e un kit di memoria Kingston HyperX (HX424S14IBK2/8) composto da due moduli Ddr 4 da 4 Gbyte; con questo kit abbiamo simulato una configurazione molto diffusa che consiste di un solo modulo da 4 Gbyte di memoria e che permette all’utente di passare a 8 Gbyte attraverso l’aggiunta di un secondo modulo.

Per ogni configurazione abbiamo eseguito un’intera batteria di test utilizzando le suite BAPCo Sysmark 2014, Futuremark PCMark 8, Futuremark 3DMark e AJA System Test. Abbiamo quindi raggruppato i risultati – quelli più significativi – in modo da evidenziare quali sono i comparti dove l’aggiornamento hardware permette di ottenere un incremento significativo delle prestazioni. I risultati numerici sono affiancati anche da considerazioni soggettive che però si basano sull’esperienza diretta nell’utilizzo delle diverse configurazioni provate: si tratta di un giudizio che poggia le fondamenta sulla reattività  del sistema sperimentata in modo diretto come un qualunque utente percepisce la velocità  o la lentezza del computer in proprio possesso.

Ricordiamo inoltre che le prestazioni sono state rilevate su configurazioni pulite (sistema operativo e suite di test), mentre in una situazione reale sul notebook sono presenti molte applicazioni che possono appesantire e rallentare la velocità  del computer anche durante le operazioni più semplici (pensate ad esempio agli antivirus, utili ma spesso molto ingordi di risorse). (…)

Trovi l’articolo completo su PC Professionale di aprile 2016

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