Avete fatto l’upgrade a Windows 10?

Microsoft sta puntando molto sul nuovo Windows 10, rilasciato il 29 luglio. I dati forniti via Twitter da Yusuf Mahdi, vicepresidente Microsoft e responsabile di Windows, sono molto incoraggianti: a fine agosto il nuovo sistema operativo è stato installato su 75 milioni di hardware, tra Pc, notebook, convertibili e tablet. La strategia complessiva del colosso di Redmond è chiara ma rispetto a quella che caratterizzava Windows 8, è rispettosa dell’identità  dei prodotti sui quali verrà  installato il nuovo sistema operativo. Microsoft deve recuperare quote di mercato nel settore più debole (quello del mobile) ma deve anche garantire l’operatività  di chi ancora lavora con desktop e notebook. Quindi, ecco il ritorno in grande stile del tasto Start. A questo proposito non va dimenticato che in agosto è stato anche il ventesimo compleanno di Windows 95, proprio quel sistema operativo che ha permesso a Microsoft di fare il grande passo, spingendo sulla facilità  d’uso e sul multitasking per piazzare un computer in ogni casa. E Windows 95, ai tempi, era il sistema operativo giusto per le intenzioni di Microsoft. Su cosa si basava il focus della campagna pubblicitaria? Proprio sul tasto Start che permetteva di accedere facilmente agli applicativi installati sul computer. Per rendere più esplicita la sua idea, Microsoft pagò ben 3 milioni di dollari di diritti ai Rolling Stone per l’esclusiva della canzone “Start me up”, che accompagnò l’intera campagna pubblicitaria. Guarda caso, dopo averne limitato l’operatività  in Windows 8, ora torna in tutto il suo splendore con Windows 10. Non è certamente solo il ritrovato tasto Start l’unica novità  di Windows 10, ce ne sono tante e molte dedicate a sicurezza e stabilità . A questo riguardo vi consiglio di leggere il nostro articolo a pagina 54 dedicato al nuovo sistema.

In questi vent’anni la storia dei sistemi operativi di Microsoft è stata altalenante, con casi di successo, appunto come Windows 95 o Windows XP, e grandi flop, come Windows ME e soprattutto Windows Vista. Quest’ultimo in particolare, pur se spinto da un’incredibile campagna pubblicitaria (vi ricordate? Microsoft aveva tappezzato le città  con il motto Wow, che doveva rendere esplicito lo stupore per il nuovo prodotto) Windows Vista fu subito odiato dagli utenti per l’incredibile voracità  di risorse di sistema (Ram e spazio disco), la lentezza operativa e la traballante stabilità . Ora, invece, Microsoft sembra abbia imparato dai propri errori e pur dovendo guadagnare quote di mercato in alcuni settori sta lavorando con intelligenza. Lo dimostra anche il fatto che l’upgrade da Windows 7 o Windows 8 al nuovo Windows 10 sia gratuito (Apple docet). E quanto questa strategia sia positiva è evidente dai numeri (gli oltre 75 milioni di aggiornamenti già  effettuati). Un appunto? Le troppe versioni disponibili, ben otto di cui due per utenti classici (Home e Pro), due Enterprise, una Education, due mobile (Mobile e Mobile Enterprise) e una dedicata all’Internet delle cose (IoT Core). Sono troppe? Bisogna tener conto che tra un anno Windows 10 non sarà  più gratuito e Microsoft dovrà  avere un catalogo ricco per soddisfare le esigenze di utenti e piattaforme diversi.

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